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Trascrizione
00:00:00Grazie a tutti
00:00:30Buonasera in diretta come ogni martedì sera qui a Palma Europa, buonasera ai telespettatori, stasera lasciamo da parte cronaca attualità
00:00:37politica per una volta e abbiamo uno speciale che non potete perdervi perché tra poco racconteremo delle storie straordinarie di
00:00:48persone che tanti decenni fa sono emigrate dalle nostre montagne, dalle nostre vali, dal parmenso e per fare fortuna all
00:00:57'estero.
00:00:57Nella seconda parte di Palma Europa un lungo speciale, stamattina c'è stato un evento molto importante al Teatro 2,
00:01:07la seconda edizione di G-Talk, abbiamo voci, interviste su temi di grande importanza di cui parleremo.
00:01:14Allora, il libro intanto ce l'ho qui e lo mostriamo alla telecamera, Do you speak Pramzan? Titolo chiarissimo, sottotitolo
00:01:25Dalle valli al mondo, storie di uomini e donne, storie di successo.
00:01:29Allora, questo libro è in vendita da sabato con la Gazzetta di Parma, 10 euro più il prezzo del quotidiano,
00:01:36lo ha scritto Claudio Rinaldi, direttore della Gazzetta di Parma, che è qui in studio con noi. Buonasera Claudio, ciao.
00:01:41Ciao Pietro, buonasera a te, un saluto ai telespettatori.
00:01:44E beh, c'è anche un altro ospite che di questi temi se ne intende è parecchio, ed è Matteo
00:01:53D'Affadà, consigliere regionale del PD.
00:01:55Buonasera, buonasera a tutti.
00:01:56Grazie per essere qui.
00:02:00Beh, insomma, prima di raccontare tanti episodi, storie, aneddoti, anche divertenti, insomma, che hanno contrassegnato tante famiglie che sono emigrate
00:02:12all'estero dalla provincia di Parma, dalle valli del Parmense,
00:02:17e molti di questi partiti veramente con nessun soldo in tasca, con la classica varigia tenuta insieme con lo spago,
00:02:25senza magari sapere nemmeno, senza nemmeno conoscere la lingua del paese dove sarebbero andati a vivere e a lavorare.
00:02:33E beh, molti di questi hanno fatto veramente fortuna, e lo hanno fatto perché?
00:02:38Lo hanno fatto per evitare che i loro figli, i figli dei loro figli, non provassero e non vivessero quella
00:02:45miseria con la quale invece loro, questi emigranti,
00:02:49che hanno conservato delle radici solidissime nel loro territorio, anche di questo parleremo bene,
00:02:55non volevano che le generazioni future soffrissero quello che avevano sofferto loro.
00:03:02Claudio Rinardi, prima di raccontare un po' di storie, come dicevamo, intanto ti chiedo qual è stata l'emozione più
00:03:09forte,
00:03:10non sui singoli fatti, bensì sulla stesura di questo libro, l'emozione che hai provato nell'andare a raccontare,
00:03:17e poi vedremo come, tutte queste vicende umane che ti hanno lasciato e lasciano un segno profondo nella nostra comunità
00:03:26di chi è rimasto e di chi le ha vissute.
00:03:28Ma l'emozione è stata davvero di parlare con tanti di questi protagonisti, di storie straordinarie e in gran parte
00:03:38commoventi.
00:03:38La tua sintesi è perfetta, perché davvero il tratto distintivo di tutti è che tutti quelli che sono partiti,
00:03:46e sono nella stragrande maggioranza dei casi partiti perché qui c'è una miseria tale da non poter campare,
00:03:53avevano come primo obiettivo far sì che le generazioni future non dovessero soffrire la fame e le ristrettezze
00:03:59con le quali invece loro per tanti anni prima di prendere la decisione di partire avevano dovuto convivere e fare
00:04:05i conti.
00:04:05Quindi questo è un tratto distintivo di tutti.
00:04:08E quindi è stato davvero emozionante sentire in certi casi testimonianze di gente che vive magari a Londra da 70
00:04:16anni,
00:04:17ma anche di figli e di ipoti di personaggi che hanno scritto un pezzo di storia importante
00:04:22dell'emigrazione a Londra, a Parigi e a New York, perché il libro raccoglie una ventina di storie
00:04:28di immigrati dalle nostre valli a Londra, a New York e a Parigi.
00:04:32Qualcuna di queste storie la racconteremo, abbiamo anche alcuni contributi che abbiamo raccolto.
00:04:37A Borgottaro, domenica, dove c'è stata la seconda presentazione di questo libro dopo quella di venerdì scorso
00:04:43nella sede della provincia di Parma.
00:04:48140 pagine, oltre 140 pagine, edito da MUP.
00:04:52Questo volume ti chiedo chi lo ha un po' ispirato.
00:04:57Chi ha ispirato questo lavoro e chi ti ha aiutato anche a raccogliere queste testimonianze?
00:05:03Ma, beh, è qui al mio fianco.
00:05:06Con Matteo D'Affadà era nata l'idea proprio durante un viaggio a seguito per un dinner and dance,
00:05:14ne abbiamo seguito insieme una a New York e una a Londra,
00:05:17e in tutti questi eventi vedi il legame fortissimo,
00:05:20che poi viene testimoniato appunto anche in questi racconti in presa diretta,
00:05:24perché comunque sia l'attaccamento delle radici è costante e fortissimo per tutti.
00:05:29Quindi era nata l'idea di raccontare, di mettere nero su bianco qualcosa che restasse,
00:05:36raccontare le testimonianze, le storie, non tutte di successo,
00:05:40ma alcune però anche di successo straordinario.
00:05:44e quindi dà un'idea, poi ne abbiamo parlato anche con Alessandro Cardinari,
00:05:49che a sua volta è stato anima di questo progetto,
00:05:54e alcune interviste le abbiamo fatte anche insieme,
00:05:56soprattutto a New York andando a trovare Valtarese e Valcerese,
00:06:00che sono là da tanti anni, ci hanno accolto nelle loro case,
00:06:04ci hanno aperto il cuore letteralmente,
00:06:06poi i cassette con le foto vecchie, che nel libro ci sono anche tante foto storiche.
00:06:10E tra poco vedremo, è una bella galleria di foto, tra poco le vediamo.
00:06:15Beh, insomma, Matteo D'Affadà, questo libro,
00:06:19insomma, in fondo ci racconta un po' come ognuno di noi,
00:06:22qualsiasi cosa faccia, rimanga, se ne vada,
00:06:25torni dopo un po' di lavoro all'estero,
00:06:29beh, si porti dietro le proprie radici,
00:06:32e ad esse non rinunci per nessun motivo.
00:06:36Assolutamente, è un libro straordinario,
00:06:38è un libro in cui il direttore e chi intorno a lui ha dato una mano,
00:06:44ci ha messo tanto cuore,
00:06:47ha conosciuto storie, ma devo dire che all'interno del libro
00:06:51c'è proprio un impronta, un'impronta particolare,
00:06:54un'impronta speciale data veramente dalla chimica che si è creata
00:06:59e che in questi mesi è cresciuta rispetto a un rapporto che questi migranti,
00:07:07questi protagonisti di una storia meravigliosa del secolo scorso ci hanno trasferito.
00:07:15Credo che parlare di loro sia stato veramente un gesto importantissimo,
00:07:21di rispetto, rispetto, scusate il besticcio di parole,
00:07:26a chi davvero è dovuto partire, non voleva partire.
00:07:30Molti di loro sono dovuti espatriare per necessità, per fame, come diceva il direttore.
00:07:38e vivono e hanno vissuto tutti questi anni con l'idea, con la speranza comunque di tornare.
00:07:45Alcuni ce l'hanno fatta, alcuni non hanno voluto,
00:07:47alcuni hanno trovato una patria accogliente, altri un po' meno
00:07:52e credo che davvero all'interno di questo libro si possano trovare queste storie,
00:07:58storie importanti, storie quasi tutte ovviamente di successo qui,
00:08:02poi ci sono anche delle storie purtroppo che non sono andate a lieto fine,
00:08:07però credo davvero che qui ci sia uno spaccato del nostro territorio,
00:08:11uno spaccato di Parma e provincia perché mi piace ricordare
00:08:14che chi è andato dagli appennini parmense e piacentini,
00:08:19diciamo anche i piacentini perché l'immigrazione in Inghilterra, negli Stati Uniti soprattutto,
00:08:24è partita più che altro dagli appennini di Parma e Piacenza in Emilia-Romagna,
00:08:29tutte queste persone che davvero si sentono e continuano a portare avanti
00:08:34il nome sia delle valli ma soprattutto anche di Parma, di Parma e provincia.
00:08:37e quindi credo che sia anche un modo importante di parlare di noi,
00:08:41di parlare del nostro territorio e della bellezza del nostro territorio.
00:08:43Claudio, un libro che insomma mette in luce la tenacia, la storia di tanti abitanti delle valli del Taro e
00:08:50del Ceno
00:08:50e anche l'entusiasmo che ha suscitato questo libro perché mi hanno detto che a Borgotaro
00:08:55insomma siamo andati noi a fare un servizio, ovviamente c'era tanta gente a questa presentazione,
00:09:00mi hanno anche raccontato di un firma copie piuttosto consistente.
00:09:05Sì, sì, è stata una soddisfazione e il libro ha avuto da subito un grande successo,
00:09:09a Borgotaro c'era davvero tantissima gente ma peraltro già anche la presentazione di due giorni prima in provincia
00:09:14erano in tanti, è chiaro che a Borgotaro ha colpito al cuore tanti cittadini che hanno inevitabilmente
00:09:26un amico, un parente o tanti amici e tanti parenti che sono partiti per l'estero e vivono là.
00:09:32Quindi sì, devo dire che ha riscosso una calorosissima accoglienza.
00:09:37Senti, dimmi la storia che ti ha colpito di più.
00:09:39Abbiamo detto 20 storie che sono scritte.
00:09:44Tra l'altro, ecco, ti chiederei anche un'altra cosa prima di una delle storie che poi hai messo nero
00:09:49su bianco.
00:09:50Qual è lo stile che hai adottato per stendere questo volume?
00:09:57Perché insomma, ho letto qualche recensione, si parla di uno stile insomma molto asciutto, senza fronzoli, con molti virgolettati, no?
