00:00Giorgio Marchesi, nell'Aquila Grandi Speranze per la regia di Marco Risi, tu sei uno psicologo,
00:09uno psichiatra, che cerca di aiutare le famiglie, i ragazzi a ritrovare la strada, però vivi
00:20anche una tragedia personale.
00:22Esatto, poi questo è il suo karma, cioè quello di tentare di aiutare gli altri, tentare di
00:27aiutare anche la propria famiglia, perché la scomparsa della figlia un anno e mezzo prima
00:33durante la notte del terremoto è un dolore che è difficile da gestire.
00:38Non è scomparsa, non si sa che che ne ha fatto, ecco, si sa, si è arrivata sotto le mie
00:43riferie
00:43o penso.
00:44Però non è mai stato trovato il corpo, quindi questo credo che sia ancora più difficile
00:47da affrontare ed è proprio questa la cosa che all'interno della famiglia è da gestire
00:53sia con il proprio figlio, sia con mia moglie che è interpretata da donatella fino a chiaro,
00:59che crede ancora fermamente nelle ricerche e non vuole darsi per vinta e lui che invece
01:07sta cercando anche di elaborare il lutto per eventualmente affrontare la vita e ricominciare
01:13da capo.
01:13Questo ovviamente crea delle tensioni all'interno della famiglia e poi insomma ci sono tutti
01:21i pazienti che hanno avuto dei problemi.
01:24Attraverso il mio personaggio un po' si raccontano alcune patologie che si sono verificate dopo
01:30tipo lo stress da posta terremoto che porta attacchi di panico, porta ansia, ci sono famiglie
01:37che esplodono, persone che non riescono più a tornare al lavoro.
01:40Questo ovviamente sono dei piccoli flash, però attraverso questo personaggio qualcuna
01:45di queste storie viene raccontata e tra l'altro la cosa bella è che poi parlando con le persone
01:50molti di questi problemi sono accaduti realmente.
01:54Tu eri mai stato all'Aquila?
01:56Non c'ero mai stato prima e qualche giorno prima di cominciare a girare ho fatto una giornata
02:02qui dove sono stato a visitare la zona rossa, dove sono stato a visitare il reparto di psichiatria
02:07e ho avuto la fortuna di persone che mi hanno introdotto in quella che era l'Aquila.
02:12È stata una giornata che non dimenticherò mai, è stata una giornata molto intensa sotto
02:16molti punti di vista e i racconti soprattutto delle persone sono quelli che poi mi sono serviti
02:23per immaginare appunto questa vita che deve ricominciare dopo pochi secondi che sconvolgono
02:31tutto.
02:32E ancora oggi insomma nonostante sono stati fatti passi avanti, le malattie sono stati
02:38ricostruiti fuori all'esterno, fai l'impressione una sera a girare e a girare?
02:45Sì perché il problema è appunto c'è stata una ricostruzione materiale però bisogna ricostruire
02:52proprio il tessuto sociale della città, tra l'altro l'Aquila era una città molto viva,
02:56molto giovane perché era piena di studenti e anche molto fervida.
03:01E' una recilenza per le università.
03:03Assolutamente, poi c'era proprio un grande fermento culturale, il teatro, la musica e questo
03:09ancora credo che sia la grande scommessa da vincere anche se insomma bisogna vedere i
03:15passi in avanti e puntare su questi per appunto mantenere le speranze per il futuro.
03:20Grazie a Giorgio.
03:21Grazie a voi.
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