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Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:44Grazie a tutti
01:01Si parla dell'allora piazza grande, della cattedrale, del duomo, di qualche grande ricevimento della novità parmigiana?
01:08Il 19 aprile del 1735 la gazzetta, ancora senza la dicitura di Parma, apre il suo numero 15, che poi
01:18è il primo che noi conosciamo e possiamo leggere, parlando di Salè.
01:22Guardate su Google Maps, Salè e il porto di Rabat, Marocco. La prima corrispondenza del primo numero, della prima gazzetta,
01:31arriva dall'Africa.
01:32Ed una storia di commerci interrotti per guerra, ma anche un'affascinante cronaca di corsari.
01:38E poi Pietroburgo, Stoccolma, Copenaghen, Parigi, Colonia e infine in quarta pagina, ultima notizia, la cronaca della città.
01:46Mezza colonna, su quel 19 aprile dove Parma accoglie il signor duca di Montemar, con il popolo che tributa i
01:53giusti onori agli testuali paroli,
01:55inceffanti, felicissimi, fucceffi. La S per ora in tipografia, è solo maiuscola.
02:05Basta sfogliare quelle pagine per rendersi conto della visionarietà di quell'atto fondativo
02:12e anche della capacità di guardare al mondo nel suo insieme che i nostri antenati avevano
02:19e che noi dobbiamo assolutamente tenere presente per poter uscire dai piccoli recinti
02:25e dai piccoli steccati nazionali, a volte anche municipali, nei quali la cronaca quotidiana
02:31ci spinge spesso a rinchiuderci in maniera inadeguata, non permettendoci di affrontare le sfide del presente come si dovrebbe.
02:41Insomma, in quel foglio si parlava delle corti europee, di cosa succedeva in Europa, c'era già una cronaca estera
02:46nutrita?
02:46Più che una cronaca estera, c'era proprio l'idea che si viveva in una comunità, che è una comunità
02:50globale internazionale
02:52e di cui invece la cui espressione locale, in questo caso Parma, era una declinazione su scala territoriale più ridotta
03:03di una storia che si svolgeva su un piano molto più ampio che era all'epoca già planetario.
03:10Se si sfogliano le pagine di quella gazzetta si nota come si comincia a San Pietroburgo, Bombay, Delhi, il Cairo
03:18e poi sempre alla fine Parma, cioè questa idea si guarda prima l'altrove, prima il grande, prima la vastità
03:25del mondo
03:26per poi arrivare alle conseguenze sulla scala locale.
03:29Ma non è una cosa soltanto tipica della gazzetta di quel tempo, ci sono dei quotidiani di oggi
03:35penso per esempio a Il Paese in Spagna, in cui sempre si comincia, le prime pagine sono dedicate alla politica
03:40internazionale
03:41e poi si arriva alla politica invece nazionale e poi ovviamente alla cultura
03:45per una visione che appunto è ancora figlia di quella storia lì.
03:49Ed è la stessa ragione per cui la gazzetta oggi continua ad avere prima delle immagini di cronica internazionale e
03:55nazionale
03:55e poi la cronaca locale, sebbene in fondo i lettori forse avrebbero il piacere di leggere le cose in un
04:03ordine inverso
04:04però questa visione è fondamentale perché è l'unica che ci permette di aprire la nostra mente
04:09e di affrontare la realtà con gli strumenti che sono necessari per comprenderla veramente.
04:16La gazzetta vive comunque nel cuore della città, riceve i dispacci dal mondo, li pubblica con tempi legati ovviamente
04:22alla distanza del luogo dove succedono, ma li fa propri, come dice Simone Verde, da tutto il mondo
04:28ed è un motore di cultura, di storia, in un luogo fondamentale per la città.
04:34La gazzetta è la sorella della pilota perché la gazzetta è stata fondata in questa visione cosmopolita
04:40di un cosmopolitismo culturale illuminato secondo appunto i principi dell'illuminismo settecentesco
04:47al Dutiglio con questa idea di fare in modo che Parma diventasse un piccolo centro dell'Europa delle Corti
04:53assieme all'Accademia Ducale che si trova appunto in pilota e che in fondo costituisce l'atto di nascita
05:01o l'istituzione che perporterà alla moderna Galleria Nazionale.