00:10:04Sì, è davvero molti virgolettati, nel senso che ogni capitolo, ogni capitolo dedicato a una storia, un personaggio, una famiglia
00:10:11e apro e chiudo le virgolette, cioè in presa diretta parla il testimone che nella gran parte dei casi
00:10:17il diretto protagonista o, quando questo non c'è più, l'erede, il figlio, l'ipote che racconta la storia
00:10:23del padre, degli zii e dei nonni.
00:10:26Proprio perché non c'era bisogno di fronzoli o di orpelli, perché sono talmente belle le storie
00:10:31per cui ho ritenuto che valesse la pena di, come dire, aprire il microfono e lasciare che il testimone parlasse
00:10:38e raccontasse di sé e della sua storia.
00:10:40Adesso vedremo un contributo con qualcuno dei parenti o dei diretti protagonisti che sono stati raccontati
00:10:49in questo libro, però Claudio intanto ti faccio un nome io per cominciare a raccontare qualcosa
00:10:55come per esempio i Federici, anzi Frederick, che c'è dietro questa storia?
00:11:01Beh, c'è la storia di un impero del gelato che è nato in Inghilterra e da gente che è
00:11:10partita
00:11:11da Settarone con veramente neanche un soldo in tasca e dal nulla all'inizio facendo il gelato
00:11:18in modo molto artigianale, viene anche descritto il sistema che era anche faticoso, naturalmente
00:11:25solo crema e pian piano la cosa ha preso piede, si sono trasferiti nel nord dell'Inghilterra
00:11:31perché c'era già un'altra famiglia, i Manfredi, che facevano i gelatai, quindi come in tanti
00:11:37casi si sceglieva una località da destinazione perché magari c'era un amico o un parente
00:11:43che diceva vieni qua perché magari c'è bisogno di lavapiatti, in questo caso anomalo rispetto
00:11:48al resto delle storie, vanno a fare i gelatai, i primi due fratelli hanno un discreto successo
00:11:54e cominciano a chiamare gli altri della famiglia e ogni pezzo di famiglia si stabilisce in un
00:11:59paese, una cittadina del nord dell'Inghilterra ma non nella stessa per non fare concorrenza
00:12:04ai parenti e da lì nasce davvero un impero che arriva a numeri importantissimi perché
00:12:10poi iniziano ad avere l'esclusiva anche per fare sui gelati delle barrette Mars e altre
00:12:15barrette strafamose in Inghilterra ma in mezzo ci sono le guerre perché tra l'altro uno dei
00:12:23dei genitori, il padre e lo zio di Irene Frederick che mi ha raccontato questa storia, vengono
00:12:32deportati come tanti italiani dopo l'ingresso degli tagli in guerra, vengono mandati uno all'isola
00:12:38di Man e l'altro in Canada, per cui pochi giorni dopo che uno dei due era partito per il
00:12:43Canada viene affondata la famosa e terribile vicenda della Randallastar e tutta la famiglia
00:12:48teme che il parente, il padre di Irene fosse su questa nave e riescono a sapere con molte
00:12:55difficoltà che invece per sua fortuna non era salito su quella ma sulla Etri che quindi
00:13:00era salvo però deportati in Canada, quindi fanno di tutto per farlo rientrare, insomma
00:13:06quindi la storia racconta delle mille peripezie però una volta tornato in Inghilterra riprende
00:13:12l'attività di nuovo da zero perché aveva perso tutto e mette insieme un impero che poi
00:13:18i figli che sono i fratelli di Irene rendono davvero un colosso dell'industria del gelato
00:13:24in Gran Bretagna.
00:13:25Beh, è una storia straordinaria, tra poco ne ascoltiamo altre, però sacrificio, valori,
00:13:31solidarietà, attaccamento alle proprie radici, è un po' questo il filo rosso che unisce
00:13:40gli straiede scritti in questo libro.
00:13:43Sì, un cordone umbilicale che non è mai stato reciso. Devo dire che tutti noi nei
00:13:51nostri territori ci sentiamo un po' emigranti, nel senso che ognuno di noi ha un familiare,
00:13:56un amico, ha qualcuno che negli anni ha testimoniato questa esperienza e il filo conduttore è davvero
00:14:04il legame col proprio territorio, attraverso un ritorno d'estate, attraverso le feste che
00:14:12vengono fatte oltre Manica, oltre Oceano e soprattutto attraverso anche il ricavato,
00:14:19la beneficenza, la raccolta fondi che in tutti questi anni è sempre stata fatta per l'ospedale
00:14:26di Borgotaro, che è poi l'ospedale delle nostre valli, piuttosto che l'associazione
00:14:30di volontariato, piuttosto che le scuole materne, ultimamente sono stati dati dei contributi
00:14:36alla scuola materna di Albaretto, di Borgotaro, di Bardi, alla pubblica assistenza di Pellegrino
00:14:42Parmense, piuttosto che alla Croce Rossa di Bedogna, cioè non ci si scorda mai da dove
00:14:48si è arrivati e soprattutto quando c'è una necessità c'è chi corre ad aiutare.
00:14:55Ecco, questo è un messaggio importantissimo, che negli anni ci è stato tramandato e soprattutto
00:15:02ci è stato inviato da parte di chi dall'altra parte voleva sentire sempre più forte il legame
00:15:11attraverso anche degli aiuti concreti. Ogni estate vengono assegnate, poi sicuramente Claudio
00:15:18e nel libro è ben descritto, delle borse di studio ai ragazzi meritevoli e bisognosi,
00:15:26perché credo che è un mix importante questo, che vogliono continuare gli studi e andare
00:15:31all'università. Allora c'è un benefattore negli Stati Uniti attraverso la Valtese Foundation
00:15:36che ogni anno mette qualche migliaia, decine di migliaia di dollari a disposizione delle
00:15:44famiglie che hanno bisogno. Ecco, credo che questo sia veramente un messaggio importante
00:15:48anche di crescita e culturale anche del nostro territorio, che arriva attraverso l'aiuto
00:15:55degli immigranti.
00:15:56Certo, certo. Allora tra poco vediamo una testimonianza diretta presa domenica a Borgottaro.
00:16:01Claudio, insomma, le storie sono tante, meriterebbero di essere descritte una a una.
00:16:06No, mi ha anche riuscito un passaggio nel quale ho letto che c'era anche qualcuno che era
00:16:12andato addirittura, era emigrato a piedi, addirittura andando in Scozia così a passo di
00:16:18gamba. Anche questa era stata un'esperienza evidentemente necessaria ma disperata.
00:16:25Sì, ci sono storie le più disparate. C'è chi è andato appunto a piedi in Scozia, c'è
00:16:31chi è stato spedito ragazzino, mi sembra 11-12 anni, in Inghilterra da solo, è sceso
00:16:37alla stazione di Genoa dove avrebbe dovuto cambiare il treno e si è perso. Allora ha
00:16:41trovato per caso un compaesano che lo ha visto in lacrime e lo ha rimesso sul treno per farlo
00:16:46tornare a Borgottaro, ma poi dopo pochi mesi è andato. C'è anche chi invece, è una
00:16:51storia anomala, è partito non in cerca di fuga dalla povertà ma per una vacanza a
00:16:57New York e aveva due fratelli, uno 18 e uno 19 anni, è arrivato a New York da Borgottaro
00:17:03nel 71, hanno detto è chi torna a casa e hanno deciso di restare lì. Ci sono le storie
00:17:08più disparate davvero.
00:17:10Allora il nostro Giovanni Capece a Borgottaro ha seguito per noi la presentazione del libro
00:17:16di Claudio Rinaldi e ha parlato con Giovanni Corsini, lui è nato dalle parti di Borgottaro.
00:17:26Allora ascoltiamo la sua testimonianza.
00:17:31La famiglia Corsini rimane fortemente legata al territorio da cui proviene, Basilica una delle
00:17:37frazioni di Borgo Valditaro, diversi viaggi di andata e ritorno tra la Valtaro e l'Inghilterra,
00:17:42ma sono i figli Giovanni e Armando che costruiscono la loro storia di successo. Anche per loro il
00:17:49parmese però rimane nel cuore. Per un certo periodo creano una catena di paninoteche a cui
00:17:54danno il nome proprio Basilica. Poi grazie al rapporto con i cugini Costa, quelli famosi
00:17:59del marchio internazionale del caffè, educano gli inglesi ad alimentarsi bene con l'ottimo
00:18:05cibo del bel paese.
00:18:06Abbiamo cominciato, come detto c'era inglesi, quei tempi lì mangiavano solo del bacon e delle
00:18:12salsisse per dire. Allora noi abbiamo cominciato a importare i cibi italiani del territorio,
00:18:19quella Parmalat era una delle nostre ditte, Rosa dell'Angelo, Parma Mac, quelle cose lì.
00:18:25Abbiamo cominciato a vendere ai negozi alimentari e poi ci siamo messi dentro la catena Max
00:18:33Spensa, che è una delle più grosse di qualità via in Inghilterra.
00:18:39Poi la scelta di tornare di nuovo in Italia. Adesso in Inghilterra torna lui, ma per vacanza
00:18:45restano là i cugini, i parenti e i figli.
00:18:48Sono itali-inglesi, loro, come me, l'estate era a Borgotaro, per dire, volevano sempre
00:18:55venire a Borgotaro. I miei nipoti, anche loro, vengono sempre, sì, sì, io fratello
00:18:59ha la casa qui e loro, tutte le estate sono qui, delle volte anche a Pasqua vengono, anche
00:19:04loro sono legati, sì. Non so perché, non c'è niente qui, però c'è questo calamita
00:19:09che ti tira.
00:19:13Bello, eh, il concetto di calamita. Claudio, beh, abbiamo sentito un idioma misto parmese-inglese
00:19:21che è formidabile, che mi sembra un tratto che contraddistriba un po' tutti coloro i quali
00:19:26hanno scelto poi di andare all'estero.
00:19:29Beh, sì, allora, il tema della lingua, al quale accennavi anche all'inizio, a me colpisce
00:19:33molto. Giovanni Corsini è nato in Inghilterra e però ha imparato l'italiano, sì, magari
00:19:39la lezione tradisce queste origini, però anche i figli e i nipoti degli immigrati, anche
00:19:46di tantissimi in America, nati in America, parlano perfettamente l'italiano, anche questo
00:19:52è un modo per restare agganciati alle proprie radici. A me è sempre colpito che tantissimi,
00:19:57cioè tutti quelli che sono partiti non parlavano una parola di inglese o di francese, nel caso
00:20:03di quelli partiti per Parigi. Ci sono anche tanti, soprattutto andando indietro negli
00:20:08anni, che non hanno mai imparato, perché hanno lavorato solo in locali di Valcenese
00:20:13o Valtaresi, magari a lavare i piatti in cucina senza mai dover andare in sala. Ci sono donne
00:20:20che magari erano con i mariti, loro non lavoravano e non hanno mai imparato la parola inglese.
