00:00Messo per il momento all'angolo ai comuni, Boris Johnson sposta la battaglia per la Brexit in piazza
00:06e anticipa la sua campagna elettorale senza freni, a dispetto della porta in faccia,
00:10ricevuta in prima battuta dall'opposizione a Westminster sulla convocazione immediata delle urne.
00:16Campagna che tuttavia inizia subito con un passo falso, le improvvise e bruciante dimissioni dal governo,
00:22dal Parlamento e dai Tories del fratello minore eurofilo Joe, sconfitto alla Camera sulla legge
00:27Antino Gile, promossa dai suoi contestatori per imporre un rinvio del divorzio dell'UE oltre alla scadenza del 31 ottobre
00:34e poi sulla prima mozione messa ai voti per poter indire le elezioni il 15, il Premier Tory ha risposto
00:40alzando, se possibile, i toni ancora di più.
00:43In un discorso interpretato come una sorta di comizio d'esordio, ha sparato a zero sull'avversario laborista Jeremy Corbyn,
00:50scelto, anche per il profilo di sinistra radicale e le divisioni che suscita, come bersaglio simbolo su cui concentrare gli
00:56strali.
00:56La strada del voto, ha ripetuto, non è quella che avrei voluto io, ma ormai è l'unica possibile per
01:02sciogliere i nodi e uscire dallo stallo.
01:04Non senza bollare le resistenze di Corbyn al riguardo, perlomeno sulla scelta della data, come un insulto codardo alla democrazia.
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