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Novità Trascrizione
00:00:15Grazie a tutti
00:00:48Grazie a tutti
00:01:00Il mio viaggio termina in pochi secondi
00:01:02Un viaggio lungo, entusiasmante
00:01:07Termina bene, nella quiete della notte
00:01:11Dopo aver trascorso una giornata come tante in ufficio
00:01:15Tra la mia gente
00:01:16A parlare di prodotti, programmi
00:01:20A guardare il futuro come se fosse ancora un tema
00:01:23Al quale avrei potuto dare un lungo contributo
00:01:28Ho avuto il tempo di salutare tutti
00:01:30E di vedere che ogni cosa che lasciavo
00:01:34Aveva già preso il suo giusto corso
00:01:36La famiglia era unita
00:01:39E tutti e quattro i ragazzi avevano maturato esperienze
00:01:43E conoscenze più che sufficienti per proseguire senza di me
00:01:47Ero sereno
00:01:50Sapevo di aver compiuto la mia opera
00:01:53Di aver calcato questa scena con dignitÃ
00:01:56Nel rispetto di tutti
00:02:14Una dedica
00:02:15A Pietro che amava la musica
00:02:21E' inutile parlare ancora di tutte queste cose
00:02:27Tutte queste cose
00:02:29Ma la nostra situazione non ha da via uscita
00:02:33Non c'è che un altro argomento
00:02:35Cerca un altro argomento
00:02:38Per sanzione
00:02:39E' inutile parlare ancora
00:02:42Non c'è la soluzione
00:02:45Ma quante volte hai già tentato
00:02:49Hai rinunciato
00:02:50E dopo hai ricevuto a voi
00:02:53Cerca un altro argomento
00:02:55Per sanzione
00:02:56E a te sembra tanto facile
00:02:59Di cambiare il mondo
00:03:01Come vuoi di cambiare
00:03:04Come fare a te
00:03:05I pensieri della gente
00:03:08Ma per me non è così
00:03:13E di come pensiamoci
00:03:15Ma cosa puoi pensare
00:03:18Ormai vogliono lasciare
00:03:20Ormai vogliono lasciare
00:03:21Le cose come stanno
00:03:24Cerca un altro argomento
00:03:27Di conversazione
00:03:29E' inutile parlare ancora di tutte queste cose
00:03:34Se proprio si dovrà parlare
00:03:38Facciamo come
00:03:40Dico io
00:03:41Cerca un altro argomento
00:03:44Di conversazione
00:03:46Cerca un altro argomento
00:03:49Di conversazione
00:03:56C'è una gran cuoca in voi
00:03:58E Barilla la rivela
00:04:03Andiamo avanti
00:04:04Andate avanti con coraggio
00:04:06Lo ha detto
00:04:06Lo ha fatto
00:04:07Nell'arco
00:04:08Nella sua vita
00:04:09Pietro Barilla
00:04:09Buonasera
00:04:10Io sono Giovanni Minoli
00:04:12E sono qui per raccontare
00:04:13Per raccontare un uomo
00:04:15Non la sua storia
00:04:16Non la cronologia
00:04:17Nella sua impresa
00:04:19Non il rapporto
00:04:21Tra un uomo geniale
00:04:22E la cronaca
00:04:23Di un secolo
00:04:24Non solo
00:04:25Sono qui
00:04:25Per raccontare il film
00:04:27Di un sogno possibile
00:04:47Grazie a tutti
00:05:27Per raccontare il film
00:05:29Ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
00:05:38-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
00:05:41-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
00:05:41-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
00:05:41-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
00:05:41-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah-ah
00:06:00E quel sogno possibile ha costruito l'immaginario collettivo di più di una generazione, l'amore
00:06:06per la terra, per il prodotto, per la tradizione, per le origini, in una parola per il mondo
00:06:11di Barilla, il mondo di Pietro Barilla, un imprenditore coraggioso, caparbio, per qualcuno
00:06:18anche profetico, con qualità rare.
00:06:22Senta, ma c'è una cosa che non vorrebbe mai sentir dire di lei?
00:06:26Che sono disonesto, non so.
00:06:29Il suo peggior difetto qual è?
00:06:33Ignoranza, che devo dire, non sono coltivato, i limiti che ho, che mi riconosco, c'ho dei
00:06:41limiti.
00:06:41Difetto, difetto.
00:06:44Difetto, difetto, non so, qui ci sono tutti, loro li conoscono, loro li conoscono tutti
00:06:52i difetti, non lo so se sono troppo duro, se sono ingiusto, ingiusto, non so se mi riconoscono
00:06:59ingiusto, ognuno di noi, io so.
00:07:02Mi faccio fatica a trovarsi un difetto.
00:07:03No, non faccio fatica, no, no, non faccio fatica.
00:07:06Però non mi lo dice.
00:07:07Ma no, perché ne ho tanti.
00:07:08A me ne basta uno.
00:07:11Beh, di avere dei limiti, mi riconosco dei limiti.
00:07:16Un imprenditore, comunque, un imprenditore determinato nelle sue scelte, spesso in anticipo
00:07:22sui tempi.
00:07:23Un esempio è il suo modo di concepire le macchine.
00:07:27Lui era convinto che le linee di produzione non dovessero avere delle interruzioni, il flusso
00:07:33non doveva tornare indietro, non ci dovevano essere angoli perché questo comportava rotture
00:07:39e diseguaglianze nel prodotto.
00:07:43La produzione ininterrotta.
00:07:45Il grano viene selezionato, setacciato, ripulito, macinato.
00:07:50Acqua e semola formano l'impasto.
00:07:52L'impasto è lavorato, amalgamato, pressato, compattato, estruso nella trafilatrice.
00:07:58La trafilatrice imprime la forma.
00:08:00La forma è segmentata, essiccata, raffreddata, riposata ed ora la pasta è pronta per essere
00:08:08confezionata.
00:08:11Ma chi è stato veramente Pietro Barilla?
00:08:14Per entrare nella sua personalità complessa abbiamo scelto una strada diversa da quella
00:08:21cronologica.
00:08:22Una strada emotiva in avanti e indietro nel tempo come era un po' lui, discontinuo nella
00:08:28creatività , appassionato nella memoria, generoso negli affetti.
00:08:33Per entrare nel mondo di Pietro Barilla è necessario usare un grimaldello magico, inattuale
00:08:39allora come ora, un grimaldello che si chiama arte, letteratura, musica, bellezza estetica,
00:08:47ricerca intellettuale, in una parola cultura.
00:08:50Se tornasse indietro, ecco, e dovesse scegliere un'altra strada, un altro mestiere, che cosa
00:09:01le piacerebbe fare?
00:09:04ma l'ideale è se avessi il dono a un uomo di cultura, mi piacerebbe, cioè verso l'artista,
00:09:12insomma, se dovessi proprio idealizzare.
00:09:22dalla sua collezione d'arte
00:09:46Pietro Barilla ha dato all'Italia ad un'immagine di grande severità e serietà nel suo campo.
00:09:53però la cosa straordinaria, che forse non si conosce abbastanza, è stata la grande ammirazione
00:10:02che Pietro Barilla ha avuto per gli uomini e le donne di cultura.
00:10:09Per un uomo che era legato molto alla sua industria, avere questa apertura verso il mondo della cultura
00:10:17ne faceva uno dei soggetti che oggi vorremmo avere tanto nel nostro paese e che mancano.
00:10:28Infatti una delle sofferenze del mondo della cultura in Italia dipende proprio dalla mancanza di questi uomini illuminati
00:10:35che hanno visto quanto l'arte e la cultura in genere fosse importante.
00:10:42Sì, la cultura, la cosa più trascurata dagli imprenditori e spesso anche dai politici
00:10:47non le danno valore perché sembra lontana dalla realtà , dall'impresa, dai soldi.