00:20:27C'è il racconto di gente che spiega anche delle umiliazioni dei primi tempi. I partiti
00:20:33per New York facevano i camerieri e non capivano quando gli chiedevano acqua burro e gli altri
00:20:38camerieri che erano lì da qualche tempo gli davano degli stupidi e spesso degli scappellotti.
00:20:43E quindi il tema della lingua è stato per tantissimo un ostacolo difficilissimo, però fa colpa
00:20:48appunto che tanti nati là parlino benissimo l'italiano. Per una storia di Ernestino Maggi
00:20:56ho parlato con la figlia, la quale ha una cinquantina d'anni, è nata là, è venuta
00:21:03qui sulle vacanze, parla benissimo anche il dialetto tarsonino e mi ha citato, abbiamo
00:21:07riportato una canzone popolare in dialetto tarsonino che il padre le cantava tenendola sulle gambe
00:21:12quando era una bambina. Anche questo trovo sia straordinario, proprio per testimoniarla
00:21:17la voglia di attaccamento alle radici che hanno anche gli emigrati di seconda e terza generazione.
00:21:23Certo, da farà nel servizio di Giuliano Capeggi abbiamo visto Giovanni Corsini, famiglia
00:21:31che lei conosce da tempo.
00:21:34Sì assolutamente, anzi colgo l'occasione per ricordare anche la figura di Armando, era
00:21:39fratello di Giovanni, purtroppo qualche anno fa è scomparso, che è stato un grandissimo
00:21:44presidente della nostra associazione a Londra. Un presidente che ha fatto fare un salto di
00:21:50qualità, è il presidente che ha gestito centinaia di persone nei dinner and dance di
00:21:56Londra, si sono arrivati fino a mille. La serata con Albano a Londra portò circa mille
00:22:03persone all'Hilton di Park Lane. Per cui davvero un impegno importante anche nella nostra associazione
00:22:13che poi ha sede nella chiesa italiana di Londra, St. Peter Church. E poi l'altro momento
00:22:20importante di questa famiglia fu quando il Parma nel 1993 vinse a Wembley e dopo la partita
00:22:30visto che loro erano i licenziatari sull'onda, gli importatori dei prodotti della Parmalat,
00:22:38furono ospitati nella serata, nella festa e circola la foto con la coppa abbracciata
00:22:44da Armando e Giovanni. Ecco questo è stato anche un altro segno di grande soddisfazione
00:22:49per il nostro territorio. In quei giorni la Gazzetta dello Sport dedicò una pagina intera
00:22:55alla Valtaro perché ci fu una curva gremita di Valtarese e Valcenese. Ecco questi sono
00:23:02stati momenti anche importanti di, come posso dire, di riconoscimento a una realtà come
00:23:12quella londinese che rispetto diciamo alla realtà americana o quella anche del Sud America
00:23:18forse dal punto di vista dell'integrazione ha sofferto di più perché in Inghilterra
00:23:26c'è sempre stato un certo distacco rispetto a chi arrivava. Diciamo che gli americani sono
00:23:31tutti un po' emigranti, no? Nel senso che il popolo americano non esiste, non c'è.
00:23:36Ok, diciamo. Multietnia storica.
00:23:39In Inghilterra invece questa differenza si è fatta sentire e questo per loro è stato un distacco
00:23:46importante. Nel 2006 quando l'Italia ha vinto i mondiali in Germania un pulmino di otto
00:23:53ragazzi per tutte le partite partiva la mattina, andava in Germania e la mattina dopo ritornava
00:24:01in Inghilterra. Quando c'è l'Italia loro partono e vanno a vedere l'Italia in qualsiasi posto
00:24:08d'Europa. Credo che questo è un segnale fortissimo di attaccamento alla nostra patria
00:24:16e quindi anche alle nostre valli. Claudio ti faccio un altro nome, Frank Capitelli,
00:24:22barca a New York a giovanissimo. Sì, assolutamente, poi è diventato un'istituzione. Lui è uno
00:24:30di quelli che raccontava del suo imbarazzo, delle umiliazioni che ha vissuto per il problema
00:24:34che non parlava la lingua. Arriva come tanti, famiglia povera, va a vivere nel Bronx in un
00:24:41appartamento di fortuna, fa il cameriere ma appunto l'ostacolo è quello della lingua.
00:24:47Poi fa anche tre lavori in un colpo solo, quindi lavorava magari 20 ore al giorno, altro
00:24:53light motive. Tutti gli immigranti delle nostre terre si sono fatti valere, hanno conquistato
00:24:58anche rispetto, anche grazie al fatto di essere dei grandi lavoratori e alcuni ad avere idee
00:25:06imprenditoriali straordinarie. Lui viene preso in prova al Friars Club, che è un club che
00:25:13non c'è più purtroppo, è il suo crucio da quando è andato in pensione, poi il club
00:25:16è andato in malora, ma era un club super esclusivo, legato al mondo dello spettacolo, perché
00:25:22poteva farne parte come socio chi aveva a che fare con il mondo dello spettacolo. Viene
00:25:28assunto, ma era lui che mi raccontava che gli chiedeva a Walter e lui non capiva che
00:25:33il cliente volesse acqua o bar per burro, non c'era verso. Per cui il manager dice ti
00:25:39devo lasciare a casa, lui lo implora, gli dice dammi ancora qualche settimana e si mette
00:25:43a studiare anche di notte, chiede al cuoco di correggere gli errori di ortografia e viene
00:25:49poi confermato. Bene, lui resterà per 55 anni al Friars Club, diventerà manager di questo
00:25:55ristorante appunto molto esclusivo, frequentato dai più grandi VIP, scorrono delle foto, lui
00:26:02ha una rassegna di foto da Pele a Frank Sinatra, a Jerry Lewis che è stato per esempio presidente
00:26:09del club, a Bill Clinton, lui tra l'altro repubblicano puro sangue, dice che però quando
00:26:14Bill Clinton con Frank Capitelli, dice che è rimasto impressionato il suo carisma, eccolo
00:26:19con Jerry Lewis e quindi come manager del ristorante del Friars Club conosce veramente
00:26:26il mondo. E' lui l'ideatore, il fondatore, il primo e unico presidente della Valterese
00:26:32Foundation che è un'associazione molto benemerita perché oggi ha il pregio di tenere insieme
00:26:39gli emigrati, anche i figli degli emigrati e organizzare questa festa bellissima che c'è
00:26:45tutti gli anni, quest'anno sarà a fine aprile, ma 50 anni fa e più 100 anni fa aveva il
00:26:53pregio
00:26:53di tenere insieme gli italiani e soprattutto aiutarli a loro approdo in America, perché
00:27:00naturalmente tutti gli dicono arrivando dai nostri paesini di poche anime, arrivare a New
00:27:04York erano shock, al quale si sommava il problema citato della lingua, per cui queste associazioni
00:27:10sono un po' come accadeva a Londra nella chiesa di St. Peter's dove al piano di sopra
00:27:14c'è questa sorta di casa Italia dove si andava dopo la messa magari a sentire se c'era qualcuno
00:27:19che aveva bisogno di un lavapiatti o di un muratore oppure a farsi prestare qualche soldo
00:27:25per provare a mettere insieme un'attività. Ecco il ruolo delle associazioni è stato davvero
00:27:31fondamentale. Frank Capitelli ne è il presidente, l'anima, il guru assoluto e non c'è
00:27:40a New York senza incontrarlo. Oh bene, bene. Vediamo un altro contributo perché sempre
00:27:46Giuliano Capece domenica a Borgotaro ha ascoltato la storia dei fratelli Camisa. Sentiamo Antonella
00:27:54Camisa cosa ha detto al nostro microfono.
00:28:00Una delle storie di successo a Londra è quella della famiglia Camisa, un successo costruito
00:28:05con botteghe alimentari e ristorazione, ma soprattutto inventività italiana come quella
00:28:10che gli ha spinti a vincere la diffidenza degli inglesi nei confronti dei funghi allegando
00:28:15alla confezione un radicetta su come cucinarli.
00:28:18I miei genitori sono trasferiti a Londra nel 1956, avevano già a Londra i loro zii che avevano
00:28:28già appena avviato un'attività di negozi alimentari, sono emigrati nei primi anni venti, poi da lì
00:28:37come si fa con gli emigrati, come si sa, lo zio chiama il nipote e lì si è avviata l
00:28:44'attività
00:28:46nella ristorazione, nel caso dei miei genitori avevano dei ristoranti.
00:28:50Tra gli avventori del loro ristorante suo anche i bitos che la sorella di Antonella, Gisella,
00:28:55si ricorda bene perché le chiedevano di sedersi con loro e le facevano dei disegnini
00:28:59sui tovaglioli. Curioso anche il commento della mamma di Antonella e Gisella.
00:29:04Brezio, ma portavano i cappelli troppo lunghi. Ma la famiglia Camisa ha avuto anche modo di
00:29:09conoscere il marito della regina Elisabetta.
00:29:11Eravamo trasferiti in una palazzina che anticamente apparteneva alla famiglia reale.
00:29:18Gli appartamenti sono stati ristrutturati, il nostro era stato selezionato per mostrarlo
00:29:27al principe, la ristrutturazione. E niente, abbiamo conosciuto il principe Filippo,
00:29:35una persona squisita, veramente, veramente gentilissimo, simpaticissimo.
00:29:40Io ero piccola, avevo 11 anni. Ero rimasta a occhi. Ecco, una cosa non succede tutti i giorni.
00:29:52Quante storie, tutte da leggere nel libro Do You Speak, Pramsan, ricordo ancora in edicola
00:29:57con la Gazzetta di Palma, 10 euro più il prezzo del quotidiano.
00:30:02Da frattaccia, c'è anche la storia di un, come possiamo definirlo, un tesignano di Starbucks?
00:30:08Assolutamente. La storia dei fratelli Costa, la storia di questa famiglia che andò a Londra
00:30:15e aprì una piccola torrefazione che poi però negli anni si è moltiplicata.