05:12La gazzetta è insomma gazzetta del mondo con le sue quattro pagine, i suoi dispacci, i suoi racconti
05:17poi il 1759.
05:20A Parma arriva Léon Guillem de Tuglio, diventa primo ministro del Ducato, nonché Marchese di Felino.
05:26Si raccontava così allora, non so niente, in gioventù ho letto molto ma sempre male
05:32e da tempo ormai leggo solo le scartoffi insipide che circondano un uomo sedente in telonio
05:38ma amo e rispetto coloro che coltivano le arti, le lettere e le scienze.
05:44E così organizza la Biblioteca Puglibica di Parma, crea l'Accademia di Belle Arti, il Museo d'Antichità,
05:50potenzia l'Università di Parma, ma il primo atto proprio nel 1759 è per il Giornale della
05:57Città.
05:58Cosa succede?
05:59Ce lo racconta lo storico Marzio Dall'Acqua.
06:02Succede che la gazzetta diventa veramente gazzetta di Parma, cioè prima del 59 abbiamo
06:10l'uso del termine gazzetta non solo per Parma ma per altri effimeri periodici, per
06:20che uscivano notiziari, che uscivano anche nelle altre città.
06:25Nel 59 Dutio, che è il ministro riformista appena nominato da Babette, la moglie di Luisi
06:34Filippo, i Borbone sono i nuovi signori di Parma, Dutio dà proprio la denominazione di
06:43Gazzetta di Parma e questo è già, ed è questo per cui la Gazzetta è sicuramente
06:49il giornale più antico d'Italia a essere denominata col proprio titolo, dal 59.
06:55di Parma e contemporaneamente Dutio organizza il giornale in modo che diventi davvero un
07:02periodico, quindi naturalmente siamo in un'epoca nella quale si trattava di un foglio di quattro
07:09pagine pubblicato da Carmignani, che era Filippo Carmignani, era un tipografo arrivato da poco
07:17e quindi era tutto da innovare, tutto da cambiare, però il giornale diventa anche contemporaneamente,
07:27mentre prima è sempre stato, anche negli altri stati erano operazioni private, operazioni
07:34di editori, di tipografi o di giornalisti che speravano di fare un po' i soldi, di fare
07:42economia, con Dutio il giornale in qualche modo diventa rappresentativo dello Stato più
07:50che della Corte proprio.
07:55Il giornale servirà a conciliare la nobiltà locale con i borboni, spagnoli e francesi,
08:00con i nuovi padroni del Ducato, ma il ministro De Tuglio ha un'esigenza in più per la Gazzetta
08:05di Parma.
08:06E poi soprattutto il far accettare i nuovi usti, i nuovi artisti, le nuove prospettive,
08:14le innovazioni che voleva fare. Poi la cosa è diventata urgente nel momento in cui i governi
08:22borbonici, in Borbone governavano il Potogallo, la Spagna, la Francia e Napoli e il Settecento
08:31sarà, la seconda metà del Settecento, un secolo di pace proprio grazie al patto della
08:37famiglia Borbone, per cui questi garantiscono. A questo punto dal Portogallo e poi pian piano
08:46gli altri stati borbonici cacciano i gesuiti, quindi c'è una grande rivoluzione ideologica
08:52e culturale, si cacciano coloro che erano stati gli strumenti del potere ecclesiastico
08:58cattolico all'interno della Corte, nel punto più alto. Per Dutio è un grosso problema
09:05perché da una parte deve essere legato alla famiglia Borbone con i patti che conosciamo,
09:11dall'altra parte Parma, Piacenza e Guastalla erano un ducato pontificio, cioè era ancora
09:18nel sistema feudale doveva fedeltà al Papa e quindi la Gazzetta serve per preparare un'opinione
09:26pubblica contro i gesuiti. Si usa proprio quella che oggi sarebbe chiamata la politica
09:33del fango. Appena un gesuita combina un disastro, combina qualcosa, un furto, viene cacciato
09:44da uno Stato eccetera eccetera, la Gazzetta enfatizza queste notizie.
09:48I gesuiti alla fine del 1768 devono lasciare Parma e per il ducato si scatena addirittura
09:55una crisi internazionale.
