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Trascrizione
00:00:05Sapete qual era il mio sogno più grande? Quello di avere una famiglia unita con dei
00:00:12bravi figli. Mio padre quando ero ancora un ragazzino mi diceva, Pietro ricorda sempre
00:00:20che quando si è uniti ci si sente forti, forti nell'animo, ed è la cosa che conta
00:00:26di più. Questo sogno io ho avuto la fortuna di realizzarlo. Marilena e i miei ragazzi sono
00:00:35stati la mia forza e quando si è uniti davvero lo si è sempre, a dispetto del tempo, della
00:00:41distanza, degli accadimenti. La mia famiglia poi lo sanno tutti e anche la Barilla. La Barilla
00:00:51è la mia storia, la mia vita. Un industriale come me sente l'impresa come parte di se stesso,
00:00:59ma noi siamo di passaggio, la nostra vita è breve, quella della Barilla invece potrebbe
00:01:05durare secoli. Per questo ho sempre creduto che l'impresa sia un patrimonio di umanità
00:01:14e di valori che deve contribuire al progresso sociale. Una comunità di persone con uno scopo
00:01:25comune, una comune appartenenza, che sa esprimere meravigliosamente una gamma infinita di differenze,
00:01:32unicità, sentimenti. Così vi ho sempre visti e così vi ritrovo oggi, che provenite da tutte le
00:01:41parti del mondo. È bello vedere che dopo 25 anni alcune cose non sono cambiate, cose alle quali
00:01:53sono legato dalla passione e da tanti ricordi. Ho sempre dato importanza ai ricordi, mio padre,
00:02:07mia madre, le difficoltà, le lotte, gli amici, gli affetti. Dalla mia vita vissuta così intensamente
00:02:15ho tratto grandi insegnamenti. Ecco perché dietro un oggetto o una fotografia ho sempre scritto la data
00:02:23per inquadrare il periodo di quell'esperienza, per non dimenticare.
00:02:36Ho sempre avuto anche un debole per l'arte, perché quella vera ha un immenso potere sulle persone.
00:02:51Ho avuto la fortuna di conoscere uomini di cultura e di talento in tutte le epoche della mia vita.
00:02:59Appartenevamo a mondi diversi, ma l'amicizia è una cosa bellissima perché supera le differenze sociali,
00:03:06le diversità di lavoro per mettere in contatto la nostra umanità.
00:03:13Mi piaceva fare lunghe passeggiate per le strade della mia città e spesso la mattina
00:03:19mi fermavo a prendere un caffè in piazzale Santa Croce. Parlavo con le persone, condividevo pensieri,
00:03:26umori, speranze. Parma mi ha dato tanto e io ho sempre sentito il desiderio di contribuire come
00:03:37potevo alla vita e al benessere di quella comunità. Il bene produce altro bene.
00:03:45Di tanto in tanto poi al sabato mi piaceva andare a passeggiare anche nei corridoi dei supermercati,
00:03:52imparare a capire il cliente e conquistarne la fiducia è stata la mia scuola.
00:03:59E mi fa piacere vedere che in Barilla si lavora ancora e sempre meglio seguendo questi principi.
00:04:06Anche adesso che i nostri prodotti sono presenti in più di cento paesi nel mondo.
00:04:12Una cosa che mi riempie d'orgoglio, ma anche una grande responsabilità.
00:04:18Abbiamo sempre dato una grandissima importanza alla qualità. Produciamo alimenti e gli alimenti
00:04:25hanno un ruolo fondamentale per la salute delle persone. Devono essere buoni, buoni e per tutti.
00:04:33Per proseguire su questa strada già intrapresa, dobbiamo continuare ad appoggiarci a quel valore
00:04:39straordinario che ci ha sempre guidati. La verità. E verità oggi vuol dire aprire le nostre fabbriche
00:04:48per raccontare come facciamo i nostri prodotti, come facciamo il nostro mestiere.
00:04:54Un mestiere meraviglioso che mi ha rubato il cuore e ha chiesto anche tanto del mio tempo.
00:05:06Quando i miei figli erano piccoli, uno dei momenti che mi prendevo per stare con loro
00:05:11era quando li accompagnavo a scuola. Era un tragitto breve, ma io immaginavo di fare
00:05:18delle corse per emozionarli, per divertirli. Era un'avventura quotidiana. Non andavo davvero
00:05:24veloce, non c'era pericolo, ma facevo ruggire il motore, acceleravo, superavo qualche macchina
00:05:30e diventavo il loro campione. Oggi i miei figli sono cresciuti, la barilla è cresciuta,
00:05:38anche al di là di quelle che erano le mie speranze, i miei sogni.
00:05:46Se devo trarne un insegnamento è che questa vita non facile ci chiede molto, ma può anche
00:05:53darci molto. Dobbiamo avere fede in lei e avere fede nelle persone. Ognuno di noi, anche
00:06:02col proprio lavoro, può portare un contributo a questa società complessa, può offrire il
00:06:08meglio di se stesso, ogni giorno.
00:06:13Vedo che la strada per la barilla è ben tracciata e non sarete mai soli a percorrerla.
00:06:22La nostra azienda ha radici profonde, che traggono la loro forza da tutte le persone che sono
00:06:29venute prima di noi. Sta a noi non dimenticarne gli insegnamenti e l'incoraggiamento ad andare
00:06:37avanti, a camminare, camminare.
00:07:30Siamo nello stabilimento di Pedrignano, nel quartiere generale della Barilla, un'azienda
00:07:36che ha 141 anni di storia, nata come un lavoratorio di pane in centro a Parma e oggi diventata un
00:07:43'azienda
00:07:44che ha 8.000 collaboratori, 28 siti produttivi in tutto il mondo, esporta in più di 100 paesi
00:07:52ed ha anche una missione che non è solo quella di vendere dei buoni prodotti alimentari, ma
00:07:59anche quella di educare la gente a una buona alimentazione, a una buona cultura dell'alimentazione.
00:08:05Lo slogan adesso è buono per te, buono per il pianeta, proprio per far capire che avere
00:08:12uno stile di vita che fa bene a noi, fa bene anche all'ambiente. Siamo con Luca Barilla,
00:08:19vicepresidente della Barilla, anche perché vogliamo, soprattutto perché vogliamo ricordare
00:08:25suo padre Pietro, scomparso 25 anni fa. Pietro Barilla è l'uomo che ha fatto grande questa azienda.
00:08:33Luca, cosa vuol dire oggi guidare un'azienda che ha così tanta storia e ha le spalle degli
00:08:40uomini come suo padre? Ma direi che vuol dire soprattutto due cose, un grandissimo orgoglio
00:08:47e una grande responsabilità. Orgoglio perché il papà ci ha lasciato un'azienda meravigliosa,
00:08:57con una storia straordinaria di tante belle iniziative, di tanto bene, di tante buone intenzioni.
00:09:07La responsabilità che ci aspetta, ma che ci aspetta in futuro, ma che cerchiamo di gestire
00:09:15con tutte le nostre capacità è quella di continuare su questo percorso che ci ha indicato
00:09:24il papà e cercando di portare addirittura, questo sarebbe il nostro obiettivo più importante,
00:09:32la Barilla in una situazione più bella per le persone che la riceveranno dopo di noi
00:09:37rispetto a quella in cui si trovava quando il papà l'ha lasciata a noi.
00:09:42Ecco, il papà aveva questo motto, tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio.
00:09:48E' proprio grazie a questo suo spirito che ha voluto trasformare la Barilla in qualche cosa
00:09:54di grande. Io farei vedere il filmato che racconta un po' la storia, l'evoluzione della Barilla
00:10:00dal pane alla pasta, da un laboratorio in centro alla grande industria che è oggi.
00:10:081952, dal pane alla pasta.
00:10:12La storia della Barilla parte nel lontano 1877 con la nascita di una bottega di fornaio.
00:10:18Riccardo, padre di Pietro Barilla, racconta quegli inizi molto duri.
00:10:25Mi ricordo che andavo a prendere con il carretto qualche sacco di farina al mulino, a credito,
00:10:30e con il nostro antico fornetto di mattoni si traduceva in pane.
00:10:34Ricavando il denaro andavo a pagare il piccolo debito fatto per avere altri due sacchi di farina,
00:10:40non di più, perché era il massimo credito che potevamo ottenere.
00:10:43Si continuò qualche anno e si cominciò a vedere qualche buon risultato.
00:10:49Una famiglia che si fa strada con l'applicazione e il lavoro, tanto che negli anni riesce a
00:10:54realizzare un vero e proprio stabilimento, quello di Viale Veneto, dove si producono sia il pane
00:10:59e sia la pasta. Vengono installate nuove macchine come il modernissimo forno continuo della Werner
00:11:05& Fleiderer di Stoccarda, che consente di produrre 20 quintali di pane al giorno. Analogo progresso
00:11:11per la pasta, grandi impastatrici, le presse per la produzione dei vari formati e infine
00:11:16la sala di essiccazione. Gli anni passano, l'Italia supera due guerre mondiali e la barilla
00:11:22è una presenza industriale sempre più significativa. Poi, nel 1952, la svolta.
