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  • 5 anni fa

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Trascrizione
00:00Erano ricercati dal luglio scorso quando la finanza aveva fatto scattare gli
00:04arresti per una maxifrode fiscale. Per gli inquirenti, fratelli Ciro e Massimo
00:08Zinno erano a capo di un sistema che attraverso decine di prestanome in gran
00:13parte sudamericani e un centinaio di società aveva totalizzato oltre 14
00:17milioni di crediti fiscali fittizi. Grazie alla collaborazione della Polizia
00:22Svizzera, Sabato a Lugano, i due fratelli napoletani di Torre del Greco sono
00:26stati arrestati. A breve verranno trasferiti in Italia. I finanzieri stanno
00:31ora indagando per ricostruire la rete dei fiancheggiatori che hanno favorito la
00:34latitanza. Tra i tanti reati fiscali contestati, emissione di fatture per
00:39operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta e infedele, indebita
00:44compensazione. Nell'inchiesta erano finiti anche due professionisti parmigiani, il
00:48commercialista Giuseppe Capasso, già indagato nell'inchiesta Paga Globale, e
00:53il notaio Pasqualino Visconti. Per le fiamme gialle il sodalizio operava
00:57attraverso un meccanismo illecito basato sulla creazione o l'acquisizione di
01:01numerose società, poi affidate a rappresentanti legali, quasi sempre
01:06extracomunitari, risultati meri prestanome. Nelle prime dichiarazioni
01:10fiscali presentate venivano esposti falsi crediti con l'IVA, generati da costi
01:15per centinaia di migliaia di euro, in realtà mai sostenuti, non documentati o
01:20addirittura supportati da false fatture. I crediti fittizi così creati
01:25venivano ceduti ad altre imprese, spesso edili, che li utilizzavano in
01:29compensazioni di reali debiti tributari, riuscendo in tal modo a non pagare le
01:34tasse dovute e magari presentarsi sul mercato grazie a questo sistema
01:38offrendo mano d'opera a prezzi stracciati per battere la concorrenza.
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