00:30:23Poi è passata attraverso varie proprietà, nel senso che quando ne ebbero circa una trentina,
00:30:31Sergio che fu il fondatore, assieme poi ai fratelli Bruno e Giancarlo, venne venduta la White Bread,
00:30:38una grossa compagnia di birra, se non sbaglio.
00:30:43E qualche anno fa, quando arrivarono a circa 3 mila, è stata venduta la Coca-Cola
00:30:48per 4,4 miliardi di sterline, che sono cifre esorbitanti.
00:30:55Pensare che questo marchio, ancora prima di Starbucks, è partito dalla frazione di Basilica di Borgotaro,
00:31:03credo che faccia accapponare un po' la pelle.
00:31:08E credo anche però che dimostri di come l'intraprendenza, la volontà, la voglia di arrivare,
00:31:18ma anche la fantasia e l'estro, possano essere ingredienti giusti per poter portare avanti
00:31:24un progetto importante e interessante come quello che Sergio Costa, che purtroppo è mancato da poco,
00:31:32è riuscito a portare avanti.
00:31:34Poi da lì sono sorte anche altre attività, perché il fratello Bruno ha aperto cugino di Armando e Giovanni Corsini,
00:31:42come avete già citato voi, apri i Fine Italian Food con loro, piuttosto che la Porcellana,
00:31:48un'altra importante impresa di Londra che vendeva ai ristoranti, a tutti i ristoranti di Londra,
00:31:57la maggior parte dei ristoranti di Londra, piatti di porcellana, bicchieri, stoviglie e insomma tutto quello che serve
00:32:05o serviva al mondo della ristorazione.
00:32:07Quindi devo dire che da questo punto di vista non si sono mai fermati, hanno sempre cercato di investire,
00:32:13fare gli imprenditori e portare a casa anche i risultati importanti.
00:32:17Basilica ha detto da Fadà, perché c'è anche un senso di appartenenza straordinario, non Borgotaro, Basilica.
00:32:24Questo l'ho imparato scrivendo un libro e lui ne è buon testimone, perché guai a confondere Basilica con Porcigatone
00:32:31o con Tiedoli, Tiedoli giusto, il borgo dal quale proviene lui, quindi c'erano fortissime identità e guai a dire
00:32:40genericamente Borgotaro.
00:32:42In quanto Sergio Costa quando è morto il Times gli dedicò un lunghissimo cocodrillo, come si chiamano in gergo giornalistico,
00:32:49gli articoli in morte di un personaggio famoso intitolandolo L'uomo che ha insegnato gli inglesi a bere il caffè,
00:32:55perché oltre a creare da una piccola caffetteria un impero, oggi ovunque nel mondo c'è pieno di Costa Coffee,
00:33:04ma c'è da dire che ha vinto le abitudini degli inglesi che erano abituati solo a te.
00:33:10Racconta Monica, figlia di Sergio, che i primi tempi quando serviva caffè nelle porcellane,
00:33:17nel ceramico ovviamente dell'azienda porcellana di suo fratello, gli inglesi,
00:33:23si portavano la tazzina alle labbra e poi le lasciavano schifate, perché per loro Berù Nespresso era,
00:33:30e però con la qualità, con il servizio e con una grande esistenza e anche con una voglia di lavorare
00:33:38e una cura nei particolari che faceva sì che il racconto fatto da più persone alle 5 del mattino
00:33:43fosse perfettamente in ordine, giacca, cravatta, perfettamente sbarbata a controllare ogni singola macchina di caffè,
00:33:49ogni tavolino che fosse pulito come voleva, quindi una cura nei dettagli che poi gli ha permesso di sfondare.
00:33:57Allora, altre storie dopo la pubblicità, stiamo per fermarci qualche secondo,
00:34:02però Claudio, un'ultimissima cosa prima della pausa pubblicitaria.
00:34:07Emigrare ha voluto dire sacrificarsi, ha voluto dire fare anche i primi anni con tante difficoltà,
00:34:13di cui hai parlato già diffusamente, ma coloro che partivano dalle nostre valli
00:34:19e andavano a Londra, New York, Parigi, insomma, molte volte si saranno trovati di fronte
00:34:26ad uno stereotipo un po' odioso, quindi italiani, mafia, pizza, mandolino, eccetera,
00:34:32non deve essere stato facile superarlo. Qualcosa immagino ti avranno raccontato su questo?
00:34:37Sì, assolutamente sì, questa è una cosa che hanno sperimentato sulla propria pelle in tanti,
00:34:43l'accoglienza non è mai stata così cordiale e anche in America, per quanto, come giustamente
00:34:49c'è Matteo da Fadà, ci sia più l'abitudine, essendo un paese con tantissime etnie,
00:34:55però l'accoglienza, che specie negli anni 50 e 60 del secolo scorso, era questa,
00:35:00quindi bisognava anche combattere questi pregiudizi e normalmente i nostri facevano comunità
00:35:09tra di loro, ma anche in Canada, raccontava Giorgio Zaccarini che in Canada sembrava di essere
00:35:16un'osteria delle nostre valli perché andavano a vivere spesso nello stesso quartiere, quindi
00:35:23di casa in casa si cenava a casa di un amico e si beva un bicchiere di vino a casa
00:35:27dell'altro,
00:35:28quindi si tendeva a stare tra italiani o meglio ancora tra valtaresi e valcinesi.
00:35:35In Inghilterra per esempio un racconto mi ha abbastanza colpito, quello di Roberto Cardinale,
00:35:41altra figura, istituzione dei nostri migranti, mi raccontava che nella via dove abita da mille
00:35:48anni ci sono inglesi, scozzesi, gallesi, greci, francesi, di tutto e lui dice io sono stato
00:35:55a casa di tutti a prendere il tè, rito tradizionale inglese e tutti sono stati a casa mia, compresi
00:36:01di inglesi, ma mai un inglese in 70 anni che mi abbia invitato a casa sua, perché nonostante
00:36:06tutto, nonostante poi abbia avuto anche lui un più che discreto successo perché ha una
00:36:11catena di snack bar, di caffetterie di tutto rispetto, a casa di un inglese dice è impossibile
00:36:17venire invitati per un caffè, per un tè meglio.
00:36:21Beh vabbè, bello si fa per dire.
00:36:23Allora facciamo una breve pausa, però ci sono altre cose da raccontare e allora ci fermiamo
00:36:30e ci ritroviamo in diretta tra poco.
00:36:39Allora di nuovo in diretta, Do You Speak Pramzan? Questo è il libro di Claudio Rinaldi, lo ripeto
00:36:44in edicola con la Gazzetta di Palma, 10 euro sul prezzo del quotidiano. Claudio, Mario Gabelli
00:36:51da Solignano, ci racconti cosa ha combinato?
00:36:55Beh, altra storia straordinaria, se vogliamo metterla sul piano del successo lui dibatte tutti
00:37:03se diciamo lo vogliamo misurare con il patrimonio, nel suo caso arriva intorno ai 2 miliardi
00:37:10di dollari e lui nasce da un padre, nasce là da un padre originale Solignano che faceva
00:37:18l'aiuto cuoco e aveva veramente problemi a mettere insieme il pranzo o la cena, tant'è
00:37:24che Mario a 5 anni va in una stazione della metropolitana del Bronx a fare l'Ustrascarpe,
00:37:29il Souchard e poi poco dopo, tipo a 7-8 anni va a fare il Caddy sul Campadagolfo e questa
00:37:35storia davvero è incredibile perché origlia quello che i giocatori tra una buca e l'altra
00:37:42si raccontano degli investimenti in borsa e lui si appassiona e a casa, non è dato sapere
00:37:50ma immagino l'equivalente dei 10 euro di oggi compra qualche piccola azione, però
00:37:55pian piano riesce a moltiplicare il gruzzoletto e a creare un gruzzolo importante, si appassiona
00:38:02e diventa molto competente, quindi il liceo, l'università grazie alle borse di studio, particolare
00:38:08non significante perché la famiglia non avrebbe certo potuto permettere gli studi nelle costosissime
00:38:13università americane e lui è riconoscente al fatto di aver potuto studiare grazie a
00:38:18borse di studio, tant'è che lui, il personaggio al quale alludeva poco fa Matteo D'Affadà
00:38:23che finanzia le borse di studio per studenti meritevoli sia in America, immigrati e figli
00:38:29di immigrati, sia nelle nostre valli e dalla laurea in poi esplode una carriera miracolosa
00:38:36perché prima in una società di consulenza finanziaria e poi mettendosi in proprio la
00:38:40GAMCO che esiste ancora, se ne è parlato tra l'altro recentemente, sembrava interessata
00:38:45all'acquisto del Monza dalla famiglia Berlusconi e appunto mette insieme questo patrimonio impressionante.
00:38:51Un'altra cosa che mi fa molto impressione, positivamente impressione, è che in America
00:38:57c'è molto la tradizione di aiutare l'università nella quale ci si è laureati, anche nel corso
00:39:02della carriera, ovviamente chi ha fatto una buona carriera e parliamo di aiuti importanti,
00:39:06mi raccontava Renato Berzolla, altro bellissimo testimone, che la sua vecchia università
00:39:12organizza ogni anno un evento durante il quale in un giorno punta a raccogliere 1.400.000
00:39:17dollari, quindi parliamo di cifre importanti.
00:39:20Allora è stato più o meno stimato mettendo insieme tutti gli aiuti che Mario Gabelli ha
00:39:25dato alla propria università che ha superato la cifra di 100 milioni donati, questo per
00:39:30dare l'idea anche della filantropia di quest'uomo. La sua università ha chiamato Mario Gabelli
00:39:36School of Business un dipartimento di master in amministrazione e finanza costituito grazie
00:39:45ai suoi stanziamenti, quindi chapeau.
00:39:47Chapeau davvero, certo. Allora le ultime cose tra poco, ma intanto vediamo un'altra intervista,
00:39:54sempre che il nostro Giuliano Capeccia, Borgotaro in occasione della presentazione del libro,
00:39:59ha sentito Alessandro Cardinali della consulta Emiliano Romagnoli nel mondo. Allora vediamo.
00:40:09Creare, riscoprire e mantenere i rapporti con gli Emiliano Romagnoli nel mondo è l'obiettivo
00:40:14della consulta che li riunisce, una realtà fondamentale per la realizzazione di questo
00:40:20progetto editoriale.
