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Trascrizione
00:13Siamo sulle mura di cinta delle vecchie carceri di San Francesco, possiamo godere anche di un panorama straordinario e da
00:23qui ci muoveremo per un percorso all'interno delle vecchie carceri.
00:34Il carcere di San Francesco era anche un centro per malati, quindi era un centro sanitario che aveva ospitato e
00:44ha ospitato nei vari anni detenuti che avevano problemi clinici importanti.
00:50C'erano moltissimi ergastolani negli anni 70 e negli anni 80 e il carcere si trasferì poi da questo luogo
01:01che vediamo in questa giornata molto bella, si trasferì poi al carcere di Via Burla nel 92-93.
01:09Fino al 92-93 dalla chiesa di San Francesco del Prato e dalla palazzina del Bettoli che ospitava il carcere
01:21giudiziario, fino a quel tempo le vecchie carceri hanno funzionato come carcere di Parma.
01:29Il carcere di San Francesco, i parmigiani sollevano dire e dicono ancora va in San Francesco per ricordare questa realtà
01:39carceraria.
01:40Rivedremo anche i luoghi conventuali e la bellissima, ancora molto c'è da fare, da ristrutturare, la chiesa di San
01:52Francesco del Prato.
01:54La prima chiesa francescana, con il cotto utilizzato vedremo anche la fornace all'interno della chiesa stessa, fornace con cui
02:13si produceva il materiale per la costruzione della chiesa.
02:20Il percorso vedrà anche una visita alla sezione cosiddetta penale e al centro clinico vero e proprio dove sono stati
02:33ospiti anche detenuti di grande risonanza.
02:37Basta ricordare Sebregondi, ma anche Liggio e ce ne sono tanti altri e tanti altri detenuti che hanno consumato tratti
02:49più o meno importanti, più o meno lunghi, ma sempre molto importanti, della loro vita all'interno di queste mura
02:58carcerarie.
03:32Siamo con l'ingegner Lucio Mercadanti, direttore dell'area edilizia.
03:37dell'Università degli Studi di Parma e siamo in un ambiente davvero emozionante.
03:42Questa chiesa di San Francesco del Prato, che è in via di ristrutturazione.
03:49Andremo a vedere un po' i luoghi che hanno ospitato anche il vecchio carcere di San Francesco, almeno in una
03:56parte.
03:57A che punto siamo con i lavori di ristrutturazione della chiesa?
04:01Allora, intanto facendo una piccola storia, una breve premessa.
04:05Dal 1993 passato in uso perpetuo gratuito all'Università, quindi ceduta dal De Magno in uso perpetuo gratuito,
04:13è stata fatta una commissione che nel 1995 ha previsto una serie di lavori che montavano però circa attualizzati ad
04:20oggi in euro a 50 milioni di euro,
04:22per cui si dovevano reperire delle risorse.
04:25Nel 2004 è stata firmata una convenzione col prevedito rato ai lavori pubblici per circa 6 milioni e 300 mila
04:33euro
04:34e sono cominciati i lavori di restauro anche all'interno di questo complesso ex carcere di San Francesco,
04:42che ha previsto la ristrutturazione della palazzina ex agenti, la ristrutturazione della facciata,
04:49del ex bettoli ed ex uffici agenti e l'ultimo stralcio che verrà portato avanti adesso,
04:57sempre con questo finanziamento, è una parte dell'ala che si affaccia sul chiostro all'interno dell'ex carcere.
05:08Purtroppo dopo poi dovremo reperire delle altre risorse perché effettivamente i costi sono notevoli,
05:15esistono comunque già dei progetti, anche un progetto esecutivo per delle residenze studenti all'interno del carcere,
05:23già approvati anche dalla soprintendenza e si aspettano solo i finanziamenti.
05:27È un luogo bellissimo da restituire alla città, la chiesa di San Francesco era stata costruita fra il 1200 e
05:36il 1250,
05:37subito dopo la morte di San Francesco all'incirca ed è stata costruita con gli oboli di tanti, tanti, tanti
05:46parmigiani,
05:46quindi è anche un luogo di culto, un luogo di espressione, di solidarietà della comunità cittadina di Parma.
05:54Quindi speriamo di fare presto a raggiungere lo scopo.
05:57Questo come tutti i luoghi secolari ha fascino dei secoli appunto.