00:11:29Il papà dopo lunghi periodi di considerazioni, di pensieri, di preoccupazioni, decide, d'accordo
00:11:37con lo zio di chiudere il panificio. Voi dovete pensare che c'era una certa affezione
00:11:41per questa attività in quanto era l'attività che aveva dato vita alla barilla. L'episodio
00:11:47venne vissuto con molta apprensione, anche perché il fatturato dell'azienda che produceva
00:11:55pane era molto simile a quello dell'azienda che produceva la pasta.
00:12:00Luca Barilla non è ancora nato nel 1952, ma i racconti di quel momento fondamentale
00:12:06nella storia dell'azienda sono vividi in lui. Perché suo padre prende questa decisione
00:12:11che richiede così tanto coraggio?
00:12:14Papà, in quel periodo, ha perfettamente capito che il mercato del pane non avrebbe mai dato
00:12:21la possibilità alla barilla di svilupparsi come impresa al 100%. Sarebbe stata metà
00:12:27impresa e metà forno artigianale. La pasta può avere un futuro dal punto di vista imprenditoriale.
00:12:34Lui già si immaginava i confezionamenti fatti in un certo modo, dato che il prodotto aveva
00:12:40la possibilità di durare per parecchio tempo, poteva essere distribuito anche su un raggio
00:12:46di mercato molto più ampio.
00:12:48Una scelta lungimirante, un cambiamento radicale affrontato con coraggio e responsabilità.
00:12:55È grazie a questa trasformazione che Barilla mette le basi di uno sviluppo che accompagna
00:13:00quello di un paese intero e la spinge sui mercati internazionali.
00:13:05Cent'anni avanti, la straordinaria avventura di Pietro Barilla.
00:13:10Io sostengo, è una mia opinione personale, ma credo abbastanza diffusa, che le tre caratteristiche
00:13:18dell'imprenditore siano il coraggio, l'ottimismo e l'intuizione.
00:13:26Ecco Luca, l'ho visto un po' emozionata nel risentire la voce di suo padre, abbiamo visto
00:13:34un pezzettino dell'avventura di Pietro Barilla, un grande imprenditore, però noi siamo qua
00:13:40oggi anche per ricordare un padre. È stato un padre per voi innanzitutto, ma poi anche
00:13:47un po' per i dipendenti, per la città. Ma io vorrei chiederle proprio, un po' entrare
00:13:53nel privato. Che padre è stato Pietro Barilla per voi?
00:13:57È stato un padre meraviglioso. Io lo descrivo così un po' da figlio, ma un po' anche da
00:14:07persona che l'ha frequentato e che ha cercato di esprimere un giudizio su di lui il più
00:14:11possibile obiettivo. Dico meraviglioso perché nonostante i tanti impegni che lui aveva in
00:14:19quel periodo, soprattutto quando noi eravamo piccoli, impegni che lo portavano lontano da
00:14:25casa, lui è sempre riuscito ad essere una figura presente nella nostra vita quotidiana
00:14:31e la sua presenza si manifestava attraverso le telefonate che a quell'epoca erano difficili.
00:14:39Erano gli smartphone. Esatto, esatto. Poi a volte anche dall'estero. Oppure attraverso
00:14:45cartoline che scriveva settimanalmente o lettere. Il papà è stato un grande scrittore di lettere
00:14:54sempre molto affettuose, sempre molto incoraggianti, sempre molto capaci di esprimere la sua presenza
00:15:04al nostro fianco e grazie a queste sue manifestazioni lui effettivamente lo abbiamo sempre sentito
00:15:12molto vicino. Devo aggiungere un elemento che ci sono stati degli anni della nostra infanzia
00:15:19in cui la mamma non ha vissuto con noi a casa perché i nostri genitori si sono separati.
00:15:30Devo dire che è stata una separazione buona, non ostile, che ha permesso alla mamma comunque
00:15:37di esserci vicina e noi di vederla spesso. Ecco, in quel periodo di lontananza della mamma
00:15:46il papà ha sopperito anche un pochino a questa assenza con questa sua magica presenza quotidiana.
00:15:58Quotidiana. Io immagino che un imprenditore come Pietro Barilla sia stato spesso anche all'estero,
00:16:04abbia avuto molti impegni di lavoro, però era molto presente anche in casa.
00:16:09Trovava il modo, sì sì, appena si liberava dagli impegni di tornare a casa. La casa era
00:16:17il centro da cui partiva tutta la sua vita, le sue iniziative, anche il lavoro. La casa
00:16:27ha sempre rappresentato per lui il nucleo familiare, è stato il simbolo della famiglia
00:16:35dove vivevano tutte le persone a lui care. E la famiglia non era rappresentata soltanto
00:16:42dalla moglie, dalla nostra mamma oppure da noi figli, ma era rappresentata anche dalle persone
00:16:49che lavoravano all'interno di questo nucleo, quindi persone di sua fiducia che ci aiutavano
00:16:55a svolgere la nostra vita quotidiana. È stato un padre severo?
00:17:00Allora, è stato un padre per certi aspetti severo, ma aspetti molto molto circoscritti
00:17:09e mi riferisco alla scuola. Non potendo essere sempre al nostro fianco fisicamente, non potendo
00:17:15controllarci, ci responsabilizzava e ci diceva ragazzi, lui ci ha sempre chiamato ragazzi
00:17:22anche quando eravamo bambini. Ragazzi, sappiate che il vostro dovere, la vostra responsabilità
00:17:29è quella di studiare e io non vi chiedo di essere i primi della classe, vi chiedo di
00:17:36essere degli studenti dignitosi. Quindi cercate di non farvi rimandare, di prendere dei voti
00:17:44sufficientemente buoni e io sarò contento.
00:17:47E di non adagiarsi sul fatto di essere comunque in una famiglia di industriali che poteva garantire
00:17:52di un lavoro comunque, no?
00:17:53Questo mai, questo mai. Anzi, dal punto di vista della professione che in quegli anni
00:17:59per noi era lo studio e anche successivamente terminato o terminati gli studi, lui non ha
00:18:07mai fatto capire a noi che avremmo potuto contare su dei privilegi come un lavoro sicuro,
00:18:15un nome noto, una reputazione positiva, perché diceva la vita può riservare se uno non è
00:18:25proprio preparato ad affrontarla e a valorizzare questi patrimoni intellettuali e anche reali,
00:18:40può fallire. E quindi, insomma, lui ha sempre cercato di stimolarci a darci da fare.
00:18:46Anche perché, diciamo così, Pietro Barilla faceva parte di una generazione che ha avuto
00:18:52una giovinezza non facile, no? Perché suo padre ha fatto la guerra, ha avuto una serie
00:18:59di vicissitudini, non ha avuto alcun privilegio per il fatto di essere già in una famiglia benestante,
00:19:03stato in Russia addirittura, no? Io so che ha avuto anche, a proposito di coraggio, una
00:19:10parola che lui usavo spesso, ha avuto anche un'avventura in guerra col nonno abbastanza
00:19:15pericolosa, no? Sì. Cos'era successo? Il papà è sempre stato un uomo intraprendente
00:19:22anche dal punto di vista del coraggio, non si è mai fatto intimorire dalle situazioni
00:19:29che richiedevano, insomma, decisioni importanti e anche rischiose. E c'è questo episodio che
00:19:36è avvenuto verso la fine della guerra, quando il fenomeno dei partigiani era ben sviluppato
00:19:46e... Soprattutto in Emilia.
00:19:48In Emilia, in Emilia, è molto all'attacco, diciamo. E in quel periodo un gruppo di partigiani
00:19:57riuscì a rapire il nonno e a portarlo, a nasconderlo nell'appennino delle nostre zone e chiesero
00:20:08un riscatto per la liberazione di questa persona, del papà, del mio papà. In quei tempi è sempre
00:20:16stato pericoloso quando trovarsi in una situazione del genere, però in quel tempi forse era ancora
00:20:21più pericoloso perché chi avesse provato a pagare un riscatto per una persona rapita
00:20:29e fosse stato individuato, senza ombra di dubbio, sarebbe stato arrestato e fucilato
00:20:39per collaborazionismo. Il papà che provava per il nonno, per il suo papà, un affetto
00:20:46e un amore smisurati, non ha esitato un attimo, ha preso la bicicletta, ha preso il denaro
00:20:54contante che gli era stato richiesto da questi rapitori e con la bicicletta percorse diverse
00:21:00decine di chilometri verso l'appennino per incontrare questi personaggi e pagare il riscatto
00:21:10e portare a casa il nonno. Il pericolo era rappresentato dalla possibilità di essere fermato
00:21:17dalle truppe naziste che presidiavano i luoghi, i vari luoghi, le strade, le città, le piazze.
00:21:27Se avesse incontrato una pattuglia e fosse stato perquisito sicuramente non avrebbe avuto
00:21:33nessuno scampo. Lui riuscì in questa impresa e portò a casa il nonno.