09:57Il Papa naturalmente si scaglia contro Parma, manda le truppe a Bologna, che era dello Stato
10:04pontificio, manda le truppe a Bologna per invadere Parma e la famiglia Borbone insorge
10:11dicendo se toccate Parma, caro Papa, tu vuoi avere la guerra contro Spagna, Francia,
10:18Portogallo, Regno di Napoli e c'è un'opinione pubblica mondiale straordinaria tra cui basta
10:26ricordare una grande frase di Voltaire che dichiarò di essere troppo vecchio ma che se
10:33avesse potuto avrebbe impugnato la spada per difendere Parma.
10:42Con Voltaire ci sono i parmigiani che le idee dei Borboni le hanno apprese per anni sulla
10:47Gazzetta di Parma dove, ecco l'altra grande novità di De Tuglio, attuale anche oggi, il
10:52giornale entra prepotentemente nei caffè.
10:56La Gazzetta, in questo momento, Carmignani stampa 400 copie della Gazzetta. 100 copie
11:04servono per gli uffici dello Stato, quindi la tradizione che gli uffici abbiano la Gazzetta
11:10è antichissima, quindi gli uffici statali. Tra queste 100 copie ci sono anche le copie
11:17che vanno in giro a livello internazionale per scambi con gli altri giornali, chiamiamo
11:22giornali questo periodico. Le altre 300 copie è un grosso problema, che è il problema
11:30anche di Carmignani che deve recuperare i soldi, che ce li mette Carmignani, lo Stato non ci
11:35mette soldi. Quindi a questo punto qual è la novità? La novità sono il caffè, cioè
11:41si sta diffondendo da 30 anni a questa parte, si sta diffondendo l'uso del caffè. Ed è il
11:52caffè che diventa il punto di riferimento. È il caffè al quale Dutiot dà una connotazione
11:58particolare che è più simile, lui francese, diciamo franco-spagnolo era, più simile alla
12:07connotazione inglese, dove il caffè diventa spazio della libertà. Spazio di libertà
12:14di espressione, spazio delle libertà di modi di pensare, spazio di confronto e così via.
12:20Allora lui obbliga i caffettieri, a secondo del stabilimento che hanno, più o meno elegante,
12:30più o meno ricco, più o meno frequentato, a comprare dalle 10 alle 5 coppie della gazzetta,
12:37che loro possono rivendere. E quindi, come dire, non è una tassa occulta, è una forma
12:46in cui, e quindi questo poter rivendere la gazzetta fa sì che i caffettieri siano assolutamente
12:56spinti a dare il giornale alla gente. Quindi questo è il sistema con cui Dutiot crea un'opinione
13:04pubblica.
13:05Parma vola così in un fiume di cioccolata, di bevande energetiche, magari in un secondo
13:09piano di un palazzo nobiliare, dove una stanza viene adibita ad accogliere clienti, magari
13:12con il nuovo gioco del momento, il biliardo, magari con una sfida fra nobili e borghesi, militari
13:19o abati. È la moda impazza, tanto che nasce una grande coffee house, la prima aperta anche
13:26alle donne.
13:27Casino Petitot nasce come caffè, nasce come caffè all'interno di un progetto urbanistico,
13:34che è la creazione di una viale, di un grande vialone con 5 viali, diviso in 5 parti, per
13:46i pedoni, per i cavalieri, per le carrozze, a secondo proprio dell'uso degli spazi.
13:56E lo stradone del Petitot si chiude con questa prospettiva che è il casinetto del Petitot.
14:03e lì abbiamo probabilmente quando il dopo teatro veniva fatto con il duca che si trasferiva
14:17al casino del Petitot e quindi lì insieme bevevano, mangiavano, sentivano musica ancora,
14:27i musicisti stavano sopra il tetto del casino Petitot.
14:35Il tutto con i ma nel giornale, la gazzetta di Parma che continua a raccontare la vita di
14:39corte, ma soprattutto il mondo. Tutte le notizie sono nelle quattro pagine, tutte o quasi.
14:45dal 1789 la gazzetta riesce, andando avanti fino al 96, riesce, quindi sono parecchi anni,
14:57dal 14 luglio dell'89 riesce a nascondere che è scoppiata la rivoluzione francese.