06:04Questo è un luogo che inizia su un prato regio che è un luogo mercatale,
06:09è il luogo da cui poi uscirà il mercato che andrà in ghiaia nel XIII secolo,
06:16quindi è un luogo, un prato aperto destinato alle fiere e al mercato,
06:23in cui nel XIII secolo gli ordini menticanti, i minori, in particolare i francescani,
06:29così come gli agostiniani a San Luca, così come i dominicani in altre parti della città,
06:35si insediano per costruire grandi chiese, per fare un'azione ecumenica
06:42e di convincimento dei grandi temi che la riforma aveva prodotto in quegli anni.
06:49Quindi nascono questi grandi spazi, si data a 1220 l'arrivo di San Francesco a Parma
06:57e tutti sono convinti che tra il 21, il 27 e il 26 parte la realizzazione di questo spazio.
07:04Con le parti finali inizialmente, con le parti absidali,
07:10ci sono tre parti absidali ad ombrello in pieno stile gotico,
07:15che sono la caratteristica e man mano la costruzione avanza.
07:19Ci sono almeno tre periodi costruttivi, perché la chiesa è molto grande,
07:24questa è la chiesa più grande del Duomo.
07:26Quindi la prima parte è l'abside di stile gotico.
07:32E man mano la chiesa prosegue, è documentato che poi anche nel secolo successivo
07:37prosegue la costruzione, ma su un disegno unitario,
07:41quindi si sapeva già fin dall'inizio come doveva essere fin in fondo la chiesa,
07:45e ha un periodo trecentesco, un periodo anche quattrocentesco di sviluppo,
07:50proprio perché il convento e la chiesa si sviluppano nel tempo.
07:54Ovviamente con la soppressione, che non è avvenuta con Napoleone,
07:58come molti altri edifici di questo tipo, ma già Dutio,
08:02sospende 50 anni prima i francescani e il covento di San Francesco,
08:06lo acquisisce, tra l'altro non si capisce bene perché,
08:10perché due anni prima fa realizzare il palazzo qua a fianco,
08:13da Angelo Rasori, che è un architetto,
08:16il primo collaboratore di PTT in Accademia,
08:18e quindi vuol dire che ci tenevano e due anni dopo sopprime
08:20il convento di San Francesco del Prato,
08:24si chiama del Prato proprio per l'origine del Prato,
08:27un regio, e invece poi con le elezioni napoleoniche
08:32viene veramente parte della trasformazione.
08:36L'ingegnere architetto Cocconcelli,
08:38che è il grande architetto ingegnere delle infrastrutture parmigiane,
08:43Ponte Sultaro, la Villetta,
08:47cioè le grandi innovazioni napoleoniche vengono realizzate da lui
08:50e incomincia, chiamiamola devastazione artistico-architettonica
08:57di questo luogo, inserendo gran parte di quelle finestre che vedete,
09:02le strutture intermedie, qua c'erano tre piani di solai,
09:07fino a vent'anni fa, fino al 92-93,
09:11con le grandi, esatto, fino a quando poi il carcere è andato in via Burla,
09:17e le realizzazioni che erano qua dentro per un secolo circa,
09:21ci sono stati altri interventi di Nicola Bettoli
09:24quando ha sviluppato la custodia, che magari vedremo dopo,
09:27in un'altra zona della città,
09:30della parte al di là dei muri,
09:32verso Borgo del Naviglio,
09:34e questa è una realizzazione che diventano officine,
09:37diventano altre cose a funzione,
09:40ovviamente la parte artistica ed ecclesiale
09:44viene totalmente frantumata e variata,
09:49fino a quando appunto non si realizzerà dall'altra parte,
09:52quasi in coevo,
09:53il palazzo Cusani, quattrocentesco,
09:55che diventa sede di teologia
09:57e nuovo palazzo degli studi, da cui Borgo.
10:00Quindi tutte queste finestre sulla facciata anteriore
10:03sono ottocentesche,
10:06tutte le sbarre quindi...
10:08Le prime le fa Concelli,
10:10le fa Concelli dopo il 1810, appunto appena diventa la trasformazione,
10:16altre ulteriori le fa Nicola Bettoli,
10:18altro architetto ducale,
10:20il Reggio e altre realizzazioni,
10:23la Ghiaia,
10:24di persone diverse.