00:40:21È molto importante perché racconta una storia straordinaria di tutte le esperienze
00:40:27da fine 1800 in poi, ma è importante perché ricorda il grande collegamento che c'è ancora
00:40:33con la terra d'origine dell'Emilia Romagna, in questo caso della provincia di Parma. È
00:40:38importante perché racconta anche quello che le nuove generazioni stanno facendo all'estero,
00:40:44è importante perché racconta anche quello che le nuove generazioni sono immigrate oggi,
00:40:49hanno iniziato a fare nei paesi esteri. Quindi dà una visione di d'assieme che riguarda
00:40:54complessivamente tutte le figure che l'emigrazione emiliano-romagnola ha nel mondo. Quindi è utilissimo
00:41:01conoscere, sapere, vivere le storie fino in fondo e avere un'esperienza profonda di
00:41:06quella che l'emigrazione in Emilia Romagna è stata e di quella che è ancora oggi, che
00:41:12non trascurerei questo fatto, ma che può essere anche nel futuro con il nostro appoggio,
00:41:17il nostro sostegno e con tutte le considerazioni corrette che noi possiamo fare su questo tema.
00:41:25Immagino che Matteo da Fada condivida i concetti di Cardinali anche sulla scorta dei suoi
00:41:33credo trentennali di esperienza nel campo della pubblica amministrazione, anche nella consulta
00:41:40dell'emigrazione.
00:41:43Assolutamente. Dal primo giorno in cui sono entrato in Consiglio Comunale a Borgotaro ho trovato da parte
00:41:52degli amministratori che c'erano e che ci hanno insegnato tantissime cose, uno dei primi argomenti
00:41:59è quello del rapporto con i nostri emigrati. Quindi ho utilizzato questi trent'anni in una conoscenza
00:42:05sempre più approfondita di questo fenomeno, ma soprattutto delle relazioni con queste persone.
00:42:11E poi lo ritrovate nella consulta. La Regione Emilia Romagna da tantissimi anni ha questo
00:42:17organismo consigliare che, diciamo, coordina tutte le associazioni di Emiliano Romagnoli
00:42:25nel mondo. Sono circa 70, se non sbaglio, che abbracciano tutti i continenti. Sono associazioni
00:42:31assolutamente organizzate in loco, ma coordinate e finanziate attraverso anche dei progetti e
00:42:38dei bandi di interscambio dalla Regione Emilia Romagna. Questo a dimostrazione di come la Regione
00:42:44crede e continuerà a credere e a investire su chi all'estero è ambasciatore del nostro
00:42:51territorio. Sovente quando vengono organizzate trasferte istituzionali da parte dei Presidenti
00:42:59di turno della Regione Emilia Romagna, vengono accolti dalle nostre associazioni in loco e
00:43:05quindi continua appunto questo filo diretto. Credo che sia veramente un... Se è vero che
00:43:12l'Italia ha 60 milioni di emigranti fuori dai propri confini, quindi pari a quelli che
00:43:20sono all'interno dei nostri confini, la Emilia Romagna in questo mondo fa la sua parte e vuole
00:43:26continuare a farla. Bene, bene. Claudio Rinaldi, Andrea Cacchioli, anche lui ci può raccontare
00:43:33cose importanti, partito da Borgotaro. Sì, i suoi avi, perché Andrea Cacchioli vive vegeto,
00:43:42ha un ristorante di ottima qualità a Covengarde, una Londra, si chiama Adamario e appena entra in un
00:43:49ristorante con pochi coperti c'è una foto alla quale lui tiene come una reliquia e tutti i giorni
00:43:55racconta che parla questa foto. C'è suo padre nel primo locale aperto, in cucina e lui è per molte
00:44:04versi il più bel testimone dell'attaccamento alle radici e ai propri avi, perché tutto quello che fa lo fa
00:44:12anche per rendere omaggio a come il suo padre e il suo madre gli hanno insegnato a gestire un ristorante.
00:44:19La sua storia è incredibile, tra l'altro Andrea Cacchioli è un bellissimo personaggio, molto sanguigno, si è
00:44:26commosso ripetutamente mentre mi raccontava questa storia, anche la sua, cioè quella del nonno e del padre, si è
00:44:33incrociata con la guerra, il nonno è stato deportato come tanti italiani, come dicevamo prima, lasciando due figli
00:44:39piccoli, una ragazza di 12 anni e il padre di Andrea di poco di più, il quale viene presa come
00:44:47aiuto
00:44:48cuoco in un ristorante ma per pelare le patate, la sorella a 12 anni mettono un po' di rossetto e
00:44:53le mandano a
00:44:54servire in sala. I soldati americani la vedono, si commuove, le danno delle mance, le regalano anche
00:44:59della cioccolata, allora il fratellino dice la prima volta che torna agli americani chiamami e dice ma perché?
00:45:05perché voglio comprarle la cioccolata, dice con che soldi? Con le tue mance, allora quando succede
00:45:11torna agli soldati e lui viene chiamato, sto ragazzino e dice voglio comprare il cioccolato, i soldati si offrono
00:45:18di regalarli, ma io si rifiutano, voglio pagare, poco posso permettermi e questo perché poi lo rivende
00:45:24facendoci un po' di cresta e però con questi guadagni mette insieme un piccolo gruzzoletto, quindi anche
00:45:30veramente quando dalle necessità si augusta l'ingegno. Dopodiché la storia di Andriele è
00:45:38meravigliosa e molto complicata ma di grande successo anche nel suo caso e lui vuole assolutamente
00:45:45fare il ristoratore contro il desiderio di lui padre il quale gli ha sempre detto non meriti di fare i
00:45:52sacrifici che abbiamo fatto noi perché sono stati veramente duri, però lui sentiva così nel DNA la voglia
00:45:58di ripercorrere il cammino nel sorco dei genitori e racconta questa storia appunto commovendo,
00:46:05racconta anche come di quando va al cimitero di Borgotaro, immancabilmente si ferma a rendere
00:46:12omaggio a Sacrario dei caduti della Resistenza e parla a voce alta, gli ringrazio per l'insegnamento
00:46:18che il padre gli ha lasciato e è grazie a loro, al sacrificio di tanti di loro che tu oggi
00:46:23puoi scegliere se vuoi fare l'avvocato, il medico, il professore o il ristoratore.
00:46:27La libertà insomma.
00:46:29Eh sì, eh sì.
00:46:30Abbiamo quasi terminato, intanto ringrazio il consigliere regionale Matteo D'Alfada,
00:46:36beh complimentandomi perché ho saputo che insomma a fine aprile ci sarà una occasione
00:46:41importante al Dinner and Dance a New York, che succede lì?
00:46:45Beh bisogna dirlo.
00:46:46C'è la festa annuale la domenica dopo Pasqua.
00:46:49Ah ho capito, il presidente annuale chi sarà?
00:46:51Me lo dico io, Matteo D'Alfada.
00:46:54Grazie davvero per la sua presenza, consigliere regionale del PD Matteo D'Alfada.
00:47:00Ringrazio anche Claudio Rinaldi con ultimi due spunti prima di passare allo speciale su G-Talk.
00:47:08Beh intanto una cosa, naturalmente ricordo ancora questo Do You Speak Pramsa,
00:47:14ma c'è in vista per caso una seconda edizione, ci stai pensando, ci state pensando?
00:47:19Ma ci sono talmente tante storie che non sono entrate in questo libro che è quasi spontaneo
00:47:25pensare a una seconda edizione, quindi chi lo sa, il progetto non è ancora concreto
00:47:30ma prima o poi potrebbe nascere, intanto però vi consiglio a tutti ovviamente di leggere
00:47:34queste 20 storie.
00:47:35Io ho letto qualcosa, ancora non tutte, però vi garantisco che sono 20 racconti veramente
00:47:41che si leggono tutti d'un fiato e di una straordinaria bellezza, commoventi, intensi,
00:47:48in edicola con la gazzetta a 10 euro più il prezzo del quotidiano.
00:47:52Fammi dire che quando Matteo D'Alfada sarà premiato come uomo dell'anno dai neorchesi
00:47:58immancabilmente andrà a festeggiare a Lusardi, c'è un'altra storia straordinaria,
00:48:03quella dei fratelli Lusardi, Mauro e Gigi, la trovate nel libro, ma dal niente hanno costituito
00:48:08un imperio della ristorazione, il loro ristorante Ammiragli è uno dei migliori ristoranti italiani
00:48:14e la loro storia è veramente straordinaria come è più di tante altre.
00:48:20Bene, bene, allora dopo la pubblicità vedremo lo speciale G-Talk, ve lo dicevo all'inizio,
00:48:27stamattina la seconda edizione dell'evento della Gazzetta di Parma, Claudio Rinaldi insieme
00:48:32al professor Ruben Razzante, direttore scientifico, ha avuto questa idea, avete coordinato i lavori,
00:48:3918 relatori, 3 tavole rotonde, la presenza di Buffon, tantissimi studenti a Teatro 2, come è andata?
00:48:45È andata molto bene, è stata un'iniziativa di successo molto di alta qualità,
00:48:50grazie proprio all'autorevolezza degli ospiti, dei relatori che si sono succeduti in varie tavole rotonde,
00:48:56c'erano rappresentanti di istituzioni, delle autoriti, influencer e magistrati,
00:49:01c'era il procuratore capo del Tribunale dei Minori di Bologna, psicologi e giornalisti
00:49:08e poi Buffon, che merita un discorso a parte perché ha lanciato dei messaggi davvero bellissimi per i ragazzi,
00:49:14parlando del suo rapporto con i social ma anche del rapporto che i figli e adolescenti hanno con i social
00:49:19e con lui,
00:49:20in certi casi attraverso i social, ma ha parlato anche ovviamente, ha rivocato gli anni di Parma,
00:49:26gli esordi ai 17 anni, i 10 scudetti, i 20 con la Juve e una carriera veramente da leggenda.
00:49:32È stato molto interessante, nell'occasione abbiamo anche aggiornato il manifesto che avevamo presentato l'anno scorso
00:49:40per la tutela dei diritti nel web, orientata soprattutto ai minorenni,
00:49:46e è stata aggiornata con la consulenza del nostro direttore scientifico, il professor Razzante,
00:49:51alla luce delle novità sul patentino digitale che è stato uno dei focus principali delle tavole rotonde di questa mattina.
00:49:58Certo, ricordiamo che abbiamo registrato chiaramente questa seconda edizione di G-Talk,
00:50:03da sabato prossimo, per quattro sabati, faremo rivedere i quattro panel che hanno contraddistinto questa edizione.