00:21:39Ecco, quando è successo tutto questo lui era già stato in Russia, era già tornato
00:21:43dalla campagna di Russia. Lui era già tornato dalla Russia.
00:21:46Abbiamo un filmato che ci racconta la storia di Pietro Barilla sul fronte russo nella seconda
00:21:51guerra mondiale.
00:21:54Famiglia e lavoro, due pilastri attorno ai quali ruota la vita di Pietro Barilla. Due
00:21:59grandi entità che si intersecano in continuazione e creano le basi di un'esistenza condotta
00:22:04con correttezza e proiettata sempre verso il futuro. Con fiducia. Pietro è convinto che
00:22:10il suo comportamento di oggi determini la sua vita di domani. Lo ricorda il suo secondo
00:22:15genito, Luca.
00:22:16Credeva in questo fare del bene che poi ti ritorna del bene. Lui lo traduceva con la
00:22:23parola provvidenza. Diceva se una persona, un'entità, un'impresa si comporta bene e rimane
00:22:31sempre dalla parte della verità, fa le cose onestamente, nell'interesse proprio e degli
00:22:37altri, alla fine la provvidenza te lo riconosce. Perché io non posso credere che un uomo che ha
00:22:42fatto del bene, che ha lavorato bene, che si è impegnato tutta la vita, alla fine la
00:22:46vita lo bastona, perché allora uno non crede più in niente.
00:22:53Pietro è del 13. Quando scoppia la seconda guerra mondiale ha 26 anni e nel pieno della
00:22:58vita. Sta iniziando a lavorare per l'azienda di famiglia, si è preparato studiando anche
00:23:03all'estero, in Germania. Ma deve interrompere tutto per andare al fronte. È sfortunato, lo
00:23:08mandano nel posto peggiore di tutti, in Russia. La guerra è dura, Pietro vede morire tanta
00:23:15gente, non solo per le pallottole o per le bombe, ma soprattutto per gli stenti, per il
00:23:20freddo, soprattutto per la fame. Il figlio Luca racconta un episodio tipico del comportamento
00:23:25di suo padre. La sua famiglia era benestante, ogni due mesi preparavano un pacco con dentro
00:23:33quegli alimenti che si potevano conservare per alcuni mesi, il farmigiano, il pacco.
00:23:39Valeva di più di un miliardo di lire, non c'era prezzo, perché lì la gente moriva
00:23:43di fame. Lui prendeva sto pacco e lo divideva con i suoi compagni di sventura. Quindi prendevano
00:23:49sto salano. Era facile, lo tagliavamo a fette, due fette a te, due fette a te, due fette a
00:23:54me.
00:23:55E il bene primo o poi ti ritorna. Dopo 11 mesi al fronte Pietro ottiene una licenza.
00:24:00Torna a casa, ma poi la licenza scade. Deve ripartire per la Russia, se no è un disertore.
00:24:06Così, rassegnato, prende un treno verso est e fa scalo in diverse stazioni.
00:24:11Ci incontrammo per caso in quel bar di Udine. Doveva tornare al fronte, in Russia, là dove
00:24:17c'eravamo conosciuti. Non potevo lasciarlo partire. Sarebbe andato incontro alla morte.
00:24:23Un tenente medico compagno di Pietro in quella terribile guerra non dimentica quando lui divideva
00:24:28il suo preziosissimo cibo con tutti. Gli salva la vita.
00:24:32Gli procurai un certificato medico per tornarsene a casa. Non mi ero mai dimenticato la sua
00:24:36generosità. Era proprio una brava persona.
00:24:40Seminare bene per raccogliere bene. Con fiducia. È questo concetto di provvidenza che guida
00:24:45le azioni di Pietro durante la guerra e poi per tutta la sua vita di uomo e di imprenditore.
00:24:52Cent'anni avanti. La straordinaria avventura di Pietro Barilla.
00:24:57La fede è una parola importante. Fede nella vita globalmente, con gli uomini protagonisti,
00:25:05con il lavoro e la propria piccola missione.
00:25:10Abbiamo sentito parlare di fede, di provvidenza. Suo padre era un credente?
00:25:14Sì, era un credente che aveva fatto della fede uno strumento di vita, nel senso che ogni
00:25:32cosa che faceva la faceva in modo illuminato pensando al bene per il prossimo, al bene per
00:25:40le persone che gli stavano vicino, al bene per la sua famiglia, per la sua azienda.
00:25:47Era credente, praticante per quello che poteva, andava a messa quando poteva, ma aveva al contempo
00:25:57un grande rispetto. Non ne parlava con nessuno.
00:26:01Lo si vedeva attraverso i fatti, che era una persona religiosa.
00:26:08Dio non lo citava quasi mai, se non per ringraziarlo in famiglia, quando eravamo tra di noi, per la
00:26:16salute che ci aveva dato e per il fatto che ci volevamo tutti bene.
00:26:22Ricordo proprio bene, ogni tanto diceva Luca, ringraziamo Dio che va tutto bene, che ci vogliamo
00:26:28bene, che siamo in salute. Ecco, questi erano gli unici momenti in cui lui citava Dio, altrimenti
00:26:35la sua forma per ricordarlo era la provvidenza.
00:26:44lui diceva che bisogna comportarsi bene, fare le cose nell'interesse del prossimo, nell'interesse
00:26:50delle persone che verranno, perché poi alla fine ci sarà qualcosa che ti premierà per
00:26:59queste buone attività e lui sintetizzava il tutto nella provvidenza e la provvidenza
00:27:06effettivamente nel suo caso si è manifestata tante volte.
00:27:09Certo, questo gli dava anche una grande fiducia nei momenti difficili. Prima parlavamo del
00:27:15nonno rapito e del periodo dei sequestri nella guerra partigiana in Italia, però c'è stato
00:27:22un altro periodo in cui i sequestri di persone, le tensioni politiche hanno rappresentato un
00:27:28momento di difficoltà per la famiglia e sono gli anni 70. Noi abbiamo un filmato che racconta
00:27:36questi anni difficili in cui suo padre e suo zio sono poi portati a prendere una decisione
00:27:42dolorosa. Vediamo la barilla agli anni 70.
00:27:4771-79, molto più di un'azienda.
00:27:52Sconfitte, rinascite, gioie, rimpianti. Ma quando è la passione a guidare la tua vita,
00:27:58i sogni prendono la forma che vuoi.
00:28:05Alla fine degli anni 60 sulla scia del miracolo economico arrivano le tensioni sociali nel
00:28:10resto del mondo prima ancora che in Italia. Maggio parigino, guerra del Vietnam, Woodstock.
00:28:15I redditi sono cresciuti. Adesso è il momento dei diritti. Pietro è in profonda crisi. Si
00:28:22sta separando dalla moglie e il nuovo stabilimento di Pedrignano, costato molto più del previsto,
00:28:27ha prodotto tanti debiti. In più i sindacati sono arrabbiati e sulla scena si affaccia il
00:28:32terrorismo. Gianni, suo fratello, vuole vendere da un bel po' e scappare via. Luca racconta
00:28:38che suo padre Pietro, invece, prova a resistere.
00:28:41Mio padre si è opposto fin tanto che ha potuto e poi dopo ha dovuto mollare anche
00:28:46lui. Una decisione che fa soffrire Pietro infinitamente, ma che sembra l'unica possibilità.
00:28:53Nel 71 i fratelli Barilla vendono l'azienda di famiglia a una grande multinazionale americana,
00:28:58la Grace. Durante il viaggio per Basilea, dove firmeranno il contratto, Pietro e Gianni non
00:29:03si dicono una parola. Qualche volta solo il silenzio può esprimere il dolore.
00:29:08Mio padre e mio zio erano soci al 50% all'interno dell'azienda. Mio padre non aveva il denaro
00:29:14per rilevare la quota dello zio. In più noi eravamo molto piccoli.
00:29:21C'è un solo modo per non vivere di rimpianti. Fare tutto il possibile per non averne. Pietro
00:29:27è appena sceso dal treno di Basilea quando comincia a pensare a come riacquistare la sua
00:29:32azienda. Incontri, trattative, viaggi. Una passione che toglie il sonno. Nel 78 si presenta,
00:29:38i capi della Grace con il cuore in mano e gli dice che solo Cash senza le rate non
00:29:43ce la fa. Impossibile trattenere l'emozione. Scoppia a piangere davanti a tutti. E loro
00:29:48gli danno una speranza. Il 28 luglio 1979, Albino Ivardi Ganapini, dirigente Barilla,
00:29:56riceve la telefonata che aspetta da anni.
00:29:59Ero al mare e mi squilla il telefono. Ganapini, la sai la grande notizia? Il signor Pietro
00:30:05ha ricomprato l'azienda. Pietro ce la fa, contro tutto e tutti. La Barilla è tornata
00:30:12in famiglia. Come chiamarla se non pura passione?
00:30:18Cent'anni avanti. La straordinaria avventura di Pietro Barilla.
00:30:23Io sono affascinato da questa storia perché è la mia storia e per la quale vivo e spero
00:30:30di chiudere con questa storia.