10:26Concelli è un realizzatore di infrastrutture,
10:29quindi interviene in modo massivo sulle realizzazioni,
10:32Bettoli è un architetto e fa la trasformazione poi di Borgo del Naviglio.
10:37Cioè qua sul prato nasce San Francesco perché è un porto alla città,
10:41è come se fosse un ingresso autostradale oggi,
10:45qua c'era il Naviglio ed era il porto alla città,
10:47quindi un luogo di grande affluenza di persone.
10:49La chiesa è fatta in cotto e proveniente dalla fornace.
10:55Dalle fornace.
10:56Dalle fornace.
10:56Dalle fornace.
10:57Tutte le grandi realizzazioni di questo tipo autoproducevano il materiale,
11:05perché ce ne voleva troppo.
11:06In loco.
11:06In loco, quindi l'argilla veniva presa dal posto,
11:11veniva cotta, prodotta e di conseguenza si autoalimentava,
11:15era a chilometri zero.
11:16Non possiamo non farle la domanda sulla storia del Rosone,
11:23perché ci si racconta che ci sia dietro una storia anche curiosa.
11:29Beh, ci sono dei libri che la documento,
11:31ma non è questo Rosone, sono gran parte dei Rosoni.
11:36Cioè esistono ed è evidente che esistono,
11:38se voi lo guardate è un colonnato che si muove,
11:42che gira in modo quasi litio,
11:44quindi è l'interpretazione del Tempio,
11:47è l'interpretazione del sole che si raggia,
11:52l'orientamento di questa chiesa non è ovviamente banale,
11:56non è scontato,
11:57e poi Rosone, e non solo Rosone,
12:01ha dei riferimenti numerici,
12:08tipologici, direi proporzionali,
12:10come gran parte delle realizzazioni medievali.
12:12Cioè dietro ci stanno anche dei numeri,
12:14ci sono dei significati a dei numeri,
12:17ed è una cosa da approfondire,
12:19se non è che ci siano prove,
12:21è una storia molto diffusa nel Medioevo,
12:24e in quell'epoca di conseguenza
12:26quegli riferimenti possono essere sempre validi.
12:30Si dice anche che la chiesa di San Francesco del Prato
12:33sia in linea con il Battistero,
12:36che vedendo qui è proprio vicino.
12:39Cioè c'è una logica.
12:40Più che la linea,
12:41se lei vede qua fuori,
12:43ci sono delle colonnine,
12:44marmo rosso di Verona e marmo bianco,
12:46tenga presente che il Battistero
12:48viene realizzato con i marmi di Verona,
12:50e i marmi di Verona arrivano al porto,
12:52che è qua davanti,
12:53dove c'è quell'edificio lì c'è il porto di Parma.
12:57E quindi tutto il materiale arrivava
12:59a Mantua, a Verona,
13:01arrivava via Acqua e arrivava qua.
13:03La cosa della linea è questa,
13:06se interessa.
13:07Sì, ci interessa molto.
13:09Se lei va dentro al Battistero
13:11c'è un nicchione dove c'è rappresentato San Francesco.
13:15Fa parte di quelle cose un po' magiche,
13:17se lei fa la linea su San Francesco,
13:23punta direttamente,
13:24attraversando il diametro del Battistero,
13:26punta direttamente a questo ingresso.
13:29Cioè è orientato sull'ingresso.
13:31È orientato sull'ingresso.
13:32Una casualità, una cosa voluta,
13:34in quegli anni molte cose erano volute.
13:36Se lei prende gli ordini mendicanti,
13:38le faccio il caso di Parma,
13:41Santa Maria dei Servi,
13:43via Saffi,
13:44dove adesso c'è l'ospedale,
13:48mi ricordo il nome.
13:50Dognocchi,
13:50l'Istituto Dognocchi.
13:51Santa Maria dei Servi
13:52è un altro di quelli mendicanti.
13:54I domenicani che si insegnano
13:56su Via Le Vittorie,
13:59diciamo,
13:59tra Santa Maria del Quartiere
14:01e Via della Salute,
14:03questi tre,
14:03che sono i primi tre grandi conventi,
14:05oltre a San Luca degli Arimitani,
14:07se lei li disegna,
14:08fa un triangolo
14:09il cui centro è sempre
14:11il palazzo municipale,
14:12in qualunque città lei vada.
14:23Grazie a tutti.