00:50:12Allora, grazie ancora a Matteo D'Affadà, grazie al direttore della Gazzetta e autore del Do You Speak Prime Zan,
00:50:18Claudio Rinaldi, grazie.
00:50:20Grazie a te, un saluto a tutti.
00:50:21Buon lavoro, allora facciamo una breve pausa pubblicitaria e poi un bello speciale dedicato al G-Talk,
00:50:29quindi io passo poi la linea dopo la pubblicità al nostro Alberto Rugolotto,
00:50:34che con la collaborazione di Marco Barestrazi e dei nostri tecnici hanno realizzato tante interviste,
00:50:42tutte da seguire e noi naturalmente poi ci vediamo martedì prossimo.
00:50:46Buona serata e rimanete con G-Talk.
00:50:52Buonasera, ben ritrovati con Parma Europa e come detto prima della pausa dal nostro direttore Pietro Adrasto Ferraguti,
00:51:01in questa seconda parte del programma ci occupiamo dunque di G-Talk.
00:51:06L'evento organizzato dalla Gazzetta di Parma, arrivato alla seconda edizione,
00:51:10dedicato al digitale, alle tecnologie e ai più giovani.
00:51:15Ci troviamo proprio a Teatro 2, questo è il palcoscenico della seconda edizione di un'iniziativa
00:51:21che ha raccolto davvero tanti studenti e tanti giovani ad ascoltare i relatori,
00:51:28che tra poco sentiremo noi nelle interviste che abbiamo realizzato insieme al collega Marco Barestrazi.
00:51:35Perché? Perché l'era odierna chiaramente è un'era digitale, ha cambiato le nostre esistenze,
00:51:42soprattutto l'uso dei cellulari, delle tecnologie, dei social network per svago, per lavoro, per decisioni quotidiani.
00:51:52Dunque sempre più opportunità ma anche sempre più rischi.
00:51:57Ma noi tracciamo un po' le premesse di questa seconda edizione di G-Talk
00:52:03con le parole di chi l'ha promosso, di chi l'ha organizzato
00:52:07e di chi ha pensato anche come mettere in fila le varie tematiche
00:52:13a partire proprio dalle basi gettate nell'edizione del 2024.
00:52:19G-Talk raccoglie il testimone dalla prima edizione, si rinnova e rilancia i temi?
00:52:24Come non rilanciarli? Le emergenze rimangono tutte sul tappeto,
00:52:31c'è la necessità di preservare l'identità digitale dei minori
00:52:35e noi vogliamo con questa occasione di dialogo, di confronto e di dibattito
00:52:40tenere accesi i riflettori su quelle che sono le possibili soluzioni
00:52:45per fronteggiare questa emergenza che continua a insidiare la crescita delle nuove generazioni
00:52:54e che merita delle risposte istituzionali, educative, legislative e tecnologiche.
00:52:59Dove trovare un equilibrio tra opportunità, consapevolezza e responsabilità sociale?
00:53:04L'equilibrio è sempre un traguardo difficile da raggiungere,
00:53:11bisogna perseguirlo costantemente senza avere mai la presunzione di poter dire di averlo raggiunto
00:53:19perché è fatto davvero di risultati temporanei, quando ci si rilassa un po'
00:53:28succedono degli episodi che mettono in seria discussione quella che è la crescita digitale
00:53:36degli studenti, dei minori, quindi abbiamo la necessità di tenere alta la guardia,
00:53:43di non abbassare la guardia e di fare in modo che sia a livello scolastico, sia a livello
00:53:50familiare, sia a livello universitario, sia a livello anche di mezzi di informazione
00:53:56ci sia sempre una grande sensibilità verso questi temi.
00:54:01Le chiedo, proviamo inoltrarsi nel tema del patentino digitale, che cos'è, che ruolo
00:54:06può svolgere in questo contesto?
00:54:10È il tema dominante di questa seconda edizione di G-Talk, lo abbiamo scelto perché è partito
00:54:16un percorso virtuoso, frutto anche di un'iniziativa legislativa, per fare in modo che nelle scuole
00:54:23primarie e secondarie ci siano dei percorsi formativi in grado di preparare le nuove generazioni
00:54:31ad un uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali. Ci sono molti esempi
00:54:37lodevoli in tutta Italia, c'è la necessità di continuare su questo percorso perché la
00:54:44formazione degli studenti, anche tra i banchi di scuola, su questi temi dell'educazione
00:54:49digitale è fondamentale.
00:54:51Dunque queste le premesse di questa seconda edizione di G-Talk e poi il contesto. Il contesto
00:54:58è quello delle nuove tecnologie che portano certamente, come detto, più opportunità
00:55:03anche e soprattutto per l'informazione, per la comunicazione. Tra poco sentiremo delle
00:55:09influencer molto seguite proprio dai più giovani ma portano anche più rischi. E in
00:55:16materia di giornalismo, ad esempio, sono quelli della disinformazione, delle fake news
00:55:24che poi si riverberano nella vita quotidiana anche dei più giovani, soprattutto attraverso
00:55:32gli smartphone e i social network. Allora sentiamo queste interviste.
00:55:37Siamo con Claudio Rinaldi, direttore della Gazzetta di Parma. Qual è l'obiettivo di questa
00:55:41seconda edizione di G-Talk?
00:55:44L'obiettivo è aiutare i giovani a avere un uso sempre più consapevole della rete, quindi
00:55:49considerando ovviamente le tantissime opportunità ma non tralasciando i rischi. In quest'ottica
00:55:55aggiorneremo il manifesto che l'anno scorso alla prima edizione di G-Talk abbiamo presentato
00:56:00anche e soprattutto alla luce della novità del patentino digitale che rappresenta uno
00:56:05dei focus di questa nuova edizione.
00:56:08Digitale, social, chiedono anche tanto di nuovo al giornalista e al giornalismo, soprattutto
00:56:14in termini di attenzione.
00:56:15Ah sì certo, il tema del giornalismo di qualità, dell'informazione autorevole è per noi un
00:56:22chiodo fisso, un argomento di cui parliamo sempre nelle scuole, spiegando anche come i
00:56:27mezzi di comunicazione considerati tradizionali sono fatti da giornalisti professionisti che
00:56:32quindi hanno superato un esame per aver imparato come si tratta una notizia. La differenza
00:56:39autorevole è offerta da un giornale tradizionale o da una tv come la nostra e i profili social
00:56:46di dubbia provenienza è abissale.
00:56:50Non credo assolutamente a chi dice che i ragazzi sono disinteressati a certe tematiche, si tratta
00:56:56semplicemente di sensibilizzarli e sempre di più e penso che iniziative di questo tipo
00:57:00servano soprattutto a fare questo oltre che ad approfondire anche un po' più nel profondo
00:57:06gli elementi anche tecnici, legislativi per comunque salvaguardare sempre di più
00:57:13soprattutto le nuove generazioni che hanno oggi un rischio enorme, lo sappiamo tutti
00:57:19quando si parla appunto di informazione, di sicurezza informatica e digitale che può
00:57:28veramente portare così ad una diseducazione che tutti noi ci auguriamo di non farlo.
00:57:35Noi adulti, le famiglie abbiamo un ruolo centrale, grazie al cielo ci sono state anche recentemente
00:57:40delle sentenze che hanno coinvolto fortemente a livello familiare la responsabilità di noi
00:57:47genitori che dobbiamo instradare i nostri ragazzi a far sì che l'uso, molto spesso anche
00:57:56l'abuso di certi canali debba essere assolutamente evitato perché potrebbe veramente avere un
00:58:03impatto sulla formazione dei ragazzi devastante.
00:58:06L'obiettivo della giornata è quello di riproporre il tema e le riflessioni con tutti gli specialisti
00:58:11e professionisti che sono presenti riguardo a quello che è il rapporto tra giovani e il
00:58:16mondo del digitale con le piattaforme e il linguaggio dei nuovi media.
00:58:19argomento di estrematorietà, quotidianamente leggiamo sulle pagine dei giornali, sui siti
00:58:25quelli che sono gli elementi di confronto necessari che giustamente questi nuovi ragazzi,
00:58:31questi nuovi utenti devono saper affrontare quindi crediamo che sia la migliore opportunità
00:58:36per gestire e affrontare queste tematiche e in questa occasione agiturica.
00:58:40Per un punto di riferimento sul territorio come 12 TV Parma, Gazzetta di Parma, Gazzetta
00:58:46di Parma.it, qual è la sfida oggi più importante proprio in materia di comunicazione? Ci sono
00:58:52le fake news da una parte, l'attenzione per i minori dall'altra, i social con tutto quello
00:58:57che ne consegue, qual è la sfida più grossa da affrontare e superare?
00:59:01Innanzitutto come editori dobbiamo avere ben chiaro il concetto di professionalità, quindi
00:59:05la biontologia da un lato e ovviamente la professionalità dall'altro, due elementi che ci possono aiutare
00:59:11con ovviamente la componentesia giornalistica e di management a delineare quelle che sono
00:59:16delle opportunità che come editori dobbiamo perseguire.
00:59:20Come avete sentito chiaramente ci sono opportunità, ci sono rischi, c'è l'obiettivo di lasciare
00:59:26qualcosa di concreto ai tanti giovani che hanno seguito qui a Teatro 2 l'evento G-Talk, perché?
00:59:33Perché senza adeguate competenze, senza le adeguate conoscenze e anche avvertenze possiamo
00:59:40dire l'utilizzo delle tecnologie, dei social network di internet può esporre chiaramente
00:59:47i più giovani a rischi quali il cyberbullismo, la disinformazione stessa, l'isolamento.
00:59:54Chiaramente serve un gioco di squadra, un lavoro proficuo, importante, profondo, sempre
01:00:01aggiornato da parte delle istituzioni e qui sul palco hanno parlato rappresentanti molto
01:00:10importanti di realtà ed enti come l'autority per la privacy, la G-Com, ma non solo.
01:00:18Allora sentiamo le interviste che ci hanno rilasciato poco prima poi di intervenire qui
01:00:25a Teatro 2. C'è un trend in crescita da qualche anno del numero di reati e anche nel
01:00:302024 abbiamo registrato un 18-20% di reati in più che abbiamo iscritto e sui quali stiamo
01:00:37procedendo.
01:00:39Quanto conta questa vita social che i ragazzi, questa vita parallela che i ragazzi conducono
01:00:45nella percezione della realtà, di quello che stanno commettendo, quindi anche dei reati?