00:10:53Invece la cultura è una risorsa decisiva se la sai utilizzare, se la sai mettere a frutto.
00:11:00Con la cultura bisogna saper costruire un'alleanza.
00:11:03Parma è sempre stata una città colta.
00:11:06Nel dopoguerra con la democrazia e l'apertura sull'Europa alcuni giovani di qui hanno potuto esprimere le loro capacità .
00:11:15Ci si incontrava nei caffè per discutere, scambiarci idee, fare progetti.
00:11:21In un caffè magari incontravi il direttore dell'archivio di Stato che conosceva a memoria tutta la storia di Parma.
00:11:27In un altro c'era Erberto Carboni, grafico, bravissimo, che lavorava a Milano e il sabato e la domenica tornava
00:11:34sempre a Parma.
00:11:36Come facevano anche Pietrino Bianchi, uno dei più raffinati critici cinematografici italiani,
00:11:43Orio Vergani, Ugo Betti.
00:11:46Organizzavano festival, convegni, in un clima di grande amicizia.
00:11:52Io avevo bisogno di affermare il nostro marchio, trovare un'immagine ai nostri prodotti.
00:11:58Ci ha pensato Carboni.
00:12:01Pietro mi ha raccontato il suo progetto.
00:12:04Io gli ho proposto delle nuove confezioni per la pasta e alcune immagini pubblicitarie.
00:12:08Cercavamo qualcosa di rigoroso, di essenziale.
00:12:11Ho disegnato un cucchiaio e una forchetta, bianchi su sfondo azzurro.
00:12:15In mezzo solo due spaghetti e una farfalla.
00:12:19Un rigatone, due pelli.
00:12:21Nient'altro.
00:12:22Bellissimo.
00:12:23E per un catalogo ho messo in copertina tre zuppiere.
00:12:25Stilizzate.
00:12:26E un cucchiaio da cucina.
00:12:28Queste immagini comunicavano la realtà di una ditta moderna, all'avanguardia.
00:12:33Rigore, igiene e gusto.
00:12:35E non era il gusto di un'aristocrazia, era qualcosa che potevano apprezzare sia il borghese che l'operaio.
00:12:40Ora mancava solo uno slogan, che fosse nuovo, forte e innovativo.
00:12:46La soluzione è arrivata al tavolino del caffè Otello, in piazza.
00:12:50Ero con bianchi, carboni e vergani.
00:12:52Uno slogan.
00:12:54Uno slogan.
00:12:54Sì, uno slogan incisivo, facile da ricordare.
00:12:57Ma che abbia senso per tutti.
00:12:59Sì, uno slogan così popolare da diventare un modo di dire, giusto?
00:13:02Sì, uno slogan che nobiliti la nostra pasta.
00:13:05La voglia di mangiare pasta, ma di qualità .
00:13:08Tieni.
00:13:09Leggi un po' questo.
00:13:10Pietrino Bianchi mi passa un tovagliolo di carta dove aveva scritto,
00:13:14con pasta barilla è sempre domenica.
00:13:18No, con il punto esclamativo.
00:13:20Con pasta barilla è sempre domenica.
00:13:22Ovvero ogni giorno con barilla si può mangiare così bene che è come una festa.
00:13:26O se preferite, per fare festa basta un buon piatto di pasta barilla.
00:13:30Allora, perché mi guardate così?
00:13:33Ma tu sei un genio.
00:13:44Era il 1952 e l'Italia faceva ancora fatica a rialzarsi dalle tragedie e dalle sofferenze della guerra.
00:13:53Allora la gente lavorava duro e faceva un vero pranzo solo la domenica.
00:13:59Ecco perché con la pasta barilla era sempre domenica.
00:14:02Un progetto di riscossa basato sulle reali esigenze della gente.
00:14:06Un marchio di fabbrica che rimane nel tempo e dà l'impronta di sé anche a scelte molto diverse,
00:14:13fatte da artisti molto lontani fra loro.
00:14:20Signori il tempo, cedo la parola a barilla.
00:14:27Ecco, immaginate un mondo sofisticato, fatto di lusso, di specchi, di donne bellissime, come si addice da sempre all'alta
00:14:34società .
00:14:35L'ultimo film che hai visto, ve l'è piaciuto?
00:14:38Sono andato a vedere un film, aspetti, ho visto, con mia moglie.
00:14:42Fellini.
00:14:43Eh?
00:14:44Fellini.
00:14:45Fellini, beh sì.
00:14:46Le è piaciuto?
00:14:47A me sì, ma perché voglio bene a Fellini.
00:14:51E noi stiamo per entrare nel meraviglioso e magico mondo di Fellini.
00:15:06Buonasera, signora.
00:15:09Dottore, vorrei permettermi di suggerire
00:15:37E noi come un eco rispondiamo barilla.
00:15:42Barilla.
00:15:43Barilla.
00:15:43Barilla.
00:15:50Barilla mi fa sentire sempre al dente.
00:15:56La parola esplode con tutta la sua carica popolare e sensuale.
00:16:05A niente di colpo il mondo sofisticato trasforma la bellissima donna eterea in una donna concreta dai gusti carnali e
00:16:13plebei.
00:16:13Rigatoni, appunto, nell'interpretazione di Federico Fellini.
00:16:18Ma torniamo a Pietro Barilla, alla sua follia creativa, alla sua capacità di anticipare i tempi.
00:16:24Siamo a Stoccarda nel 1953.
00:16:29Nel 53 parto per Stoccarda con il nostro ingegnere, l'ingegnere Manfredi, per comprare delle macchine.
00:16:36Era arrivato il momento di abbandonare la pasta sfusa, quella che nei negozi tiravano fuori dalle maglie, pesavano e incartavano
00:16:42a mano.
00:16:42A Stoccarda costruivano macchine per il confezionamento.
00:16:46Quando siamo arrivati non potevamo credere ai nostri occhi.
00:16:50La città era deserta.
00:16:52Gli abitanti durante la guerra erano sfollati in campagna e lì erano rimasti.
00:16:57Dopo la pace il governo aveva deciso che per prima cosa andavano costruite le fabbriche.
00:17:03Le case erano ancora distrutte dai bombardamenti.
00:17:06L'unica cosa che brillava in mezzo alle macerie era la scritta della Mercedes.
00:17:11Ecco, in quell'insegna luminosa ho letto la volontà della Germania di riprendere a vivere,
00:17:16ricostruendo imprese che avrebbero dato lavoro a milioni di persone.
00:17:21Ed è stato allora che mi sono convinto che i nuovi macchinari li dovevamo sicuramente comprare lì, in Germania.
00:17:27E invece di comperarne tre, come mi ero prefissato in partenza di macchine, ne ho comperate sette.
00:17:34L'ingegner Manfredi mi guardava spaventato.
00:17:37Ma signor Pietro, mi voleva dire, e i soldi dove li troviamo?
00:17:42Era spaventato ma l'ho convinto.
00:17:44Dovevamo stare al passo con il resto dell'Europa.
00:17:48Dovevamo avere la capacità di immaginare il futuro senza averne paura.
00:17:57A voi la cantone vincitrice del secondo festival di Sanremo.
00:18:02Vola, Colombia.
00:18:05Vola, Colombia, bianca, vola.
00:18:11Dilo tu, io via.
00:18:18Bole, Colombia, bia, russiero.
00:18:23L'ingegnerai a Roma.
00:18:24Divoli, qua l'herbio.
00:18:25Beh, prima, prima, prima, l'herbio.
00:18:30Vola colomba bianca, vola l'alberato, che tornerà .
00:18:59Vola colomba bianca, vola l'alberato, che tornerà .
00:19:17La vera intuizione di Pietro Barilla fu che la pasta doveva accompagnare il cammino della nostra società .
00:19:24È un'avventura che diventa un progetto industriale, anche un progetto sociale.
