00:00Io dal primo giorno ero inquadrato nell'esercito della Repubblica Popolare del Donetsk,
00:07ero inquadrato nella terza compagnia del primo battaglione della prima brigata,
00:13ero inquadrato come soccorritore.
00:16Vladimir Verbitsky, nome di battaglia Parma.
00:19Nei giorni scorsi è stato condannato a un anno e quattro mesi con pena sospesa
00:23con l'accusa di essere stato un mercenario pagato per combattere
00:26con i ribelli filorussi del Donbass contro l'esercito ucraino.
00:30Vladimir ha 26 anni, nato in Moldavia, ma di origini russe, vive a Parma dal 2008.
00:35Dal maggio 2015 al giugno 2016 è stato al fronte, a 40 km a sud di Donetsk.
00:40Al TG Parma racconta la sua storia.
00:42Là si spara, si muore, ma ero convinto di andare là non per combattere,
00:48ma innanzitutto per capire la realtà dei fatti, perché comunque i mass media russi
00:53dicono una cosa, i mass media ucraini dicono un'altra cosa.
00:55E i tuoi genitori cosa hanno detto quando hai detto parto?
00:59Il mio padre non lo sapeva nemmeno, per lui era stata una sorpresa.
01:02Mia madre non mi voleva lasciare, però capiva, capiva le mie intenzioni, capiva perché lo faccio
01:07e non aveva altre scelte.
01:09Cos'hai fatto? L'hai dovuto anche sparare?
01:12Sparare, ho dovuto sparare al poligono per imparare, perché i veri scontri a fuoco non c'erano,
01:19almeno nella zona dove ero io, perché ero in una zona dove le linee avversarie erano a 3 km, non
01:26meno.
01:27E comunque era una guerra di artiglieria, una guerra di posizione, di trincea.
01:32Lì fai fatica a sparare con un kalasnikov.
01:34Però hai visto morire qualcuno?
01:36Sì, colpi di artiglieria. Subivamo di più noi, perché anche noi non avevamo nient'altro per rispondere,
01:42non avevamo neanche il permesso di rispondere.
01:44Torneresti in Donbass?
01:45No, perché la mia esperienza è ormai finita.
01:48Anche là, quando sono arrivato, già in un primo mese avevo capito che le mie previsioni erano diverse,
01:56perché comunque io sono arrivato a sentire le varie storie in zona.
02:00Non è che mi è piaciuto molto la realtà dei fatti.
02:03Prima la rivoluzione a Chieva, poi la strage di filorussi bruciati vivi a Odessa,
02:07immagini, notizie seguiti in TV e sui social da Vladimir,
02:10poi i contatti via Facebook e la scelta di arruolarsi.
02:13Quando l'esercito ucraino è intervenuto in città, aveva sparato i civili, anche questo.
02:17Non lo consideravo una cosa giusta, perché comunque l'esercito di un paese non deve uccidere i suoi cittadini.
02:23Visto che li considera cittadini di un secondo grado, questa scelta mi fu nata da allora.
02:31Le indagini della DDA sui mercenari erano partite da ambienti vicini a Forza Nuova e Casa Pound e altre realtà
02:37neofasciste.
02:38In quella zona lì non esiste una politica, come dire, a destra-sinistra.
02:41Esiste la politica che uno è filorusso, uno è contro i russi.
02:45Ora Vladimir fa l'operaio, ma sogna di iscriversi a Medicina.
02:48Sogna anche che il nuovo presidente ucraino metta fine alla guerra.
02:52Quello che lo ha visto imputato è stato il primo processo in Italia per reati legati al mercenariato.
02:56Le accuse iniziali erano particolarmente gravi, perché prevedevano un'associazione a delinquere
03:01finalizzata a tutta una serie di reati, per il quale effettivamente Vladimir poteva rischiare
03:06fino a 12 anni di reclusione.
03:08Il processo però, via via, ha visto lo sgretolamento dell'impianto accusatorio.
03:15È un caso molto complesso di diritto transnazionale.
03:17Si attendono adesso le motivazioni della sentenza.
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