00:30:33Luca, lei era poco più che un bambino negli anni in cui l'azienda è passata agli americani.
00:30:39Come ricorda suo padre in quegli anni 70 in cui non aveva più la Barilla?
00:30:44Lo ricordo molto bene perché in quegli anni ho avuto la possibilità anche di vederlo
00:30:52più frequentemente. Era sicuramente un leone in gabbia, un uomo ferito nell'orgoglio,
00:31:02anche ferito nel profondo dell'animo per ciò che era stato costretto a fare con la vendita
00:31:11dell'azienda. Ma al contempo era un uomo desiderosissimo di riscattarsi per se stesso,
00:31:20per la famiglia, per la comunità, per la città nella quale aveva vissuto e dalla quale aveva
00:31:25tanto ricevuto. Quindi in quegli anni lo vedevo pieno di iniziativa, di desiderio di ritornare
00:31:39in gioco e lo vedevo anche molto all'azione, nel senso che riprese molto presto a fare i suoi
00:31:47viaggi.
00:31:48Mi perdoni, Luca, aveva 60 anni il suo padre, più o meno, era del 13, quindi 73.
00:31:52Esattamente.
00:31:53Non ha pensato mi godo la vita, ho venduto l'azienda, adesso posso permettermi un periodo
00:32:00di pace, un buon retiro. Non ha mai pensato a questo.
00:32:03Non l'ha mai pensato, neanche per un secondo. Non ha mai avuto incertezze, ha avuto solo
00:32:12certezze. Lui doveva provare a riconquistare la sua azienda.
00:32:16E l'ha fatto rischiando?
00:32:18L'ha fatto rischiando, anche in questo caso, con grande coraggio, tutto quello che aveva.
00:32:26pensi che per ottenere i finanziamenti che poi le banche gli hanno concesso, ha fermato
00:32:34come garanzia sulle due case che lui possedeva, quella di Parma e quella di Montagna, dove
00:32:42noi andavamo in vacanza. Se le cose non fossero andate bene avrebbe perso tutto e anche le sue
00:32:52case.
00:32:53E quindi lui ha voluto correre un rischio così, spinto però da una certezza che l'impresa
00:33:04gli sarebbe... cioè aveva l'ottimismo che muove poi le grandi imprese, no? E lei parlava
00:33:09prima dell'attaccamento per Parma. Quanto ha pesato l'amore per la sua città in questa
00:33:15scelta di ricomprare la barilla?
00:33:18Ha pesato sicuramente moltissimo. Perché mentre suo fratello negli anni 70, anni difficilissimi
00:33:27per tutti, aveva scelto di abbandonare Parma e di abbandonare l'Italia, il papà non se la
00:33:37sentì, anzi non ebbe un attimo di esitazione. Mi ricordo che ne parlò con noi, ci chiese
00:33:43cosa pensavamo di fare, se seguire la traccia dello zio oppure restare a casa e noi gli confermammo
00:33:53un suo desiderio. Gli dicevamo papà noi vogliamo stare qui tutti insieme nella nostra casa con
00:34:00le persone con cui siamo cresciuti, con te, con i nostri amici, con la nostra scuola e lui
00:34:08fu ben felice di questa nostra risposta e rimase.
00:34:12Lei ha un ricordo preciso del giorno in cui lui firmò il riacquisto della barilla?
00:34:17Sì, ho un ricordo precisissimo. Ero con i miei fratelli in piazza Garibaldi a Parma in un pomeriggio
00:34:26di luglio, un pomeriggio assolato in piazza Garibaldi perché la sede della cassa di risparmio
00:34:37che era il luogo dove sarebbe dovuta avvenire la firma e dove avvenivano le comunicazioni tra
00:34:45l'Italia e l'America per il trasferimento del denaro. Ecco, il papà ci chiese di aspettare
00:34:55in piazza l'esito di questa trattativa, quindi la firma finale e mi ricordo che coi fratelli
00:35:02aspettavano qualche ora l'arrivo del papà che poi avvenne e il papà ci abbracciò e disse
00:35:13era un uomo straordinariamente felice pur consapevole della nuova avventura enorme che
00:35:26si stava apprestando ad affrontare. Aveva 66 anni quel giorno e iniziava una nuova vita
00:35:35piena di entusiasmo ma anche piena di rischi perché la situazione politica, sociale, economica
00:35:42italiana non garantiva assolutamente dei risultati certi. Voglio aggiungere però un elemento,
00:35:50questo è quello che dicevano tutti, ascoltando le voci della crisi che c'era in quel momento,
00:36:00in quegli anni nel nostro paese. Lui invece non ascoltava le voci di tutti, ascoltava la voce
00:36:08del suo animo che gli diceva e questo lo so bene perché ne parlava con noi, Pietro,
00:36:14la Barilla è un'azienda che nonostante questi anni difficili, nonostante abbia rallentato
00:36:20i suoi ritmi di lavoro e fosse stata gestita, nonostante sia stata gestita da un'altra proprietà,
00:36:28una multinazionale americana, ha dei valori al suo interno ancora inespressi che solo tu puoi
00:36:36far emergere. Quindi il nostro padre diceva io sono certo che la Barilla ha un potenziale
00:36:43enorme che non è riuscita a esprimere perché le persone che l'hanno gestita in questi anni
00:36:49non la conoscono così profondamente come la conosco io, io ce l'ho nel sangue l'azienda
00:36:53e so che con il mio ritorno l'azienda potrà riprendere il vecchio cammino, la vecchia crescita,
00:37:05il vecchio entusiasmo che l'ha portata ad essere una delle più belle aziende italiane.
00:37:10Immagino che quando parlava delle potenzialità facesse riferimento anche al capitale umano,
00:37:16come si usa dire adesso, cioè alle persone che lavoravano in Barilla, ai dipendenti, ai collaboratori,
00:37:22che forse non avevano con la proprietà americana lo stesso rapporto che potevano avere con il signor Pietro.
00:37:28Non c'è dubbio, non c'è dubbio.
00:37:30Quanto contavano i dipendenti, le persone, i suoi collaboratori, gli uomini?
00:37:35Li metterei al primo posto nella scala delle sue priorità. Pensi che quando lui ha riacquistato l'azienda
00:37:43la prima iniziativa che prese fu quella di incontrare tutti gli impiegati e i dirigenti dell'azienda
00:37:56per pranzo. Quindi organizzò dei pranzi settimanali con gruppi di 30-40 persone con lui.
00:38:07E lui durante questi pranzi intervistava ognuno di loro, voleva sapere il loro stato d'animo,
00:38:17i loro desideri, i loro sogni, i loro problemi, per capire effettivamente quale fosse lo spirito della Barilla
00:38:27in quel momento e per capire le persone come lo interpretavano, che cosa desideravano da lui
00:38:36come uomo e come imprenditore. Questa iniziativa dei pranzi durò qualche mese. Pranzi faticosi
00:38:45perché duravano tante ore, poi lui aveva tanti altri impegni, ma questo fu il suo primo lavoro
00:38:55all'interno dell'azienda, incontrare tutti. Gli operai invece li incontrava e li conosceva
00:39:03e parlava ognuno di loro singolarmente durante le sue visite frequentissime in stabilimento.
00:39:11Ecco, è un po' una consuetudine che molti hanno perso oggi. Si considerano i dipendenti come dei numeri
00:39:18o come dei costi, ma si è perso quel rapporto umano che poi invece fa sentire ciascun collaboratore
00:39:25come partecipe dell'azienda e poi lo fa anche lavorare con più passione. Si è un po' persa questa cosa?
00:39:30Assolutamente sì, si è persa. Mi piace dire che si è persa nel mondo ma non nella barilla.
00:39:37Lo sappiamo. Qua c'è un senso di appartenenza molto forte.
00:39:41Noi siamo figli di nostro padre, noi fratelli e cerchiamo con le nostre capacità ovviamente
00:39:49di essere vicini alle persone, la nostra porta è sempre aperta, di ascoltarle e di andare incontro
00:40:00alle loro necessità il più possibile. Questo è uno dei motivi che ci ha consentito di superare
00:40:09la difficoltà dopo la scomparsa, le difficoltà dopo la scomparsa del papà.
00:40:14Noi abbiamo cercato di essere uniti, noi fratelli, cosa non sempre facile nelle famiglie, ci siamo riusciti
00:40:22e abbiamo cercato di essere anche molto vicini a tutte le persone. Anche questo non è facile, ma ci siamo
00:40:27riusciti.
00:40:28Insieme, grazie a questa unità, a questo spirito di gruppo, a questa squadra,
00:40:36abbiamo superato tanti, tanti, tanti ostacoli. E diciamo anche che tutti insieme, noi fratelli,
00:40:45siamo anche riusciti a compensare l'enorme vuoto che il papà ha lasciato con la sua morte.