14:48Siamo all'interno
14:49del vecchio carcere di San Francesco
14:52nella cosiddetta sezione,
14:54la sezione che brulicava
14:57veramente di detenuti
15:00e c'era tutto un vociare
15:02quando si arrivava qui
15:03a qualsiasi ora del giorno,
15:04non della notte,
15:05perché tutto sprofondava
15:07nel silenzio più totale,
15:09di giorno,
15:10o quasi totale,
15:12di giorno era tutto un vociare.
15:14Ne parliamo con Gianfranco Marchesi,
15:17che negli anni 70-80
15:19è stato medico di guardia,
15:24medico all'interno delle carceri
15:27di San Francesco.
15:28Che ricordi riaffiorano
15:29all'interno di questo luogo,
15:31Gianfranco?
15:32Sì, in effetti,
15:34ritornando in questo posto,
15:37dopo tanti anni,
15:39mi vengono in mente
15:40tante storie,
15:41tante esperienze
15:43e devo dire
15:44che è stata molto formativa
15:47dal punto di vista
15:48proprio medico,
15:49perché all'interno del cardio
15:51c'è una medicina di frontiera,
15:53una medicina
15:54dove, diciamo così,
15:56la componente umanistica,
15:58la cosiddetta pietas e caritas
16:01deve essere protagonista.
16:04In effetti,
16:05la restrizione della libertà
16:07costituisce già di per sé
16:09una causa di malattia.
16:10Cioè,
16:11queste persone
16:13rinchiuse,
16:14diciamo,
16:15con una perdita
16:16della loro identità,
16:18una sospensione
16:19un po'
16:19della vita affettiva,
16:21della loro intimità,
16:23della loro,
16:24diciamo così,
16:25prospettiva
16:27comportava
16:27una grande,
16:28grande sofferenza
16:30e quindi
16:30abbiamo assistito
16:32a tutta una serie
16:33di patologie
16:34psicosomatiche.
16:35Ricordiamo anche
16:35che le celle
16:37qui ospitavano
16:38sei,
16:39otto detenuti
16:39e la promiscuità
16:42dava,
16:43era un connotato
16:45di ulteriore violenza,
16:46un'ulteriore pena
16:47che si dava
16:48al detenuto.
16:49Perfetto.
16:49Cioè,
16:50questo,
16:50diciamo così,
16:51non seleziona
16:52anche un po'
16:53dei detenuti,
16:55giovani
16:55con gli anziani,
16:57tossicodipendenti
16:58con non tossicodipendenti
17:00e quindi
17:01era una convivenza
17:03forzata
17:03con personalità
17:04diversissime
17:05che già di per sé
17:07costituisse
17:08proprio uno stress
17:09molto,
17:09molto,
17:10molto grave
17:11e in effetti
17:13diciamo
17:13quelle che erano
17:14un po'
17:14le problematiche
17:15psicologiche,
17:17le insonnie,
17:18le crisi di panico,
17:19le situazioni
17:20di autolesionismo
17:22erano un po'
17:23all'ordine del giorno
17:24e la richiesta
17:25di aiuto
17:26da parte
17:27di questi detenuti
17:28era continua
17:29e noi medici
17:30mi ricordo
17:32molte volte
17:33costituivamo
17:34la prima interfaccia
17:35della società libera
17:37con questi detenuti
17:39e dovevamo dare
17:40delle risposte
17:41ecco
17:42in senso generale
17:44sia al fisico
17:46sia allo psicologico
18:05accanto poi
18:06alla sofferenza
18:07dei detenuti
18:07c'era anche
18:08questa condizione
18:10di difficoltà
18:12anche delle guardie
18:13carcerarie
18:14esatto
18:14detto bene
18:15hai messo
18:16proprio
18:16l'attenzione
18:18su una
18:19specie di simbiosi
18:21che questi agenti
18:22di custodia
18:23seri
18:24onesti
18:24bravissime persone
18:25condividevano
18:2724 ore
18:28su 24
18:29con questi detenuti
18:30cercando
18:31di essere
18:32un riferimento
18:33erano soprattutto
18:34persone del sud
18:35sbattacchiate
18:36un po' nel nord
18:37alla ricerca
18:38di un po' di fortuna
18:39di fortuna
18:39però dotate
18:41sempre di una
18:41grande umanità
18:42perché dietro
18:44a una scelta
18:44di vivere
18:45comunque
18:46anche professionalmente
18:47nel carcere
18:48secondo me
18:49c'è una certa
18:50ricchezza
18:51di altruismo
18:53e di disponibilità
18:54e di dedizione
18:55ed erano anche
18:56noi
18:57loro
18:58il primo
18:59diciamo
18:59la prima
19:00possibilità
19:01anche di un po'
19:02di recupero
19:03di rieducazione
19:04facendo loro
19:05da riferimento
19:07ecco
19:07rispettando i loro diritti
19:08facendoli sentire
19:10anche comunque
19:10cittadini reclusi
19:12ma con una dignità
19:13che non doveva
19:14assolutamente
19:15essere
19:16essere disattesa
19:17ecco
19:18e quindi
19:19devo dire
19:20che ci hanno aiutato
19:21intanto
19:21garantivano la sicurezza
19:23ma garantivano
19:24anche
19:24un inizio
19:26ripeto
19:27di riabilitazione
19:28per queste persone
19:29di riabilitazione
19:42Grazie a tutti.