01:00:49Conta moltissimo perché i giovani passano molto tempo sui social e utilizzano i social
01:00:55per svariate finalità e incide parecchio anche su certi comportamenti, sulla distorsione di
01:01:06certi comportamenti di cui non viene percepita la reale portata, il reale significato e anche
01:01:13questo determina un interesse dal punto di vista penale da parte della procura dei minori
01:01:19perché aumenta anche il numero di reati che vengono commessi in rete. Devo dire in assoluto
01:01:24il numero di reati di questo tipo non è molto alto rispetto ai reati che vengono al di fuori
01:01:30della rete, diciamo, nelle strade e nelle scuole e in altri luoghi, ma c'è un trend in aumento
01:01:37anche di questo genere di reato di cui è più difficile che il minore percepisca l'antigiuridicità.
01:01:44C'è una tipologia, un reato che vi preoccupa o che avete registrato aumentare più degli
01:01:48altri?
01:01:49Ci sono aumenti un po' in tutti i settori, diciamo, del web, dal hacking, quindi comportamenti
01:01:57che riguardano direttamente l'uso da parte di minori particolarmente abili degli strumenti
01:02:04informatici. C'è un aumento dei reati in tema di pedopornografia, quindi nella divulgazione
01:02:11di materiale pedopornografico. C'è un aumento anche nei reati originati dalle motivazioni
01:02:18di odio raziale che, ripeto, sono numeri non alti che però meritano attenzione. È anche
01:02:29un monitoraggio sul web che viene effettuato dalle forze dell'ordine che costantemente controllano
01:02:37certi siti, svolgono un'attività molto ampia su tutto il web e ci segnalano situazioni
01:02:44che meritano ovviamente l'apertura di procedimenti penali.
01:02:47Scuola c'è già, l'educazione civica, ma forse serve fare un passo in avanti?
01:02:51Non serve più. Noi ci troviamo di fronte all'era digitale. L'era digitale non è un'evoluzione
01:02:56della rete, ma è una vera e propria rivoluzione sotto tutti i punti di vista. È una rivoluzione
01:03:01che va affrontata con strumenti eccezionali. Io ritengo che l'educazione civica digitale
01:03:07debba diventare materia di studio obbligatoria fin dai primi anni della scuola, almeno quando
01:03:12si prende in mano il primo telefonino. Perché non basta saperlo usare, non basta muovere le
01:03:17dita più velocemente dei nostri genitori. Occorre capire almeno un po' cosa ci sta dietro
01:03:22quello schermo, perché dietro quello schermo ci stanno aziende, ci stanno personaggi brutti,
01:03:28cattivi anche magari, che vogliono rubare parti della nostra vita, della nostra intimità,
01:03:32delle nostre forme più segrete di esistenza. Quindi secondo me noi dobbiamo educarci alla
01:03:38nuova rivoluzione che stiamo vivendo.
01:03:40Qual è l'importanza per Cisita di un appuntamento come questo?
01:03:44Beh, intanto questo appuntamento ha come parole chiavi il digitale, i giovani, l'educazione,
01:03:51che sono anche parte proprio della nostra mission. E quindi noi ci ritroviamo molto, ci riconosciamo
01:03:58in quelle che sono gli argomenti trattati, il modo in cui sono gestiti e presentati. Per
01:04:04questo abbiamo supportato l'iniziativa già l'anno scorso e ancora convintamente lo facciamo
01:04:08quest'anno.
01:04:09Per voi focus sulla formazione, insomma, quotidianamente a 360 gradi, qual è oggi la priorità
01:04:15per voi? Quali anche, insomma, i maggiori obiettivi?
01:04:20La priorità per noi oggi, come ieri e come probabilmente domani, è quella di accompagnare
01:04:27le persone che siano giovani che devono ancora entrare nel mondo del lavoro o persone che
01:04:31già stanno lavorando nell'affrontare nel modo migliore la loro quotidianità e creare
01:04:39un percorso di sviluppo, di carriera che possa dare soddisfazione nella propria vita.
01:04:44E parte di questo sicuramente è, sia per i giovani che nel mondo del lavoro, la cyber
01:04:50sicurezza, l'attenzione all'utilizzo di strumenti che sono sempre più potenti, ma proprio per
01:04:55questo, oltre all'opportunità, le conoscenze consentono di evitare quelli che sono anche
01:05:02i rischi che possono essere correlati.
01:05:03C'è tanta attenzione su questo tema, è un tema che riguarda i ragazzi, oggi avevamo
01:05:09tanti ragazzi, tanti insegnanti, ma che riguarda necessariamente anche i genitori e riguarda
01:05:14necessariamente anche le famiglie, quindi un impegno che dobbiamo prenderci tutti e che
01:05:18la Gazzetta di Parma si è presa perché realizzare questo evento e il manifesto, la brochure
01:05:24che è già stata distribuita ai ragazzi, dà un segnale importante di quello che c'è da
01:05:31fare e di quello che è stato fatto. Dal punto di vista legislativo abbiamo cercato di legiferare
01:05:37e di dare un contorno regolamentare a quelle che sono le realtà attuali, le realtà multimediali,
01:05:46interdisciplinari, quelle della relazione con internet, con la cittadinanza digitale.
01:05:51Siamo partiti, devo dire, subito quando sono entrata in Parlamento con la legge sull'educazione
01:05:56civica, l'abbiamo riportata nelle scuole e all'interno di questa abbiamo parlato dell'educazione
01:06:00nella cittadinanza digitale. Ora c'è la proposta che è stata fatta nel dicembre scorso
01:06:05con il ministro Valditara e con la GICOM proprio per portare il patentino digitale nelle scuole,
01:06:11quindi dare un percorso di formazione dedicato sempre nell'ambito dell'educazione civica.
01:06:16E adesso continuiamo a livello regolamentare, stiamo, proprio ce l'abbiamo alla Camera dei
01:06:21Deputati, il disegno di legge sull'intelligenza artificiale che non può tralasciare i minori.
01:06:27C'è proprio una informativa importante perché comunque sia sotto i 14 anni questa
01:06:32dovrebbe essere, cioè è vietata e questo non deve essere un divieto che resta nell'aria,
01:06:38nell'aria, ma deve essere un divieto effettivo perché c'è una certa età necessaria per avere
01:06:46quello spirito critico che serve per utilizzare anche la tecnologia. Noi su questo continueremo
01:06:51a insistere, così come stiamo rivoluzionando, perlomeno cercando di ammodernare tutte le
01:06:59normative che riguardano il bullismo e il cyberbullismo. Purtroppo la realtà va avanti
01:07:05con una velocità tale per cui il legislatore è costretto a rincorrere ma deve intervenire.
01:07:12Oggi credo che sia stato quindi un percorso molto importante con un testimonio d'eccezione
01:07:17che è Gigi Buffon che ci ha spiegato come sia più importante la vita fra i pali effettivi
01:07:25e sul campo dello stadio piuttosto che quella davanti a uno schermo di un device.
01:07:32Un imperativo è dunque l'uso consapevole della rete, dei social network, delle nuove tecnologie
01:07:40digitali. Un lavoro che va fatto, che fanno le istituzioni, le abbiamo appena sentite,
01:07:48ma che sono chiamate a fare anche altre realtà importanti nel panorama della comunicazione
01:07:56nel nostro paese. Altri player di un certo peso, come si dice nel giorno d'oggi, nel palcoscenico
01:08:05della comunicazione pensiamo non solo alla rete di Stato, alla RAI che lavora tanto al giorno d'oggi
01:08:14anche sui social network, ma pensiamo ad esempio a Mediaset e non solo, anche le stesse piattaforme
01:08:24di social network devono avere una responsabilità sociale anche nel mettere a disposizione le tecnologie
01:08:33e soprattutto per i più giovani e su questo abbiamo cercato di ragionare proprio con alcuni degli ospiti
01:08:40che sono intervenuti.
01:08:42I tempi di oggi, soprattutto nella comunicazione col digitale, chiedono tanto di nuovo alle aziende
01:08:49che fanno comunicazione, soprattutto in termini di attenzione, ma non solo. Ecco, quella è la priorità per voi
01:08:55su questo tema.
01:08:57Allora, noi come televisioni abbiamo questa priorità da più di 30 anni, continuiamo a mantenerla,
01:09:04a maggior ragione adesso in questo mondo mediale così confuso.
01:09:09La televisione continua, le ricerche ce lo dicono, a rimanere un punto di riferimento,
01:09:13quindi noi anche proprio per continuare a non tradire i nostri telespettatori e anzi a continuare a rappresentare
01:09:20che è per loro un punto di riferimento. Proseguiamo in questo impegno, ultima novità, a breve un nuovo codice
01:09:28di autoregolamentazione medie minori che aggiornerà quello vecchio proprio adeguandolo alla realtà attuale.
01:09:35Quindi direi che il nostro impegno c'era, c'è e ci sarà sempre.
01:09:39Sono i social il pericolo numero uno in questo caso, proprio per quanto riguarda i più giovani?
01:09:44Allora, sicuramente il mondo del digitale in generale è pericoloso, i social sono al centro,
01:09:52anche perché le ricerche ancora una volta ce lo confermano, il consumo dei social da parte dei più giovani
01:09:58aumenta in modo esponenziale. Quindi sicuramente è il luogo più pericoloso, anche perché è il luogo
01:10:06dove molte solitudini trovano il conforto che non trovano altrove.
01:10:10Quindi sì, è ancora il luogo da controllare e per il quale educare maggiormente i nostri giovani
01:10:20e usarlo nel modo migliore possibile.
01:10:22Qual è allora la sintesi che possiamo trarre anche da questi ultimi interventi?
01:10:27Beh, il fatto che proteggere i più giovani proprio in rete, insegnare loro un uso consapevole
01:10:35delle tecnologie digitali e dei social network, deve essere un lavoro corale di rete.
01:10:40Abbiamo sentito le istituzioni, abbiamo sentito i player della comunicazione a livello nazionale e locale
01:10:48e poi ci sono i modelli che in teoria dovrebbero essere sempre virtuosi, ma che spesso non lo sono.
01:10:55Le persone più conosciute, più famose, spesso seguite, emulate dai più giovani.
01:11:01Certamente un modello virtuoso, molto seguito anche oggi da tanti appassionati di sport
01:11:08e non solo è Gianluigi Buffon che è stato tra gli ospiti di Spicco di questa seconda edizione di EG
01:11:17Talk.
01:11:17L'abbiamo intercettato con il nostro Marco Balestrazi proprio all'ingresso.