00:40:54Il papà, io lo dico con grande serenità, il papà è stato un personaggio veramente molto grande
00:41:06e credo che io, Paolo e Guido abbiamo delle buone, dei pregi, abbiamo anche naturalmente delle debolezze,
00:41:16ma nessuno di noi ha le caratteristiche del papà. Insieme possiamo arrivare ad essere vicini a lui
00:41:26ed è quello che abbiamo cercato di fare.
00:41:30Vediamo un contributo filmato sul valore del capitale umano, delle persone, degli uomini nella Barilla.
00:41:38Un imprenditore appassionato, coraggioso, all'avanguardia, un amante dell'arte, istintivo e curioso,
00:41:44un simbolo della modernità, ma soprattutto un uomo.
00:41:48Un paese è fatto di tante piccole storie, ma Pietro Barilla ha contribuito a fare grande la storia d'Italia.
00:41:59Le persone, quando per te veramente contano, vengono prima di tutto.
00:42:03Tutti quelli che lavoravano ai forni furono ricollocati, nessuno perse il lavoro.
00:42:10Erminio Barbuti, funzionario dell'ufficio del personale per oltre trent'anni.
00:42:14Quando Pietro decide di chiudere col pane e concentrarsi solo sulla pasta,
00:42:18gli dice chiaramente che ai suoi ci tiene e che non vuole licenziare nessuno.
00:42:23Per Pietro i suoi operai contavano quanto la sua famiglia.
00:42:28Quando le scelte sono difficili, a fare la differenza è solo l'integrità.
00:42:32Nel 1962 il papà dice che la grande impresa deve essere trasparente, deve essere lungimirante.
00:42:41Lui ha sempre avuto l'America come punto di riferimento, quindi prendeva lì le sue ispirazioni.
00:42:48Diceva, noi vogliamo essere americani, noi vogliamo avere una mentalità più grande.
00:42:54Luca Barilla, secondo genito di Pietro, ha due anni soltanto quando suo padre sceglie la trasparenza assoluta nella gestione finanziaria
00:43:02dell'azienda.
00:43:02Nessun dipendente dell'azienda avrebbe mai dovuto arrossire per un comportamento sbagliato della società.
00:43:14Da 70.000 metri quadri a 1.200.000, da 6.000 quintali a 10.000 al giorno di pasta,
00:43:2111 linee di produzione di altissima tecnologia.
00:43:24Questi i numeri che rappresentano il salto dal vecchio stabilimento Barilla di Viale Veneto al nuovo impianto di Pedrignano.
00:43:31Il più grande impianto di produzione di pasta al mondo.
00:43:34Una scommessa che Pietro vuole vincere.
00:43:36A tutti i costi.
00:43:38L'aveva già fatto nel 53 a Stoccarda, quando invece di tre confezionatrici ne aveva comprate sette.
00:43:45E lo stesso con Pedrignano.
00:43:46Era la sua curiosità innata che lo portava ad essere sempre più avanti degli altri.
00:43:50Manfredo Manfredi, da direttore tecnico ad amministratore delegato a vicepresidente.
00:43:55Una vita in Barilla, testimone della crescita dell'azienda, ma anche del gusto di Pietro per il bello,
00:44:01che in questi stessi anni arricchisce di nuovi pezzi la sua collezione d'arte.
00:44:05Pietro si lasciava guidare dai suoi momenti di felicità.
00:44:09Non ci pensava troppo su, ageva distinto.
00:44:12Quanta forza ti può dare la passione per un sogno?
00:44:15Ero al mare e mi squilla il telefono.
00:44:18Ganapini, la sai la grande notizia?
00:44:20Il signor Pietro ha ricomprato l'azienda!
00:44:23Albino Ivardi Ganapini, dirigente Barilla, prima con Pietro,
00:44:27e poi nel periodo in cui l'azienda viene acquistata da una grande multinazionale americana.
00:44:32E il 28 luglio 1979, quando Ganapini riceve la telefonata di un collega.
00:44:38Non ci potevo credere, ero commosso.
00:44:41Pietro l'aveva ricomprata.
00:44:43Avevamo sentito tutti la sua mancanza, la sua passione è stata più forte.
00:44:49Solo una fiducia incondizionata nella provvidenza può tirarti fuori dai momenti più neri.
00:44:54Ci incontrammo per caso in quel bar di Udine.
00:44:56Doveva tornare al fronte, in Russia, là dove c'eravamo conosciuti.
00:45:01Non potevo lasciarlo partire.
00:45:03Sarebbe andato incontro alla morte.
00:45:05Un tenente medico compagno di Pietro in quella terribile guerra non dimentica
00:45:10quando da Parma arrivavano al fronte i pacchi pieni di cibo introvabile.
00:45:14Salame, parmigiano, un po' di pasta.
00:45:16Pietro divideva quei tesori con tutti.
00:45:19Gli procurai un certificato medico per tornarsene a casa.
00:45:23Non mi ero mai dimenticato la sua generosità.
00:45:25Era proprio una brava persona.
00:45:27Seminare bene per raccogliere bene.
00:45:29E' questo concetto di provvidenza che guida le azioni di Pietro durante la guerra
00:45:33e poi per tutta la sua vita di uomo e imprenditore.
00:45:40Una vita vissuta con passione.
00:45:42Una straordinaria avventura da raccontare.
00:45:45Una, dieci, cento volte.
00:45:48Cent'anni avanti.
00:45:50La straordinaria avventura di Pietro Barilla.
00:45:54L'uomo prevale su tutto.
00:45:58Senza gli uomini non si può pensare a realizzare un programma, qualunque esso sia.
00:46:05Abbiamo visto anche lo stabilimento di Pedrignano al passaggio.
00:46:10L'anno prossimo, nel 2020, sono 50 anni.
00:46:13Che traguardo è?
00:46:15Siete sempre affezionati alla centralità,
00:46:18nonostante siate ormai in tutto il mondo per questo stabilimento di Parma.
00:46:25E' un grande traguardo quello dei 50 anni dello stabilimento.
00:46:30Traguardo che è stato possibile raggiungere grazie alla lungimiranza del papà e dello zio
00:46:35che a quell'epoca, a fine anni 60, hanno voluto progettare e realizzare lo stabilimento di pasta più moderno del
00:46:43mondo.
00:46:44Uno stabilimento che andasse molto oltre le più lungimiranti visioni imprenditoriali dei concorrenti.
00:46:55Grazie allo stabilimento di Pedrignano la Barilla ha potuto vivere, svilupparsi e prosperare negli anni.
00:47:02Oggi lo stabilimento di Pedrignano rappresenta per noi un punto fermo
00:47:07dal quale devono continuare a partire tutte le iniziative verso l'Italia, verso i paesi all'estero.
00:47:19e per questo ci stiamo avviando, anzi abbiamo già avviato un programma molto molto importante,
00:47:27molto consistente di investimenti nello stesso stabilimento
00:47:30che ci consentiranno nell'arco di 4-5 anni di portarlo a un livello tecnologico
00:47:38che sarà attuale per i prossimi 30 anni.
00:47:43È tuttora il più grande centro di produzione di pasta nel mondo, no?
00:47:47Sì, sì, sì, Pedrignano lo è tuttora e lo sarà per i prossimi tanti tanti anni.
00:47:54Luca, torniamo un attimo all'aspetto più privato del papà.
00:47:58Lui, dopo aver riconquistato l'azienda, si pone un altro traguardo
00:48:06che è quello di riunificare la famiglia. Ce ne vuole parlare?
00:48:10Sì, molto volentieri. Il papà è... perché questa è stata un'altra cosa meravigliosa
00:48:17che lui ha conquistato nella sua vita, la famiglia.
00:48:26Dopo l'episodio della separazione tra lui e la mamma,
00:48:34secondo me non subito ma quasi, ha cominciato a pensare a come ritrovare la famiglia unita.
00:48:42Sono corsi alcuni anni durante i quali la vita in famiglia si è svolta con una certa serenità,
00:48:49però mancava qualcosa.
00:48:52Dopo una dozzina d'anni il papà finalmente chiede alla mamma se vuole ritornare a casa
00:49:04e riunirsi con tutti e la mamma, straordinaria anche lei, ha detto
00:49:11Pietro, io torno molto volentieri perché credo, anch'io come te, nella nostra famiglia unita.
00:49:19Quindi intorno al 1982 ci siamo ritrovati tutti insieme, tutti uniti come ai vecchi tempi.
00:49:29Io oggi sono un padre di famiglia, ormai da diversi anni, da tanti anni
00:49:35e oggi più che mai mi rendo conto dell'impresa che i miei genitori hanno compiuto
00:49:44quando si sono riuniti perché immagino quanto possa essere difficile per una coppia
00:49:51che vive separatamente per un lungo periodo, trovare il coraggio, perché anche in questo
00:49:59occorre il coraggio, di dire ripartiamo da capo e vediamo di ricostruire un bel futuro
00:50:10per tutti noi.
00:50:11Loro l'hanno fatto e ci sono riusciti.
00:50:16Da quando la famiglia si è riunita, da quando l'azienda è ritornata anche lei a casa
00:50:24credo che noi abbiamo conosciuto, la mia famiglia e l'azienda stessa, uno dei periodi più belli
00:50:31della storia della nostra famiglia.