00:19:29Mentre il comune sentire era che la pasta fosse un prodotto vecchio, senza più posto nella società ,
00:19:36Pietro Barilla insisteva a dire che la pasta avrebbe mantenuto il suo posto e bisognava darle una veste nuova.
00:19:49Leopardi, in un suo verso nel 1835, aveva denigrato le abitudini alimentari degli italiani
00:19:56che prediligevano il consumo quotidiano di pasta.
00:20:00Gennaro Quaranta dopo qualche tempo gli risponde così, con un'altra poesia, titolo La Maccheronata.
00:20:07E tu fosti infelice e malaticcio, o sublime cantordi recanati, che bestemmiando la natura e i fati frugavi dentro te
00:20:17con raccapriccio.
00:20:18O mai non rise quel tuo labbro arsiccio?
00:20:21Negli occhi tuoi lucenti ed incavati, perché non adoravi i maltagliati, le frittadine all'uovo ed il pasticcio?
00:20:28Ma se tu avessi amato i maccheroni, più dei libri che fanno l'umor negro, non avresti subito aspri malanni.
00:20:37E vivendo fra pingui e bontemponi, giunto saresti rubicondo e allegro forse fino ai 90 o dai 100 anni.
00:20:53Senta, ma ereditare un'azienda e poi esserne, oltre che il padrone, anche il capo, che problemi poi?
00:21:02Ma le dirò che noi siamo cresciuti con la mentalità imprenditoriale.
00:21:09Il nostro padre apparteneva al ciclo del pionierismo, quindi era un'imprenditorialità elementare, però faticosa.
00:21:22La grande fatica, il sudore, le notti in treno, quindi noi siamo cresciuti a quella scuola, scuola di sacrificio, cioè
00:21:32che facevano loro.
00:21:33Noi grazie a loro ne abbiamo fatto meno di questa, abbiamo sofferto meno, però veniamo da quella scuola lì.
00:21:40Noi siamo stati grati, quindi imprenditori fortunati ci siamo sentiti, parlo perché eravamo due fratelli.
00:21:46Lei ha sviluppato molto la sua azienda, ma poi in un momento difficile l'ha abbandonata. Perché?
00:21:55Lì c'è stata una storia di due fratelli che hanno collaborato intensamente dal 1945, perché al 1947 morì nostro
00:22:07padre, ma era già malato, quindi al 1945.
00:22:10Mio fratello aveva quattro anni di meno, quindi subì, subì, dovete subire la mia leadership, perché anche io venivo da
00:22:19Resperienze, ero più forte, avevo fatto le vendite, quindi avevo un certo mestieraccio.
00:22:24Ma abbandonata perché?
00:22:25Dunque, dopo 25 anni, quindi dal 1947 al 1970, nella crescita è venuto anche un logoramento, anche caratterologico, un po'
00:22:35ci siamo anche un po' logorati.
00:22:36Aggiungasi che nel 1979 iniziò il periodo politico degli anni di piombo, quindi questo creò ancora più incertezza, più sicurezza.
00:22:52Qualcuno dice che Barilla è fuggito quando andavano male le cose e è tornato adesso che vanno bene. Lei cosa
00:22:59risponde?
00:23:01Accetto, accetto questo perché io ho una mia spiegazione interna e questo ritorno nell'azienda lo considero un punto importante
00:23:12della mia vita.
00:23:24Parma, 31 ottobre 1979. Come già sapete, sono rientrato da alcune settimane nella società .
00:23:32E questo tempo mi è servito per conoscere nuovamente da vicino le varie produzioni, gli stabilimenti, i mercati in cui
00:23:41siamo presenti, ma soprattutto gli uomini che operano nella società , poiché sono proprio gli uomini con il loro lavoro a
00:23:49determinarne il successo.
00:23:50L'unico mio rammarico è di non aver potuto stringere la mano a tutti. Ecco il motivo di queste mie
00:23:57righe con le quali voglio innanzitutto complimentarmi con voi per i risultati davvero brillanti raggiunti in ogni campo, col concorso
00:24:05di chi lavora negli stabilimenti, di chi cura l'organizzazione, di chi porta i nostri prodotti a tutta la clientela.
00:24:12Ho trovato un'azienda viva, aggiornata, efficiente. E questo è merito vostro, di tutti. E mi conforta per la decisione
00:24:21presa, doppiamente felice di tornare tra voi al mio posto di lavoro e di responsabilità .
00:24:34Finalmente venne data la notizia. Il signor Pietro ha ricomprato la barilla.
00:24:40In tutti noi ci fu grande emozione. La cosa che ci colpì fu il modo in cui il signor Pietro
00:24:47si presentò.
00:24:50Non fece un'assemblea plenaria, ma a piccoli gruppi ci invitò negli uffici di presidenza, perché ci voleva conoscere personalmente.
00:25:02Ci spiegò le ragioni del suo rientro, in modo semplice, quasi a volersi scusare per averci lasciato tutto quel tempo.
00:25:13Poi ci disse del suo desiderio di voler rilanciare la barilla e chiese a noi di mettere tutta l'energia
00:25:22e la passione di cui eravamo capaci,
00:25:26perché lui ci stava mettendo tutto quello che aveva.
00:25:30Ci disse parole di grande incoraggiamento e ottimismo. Parole che da tempo non sentivamo.
00:25:50Il leone è tornato, è tornato alla guida della sua azienda e parte nuovamente da dove era partito un tempo,
00:25:56dalle sue convinzioni profonde. Una in particolare, un'impresa, ha bisogno di un pilastro centrale morale,
00:26:03un pilastro che unisce tutto ciò che ogni uomo ha intimamente di meglio, rettitudine, responsabilità , gratitudine.
00:26:12Ma anche gioia. Gioia, voglia di divertirsi, voglia di ridere, di ridere insieme.
00:26:18Un esempio di questa voglia di ridere è stato quello che ha fatto Barilla con Renzo Arbore, la Barilla Boogie
00:26:27Band.
00:26:27La Barilla Boogie Band.
00:26:29Io cerco il vano di diventicar, ma il primo amore non si può scordare.
00:26:56Se potessi avere, se potessi avere, mille lire al mese, mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovare
00:27:05tutta la tranquillità .
00:27:06Pongo, pongo, pongo, pongo, sa che bene sono, pongo non mi muovono, no.
00:27:11Datemi la maestro, datemi la.
00:27:19Olè allora, eh.
00:27:22Di Spagna sono la bella, regina son dell'amor, olè.
00:27:30La Spagnola la sa male così, bocca a bocca, la notte è lì.
00:27:37Meno pausa, maestro.
00:27:44Ecco qua, soddisfatto? Aspetta.
00:28:11Ehi.
00:28:14Ehi.
00:28:14Ehi.
00:28:16Ehi.
00:28:20Ehi.
00:28:23Ehi.
00:28:25Ehi.
00:28:36Ehi.
00:28:40Ehi.
00:28:43Ehi.
00:28:45che fa filufi, lufi, lufi, la petti che lei non è un'artista, non la musica non prova,
00:28:52l'unile è tutto, il carino è tutto, si punta un po' giù.
00:29:00È un vero, è un duro, è un vero, ma la città è un piacere, perché noi siamo noi.
00:29:17Su, noi siamo noi, su, you can't leave your house, you can't leave your house, you can't leave your house.
00:29:40Paparilla Boogie Band
00:29:46Ed eccolo, buonasera a tutti, eccolo Renzo Arbore, grazie tante, grazie Renzo, grazie, grazie.
00:30:01Il regio, il regio fa sempre impressione, ho fatto delle varie malefatte qui, volevo salutare Marilena Barilla, veramente, perché sono
00:30:13contento che mi abbia invitato attraverso di te.
00:30:15E niente, è una grande nostalgia.
00:30:18Questa è la Barilla Boogie Band.
00:30:19Questa è la Barilla Boogie Band.