15:04Non viene mai citata la rivoluzione francese, non vengono mai citati i nuovi organi, la repubblica,
15:12i nuovi organi della rivoluzione francese, non vengono mai citate le strutture del potere
15:19in Francia e così via.
15:57E le ultime notizie, non a caso, sono di scontri di paura nello Stato Pontificio.
16:03Stato Pontificio ci sono delle moti popolari o si teme dei non moti popolari eccetera eccetera
16:11e quindi si capisce che non solo Napoleone rappresenta qualcosa che la storia aveva portato avanti,
16:21ma anche qualcosa che cambia addirittura il rapporto con i sudditi.
16:26E quindi a questo punto la gazzetta chiude davvero.
16:58Napoleone a quel punto in Italia, il nuovo vento soffia su Parma che vede trasformarsi nel profondo,
17:03nasce il regno d'Italia, nascono le province, pardon i dipartimenti, al posto dei vecchi territori del Ducato
17:08e la gazzetta di Parma si trasforma, è sempre lei, ma con un nome nuovo.
17:12Dopo un periodo di sospensione determinato proprio da quella fase così burascosa
17:17che tutta l'Europa viva a seguito dell'ascesa napoleonica,
17:21rinasce nel 1811 come giornale del Taro.
17:24Quindi un nome che non porta traccia dell'originaria intitolazione Gazzetta di Parma,
17:30ma che si ricolleghi invece alla divisione amministrativa e politica
17:34che Napoleone aveva voluto nell'impero con i dipartimenti.
17:37Quindi il nostro è il dipartimento del Taro, che prende nome ovviamente dal fiume,
17:43che attraversa il Ducato e che peraltro sarà poi oggetto di attenzione
17:48già in epoca napoleonica alla luce del famoso progetto per il ponte sul Taro.
17:52Non sarà poi lui a organizzarla, a realizzarla, ma la nostra Maria Luigia.
17:57Quindi giornale del Taro, un periodo di vita breve perché poi con la caduta di Napoleone
18:04e già con la prima abdicazione la Gazzetta tornerà a intitolarsi Gazzetta di Parma,
18:11mantenendo questo nome per tutto il Ducato Luigino,
18:14ovviamente con una serie di interventi, di modifiche e di aggiornamenti anche
18:22che nel Ducato di Maria Luigia il giornale subisce.
18:53Diciamo che Maria Luigia, non dimentichiamolo, è reduce dall'esperienza francese,
18:58quei quattro anni vissuti a Parigi,
19:01nei quali credo che la scuola di Napoleone avesse insegnato qualcosa.
19:06Napoleone è il grande comunicatore, il primo che capisce che un giornale
19:10è uno dei principali strumenti di propaganda, di promozione e di divulgazione di se stesso.
19:16E questo messaggio Maria Luigia lo fa proprio quando arriva a Parma,
19:20forse non direttamente, ma chiaramente aiutata e ben aiutata dagli uomini di corte,
19:27da quegli uomini che furono al suo fianco spesso sia nella vita privata che nella vita politica,
19:31furono loro spesi diretti e responsabili, diretti tramite tra la notizia e il redattore o compilatore,
19:39come all'epoca si chiamava.
19:41Comprende benissimo il ruolo che questo giornale ha
19:44e chiaramente le notizie vengono quindi gestite nella forma utile per essere pubblicate.
19:53Accanto a questo non dimentichiamo che il giornale ha un'altra importante funzione,
19:58non è solo la testata che permette di divulgare la notizia,
20:02ma ha anche una funzione di prestigio, perché la Gazzetta di Parma
20:06accredita in qualche maniera la corte di Maria Luigia presso le principali corte europee.
20:11Ma cosa scrive di Maria Luigia la Gazzetta di Parma?