00:50:35Grazie al papà, alla mamma, noi abbiamo beneficiato di queste situazioni quasi irripetibili.
00:50:45Ecco quindi se devo sintetizzare le due grandi cose che il papà ha compiuto nella sua vita
00:50:53sono il riacquisto dell'azienda della Barilla nel 1979 e la riunificazione della nostra famiglia
00:51:01nell'82.
00:51:02Ecco io prima le ho chiesto se aveva un'immagine del momento in cui il suo padre ricompra l'azienda.
00:51:11Adesso le chiedo se ha un'immagine, un flash di questa riunificazione, un pranzo, non so,
00:51:20un momento che ha ancora negli occhi di... erano passati tre anni dall'acquisto dell'azienda.
00:51:29Quindi nel giro di poco tempo suo papà riesce a riconquistare la sua vita come la voleva lui, no?
00:51:37Se ha un'immagine dello sguardo di suo padre che esprimeva questa felicità.
00:51:45No, un'immagine precisa non ce l'ho perché il processo di riunificazione della famiglia
00:51:53è avvenuto in modo molto graduale, progressivo, fluido e è cominciato qualche anno prima
00:52:01della effettiva riunificazione fisica, intensificando i rapporti tra marito e moglie
00:52:10e quindi frequentandosi sempre di più, a dei pranzi, delle cene, qualche weekend,
00:52:18qualche pezzo di vacanza fatto tutti insieme.
00:52:22Probabilmente loro due, il papà e la mamma, stavano...
00:52:28Riconquistandosi.
00:52:29Osservandosi e riconquistandosi.
00:52:31Quindi non c'è un momento preciso, tutto è avvenuto in modo piuttosto naturale.
00:52:38Come avviene il fidanzamento?
00:52:39Come può avvenire in un... come avviene in un fidanzamento?
00:52:44Sì.
00:52:47E poi no, posso invece dire che dal momento di questa riunificazione
00:52:54la loro vita è stata svolta... si è svolta all'unisono, erano sempre insieme
00:53:02nel... salvo nei momenti di lavoro in cui ognuno faceva le sue cose,
00:53:07ma le vacanze, il weekend, lo stare con noi figli, pranzi, ceni, amici,
00:53:12tutto condiviso come i vecchi tempi.
00:53:15Stiamo sul Pietro Barilla privato.
00:53:17Il suo padre aveva una grande passione per l'arte, no?
00:53:20Anche qua ci sono tante opere d'arte, Pedrignano.
00:53:24Che cosa lo incuriosiva, lo affascinava dell'arte?
00:53:29Lui all'arte, per quello che so io, perché quando si appassiona...
00:53:33ha cominciato ad appassionarsi...
00:53:35io ancora non ero nato, parliamo degli anni 50.
00:53:38lui si è avvicinato all'arte grazie alla frequentazione di gruppi, di amici,
00:53:48di una certa cultura, che lui cercava di frequentare proprio perché era un uomo curioso,
00:53:57era un uomo desideroso di crescere intellettualmente, di educarsi,
00:54:01in quanto lui la scuola l'aveva fatta solo parzialmente perché aveva frequentato la terza media
00:54:08e dopodiché aveva passato due anni in Germania, in un collegio internazionale,
00:54:14ma non aveva fatto altri studi, non aveva fatto l'università.
00:54:17Quindi sentiva in lui questa forte debolezza dal punto di vista della cultura.
00:54:25Ma dato che era un uomo molto intraprendente, era anche simpatico, un uomo di fascino,
00:54:33con il quale era facile passare dei momenti anche lunghi,
00:54:40ebbe una certa facilità nell'incontrare persone di cultura, artisti, persone dello spettacolo,
00:54:49e di farsi apprezzare da loro. Quindi ha cominciato a frequentarli.
00:54:56L'abbiamo visto con Biagi, Montanelli...
00:54:59Biagi, Montanelli, Scalfari, ha conosciuto Giorgio Bocca e poi tanti artisti di cui è diventato anche collezionista.
00:55:09Ha conosciuto registi, attori, artisti, cantanti come Mina
00:55:17e da ognuno di loro ha attinto dei valori, delle lezioni di vita, a volte anche negative,
00:55:27perché lui stesso dice che tra le tante persone che ha frequentato ce ne sono state alcune
00:55:33che gli hanno mostrato degli aspetti della vita molto tristi, molto dolorosi.
00:55:40Però attraverso tutte queste esperienze ha potuto creare, educarsi, creare una sua cultura.
00:55:47Nel frattempo si avvicinava al mondo dell'arte, ha cominciato ad acquistare quadri, sculture,
00:55:54anche perché diceva che l'arte, quando è bella, è una forma di comunicazione straordinaria,
00:55:59ti può dare delle emozioni che altrimenti non riusciresti a vivere.
00:56:05E inoltre è una forma di educazione estetica.
00:56:12Lui è un uomo che ha osservato molto l'estetica nel corso della sua vita
00:56:16e che dell'estetica ha fatto uno strumento di lavoro.
00:56:21Lui pensava che le cose bisognava farle bene e farle buone,
00:56:27ma aggiungeva che bisognava farle anche belle.
00:56:31Quindi c'era un po' il segreto delle tre B, il buono, il bene, il bello.
00:56:36E lui è riuscito a coniugare questi tre elementi perfettamente, direi, nel suo lavoro.
00:56:42E il bello gli è arrivato, la sensazione del bello gli è arrivata attraverso l'arte.
00:56:51Infatti il suo padre è stato anche un innovatore nel campo della pubblicità,
00:56:56lei parlava di comunicazione.
00:56:57Noi abbiamo un contributo filmato anche su questo,
00:57:00su come la Barilla ha scritto una pagina particolare nella storia della nostra pubblicità.
00:57:091969, Pedrignano, tra arte e tecnologia.
00:57:14Qualche volta la curiosità è solo un modo per aprirsi al mondo,
00:57:18ma altre volte è il punto di partenza per arrivare molto lontano.
00:57:25Boom!
00:57:25È così che è stato definito quel periodo in cui l'Italia ha vissuto il suo miracolo economico.
00:57:31Dopo gli anni della guerra, di miseria e di dolore, si accende il futuro.
00:57:35Boom!
00:57:36Nelle case arrivano la lavatrice, la cucina gas, il frigorifero.
00:57:40Mentre i mariti vanno a lavorare in lambretta,
00:57:43le signore, grembiule hanno dato in vita e capelli freschi di piega,
00:57:46tirano a lucido il pavimento con la cera
00:57:49e si sentono grandi cuochi, grazie a Barilla.
00:57:52Barilla.
00:57:53Con Barilla.
00:57:55Capolavoro di pasta.
00:57:58Potete fare ogni giorno un capolavoro di buona cucina.
00:58:04B come buona cucina.
00:58:06B come Barilla.
00:58:10Con Barilla, rivelate la gran cuoca che c'è in voi.
00:58:14Eccola qua, Mina.
00:58:16La tigre di Cremona, testimonial dal 65 al 70, seduce gli italiani con i suoi caroselli.
00:58:23Pietro, per Barilla, vuole lei il meglio.
00:58:25L'ha imparato in America quanto sono importanti marketing e pubblicità.
00:58:29Non se ne curano ancora in molte in Italia, ma lui è sempre un passo avanti.
00:58:33Aperto agli stimoli, lungimirante, ottimista, in poche parole, intellettualmente curioso.
00:58:40Lo dice anche Luca, il secondo genito di Pietro.
00:58:43Lui amava molto il buono ma anche il bello.
00:58:46Negli anni 60 la pasta Barilla è davvero in tutte le case.
00:58:49Tanto che lo stabilimento di Parma in Viale Veneto non ce la fa più a sostenere i ritmi produttivi.
00:58:54E così Pietro e suo fratello decidono di comprare lo stabilimento di Pedrignano, appena fuori Parma.
00:59:01Quella fu una decisione che presero insieme, congiuntamente, il papà e lo zio.
00:59:06Una decisione enorme, sempre pensata al futuro dell'azienda.
00:59:12L'occasione è imperdibile.
00:59:13Il Cottolengo di Torino, proprietario dei terreni, ha messo in vendita tre poderi.
00:59:18Un milione e duecentomila metri quadri in un colpo solo.
00:59:21Mancano i soldi.
00:59:22Un bel atto di coraggio e di fiducia, buttarsi in un'impresa del genere.
00:59:26Ma nel 70 si inaugura quello che ancora oggi è il più grande stabilimento di pasta del mondo.
00:59:32Il direttore generale Manfredo Manfredi, presto amministratore delegato, assiste con emozione a questa crescita portentosa.
00:59:39Pietro stava sempre a Pedrignano e continuava a fare sempre domande sulle macchine, sui materiali, sul progetto.
00:59:46Era curioso in tutto.
00:59:48Curiosità.
00:59:49Parte tutto da qui.