00:30:20Ma come vi è venuta questa idea?
00:30:22Dunque, perché Pietro Barilla mi contattò a un certo punto, c'erano delle cose strane, mi invitava al Grand Hotel,
00:30:30e chiacchierava, non si capiva di che, chiacchierava con me, secondo me mi stava facendo degli esami, perché voleva esaminare
00:30:44chi si metteva vicino,
00:30:45o chi voleva che non fossi uno di quelli che cercavano, eccetera.
00:30:51Allora, la conversazione era molto brillante, perché un uomo di cultura come lui, straordinaria, quindi si parlava di tutto, anche
00:30:58di musica, eccetera.
00:31:00Ci incontravamo, per la verità , sul grano, perché io sono figlio del tavoliere delle Puglie, Foggia, anche se mamma napoletana,
00:31:08eccetera.
00:31:09E quindi, sul grano, anche mi illuminava, perché malgrado io conoscessi il grano, perché è famiglia di ricoltori, quindi anche
00:31:17un po' quella roba lì,
00:31:18però lui mi diceva, ma voi dovete far riposare di più il terreno.
00:31:21Io dicevo, ma adesso sta riposando.
00:31:24Allora, poi ho capito che significava riposare il terreno, che non bisognava piantare ogni anno il grano, bisognava ogni tanto
00:31:31far riposare il grano.
00:31:32E poi, improvvisamente, insomma, mi ha chiesto questa collaborazione con la cosa.
00:31:37Allora, io, siccome avevo un po' di complessi nei riguardi della pubblicità , allora c'erano alcuni artisti che non la
00:31:43facevano,
00:31:44vabbè, io venivo da alcune pubblicità anche curiose.
00:31:48Anche con Mina?
00:31:50No, questa è una cosa antichissima.
00:31:52Antichissima.
00:31:52È proprio con Mina, regia di Valerio Zulini, io ho fatto per la Barilla, facevo il musicista fuori scena, non
00:32:00mi si riconosce neanche, giovanissimo.
00:32:02La prima cosa che, la prima volta che ho fatto, ho visto una macchina da presa.
00:32:06E invece qui ti ha proposto?
00:32:08No, no, invece mi ha proposto la cosa.
00:32:09Allora io ho detto, guardi, facciamo così, io metto il nome direttamente in ditta, facciamo, invece di fare, di sponsorizzato,
00:32:20testimonia,
00:32:21Barilla Bookie Band, BBB, 3B, più di BBB, perché ho fatto, BBB e facciamo la Barilla Bookie Band, vabbè.
00:32:29E poi cominciamo con questa cosa, le giacche che avete visto erano di Guido Pellegrini, parmigiano, bellissimo, bellissime di raso,
00:32:37ce l'ho ancora per ricordo.
00:32:39Anche i maccheroni.
00:32:41Per la verità , no, quello fu una cosa che mi venne in mente a me, il mio coso, dice, facciamo,
00:32:46e volevamo colpire Pietro Barilla con un omaggio particolare.
00:32:52Ci facemmo confezionare 16 camicie con i rigatoni, bianche, con dei bei rigatoni grandi, eccetera.
00:33:00Lui ci disse, questo è un po' troppo.
00:33:03Comunque, di quella band, c'è un Reduce, c'è un Reduce, che faceva il batterista, perché così intanto poi
00:33:16devi cantare, no?
00:33:17Quindi, Botta, guardalo qua.
00:33:21Alberto Botta, per bacco, lui è proprio il batterista della Barilla Bookie Band, nonché di quelli della notte.
00:33:29Bravo, ammazza, Alberto Botta.
00:33:31E allora adesso vi tocca, allora adesso vi tocca.
00:33:35Vabbè, io ero retour dal successo Sanremese, avevo, non so, proditoriamente, preso il secondo posto con una canzone che si
00:33:44chiamava Il Clarinetto.
00:33:45Ne posso fare un pezzettino?
00:33:47Vai, vai.
00:33:49Vediamo un po', vai.
00:33:53Metti che ti presenti a una ragazza e dici, suono bene il clarinetto.
00:34:02Metti che lei capisce tutta un'altra cosa, ti fa subito l'occhietto.
00:34:11Metti che sei un artista puro, questa cosa non fa certo un bel effetto.
00:34:29Metti che sei un artista puro, questa cosa, ti fa subito l'occhietto.
00:34:43Metti che sei un artista puro, questa cosa, ti fa subito l'occhietto.
00:34:47E non c'è emozione né soddisfazione a suonare da soli il clarinetto.
00:34:56E' uno strumento un po' particolare che ha bisogno di accompagnamento.
00:35:04Ma dove sta una chitarina per suonare insieme con il clarinetto?
00:35:15Per fare qualche pezzo, per fare un po' filo, filo, filo, fila.
00:35:25La cerco come la tintina, questa bella chitarina, per fare qualche swing.
00:35:33Metti che sei un artista puro, filo, filo, filo, filo, filo, filo, filo.
00:35:43La cerco come la tintina, questa bella chitarina, per fare qualche swing.
00:35:58Mentre il clarinetto sgrino, così nasce un bel blu.
00:36:13E' una male fatta, a Reggio di Barmi, Carietti, Loppisenzi, è una male fatta.
00:36:25Però a Pietro Barilla piaceva soprattutto Malanotte.
00:36:33E vabbè, che era anche merito suo perché mi fece fare questa trasmissione, quella della notte, partorita da Giovanni Minoli.
00:36:40Sì, però mi ricordo, devo dire la verità , qualcuno se lo ricorderà , la signora, che quando arrivò la Barilla Bocchi
00:36:48Bende, dopo essere andata in giro per tutta l'Italia, comprese le feste dell'unità , quando venne a Parma, Pietro
00:36:58Barilla pianse.
00:37:00Forse perché si commosse, mi disse, mi arrivò questa notizia, sai si è commosso perché sei venuto nella sua città ,
00:37:08evidentemente, con questa cosa, eccetera, e aveva avuto pure un certo successo, per la verità un bel successo.
00:37:14E quindi pianse, però, vediamo se se la ricorda, ma la notte devi fare dum, dum, dum, e poi si
00:37:20capisce, si bemola.
00:37:25Qua ci vorrebbe il coro, però, eh?
00:37:27Sì, sì.
00:37:28Guarda qua.
00:37:30Ogni giorno la vita è una grande corrida.
00:37:35Alla notte no.
00:37:36Ogni giorno una lotta, chi sta sopra e chi solta.
00:37:42Alla notte no.
00:37:44Il mattino è un po' grigio, non c'è più dentifiglio.
00:37:49Alla notte no.
00:37:52Io mi guardo allo specchio e mi sputo in un ecchio.
00:37:56Alla notte no.
00:37:59Poi comincia il lavoro e dimentichi il cuoco.
00:38:03Alla notte no.
00:38:06Pensi sempre e soltanto alle cose importante.
00:38:11Alla notte no.
00:38:14E ti perdi la stima se non trovi la rima.
00:38:18Alla notte no.
00:38:21Ti distrugge lo stress e dimentichi il sesso.
00:38:26Alla notte no.
00:38:28Che stress.
00:38:29Che stress, che stress, che stress di giorno.
00:38:35Che stress di giorno.
00:38:40Alla notte no.
00:38:44Giorno mi dormi così.
00:38:51Giorno mi fai di sempre sì.