20:16Grazie a tutti.
20:32Quando noi siamo venuti qua, subito dopo la dismissione per studiarlo, sentivamo la sofferenza delle persone, delle celle addosso.
20:42Molti architetti si rifiutano di progettare prigioni perché pensano che siano spazi non per far stare bene ma per far
20:52stare male alle persone.
20:53In realtà credo che anche su questo tema l'architettura possa fare molto per mitigare almeno, per migliorare un po'
21:03il disagio delle persone costrette in uno spazio chiuso.
21:07Siamo qui all'interno del centro clinico e siamo qui con un infermiere professionale che ha svolto molte ore, che
21:16ha passato molto tempo all'interno di questo centro clinico,
21:20che ha ospitato anche detenuti importanti come Ligio, come Sebregondi, ma tanti altri.
21:29Ma in particolare Pierluigi Vitali ci racconta anche la storia di uno dei rapitori di Polghetti.
21:37Com'è andata Pierluigi?
21:40Ma questa persona veniva da un altro istituto, è arrivata alla nostra attenzione delle problematiche sanitarie abbastanza impegnative.
21:50Ha avuto un incidente precedentemente ed era una persona che è stata ostionata tantissimo, il 70-80% di tutto
22:00il tessuto corporeo.
22:02E qui noi eravamo a sua disposizione per medicazioni costanti, in collaborazione con i medici di guardia e il direttore
22:12sanitario,
22:13abbiamo seguito questa persona che, nonostante l'incidente subito, siamo stati molto efficaci nel nostro operato.
22:23Altronde, come lui, tante altre persone sono arrivate alla nostra attenzione, bisognosi di attenzione e cure.
22:31Qui in questo centro clinico abbiamo operato a favore di queste persone, le quali purtroppo si trovavano in questo istituto
22:43e noi fornivamo la nostra opera sanitaria in collaborazione con tante altre figure che venivano anche dall'esterno per le
22:55loro specialità.
22:56Nell'anno 1978, che era qui ricoverato, presso il centro clinico, Sebregondi, che è riuscito a devalve,
23:07segando questa inferiata e scappando tramite i detti del carcere.
23:24Questo qua era parte del carcere giudiziario e femminile, ed è stato ristrutturato completamente,
23:33eliminando tutto quello che di storico non esisteva e riportandolo completamente alle origini.
23:39La parte delle corsie dove c'era la parte carrozzabile, ed è stata recuperata e che l'hanno voluta.
23:46Sono state tolte le piante perché non avevano interesse storico, ed è stata portata alla luce,
23:53come era una volta, tutta la facciata del Bettoli, cercando una separazione fra quelle che sono le palazzine nuove
24:00che sono state create e costruite successivamente.
24:02Quindi questa è proprio la facciata del Bettoli originaria.
24:06Nel 2006 quella facciata prevedeva solamente una porta di entrata in un piccolo magazzino che c'era lì.
24:13E quindi la facciata era continua e probabilmente quello è il muro che ricordavate voi.
24:18Qui ci troviamo sempre al vecchio carcere di San Francesco e qui possiamo vedere le celle del vecchio carcere giudiziario.
24:28Sono le vecchie celle in cui venivano sistemati i detenuti in attesa di giudizio.
25:12Grazie a tutti.
25:28Grazie a tutti.
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