00:59:50Grazie al desiderio costante di esplorare il nuovo, Pietro a Pedrignano riesce a realizzare il suo sogno di sempre.
00:59:57Conciliare il buono con il bello.
00:59:59Alla tecnologia all'avanguardia affianca una sconfinata collezione di opere d'arte, che si arricchisce nei momenti felici.
01:00:07Un premio vinto.
01:00:08Un obiettivo raggiunto.
01:00:09Una gioia familiare in casa barilla.
01:00:11E la felicità è il filo conduttore della collezione.
01:00:14Nient'altro.
01:00:15Non un criterio museale.
01:00:17Non un'organizzazione studiata.
01:00:18A costruire questa raccolta di centinaia di pezzi sono la passione, l'istinto e centinaia di momenti di pura felicità.
01:00:29Cent'anni avanti.
01:00:30La straordinaria avventura di Pietro Barilla.
01:00:34Io non sono certamente un uomo di cultura, però ne ho sentito tutto il fascino, perché ho avuto la fortuna
01:00:41di conoscere in tutte le epoche uomini di talento, uomini di cultura, che avevano un fascino.
01:00:52Abbiamo visto lo stabilimento di Pedrignano quando stava per essere costruito.
01:00:57Qua sul territorio c'è un altro importante stabilimento vostro, Rubbiano.
01:01:02Lì ci vuole raccontare qualcosa di questo stabilimento?
01:01:08Lo stabilimento di Rubbiano nasce molti anni fa, negli anni 60, per la produzione di fette biscottate di grissini.
01:01:19Quindi, in tempi molto più recenti, pochi anni fa, abbiamo inaugurato un ampliamento dello stesso stabilimento dedicato alla produzione dei
01:01:29sughi,
01:01:30che fino a poco tempo prima producevamo presso un produttore locale molto bravo, molto professionale.
01:01:38Ma per fare le cose meglio, volevamo prendere sotto il nostro completo controllo ogni fase della produzione dei sughi.
01:01:48Quindi abbiamo fatto questo stabilimento, questo ampliamento nello stabilimento di Rubbiano.
01:01:54Le cose sono andate così bene in questi anni, anche perché siamo riusciti a fare dei prodotti davvero eccellenti,
01:02:00che la capacità produttiva installata non era più sufficiente per soddisfare la domanda del mercato.
01:02:06E quindi, circa tre anni fa, abbiamo approvato un altro grande investimento per raddoppiare la capacità produttiva dei sughi.
01:02:18Questa fase si sta concludendo proprio in queste settimane e direi che dal primo di gennaio dell'anno prossimo
01:02:24saremmo saremmo in grado di produrre a pieno regime su tutte le linee i vari prodotti, i vari sughi che
01:02:37noi abbiamo in catalogo.
01:02:39Se da quanto ha contato per suo padre, per le sue iniziative, l'esperienza negli Stati Uniti?
01:02:45Quanto ha voluto apprendere dagli altri, anche con questi viaggi che faceva all'estero?
01:02:52Ah, il papà ha preso tutto dagli altri, ha capito a un certo punto, terminata la guerra,
01:02:58che gli Stati Uniti sarebbero stati una fonte di approvvigionamento intellettuale e creativo per lui straordinaria,
01:03:09e quindi anche lì con coraggio, perché allora ancora gli aerei che portavano i passeggeri in Italia
01:03:15erano rari e poco poco frequentabili, con coraggio, lui parlava un inglese anche fra l'altro molto ostentato,
01:03:25mentre sapeva bene il tedesco.
01:03:28I primi viaggi negli Stati Uniti li fece con i piroscafi, quelli che lui chiamava piroscafi.
01:03:35Un viaggio lunghissimo.
01:03:35Viaggi molto lunghi, duravano 20 giorni, un mese, che però gli davano la possibilità di frequentare persone nuove
01:03:45che non conosceva, quindi di conoscere e anche lì di ascoltare, c'era tra tante persone,
01:03:54c'era qualcuno sicuramente molto interessante, quindi anche lì lui ha coltivato nuove amicizie
01:04:00durante questi lunghi viaggi negli Stati Uniti, poi si fermava laggiù un mese o due,
01:04:06erano viaggi intensi, durante i quali continuava nella sua attività di conoscenza del mercato,
01:04:17di persone nuove e durante i quali vedeva tutto quello che succedeva intorno a sé
01:04:27e si rendeva sempre più conto che l'America era effettivamente molti, molti anni più avanti
01:04:33dell'Italia e dell'Europa.
01:04:36E da lì prese tante ispirazioni che portò a casa e realizzò molto bene.
01:04:43Una di queste, è citata nei film che abbiamo visto, è proprio quella di,
01:04:53nella conduzione dell'azienda, di avere un atteggiamento completamente trasparente
01:04:59verso la comunità, verso lo Stato, quindi portare la Barilla a, che era ancora un'azienda piccola,
01:05:10ad avere una mentalità internazionale, perché un'azienda che vuole essere internazionale
01:05:15non può usare tra i suoi metodi di lavoro quello del nero, del non pagare i contributi,
01:05:24del non essere totalmente trasparente con le leggi e con le regole.
01:05:29Tutto questo lui lo imparò negli Stati Uniti.
01:05:33E quindi nel 62 decise di chiudere tutta l'attività che riguardava produzione in nero,
01:05:42o paghi in nero, per portare la totale trasparenza nei bilanci della Barilla.
01:05:49Quando lui andò negli Stati Uniti la Barilla non esportava ancora la pasta.
01:05:54Adesso invece credo che, come sono i dati di esportazione della Barilla in Stati Uniti,
01:06:01cioè siete anche lì la pasta italiana per eccellenza, no?
01:06:07I dati sono molto positivi.
01:06:09Noi abbiamo fatto, allora bisogna suddividere tra prodotti esportati dall'Italia
01:06:17e prodotti fabbricati negli Stati Uniti.
01:06:22Negli anni 90, 80-90 avevamo cominciato a esportare un po' di pasta negli Stati Uniti.
01:06:30Poi quando abbiamo capito che questo paese, questo grandissimo paese,
01:06:35sarebbe stata per noi un'opportunità straordinaria da cogliere,
01:06:39con grande coraggio, lì devo dire papà non c'era più, c'eravamo noi fratelli,
01:06:44con grande coraggio abbiamo deciso di costruire il primo stabilimento là,
01:06:49proprio per facilitare l'ingresso della pasta su quel mercato.
01:06:53L'impresa costò tantissimo, ma noi non ci perdemmo d'animo e abbiamo continuato a investire
01:07:06fin tanto che i risultati cominciarono a diventare molto, molto positivi.
01:07:13La crescita di Barilla nel fine anni 90, primi anni 2000 fu estremamente importante
01:07:24e questo ci convince a costruire un altro stabilimento negli Stati Uniti.
01:07:31Entrambi gli stabilimenti oggi producono in pieno, sono completamente saturi,
01:07:37tant'è che per soddisfare la domanda che ci viene da quel mercato dobbiamo rivolgerci a produttori terzi
01:07:45che fanno la pasta su ricetta nostra.
01:07:48Anche questo è un po' una parabola, la Barilla viene comprata dagli americani all'inizio degli anni 70,
01:07:53poi viene ricomprata dalla famiglia Barilla e poi la famiglia Barilla va negli Stati Uniti
01:07:58a produrre con propri stabilimenti.
01:08:01Sì, sì.
01:08:01E' un po' anche la lezione di vostro padre di rischiare, di avere coraggio e di avere fiducia nel futuro?
01:08:08Assolutamente sì.
01:08:11Nostro padre diceva che le cose andavano fatte bene
01:08:14e se così fosse stato il futuro sarebbe stato pieno di provvidenza,
01:08:22la provvidenza si sarebbe manifestata.
01:08:24E va aiutata diciamo.
01:08:26Va aiutata, va aiutata.
01:08:27Vediamo Pietro Barilla negli Stati Uniti.
01:08:35Ci sono tanti modi di essere imprenditore,
01:08:38ma se si vuole costruire qualcosa che rimane da trasmettere ai propri figli,
01:08:42ma anche al proprio paese, l'unica scelta è l'integrità.
01:08:49Luca Barilla, secondo genito di Pietro, ricorda quello che gli ripeteva sempre suo padre.
01:08:54La grande impresa deve essere trasparente, deve essere lungimirante.
01:08:59Noi dobbiamo essere un'impresa grande come modo di fare, come mentalità.
01:09:03Vogliamo essere come gli americani, ragionare con la testa della grandissima azienda, anche se siamo piccoli.
01:09:10Negli anni 50, un'Italia appena uscita dalla guerra guarda all'America con il mito della sua modernità.
01:09:15Musica, film, tecnologia, arriva tutto da lì.
01:09:19Pietro prende un piroscafo che lo porta oltre oceano.
01:09:23Guido Alberti, suo amico e produttore del liquore strega, che organizza il famoso premio letterario,
01:09:28lo ha invitato a Hollywood per consegnare il nastro d'argento ad Alida Valli,
01:09:33migliore attrice dell'anno per il terzo uomo con Orson Welles.