00:38:58Ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la
00:39:09notte no
00:39:10Facciamo ancora un'altra, un'altra
00:39:12Lo diceva Neruda che di giorno si suda, ma la notte no
00:39:20Rispondeva Picasso io di giorno mi scasso
00:39:24Ma la notte no
00:39:26E per questa sciagura non si trova la cura
00:39:31Ma la notte no
00:39:34Ti distrugge lo stress e dimentico il sesso
00:39:38Ma la notte no
00:39:41Che stress, che stress, che stress di giorno
00:39:46Ma la notte no
00:39:48Sto pesce, sto pesce, sto pesce di giorno
00:39:53Ma la notte no
00:39:55Tosca
00:39:56Giorno mi distruggi così
00:40:04Giorno mi fai dire sempre sì
00:40:11Ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte no
00:40:23Continuate voi che cantate meglio di me, ci non ho cantato ancora
00:40:26Ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la notte, ma la
00:40:37notte, ma la notte no
00:40:52Grazie, grazie Renzo, grazie.
00:41:04Grazie, grazie Renzo, grazie.
00:41:13Un applauso a te e a tua miglia, grazie tanto.
00:41:40L'azienda per papà era una cosa di famiglia.
00:41:44La nonna abitava in fabbrica e noi da bambini andavamo sempre a trovarla.
00:41:48Di fianco alla cucina c'era la porta del reparto confezioni.
00:41:52Così noi passavamo direttamente dalla casa alla fabbrica e dalla fabbrica alla casa.
00:41:57Avevamo così la percezione fisica che non ci fosse discontinuità tra la famiglia e l'azienda.
00:42:04L'imprenditore abita in fabbrica e la gestisce come un prolungamento della famiglia.
00:42:11E il rapporto che ha con le persone che lavorano in fabbrica non è un semplice contratto.
00:42:18È un rapporto umano.
00:42:20Un giorno alla fine di una riunione per la promozione ho preso sotto braccio Gavino Sanna,
00:42:25l'ho portato nel mio ufficio e mostrandogli il nostro marchio gli ho detto
00:42:29«Vede, questo non è il marchio della Barilla, questo è il nome della mia famiglia».
00:42:53E' tutto vero, successe proprio così.
00:42:55Ma in quella frase, così apparentemente semplice, io avevo letto un grandissimo orgoglio,
00:43:04una grandissima passione ed un grande rispetto per tutti quelli che avrebbero lavorato con lui e per lui.
00:43:11Ed io ne feci il tesoro e ho portato tutto questo con me per tutti gli anni che ho potuto
00:43:19lavorare per lui.
00:43:20E questo mi ha permesso alla fine di scrivere un capitolo assolutamente straordinario
00:43:29della pubblicità italiana, dove c'è Barilla c'è casa.
00:43:35Poi alla fine, dopo i successi, i complimenti, i sorrisi, a me, oggi, è rimasto un piccolo desiderio.
00:43:46Piccolo come piccola apparentemente era la frase d'inizio della storia.
00:43:53E vorrei dire una cosa, apparentemente piccola ma grande come un cuore grande,
00:44:01in questo momento.
00:44:04Grazie, signor Pietro.
00:44:15Lei non si è mai sentito un po' un traditore?
00:44:18Sì.
00:44:19Quando?
00:44:20Quando ho lasciato.
00:44:21Lei stesso ha detto, gli anni fuori furono non felici.
00:44:26Sì.
00:44:26Cioè?
00:44:27Cioè, non felici perché?
00:44:29Io ero tormentato, non ero triste, ero infelice.
00:44:32Perché ero vivo, mi sentivo vivo e sapevo di morire in quel modo lì, intimamente.
00:44:39Cioè, non facendo nulla, io so fare un mestiere solo, questo.
00:44:44Non avevo altre alternative, non ci ho mai pensato.
00:44:47Anche possibilità finanziarie di entrare qui, di entrare là .
00:44:50Imprenditore, si sentiva imprenditore.
00:44:52Imprenditore di questa impresa, perché la conoscevo bene.
00:44:55Quindi si rimprovera, se si rimprovera una cosa in quel periodo è di non essere stato fedele alla sua verità .
00:45:01Sì, avrei dovuto resistere, però per resistere non avevo i denari per liquidare mio fratello,
00:45:07che aveva il 50%, quindi eravamo 50-50.
00:45:11Avevo i figli piccoli e in più ero anche separato dalla moglie, quindi ero un uomo solo.
00:45:17E in più avevo avuto, devo aggiungere, avevo avuto anche un infarto, quindi ero anche insicuro del mio fisico.
00:45:23Quindi avevo quattro componenti, quattro varianti che non mi diedero la forza di resistere.
00:45:29Ecco, ma qual è la cosa più brutta che ha scoperto di sé in quegli anni?
00:45:34È quello di aver abbandonato il campo.
00:45:37È una qualità intervista invece che ha scoperto di avere?
00:45:40Il ritorno, il desiderio di ritornare è la forza faticosissima, di ritornare perché io ho ricevuto almeno da cinque banche
00:45:49un no.
00:45:52Tristezza, paura, nostalgia.
00:46:01Ecco, sono questi i sentimenti di Pietro Barilla in quel periodo in cui è stato lontano dalla sua azienda.
00:46:07Nella sua mente, forse, sono tornati i ricordi di un tempo lontano, di quello della sua infanzia.
00:46:16Sono nato a Parma il 16 aprile del 1913.
00:46:21Sono nato in un secondo piano, sopra la bottega dei miei nonni, pane e pasta.
00:46:26Avevano cominciato nel 1877.
00:46:30Mio padre ha smesso gli studi in quarta elementare e a 13 anni già aiutava il padre,
00:46:35andando a prendere con un carretto i sacchi di farina al mulino, a credito.
00:46:40Li riportava a casa e lì, nel forno di mattoni, facevano il pane.
00:46:44L'acqua per l'impasto andavano a prenderla alla fontana, di fronte alla chiesa.
00:46:48I maschi lavoravano al forno, anche 18 ore al giorno.
00:46:52Mia nonna e le figlie stavano al banco.
00:46:55Dopo qualche anno sono riusciti a comprare un torchietto di legno, che faceva 50 kg di pasta al giorno.
00:47:02Abbiamo cominciato ad avere dei lavoranti.
00:47:05Poi, dal torchietto, siamo passati al torchio moderno, di ghisa, che di pasta al giorno ne produceva due quintali.
00:47:13Il lavoro però era ancora poco, e la miseria era tanta, a Parma come in tutta Italia.
00:47:18Mia madre, che faceva le assunzioni, stava attenta a far lavorare le donne a rotazione,
00:47:23in maniera che ci fosse sempre almeno uno, in ogni famiglia, che portasse un guadagno a casa.
00:47:29Nel 1907 fecero un gran debito per acquistare un fabbricato per mettere nuovi impianti.
00:47:35Nel 1910 inizia la fase industriale, di quella che ormai è diventata una vera e propria azienda.
00:47:42Mio padre, alla mattina alla 6, era in fabbrica e ci restava, fino alla sera tardi.
00:47:47Mia madre, dopo aver fatto i lavori di casa, scendeva a lavorare, anche lei.
00:47:52Era una donna abituata alla fatica, fin da bambina.
00:47:56Suo padre, mio nonno, vendeva il latte per strada, porta a porta, con il carrettino, e lei gli dava una
00:48:02mano.
00:48:03Al sabato era mia madre che pagava gli stipendi, ma durante la settimana lavorava con le altre,
00:48:08nella squadra delle confezionatrici, tutto a mano, dieci ore al giorno.
00:48:13Quando sono nato io, cominciavamo a vivere bene.
00:48:16Io giravo con la bicicletta nella fabbrica e le operaie mi chiamavano,
00:48:20oh Pietro, stai attento, sai.
00:48:23Gli affari andavano, ma i nostri rappresentanti avevano ancora avvitatura.
00:48:29Partivano con la moto, visitavano un cliente alla volta,
00:48:33uno a Colorno, uno a Mantova, due a Villafranca, tre a Verona.
00:48:37Firenze era un viaggio sulla luna, Roma un sogno, Napoli con i suoi cento pastifici un paradiso proibito.
00:48:47A 19 anni io mi metto dietro sulla moto di uno dei nostri rappresentanti e imparo come si fa a
00:48:53vendere.