20:15Le notizie che della vita privata di Maria Luigia sono in grado di trapelare dalle righe del giornale
20:23sono le notizie che riguardano il suo ruolo pubblico,
20:28quindi quello che troviamo sono per esempio le visite di Maria Luigia,
20:32ufficiali che può fare in alcune parti del Ducato,
20:35oppure i viaggi, i cittadini di Parma, il popolo dei suoi parmigiani,
20:41deve essere informato su quando la Duchessa si allontana dai propri stati
20:45e quindi la Gazzetta diventa lo strumento per comunicare
20:48la sovrana è partita da Parma il tal giorno, è arrivata a Schönbrunn nella infelice condizioni,
20:56la salute della sovrana sta bene presso le stazioni termali viennesi,
21:00e quindi quello che di Maria Luigia si comunica sono o questi dati di logistica,
21:06diciamo così, oppure si comunicano gli atti di governo, i decreti, le nomine,
21:11e tutto quello che passa attraverso l'attività appunto di governo in senso stretto,
21:18però per esempio non ci sono notizie su quando la sovrana sposa Naiperg,
21:24ovviamente era un matrimonio segreto, non a caso,
21:28ci sono notizie della sua vita privata quando sono obbligate,
21:33cioè è chiaro che la Gazzetta non può tacere la notizia della morte del figlio di Maria Luigia e di
21:39Bonaparte,
21:40quello che una volta era re di Roma e che ormai, morto nel 1832, è duca di Reichstag,
21:47quello lo comunica anche se in una forma un po' edulcorata e forse non propriamente corretta,
21:55non può non comunicare la morte di Napoleone, ma non in funzione privata,
22:01ma solo perché la corte è costretta a prendere il lutto,
22:04e la città deve giustificare il perché la corte di Parma si veste a lutto per alcuni mesi,
22:11quindi della sua vita più intima, dei suoi affetti, direi che nulla traspare dal giornale.
22:17Niente gossip si direbbe oggi, anche se quando Maria Luigia si spegne nel 1847,
22:23il giornale c'è, è presente e racconta.
22:26Fu un momento difficile e dalle pagine del giornale credo che si capisca anche quel clima di apprensione
22:34che la città tutta stava vivendo in quei giorni in cui Maria Luigia si avvicina poi a morire.
22:41Maria Luigia era stata assente dal Ducato tantissimo, oltre cinque mesi,
22:44i viaggi estivi nell'ultima parte di vita della sovrana diventano sempre più lunghi,
22:49quattro, cinque volte, fino a sei mesi.
22:51Finalmente a novembre Maria Luigia torna, era partita a giugno, quindi una lunga assenza,
22:56e sembra che tutto debba riprendere in maniera regolare.
23:01Invece nel giro di pochissime settimane dal suo arrivo Maria Luigia si ammala.
23:07È una pleurite reumatica di cui fin da subito in realtà si comprende la gravità e la pesantezza.
23:15Da sempre la sovrana aveva sofferto di malattie respiratorie, polmonari,
23:20quindi è una patologia che in qualche modo ben combina con quello che è un suo quadro clinico noto.
23:27Nel giro di nove giorni però Maria Luigia viene a morire.
23:55La gazzetta segue l'evolversi di questa malattia.
23:59Vengono pubblicati i bollettini medici, che regolarmente, più volte al giorno,
24:04i medici che la seguivano devono stilare,
24:07e giustamente il popolo viene reso partecipe dello stato di salute di Maria Luigia.
24:13Morirà alle 5.10 del pomeriggio del 17 dicembre.
24:18Aveva appena compiuto 56 anni, quindi una sovrana giovane ai giorni nostri.
24:23Il giorno successivo era un sabato, quindi era il giorno deputato all'uscita del giornale.
24:29Il giornale nel periodo di Maria Luigia, a parte una primissima fase in cui usciva martedì e sabato,
24:35esce il mercoledì e il sabato, quindi il sabato era giorno di uscita.
24:39Quindi il giornale esce, esce l'istato a lutto,
24:44e quindi quel filetto nero che noi vediamo anche nei numeri successivi
24:48indica appunto il decesso di Maria Luigia.
24:51Lo stema sovrano viene tolto, perché il Ducato non è più in mano a un Asburgo,
24:57come da trattati precedenti, e la gazzetta comunica quello che la prima riga del giornale
25:04definisce un annunzio ferale, viene riservato ai sudditi del Ducato.
25:08E poi inizia subito la logistica, diciamo così, del passaggio di consegne.
25:13Quindi la notizia viene portata al Duca, al nuovo Duca di Parma,
25:19Ferdinando Carlo, atteso poi a Parma successivamente.
25:23I numeri successivi rendicontano tutte le varie incombenze legate al cerimoniale,
25:29quindi le cerimonie, le esecue, e poi la traslazione del corpo di Maria Luigia a Vienna.