01:09:40Pietro vive la sua trasferta americana in uno stato febbrile.
01:09:43Gli appare tutto così diverso dall'Italia che ha appena lasciato.
01:09:47Grattacieli, luci, televisioni nelle case.
01:09:50Passeggia tra le vetrine cercando di cogliere l'essenza di questo grande paese.
01:09:54Di inglese sa solo qualche parola, ma ogni giorno strappa un paio di pagine del New York Times
01:10:00con gli annunci pubblicitari e se le mette in valigia.
01:10:03I suoi orizzonti si allargano, i suoi sogni prendono una forma più definita.
01:10:08Ha capito quanto contano il marketing, il packaging e la comunicazione.
01:10:12Ma soprattutto ha capito cosa deve prendere dagli americani.
01:10:16La trasparenza nella gestione economica.
01:10:19Il papà, essendo una persona molto lungimirante, l'aveva capito nel 1960
01:10:23che se avesse educato i suoi manager a lavorare con questa mentalità molto più avanzata,
01:10:31l'azienda mi avrebbe ricavato un vantaggio enorme.
01:10:36Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, anzi, un oceano.
01:10:41Trasferire il modello americano in Italia non è una cosa semplice.
01:10:44Le abitudini sono radicate, la visione è ancora molto ristretta e provinciale.
01:10:49Pietro però fa del cambiamento la sua missione.
01:10:52Un'azienda all'avanguardia è tecnologia, relazioni con i dipendenti basate sul rispetto,
01:10:57senso di giustizia, trasparenza nei rapporti con lo Stato.
01:11:01L'integrità si nutre di verità.
01:11:05Cent'anni avanti.
01:11:07La straordinaria avventura di Pietro Barilla.
01:11:11La correttezza, la verità, una certa dedizione, il senso del dovere,
01:11:18il potere offrire al prossimo qualche cosa di noi stessi, il meglio di noi stessi se l'abbiamo,
01:11:25sono grandi pilastri che si trasmettono.
01:11:29Luca, abbiamo visto l'avventura di suo padre.
01:11:33Qual è stato il suo ultimo desiderio?
01:11:39Il suo ultimo desiderio è stato sicuramente quello di vivere serenamente il resto della sua vita.
01:11:49Come diceva lui, in pace con tutti.
01:11:52Nell'arco della sua vita lui ha avuto momenti difficili anche con persone,
01:11:59con amici, con ex amici, situazioni anche gravi,
01:12:08che gli hanno dato uno stato d'animo conflittuale.
01:12:16Poi nel corso degli anni ha capito che la cosa più importante è la serenità.
01:12:23La serenità è un traguardo che lo si raggiunge maturando.
01:12:28La serenità non si può comprare.
01:12:31Non è detto che una persona molto benestante sia serena.
01:12:38Ed è molto possibile che una persona che ha pochi mezzi possa essere molto felice.
01:12:46Lui questo percorso lo ha fatto, è sempre stata una persona positiva, un ottimista.
01:12:52Quindi questo percorso è stato anche facilitato dal suo carattere.
01:12:56E direi che negli ultimi anni ha raggiunto proprio uno stato di quiete, d'animo,
01:13:02di pace nei confronti di tutti, anche dei nemici, delle persone che lo hanno ostacolato.
01:13:11E' stato veramente incredibile.
01:13:13E gli ultimi anni della sua vita sono stati bellissimi.
01:13:18E anche la chiusura della sua vita, l'ultimo giorno è stato molto bello,
01:13:22perché lui ha potuto viverlo in mezzo alle sue persone, in ufficio,
01:13:30ha visto noi, i figli, ci ha salutato, ci ha dato la buona notte e poi ci ha anche detto
01:13:40ci vediamo domani.
01:13:41Quindi l'ultimo giorno è stato anche quello sereno e positivo e proiettato verso il futuro,
01:13:48perché lui se ne è andato improvvisamente.
01:13:52Qual è il suo ultimo ricordo?
01:13:54Il mio ultimo ricordo è molto, molto, molto personale e anche molto toccante per me.
01:14:03Le ultime parole che lui mi ha espresso poco prima di morire,
01:14:10eravamo nel mio ufficio verso una sera, il 15 settembre del 93, verso sera,
01:14:18lui era venuto a salutarmi e avevamo fatto due chiacchiere,
01:14:23mi aveva chiesto com'era andata la giornata, che cosa avevo fatto, che avevo visto.
01:14:28Era sempre, anche a 80 anni, era sempre molto attento a quello che facevano gli altri,
01:14:34soprattutto i suoi figli.
01:14:36Era curioso di conoscere, l'evolvere delle esperienze, delle persone a lui vicine.
01:14:43Alla fine del nostro breve incontro, lui mi saluta ed esce dall'ufficio.
01:14:49Dopo pochi secondi riapre la porta, mette dentro la testa e mi dice
01:14:56allora a domani.
01:14:59Io dico, certo papà ci vediamo domani.
01:15:02In realtà quel suo a domani era indirizzato a un evento che sarebbe dovuto succedere la sera del 16 settembre.
01:15:14Quella sera noi avevamo un incontro importante, io con lui, con la mia futura moglie.
01:15:21Sarebbe stato il giorno dell'incontro tra loro.
01:15:28Loro si erano conosciuti brevemente, il papà con Michela, la mia fidanzata, poi moglie,
01:15:36ma non si erano mai parlati, non si erano mai conosciuti bene.
01:15:42E quella sera, il 16 settembre, avevamo prenotato un ristorante, una trattoria nell'Appennino, fuori Parma,
01:15:55proprio per poter stare tranquilli e senza essere visti da nessuno.
01:16:00Perché il fidanzamento tra me e mia moglie era ottenuto riservato per un motivo molto semplice,
01:16:10che io avevo conosciuto mia moglie in azienda, lei era una dipendente dell'azienda.
01:16:17E quindi fin tanto che noi non fossimo stati sicuri del nostro affetto, del nostro legame,
01:16:25era meglio non esporci.
01:16:28E fu anche questo un consiglio del papà, che mi disse
01:16:31Luca, tu dichiara il tuo amore per Michela, dichiarate che state insieme soltanto quando siete sicuri,
01:16:37perché altrimenti tu sei il vicepresidente di questa società,
01:16:42lei è un'impiegata di questa società, se le cose van male,
01:16:47dopo si crea una situazione molto imbarazzante per entrambi.
01:16:51Ma noi ormai avevamo raggiunto questo livello di sicurezza
01:16:55ed eravamo pronti a dichiararlo.
01:16:59Prima di farlo però volevamo,
01:17:04volevamo che fosse ufficializzato tra noi tre,
01:17:10tra me, Michela e il papà.
01:17:16La mamma non c'era, non era invitata a questa cena perché questa era un'occasione molto intima,
01:17:22molto particolare di incontro, di pensieri tra me e quelli del papà.
01:17:28Solo per questo, non perché non volevamo far partecipare la mamma,
01:17:32ma c'era un po' di complicità tra il papà, il figlio, maschio,
01:17:36insomma, una situazione particolare tra noi.
01:17:39Quindi il sogno del papà, quella sera del nostro saluto,
01:17:45la sua emozione, perché poi ho saputo dalla mamma,
01:17:49il giorno dopo, che quella sera il papà tornò a casa
01:17:53e la conversazione tra loro due a tavola riguardava la cena
01:18:02che ci sarebbe stata tra noi il giorno dopo.
01:18:07E il papà espresse una forte emozione alla mamma
01:18:13per quella cena che poi non avvenne mai.
01:18:18Come vive oggi il rapporto con il suo padre?
01:18:21Come lo sente?
01:18:21Lei, se posso usare questa espressione, parla con il suo padre?
01:18:26Sì.
01:18:28Lo sente vivo?
01:18:30Molto, molto.
01:18:34Lui, per me, c'è sempre, io penso che le persone giuste non muoiono mai.
01:18:41E quando hai con loro un rapporto profondo,
01:18:49questo continua a manifestarsi,
01:18:52anche quando queste persone non ci sono più.
01:18:54E io me lo ritrovo al fianco ogni giorno,
01:18:57nei pensieri che ho, nei dubbi che ho.
01:19:02E devo dire che trovo, non dico una facile risposta,
01:19:07ma molte risposte, ai dubbi che ho, ai problemi che mi pongo,
01:19:14quando penso a tutti i racconti che mi ha fatto,
01:19:17a tutte le esperienze che lui mi ha trasmesso di vita,
01:19:23esperienze belle, esperienze difficili, dolorose.
01:19:28E grazie ai suoi racconti sono in grado di ritrovare la strada
01:19:33che, fino a qualche minuto prima, pensavo di non avere Chiara davanti a me.
01:19:40Grazie Luca.
01:19:41Grazie.
01:19:50Cosa vorrei dire?
01:19:52Andiamo avanti, andate avanti, con coraggio.
01:19:55Grazie a tutti.
01:20:40Grazie a tutti.
01:20:57Grazie a tutti.
01:21:00Grazie a tutti.
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