00:48:54Imparavo come trattava con familiarità i bottegai, come apriva la valigetta con il campionario ravvolturato nella carta azzurra.
00:49:02Le raccomando questo, signora, va a ruba, sa, la conchiglia.
00:49:07A Milano ormai non si mangia altro.
00:49:11Registrava l'ordinazione, tanti saluti e via, in moto, da un'altra parte.
00:49:18Beh, anche quando sono arrivato a guidare un'impresa con 8.000 dipendenti,
00:49:23io mi sono sempre fermato a parlare con chi comperava i nostri prodotti.
00:49:27Volevo sentire cosa ne pensava.
00:49:30Ho cominciato così, parlando con la gente.
00:49:33È stata la mia scuola.
00:49:50Ma questo suo attaccamento alle origini, alle tradizioni,
00:49:53non impedisce a Barilla di essere un imprenditore moderno, local e global,
00:49:58radicato nella sua Parma ma aperto alle influenze del mondo,
00:50:02alle suggestioni della diversità e ancora una volta al fascino dell'arte.
00:50:07Se un giorno due sposi si ritrovano sperduti e innamorati
00:50:14nel fascino gelido e accattivante della città di Mosca,
00:50:47di Mosca, di Mosca, di Mosca, di Mosca.
00:50:57Dove c'è Barilla c'è casa.
00:51:09Lo spot è stato realizzato nel 1989, l'anno della caduta del muro di Berlino,
00:51:15ed è certamente un punto d'arrivo nella storia della Barilla,
00:51:18ma non si può capire la forza di questo spot
00:51:21o anche il ritmo febbrile di quei momenti se non si guarda al passato,
00:51:26al recente passato non tanto dell'azienda Barilla quanto dell'uomo Barilla.
00:51:31Nel 1971, Pietro Barilla, lo abbiamo detto,
00:51:34e suo fratello Gianni cedono l'azienda agli americani.
00:51:38È una scelta difficile che provoca la frattura fra i due fratelli.
00:51:43Una decisione che lascia per sempre l'amaro in bocca a Pietro
00:51:47che praticamente da quel momento inizia a sognare la riconquista della sua azienda.
00:51:55Gli americani volevano essere pagati subito cash.
00:51:59Sono andato a parlare personalmente con Enrico Cuccia, il presidente di Mediobanca,
00:52:04per chiedergli un intervento finanziario che mi aiutasse a riprendere l'azienda.
00:52:08E lui mi ha detto,
00:52:09Ma Cavalier Barilla, ho visto i conti, i numeri, non ne vale la pena.
00:52:14Ho cercato di convincerlo, chiedendogli di venire a Parma a vedere di persona il nuovo stabilimento.
00:52:20Guardi che è una cosa straordinaria, unica al mondo.
00:52:24Io ragionavo da imprenditore, da produttore che sa valutare un'impresa guardandone gli impianti.
00:52:30Pensavo che se lui avesse visto fisicamente lo stabilimento
00:52:33avrebbe capito quali erano le potenzialità della nostra impresa.
00:52:38Ma lui mi ha risposto di no.
00:52:40No, Cavalier Barilla, non vengo con lei.
00:52:42Non li vedo, gli stabilimenti.
00:52:44Non mi interessa, non lo capisco.
00:52:46Ho un altro punto di vista.
00:52:47Vedo solo le cifre.
00:52:48La sua è una partita persa.
00:52:56Spaghetti, pollo, insalatina
00:53:00Una tazzina di caffè
00:53:02A malapena riesco a mandar giù, giù, giù, giù
00:53:11Invece ti ricordo
00:53:13Ti ricordi
00:53:14Che appettito insieme a te
00:53:23Aditroi
00:53:24Guardavi solo me
00:53:27Mentre cantavo
00:53:29L'orchestra ripeteva
00:53:33Shubidu, shubidu, shubidu, shubidu
00:53:37Mi resta solo un disco
00:53:39Per tornare giù da te, giù da te, giù da te
00:53:49Ah, a vitroi
00:53:54Ah, a vitroi
00:53:55O-ya
00:53:56La-ya-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la
00:54:03La-ya-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la
00:54:08La-ya-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la
00:54:12-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la
00:54:12-la-la-la-la-la-la-la-la-la-la.
00:54:24la pasta unisce tutti dal profondo sud al nostro nord davanti a un buon piatto di pasta ci si
00:54:32riconcilia con la vita allora attenzione noi azzarderemo un esperimento mai tentato prima
00:54:38con una traduzione simultanea di una poesia di Aldo Fabrizi proveremo a coniugare il romanesco con il parmigiano
00:54:47titolo pasta alla capricciosella provate a far sto sugo che è un poema piselli freschi oppure surgerati
00:54:58calamaretti funghi cortivati così magnate senza peppa tema adesso fai man su clenemossio
00:55:12per fare i calamari c'è un sistema se mettono a pezzetti martagliati nell'aglio e olio e bene rosolati
00:55:19so teneri che pare non a crema per fare i calamari che è un sistema togli di tocchino e tagliare
00:55:25a presto svaporate un po' di vino poi pompi d'oro funghi e pisellini insaporiti col peperoncino
00:55:37poi dopo fai ma svaporare al vè tole ma due tomacchi i fonzi i raviotti e un po' di piccante
00:55:44parmigia del pevron se formaggio niente alla maniera antica fateci bavettine o spaghettini
00:55:51buon appetito e dio ve benedica
00:55:53markman nienta formai che spiega prima
00:55:55buttisome schile e tagliadeli
00:55:57zemele ve maria e po' partima
00:56:11la pasta per me è sempre stata l'anima della cucina italiana che le correnti più modernizzanti
00:56:18come i futuristi disprezzavano che le correnti più esterofile consideravano un cibo povero per
00:56:24un popolo povero auspicando una cucina più ricca di proteine di grassi ecco abbiamo vinto
00:56:30una battaglia che con mio padre avevamo sostenuto negli anni 30
00:56:37correva l'anno 1947 l'anno in cui de gasperi parte per gli stati uniti col cappotto liso
00:56:43il cappello in mano al quirinale cede nicola alla costituente terracini l'italia aderisce agli
00:56:48accordi di bretton woods il prezzo del pane viene aumentato per decreto governativo
00:56:53de gasperi parla alla nazione via radio e chiede fiducia nella ripresa dell'economia
00:56:57nazionale si succedono i suoi governi il periodo è di grande incertezza il sangue
00:57:02scorre a portella della ginestra tempo di uccidere scrive flaiano e vince lo strega
00:57:07il viareggio lo vince gramsci con lettere dal carcere la dc va a congresso a napoli e sceglie
00:57:13il centro approvata la costituzione repubblicana muore vittorio emanuele anni difficili secondo
00:57:19il regista luigi zappa muore riccardo barilla
00:57:25senta ma nella sua formazione è stato più importante suo padre o sua madre
00:57:31mio padre perché perché mi ha dato ero uomo di pochi studi veniva
00:57:40mi ha insegnato alcuni principi fondamentali che mi hanno guidato e mi guidano tuttora nella
00:57:47vita quali sono una certa dirittura una dirittura modo di vivere onesto ero un uomo generoso io
00:57:57cerco di di ricordare questa qualità e questi principi fondamentali elementari addirittura elementari ma
00:58:09fondamentali ecco ma altrettanto importante per pietro barilla è stata la figura della madre
00:58:15l'abbiamo già vista in azione in fabbrica l'abbiamo vista sporcarsi le mani condividere sogni e speranze con
