00:00Si esce da questo spettacolo, oltre che con mille cose dentro, con due consapevolezze.
00:06Da una parte non si è per fortuna spento lo spirito, l'intuizione con cui voi siete da tanti anni
00:14su questo palco,
00:15dall'altra, ahimè, la consapevolezza che nonostante siano passati 30 anni, queste cose non siamo ancora riusciti a metterle solo
00:22sui libri di storia,
00:23ma fanno parte anche del nostro presente.
00:25Sì, io credo che ormai questi temi siano temi che vadano a costituire una sorta di sano tabù su certe
00:35questioni.
00:36La gente ormai non ha più scampo, sa quello che succede nel mondo e fa le sue scelte ed è
00:46responsabile delle scelte che fa.
00:48E questo spettacolo sta un po' a tenere vivo questo senso di responsabilità che si deve avere.
00:56Da una parte non invecchia perché noi ci invecchiamo dentro e noi vediamo invecchiarci invecchiare,
01:04vediamo la storia, vediamo la società come risponde allo spettacolo, che è sempre diverso,
01:10per cui la famosa frase ogni spettacolo è diverso dall'altro, che fa parte della retorica teatrale,
01:18in questo caso misurata nell'arco dei 32 anni è autentica.
01:23Noi abbiamo cominciato intorno ai 40 anni, come dice la frase di Pasolini all'inizio,
01:29e adesso quando sentiamo quella frase ci scappa un po' da ridere perché ne abbiamo più di 70,
01:34alcuni di noi e altri ne hanno più di 50, quelli che ne avevano 20 allora.
01:40E comunque in questo arco di anni noi abbiamo visto proprio modificarsi il pubblico
01:48e noi abbiamo portato avanti la nostra vita e quindi modificandoci a nostra volta
01:53la struttura dello spettacolo è rimasta ferma perché è una struttura solida,
01:59sia nel testo che nella scrittura scenica,
02:01e noi però dentro ci invecchiamo insieme al pubblico.
02:06È passato un po' di tempo da quando il mio collega e amico,
02:10il vostro amico Antonio Mascolo, mi portava a scoprire,
02:14poi lo raccontava anche ai parmigiani, cosa stava nascendo qui.
02:17Ecco, a tanto tempo di distanza in una città,
02:21e non ne faccio certamente solo un discorso banalmente politico,
02:24che sta perdendo tanti slaghi,
02:25che ruolo oggi pensate di poter avere in Parma,
02:28ovviamente non solo in Parma, ma parlo di noi,
02:31un ruolo secondo me di resistenza,
02:34perché stanno facendo di tutto per smorzare i nostri slanci,
02:41a tutti i livelli politici.
02:44Cioè c'è una disattenzione al fenomeno di questo teatro a Parma,
02:50che è unico a livello nazionale,
02:54c'è una città di provincia che ha vissuto tanta esperienza,
02:57che ha continuato a funzionare,
03:00che è esemplare da un punto di vista organizzativo.
03:04E niente, pure la guerra di ogni giorno,
03:07resistere a questo tentativo di spegnere tutto.
03:12Ultimissima cosa, ti ho sentito in un'altra intervista,
03:14dire come a vostra volta avete visto cambiarvi davanti agli occhi i giovani,
03:20che vengono tanto numerosi.
03:21Ecco, sono la categoria meno catalogabile e più catalogata.
03:27Parlavamo prima del telefonino spento a fatica,
03:30ma poi certamente non rimpianto,
03:32dopo quello che abbiamo sentito nelle parole alla fine.
03:35Che impressione ti danno i ragazzi di oggi?
03:39Beh, io insegno anche teatro,
03:41quindi io ho una frequentazione con i giovani di oggi abbastanza assidua.
03:47e poi anche qui, attraverso lo spettacolo,
03:52oggi è un momento meglio dell'immediato ieri.
03:56C'è...
03:58Quindi a torto chi li vuole più distratti, più alienati appunto da tutte queste cose?
04:03No, no, no, ho parlato dell'immediato ieri,
04:05perché ieri l'altro erano meno distratti e meno alienati,
04:08ieri lo erano di più, oggi sono...
04:12Oggi c'è anche una stanchezza un po' di fronte a questi strumenti di alienazione,
04:17cioè non sono più così dirompenti come qualche anno fa, insomma.
04:22Adesso c'è un'attenzione seria, motivata, colta, anche a volte interessante.
04:32Sì, adesso è perfetto,
04:34adesso non avremmo incommorso normalmente,
04:36ma che è...
04:36Grazie.
04:37Grazie.
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