25:35E tutto questo lo seguiamo in maniera molto diretta,
25:38come fosse la partecipazione corale che il giornale vuole riservare alla città,
25:43perché i parmigiani comunque avevano un legame speciale con questa sovrana.
25:48E la sua morte sancisce veramente la fine di un'epoca.
26:02Maria Luigia sulla gazzetta, Maria Luigia in mostra a Palazzo Pigorini
26:05grazie a 15 preziosi cimeli donati per l'occasione dal Museo Glauco Lombardi.
26:10Segnalo tra i vari pezzi una piccola cosa, che non ha un pregio artistico straordinario,
26:18però ha un interesse storico importante, perché abbiamo prestato un disegnino,
26:23un piccolo schizzo a matita, fatto da uno dei nostri pittori, Vincenzo Bertolotti,
26:27uno dei pittori parmigiani, che ritrae proprio la carrozza funebre di Maria Luigia,
26:31ricollegandoci al discorso che abbiamo fatto,
26:34ed è l'unica immagine che ritrae la vettura con cui il convoglio,
26:37con cui Maria Luigia vuole essere sepolta a Vienna.
26:57Grazie a tutti.
27:28Poi storia unitaria d'Italia, la gazzetta di Parma racconta tutti i passaggi
27:32che porteranno all'unificazione del nostro territorio al Regno Sabaudo.
27:36Ecco loro in questa copia del 15 marzo del 1860,
27:40è stata la notizia del plebiscito, 55.782 dicono sia e sevoia,
27:46165 vogliono ancora un Regno di Parma,
27:49Vittorio Emanuele II è re anche dei parmigiani e dei parmensi,
27:54e al Senato del Regno arriva anche un parmigiano illustre.
27:57Anche Giuseppe Verdi ha partecipato, è stato eletto, è stato deputato nel primo Parlamento Unitario,
28:05è stato eletto con 298 voti che non erano pochi perché all'epoca votavano solo quelli con un censo sufficientemente
28:11elevato
28:12e lui l'aveva perché era il primo contribuente del Regno,
28:14fu eletto nel collegio di Borgo Sandonino e la gazzetta ne dà conto puntualmente in quell'edizione del 1861,
28:23così come dà conto di altri passaggi importanti che sono per esempio il referendum istituzionale Monarchia Repubblica
28:34e la scelta dei membri dell'Assemblea Costituente,
28:39all'epoca la gazzetta ricordiamolo era organo ufficiale del Comitato di Liberazione Nazionale.
29:12In quel periodo le ristrettezze, anche materiali dopo la devastazione della guerra, si facevano sentire,
29:19il giornale usciva in un unico foglio, due sole facciate, la prima rigorosamente riservata alle notizie dall'Italia e dall
29:26'estero,
29:27la seconda alle notizie locali, il 2 giugno la gazzetta dà notizia del referendum, il 6,
29:36allora le notizie non erano così tempestive come oggi, non era tutto così in tempo reale,
29:41quindi il 6 giugno è in grado di titolare il popolo scelto per la Repubblica e l'8 giugno poteva
29:48annunciare i nomi degli eletti,
29:51una curiosità tra l'altro, è sotto il titolo gli uomini della democrazia e il primo della lista era una
29:57donna, Teresa Noce.
30:25Grazie a tutti.
30:53Altro snodo importante dal punto di vista elettorale che la gazzetta ha puntualmente coperto sono le elezioni del 48,
31:01peraltro in quell'occasione per la prima volta la gazzetta pubblicò il facsimile della scheda elettorale,
31:08cosa che da quel momento in avanti sarebbe sempre stata fatta, un servizio in più per gli elettori,
31:16fece due edizioni straordinarie, cosa che all'epoca succedeva con una certa frequenza,
31:24oggi ormai non si fa più, ci sono i siti internet che danno le notizie in tempo reale.
31:28E poi la storia di oggi con la cronaca, gli spettacoli, la cultura e lo sport,
31:32la cronaca diventata storia torna a raccontare i giorni nostri, ma questa è tutta un'altra storia.
32:13Grazie a tutti.
32:33Grazie a tutti.
33:01Grazie a tutti.
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