00:58:22le sue operaie ma non si capirebbe il ruolo della madre di pietro barilla senza ricordare un episodio
00:58:28un episodio molto importante e il 1945 parma è stata liberata a un certo punto arriva in città nil
00:58:37degliotti e chiede di visitare l'azienda accompagnarla è lo stesso pietro in occasione di quella visita che
00:58:44si svolge un dialogo particolare per brevità e intensità un dialogo che racconta molto di quel
00:58:51periodo e delle tensioni di allora i protagonisti i protagonisti sono il magistrato ardenti morini e la
00:58:59madre di pietro barilla signora barilla mi ascolti è molto probabile che ora le aziende verranno
00:59:06nazionalizzate statalizzate ma lei non si preoccupi per i suoi figli vedrà che troveremo loro una
00:59:12sistemazione ecco per chi non capisce lei dice se i miei figli dottore hanno il mio stesso sangue nelle
00:59:31vene ci penseranno loro a trovare un posto per voi ecco non soltanto non soltanto queste parole
00:59:49naturalmente sono rimaste impresse nella memoria della famiglia barilla quanto il gesto fatto dalla
00:59:55signora una mano che sembra graffiare il braccio nell'indicare lo scorre del sangue nelle vene
01:00:01anche questa è barilla emozione tradizione concretezza e fascino
01:00:06ogni lungo
01:00:09ogni lungo
01:00:11non devi illudere
01:00:14tu d'acqua ti parerai
01:00:17non so fingere
01:00:19non so fingere
01:00:21non voglio fingere
01:00:23non voglio fingere
01:00:26non so pare per me
01:00:30le tue lacrime
01:00:35non so credere
01:00:39non so credere
01:00:42nel tuo amore
01:00:45non illudere
01:00:48è tutto un attimo
01:00:55tu sei l'estasi
01:00:58sei l'estasi
01:01:00tu hai
01:01:01e il sei l'estasi
01:01:02hai hai hai hai hai hai hai hai hai hai hai hai hai hai hai qualche attimo non ti voglio
01:01:08ingannÃ
01:01:10Per non farti soffrire
01:01:15Non illuderti di più
01:01:24Non ti voglio incannare
01:01:30Per non farti soffrire
01:01:39Non illuderti di più
01:01:52Il fascino dell'arte e la concretezza della pasta
01:01:56alle due anime di Pietro Barilla
01:01:57potrebbe bastare
01:01:59ma a lui non è bastato
01:02:01oltre all'attaccamento alla sua azienda
01:02:03alla sua famiglia
01:02:04oltre all'amore viscerale per l'arte
01:02:07per gli artisti
01:02:08per il loro sguardo lungo
01:02:10Pietro Barilla aveva riservato a se stesso
01:02:13un altro compito su questa terra
01:02:15un'altra missione
01:02:17di questo impegno
01:02:18abbiamo una testimonianza diretta
01:02:21quello di Padre Quattrocchie
01:02:31con Pietro Barilla
01:02:33ci conoscevamo già alcuni anni prima della guerra
01:02:37insieme con la sua mamma
01:02:39la signora Virginia
01:02:40e con un gruppo di amici
01:02:41lo vedevo spesso la domenica
01:02:43in San Giovanni sotto il mio pulpito
01:02:45alla messa del mezzogiorno
01:02:47qualche volta ebbe anche l'occasione di confessarlo
01:02:50con altri suoi amici
01:02:51in occasione delle grandi solennitÃ
01:02:54sì ma si trattava semplicemente di conoscenza
01:02:57lui sapeva che io ero Padre Paolino
01:03:01e io sapevo che lui era Pietro Barilla
01:03:05ma la conoscenza
01:03:07cominciò a convertirsi in amicizia
01:03:10che andò crescendo con gli anni
01:03:11verso la fine della guerra
01:03:13e soprattutto nell'immediato dopo guerra
01:03:16ricordo con precisione
01:03:18tra l'agosto e il settembre del 44
01:03:21Riccardo Barilla, suo padre
01:03:23venne preso in ostaggio dai partigiani
01:03:26io coinvolto da tempo
01:03:28negli alti vertici delle resistenze
01:03:31a diretto contatto con il generale Cadorna
01:03:34in quei giorni ero ricoverato
01:03:36all'ospedale maggiore di Parma
01:03:39Pietro
01:03:40che era al corrente delle mie amicizie pericolose
01:03:44venne subito da me per chiedermi
01:03:46che mi interessassi per il riscatto di suo padre
01:03:49da allora
01:03:51cominciammo a frequentarci
01:03:53benché con cautela
01:03:54mentre io ottenni di essere nominato
01:03:57cappellano delle carceri
01:03:59e fu così
01:04:00che
01:04:01nelle tragiche giornate
01:04:03delle rappresaglie e delle purazioni
01:04:05un mattino
01:04:07mi imbattei in uno dei corridoi del carcere di San Francesco
01:04:10con un gruppetto di detenuti
01:04:13eccellenti
01:04:14arrestati in attesa di accertamenti
01:04:17su di un presunto
01:04:19collaborazionismo
01:04:21mi feci io pure garante per loro
01:04:24che ottennero la liberazione di lì a qualche giorno
01:04:28da questi eventi nacque un rapporto di amicizia vera
01:04:32che con Pietro assunse un carattere
01:04:35sempre molto riservato
01:04:37di fraterna stima
01:04:38e solidarietÃ
01:04:41per un patto sottinteso
01:04:43anche se non scritto
01:04:45né formulato
01:04:46ciascuno dava o chiedeva all'altro senza riserve
01:04:49così
01:04:50e così
01:04:51avvenne che fu lui
01:04:52che mi volle a benedire le sue nozze
01:04:55lui
01:04:55che mi chiamò a battezzare i suoi figlioli
01:05:00nel frattempo
01:05:01già nel mese successivo alla liberazione
01:05:03aveva avuto inizio la mia attività assistenziale post bellica
01:05:07e fu proprio questo
01:05:08il terreno sul quale con la più discreta
01:05:11e anzi vorrei dire pudica riservatezza
01:05:15Pietro fu al mio fianco
01:05:17dietro le quinte
01:05:18per anni ed anni
01:05:19ma non solo come il prudente consiglio
01:05:23della sua ormai navigata esperienza
01:05:25manageriale
01:05:25ma più ancora
01:05:28sostenendo con inusitata munificenza
01:05:32pressoché tutte le mie iniziative
01:05:36un giorno ci eravamo casualmente incontrati
01:05:39per strada
01:05:40e lui tornava dall'orfanatrofio
01:05:42che gli era caro
01:05:43caro come una pupilla
01:05:44e mi intratteneva commosso
01:05:48sulle ultime emozioni che lo avevano afferrato
01:05:51al contatto con quei bambini
01:05:54e ad un certo punto
01:05:57si interruppe
01:06:00seguendo evidentemente un suo filo interiore
01:06:02senza darmi spiegazioni
01:06:05mese mano
01:06:06come di consueto
01:06:08al blocchetto degli assegni
01:06:09e me ne consegnò uno
01:06:10dopo averlo debitamente riempito
01:06:13per una cifra
01:06:13come sempre
01:06:14a 6-0
01:06:16ti ringrazio Pietro
01:06:19no
01:06:20Paulino
01:06:20non ringraziarmi
01:06:22in fondo sono io che devo ringraziare te
01:06:24perché mi offri la possibilità di andare a colpo sicuro
01:06:27per sostenere i bisogni reali che non potrei conoscere
01:06:30per me questo è uno dei più grandi motivi di gioia
01:06:33vedi
01:06:34a me non manca nulla
01:06:35io mi prendo il gusto di aggiungere anche questa rara soddisfazione
01:06:39che non apprezzo
01:06:40quella di dare dove so che c'è bisogno
01:06:43senza aspettare né un ricambio né un grazie
01:06:45e me ne avanza ancora tanto
01:07:07Cortina anni cinquanta
01:07:08la capitale della mondanitÃ
01:07:11è qui che si è creato uno dei sodalizi più importanti
01:07:15nella vita della Barilla
01:07:16quello tra Pietro e Marilena
01:07:18tra un ricco scapolone quarantenne
01:07:21e una dolce timida fanciulla di soli vent'anni
01:07:42Pietro andava in vacanza sempre a Cortina
01:07:45io quell'anno c'ero venuta con la mia famiglia
01:07:48a Cortina non frequentavo e non conoscevo quell'ambiente di belle donne, mondanitÃ
01:07:55avevo solo vent'anni ed ero timida
01:07:57e in effetti a Cortina è vero
01:07:59io ero circondato dalle più belle donne d'Italia
01:08:02erano donne ricche, famose, importanti
01:08:05io mi sentivo insignificante di fronte a loro
01:08:08ma sbagliava e sbagliava di grosso
01:08:11lui diceva che gli piaceva la mia freschezza
01:08:14il fascino della freschezza
01:08:16io ero ancora una ragazzina ingenua quando ci siamo conosciuti
01:08:20lui era un uomo di 43 anni
01:08:24l'ingenuitÃ
01:08:25ecco lei non capiva che il suo fascino stava proprio nella sua ingenuitÃ
01:08:29io lo guardavo con gli occhi incantati
01:08:32ma avevo paura di non essere all'altezza
01:08:35non poteva capire che cosa prova un uomo ad amare ed essere amato
01:08:38da una donna così giovane, candida
01:08:41il piacere di poterle insegnare tante cose
01:08:43di poter essere in qualche modo anche il suo maestro
01:08:46per me il piacere più grande era di poter restare sola con te
01:08:52noi due da soli
01:08:53a parlarci, a raccontarci i nostri pensieri più intimi
01:08:58forse non sono riuscita neanche a fartelo capire
01:09:01forse per colpa della mia timidezza
01:09:04forse perché sono così chiusa di carattere, introversa
01:09:08ed ero anche un po' intimidita da te
01:09:10perché avevi una personalità forte, prorompente
01:09:14tu eri estroverso
01:09:16tu ami la gente, parli con tutti
01:09:19sei curioso, sei interessato a tutto
01:09:22sei capace di entusiasmarti assaggiando prelibatezze
01:09:26nel più raffinato ristorante del mondo
01:09:29ma sei altrettanto felice se mangi pane e formaggio
01:09:32seduto sui gradini di casa
01:09:35tu sei attratto, sei incredibilmente attratto dalla vita
01:09:40dal bello della vita e dagli esseri umani
01:09:43li capisci, comunichi con loro
01:09:46ma ti ricordi quella volta a New York?
01:09:49beh, nei grattacieli c'è sempre un inserviente dentro gli ascensori che ti accompagna
01:09:53e quando salivamo, scendevamo da un grattacielo
01:09:56passavamo sempre almeno un paio di minuti con l'uomo dell'ascensore
01:10:00beh, tu che facevi?
01:10:03naturalmente ti mettevi a parlare con lui
01:10:05e una volta ti sei messo a parlare così fitto
01:10:08con un atteggiamento così interessato
01:10:10ed ari sincero eh
01:10:11che l'uomo dell'ascensore si è aperto
01:10:14ci è confidato
01:10:15ti ha detto come si chiamava
01:10:17come si chiamava sua moglie, suo figlio, sua nonna, sua zia
01:10:21ah, e quella volta che dovevamo andare a Parigi con un aereo
01:10:24che poi all'ultimo momento non è partito e così siamo andati in treno?
01:10:28beh, io ero felice
01:10:30perché pensavo, ah, ora finalmente
01:10:33in treno da Milano a Parigi
01:10:35siamo tranquilli
01:10:37noi due soli
01:10:38senza nessuno che ci disturba
01:10:40ah, che bellezza
01:10:42finalmente chiacchieriamo, parliamo
01:10:44leggiamo i giornali
01:10:46solo noi due
01:10:47noi due da soli
01:10:50saliamo sul treno
01:10:52e chi c'era?
01:10:53un tuo amico
01:10:55un imprenditore
01:10:56ora non mi ricordo bene neanche chi
01:10:58ma comunque ha fatto tutto il viaggio seduto vicino a te
01:11:01tutto il viaggio, eh
01:11:03Milano a Parigi
01:11:04e avete parlato fitto tutto il tempo
01:11:07non siamo rimasti soli neanche un minuto
01:11:22in questo libro Francesco Alberoni ha cercato di scrivere una biografia storica e emotiva di Pietro Barilla
01:11:30un po' quello che abbiamo cercato di fare noi questa sera
01:11:33anche noi, come Alberoni, siamo andati alla ricerca degli elementi
01:11:37degli elementi portanti della personalità di Pietro Barilla
01:11:41abbiamo cercato le sue parole chiave
01:11:43e per smentire un po' la convinzione comune del giornalismo contemporaneo
01:11:48secondo la quale le inchieste non portano a nulla
01:11:52noi queste parole le abbiamo trovate
01:11:56famiglia
01:11:57e si chiamano
01:11:59Marilena, Guido, Paolo, Emanuela
01:12:02rispetto e si chiamano operai, dipendenti e colleghi
01:12:06armonia sociale, ovvero lavoro e benessere
01:12:09e soprattutto la provvidenza
01:12:12e per noi sarebbe finita qui
01:12:16no?
01:12:17no?
01:12:18per me no
01:12:20non ancora
01:12:23prima di finire io
01:12:25veramente vorrei dirvi ancora una cosa
01:12:29una cosa che riguarda l'oggi
01:12:32il vostro oggi
01:12:36io ho vissuto il dopoguerra
01:12:39quello della fame
01:12:41della devastazione
01:12:44e fino a poco tempo fa pensavo che quei tempi fossero finiti
01:12:48per sempre
01:12:51devo dirvi però che il dopoguerra è tornato
01:12:55ed è oggi
01:12:57allora
01:12:5860 anni fa
01:12:59bisognava ricostruire tutto
01:13:01ma
01:13:01era più facile
01:13:03perché nessuno aveva nulla
01:13:05oggi
01:13:06i ricchi sono sempre più ricchi
01:13:08e i poveri aumentano
01:13:09e diventano sempre più poveri
01:13:12perché non c'è lavoro
01:13:14non c'è coesione
01:13:16non c'è amicizia
01:13:16non c'è stima
01:13:17reciproca
01:13:19non c'è la politica
01:13:21che crea le condizioni del fare
01:13:25le persone si guardano ma non si vedono
01:13:27si parlano ma non si capiscono
01:13:30nel nostro paese non c'è più gioia
01:13:34perché non c'è più vita
01:13:37non c'è ricchezza perché non c'è giustizia sociale
01:13:42bisogna invertire la tendenza che ci sta portando verso il nulla
01:13:46innanzitutto bisogna dichiarare morta la politica delle parole
01:13:50per far nascere la politica dei fatti
01:13:53la politica del fare
01:13:56per creare giustizia
01:13:57e per arrivare ad una nuova equa moderna
01:14:01redistribuzione del reddito
01:14:03che ridia la speranza
01:14:07soprattutto ai giovani
01:14:08bisogna abbattere la finanza di carta
01:14:12che è fino a se stessa e uccide
01:14:15le persone e le imprese
01:14:19dobbiamo essere liberi
01:14:22liberi di fare
01:14:26e voi che cosa state facendo?
01:14:30state facendo qualcosa per chi ha fame?
01:14:33per chi ha sete?
01:14:36state facendo qualcosa per creare lavoro?
01:14:40bene
01:14:42questo è il vostro compito in questo nuovo dopoguerra
01:14:47fatelo figli miei
01:14:50impegnatevi per questo e la vostra vita sarà ben spesa
01:14:55andiamo avanti
01:14:57andate avanti
01:14:59con coraggio
01:15:01grazie a tutti
01:15:37grazie a tutti
01:16:10grazie a tutti
01:16:37grazie a tutti
01:17:11grazie a tutti
01:17:43grazie a tutti
01:18:03grazie a tutti
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