01:11:21Lui parte da un ragionamento proprio sull'essere modello per i minori e per i più giovani in generale.
01:11:30Poi parla anche della Parma Calcio, domande inevitabili per aprire una finestra sullo sport e sul pallone
01:11:37visto il momento del Parma che lotta per la salvezza. Poi torniamo qui.
01:11:41Siamo tornati indietro nel tempo a Parma, parlare ai ragazzi. Arriva un ragazzo Gigi Buffon.
01:11:47Beh sì, ogni tanto speriamo più che altro di esprimere e lanciare qualche buon messaggio.
01:11:53Ecco, perché poi il senso di responsabilità dovrebbe accrescere crescendo e quindi questo è l'obiettivo.
01:12:00Cosa hai da dire a questi ragazzi? È cambiato un po' il tempo rispetto a quando tu eri un diciottenne
01:12:05a Parma,
01:12:06non c'erano i social, è un contesto completamente diverso.
01:12:09Sì, è un contesto diverso. Sono delle generazioni che hanno, secondo me, anche degli interessi e delle esigenze diverse,
01:12:17però bisogna trovare una chiave comune per poter dialogare, per poter far sì che riesci a suscitare in loro ancora
01:12:26degli interessi, degli stimoli
01:12:29e magari in certi momenti poter dare qualche prezioso consiglio.
01:12:34Ancora adesso credo che le icone sportive si possano avvalere di questo potere,
01:12:43di poter condizionare le vite e soprattutto il futuro di questi giovani ragazzi.
01:12:50Lo vediamo, non so, in Sydney, è un ragazzo, uno sportivo che secondo me sta condizionando in meglio
01:12:59la crescita di tutti questi nuovi ragazzi e quindi significa che del potere e dell'influenza ce ne abbiamo
01:13:06e ce ne hanno soprattutto gli sportivi giovani, tanti.
01:13:09Sto vedendo, soprattutto nelle ultime giornate, una squadra che è consapevole dell'obiettivo che deve andare a raggiungere
01:13:18e che sta mettendo in campo un equilibrio e una razionalità che la potrebbe aiutare a conseguire il risultato finale.
01:13:27E quindi magari una squadra che sotto un aspetto di proposizione propone un pochino meno
01:13:36però ti dà la sensazione di essere più equilibrata, di essere più razionale appunto
01:13:42e di essere sempre dentro la partita.
01:13:45Non ci sono più, secondo me, dei momenti di grande affanno, di grande squilibrio
01:13:54magari come poteva capitare in precedenza e credo che purtroppo, meno male, la strada sia veramente faticosa,
01:14:06sia veramente difficile visto il calendario, però insomma anche questa sequenza di buoni risultati
01:14:13fa sì che le speranze ci siano e vadano coltivate, perché poi alla fine il Parma contro le grandi squadre
01:14:21ha sempre fatto ottime partite e spesso ha fatto anche punti e quindi significa che del valore c'è.
01:14:30Una bella mano la sta dando anche forse Cherubini, una persona che conosce benissimo.
01:14:35Beh sì, sicuramente che possa dare una mano o che stia dando una mano, quello era scontato e innegabile
01:14:43perché ho avuto la fortuna di conoscerlo, insomma Federico è un professionista veramente a tutto tondo e di alto profilo.
01:14:53Mi auguro che non sia arrivato troppo tardi, ecco questo sì, però spero anche che a prescindere da come finirà
01:15:04il campionato
01:15:04abbia il tempo e il modo di poter costruire qualcosa qui a Parma di importante perché sarebbe per la Parma
01:15:12calcistica una grande garanzia.
01:15:15A proposito, come finisce il campionato? Chi arriva davanti a tutte?
01:15:18Davanti a tutte? Eh beh, davanti a tutte io è da luglio che dico che secondo me il Napoli arriva
01:15:23primo o secondo,
01:15:24dando per scontato che l'Inter è la più forte e quindi arriverà o primo o seconda,
01:15:27Io credo che ormai non ci siano più dubbi, credo che gli impegni potrebbero influire un pochino negativamente sull'Inter
01:15:38perché ha un calendario veramente ricco di partite importanti ogni tre giorni, però dico anche che l'essere la squadra
01:15:47più forte ai nastri di partenza
01:15:49comporta questo, cioè sapere già prioristicamente che si avranno molte più partite degli altri
01:15:56e riuscire a vincere alla fine, insomma, sarà sempre più difficile.
01:16:00Il tuo amico Tudor, la drizza alla stagione della Juve?
01:16:04Beh, Igor, anche lui, insomma, sicuramente è uno che conosce molto bene l'ambiente, che ha energia da trasmettere
01:16:14e in questo momento, secondo me, la Juve come ambiente, la squadra aveva bisogno di questo tipo di qualità, ecco,
01:16:25da parte di un allenatore.
01:16:27Poi, insomma, per quel che riguarda il futuro, aspettiamo.
01:16:31Gianluigi Buffon, che dunque è un modello, modello per i più giovani, anche oggi, che non gioca più a calcio,
01:16:37ma che è sempre protagonista anche di tanti incontri con i ragazzi, i modelli lo sono soprattutto oggi, gli influencer.
01:16:46E qui, stamattina, ci sono state due influencer molto importanti, popolari, conosciute dai numeri di un certo tipo,
01:16:55oltre 700.000 followers. Sentiamo cosa ci hanno detto, proprio sull'uso consapevole digitale,
01:17:08ma anche su una distinzione tra vero e falso, real e fake, che davvero oggi rischia di diventare una chiave
01:17:17decisiva
01:17:18nell'uso della rete, del web.
01:17:21Il social è un mondo che luccica, ma dietro ci sono dei rischi. Quali sono, secondo te?
01:17:27Assolutamente si parla tantissimo di salute mentale nel mondo dei social network,
01:17:31perché comunque siamo mediaticamente esposti, quindi c'è un maggiore rischio di subire commenti negativi
01:17:39che, più che essere magari delle critiche costruttive, possono essere veri e propri insulti.
01:17:43Quindi a un ragazzino di 16, 17, 18 anni possono ferire.
01:17:48Per i ragazzi, le ragazze oggi in sala, una pioggia di consigli. Quale daresti invece per rapportarsi a questo mondo
01:17:55ai genitori?
01:17:58Ai genitori dare il consiglio di lasciare libertà ai propri figli di usare i social network, ma monitorando la situazione.
01:18:06È un po' come quando insegni a tuo figlio ad andare in bicicletta, faccio sempre questo esempio.
01:18:10Lo lasci andare, ma gli stai sempre un po' dietro. Quindi magari se vedi che tuo figlio o tua figlia
01:18:14pubblica dei contenuti,
01:18:16stare lì a controllare un attimino i commenti, se escono contenuti su di lui non troppo apprezzati, starci un attimo
01:18:23dietro.
01:18:24È facile dire che i ragazzini hanno sempre il telefono in mano, ma anche i più grandi, mi sembra. Come
01:18:29la vedi questa prospettiva?
01:18:30Sono pienamente d'accordo perché talvolta noi ragazzini stiamo tanto col telefono in mano in una determinata fascia d'età.
01:18:38Poi ho notato che ci stanchiamo, più o meno tra i 19 e i 20, che è la mia fascia
01:18:42d'età, e sono più gli adulti che stanno col telefono.
01:18:45Io noto tantissime volte che alle scene di famiglia siamo io e mio fratello a dire
01:18:50ragazzi lasciate un attimo il telefono perché non stiamo parlando, siamo tutti in silenzio a scrollare.
01:18:55Persino i miei non hanno TikTok, quindi vi lascio immaginare.
01:18:58Che consigli per noi anche genitori, abbiamo sempre il telefono in mano, i ragazzi anche per difendersi, per cercare di
01:19:05evitare i rischi?
01:19:07Beh, allora innanzitutto informarsi perché penso che sia il primo passo e comunque anche la consapevolezza,
01:19:13nel senso che i profili dei social sono delle cose assolutamente personali e tutta quella che può essere una fuga
01:19:20di dati come messaggi, foto e quant'altro
01:19:22potrebbe essere comunque pericoloso. Quindi di non prenderla alla leggera, di stare attenti ai link, alle password e quant'altro.
01:19:30Tutto male quello che è social, a volte viene bollato così, è vero secondo te?
01:19:34No, mi spiace tanto che si pensi questa cosa perché anzi i social sono un'opportunità, sono un mezzo di
01:19:40comunicazione potentissimo
01:19:41e secondo me comunque è importante tenere in considerazione anche i lati positivi, sì.
01:19:49Che mondo è? Come si vive quotidianamente anche questo ambiente, questo habitat per certi versi?
01:19:56Beh, io utilizzo i social sia per il fatto che pubblico e sono anche una seguace di tanti account
01:20:06e io lo vivo serenamente da qualche anno, da più piccola ho iniziato molto presto, a 14 anni, ho avuto
01:20:16un po' di difficoltà
01:20:17ma secondo me nel momento in cui uno riesce a prenderci la mano e confidenza è tutto in discesa.
01:20:23Eccoci di nuovo qui a Teatro 2, da una parte dunque in materia di digitale le opportunità e possibilità che
01:20:33ci sono
01:20:34dall'altra la necessità di garantire diritti e sicurezza e poi di lavorare soprattutto sui più giovani, sulle famiglie
01:20:43per cercare di fare in modo che a scuola ma prima di tutto a casa inizi fin dalla tenera età
01:20:52oggi
01:20:54una predisposizione è corretta all'uso degli smartphone, della rete, di social network
01:21:01e su questo abbiamo sentito una psicologa molto conosciuta in città e non solo, Samantha Vitale.
01:21:09Ecco, dal suo punto di vista qual è il consiglio ai giovani parlando di social, di consapevolezza dell'uso della
01:21:16rete?
01:21:17Imparare la disconnessione, cioè capire che bisogna regolamentarsi in qualche modo
01:21:22proprio perché la propria vita non diventi soltanto sui social, soltanto virtuale ma anche in presenza
01:21:27noi viviamo prevalentemente in presenza e la grande sfida nei prossimi anni sarà proprio questo
01:21:32cioè cercare il giusto equilibrio e come mondo adulto cercheremo assolutamente di aiutare i giovani in questa direzione
01:21:38però dobbiamo dire che già anche loro stanno sviluppando i primi anticorpi
01:21:41per cui ho sentito ragazzi dire, mi sono messo un timing sul telefono apposta per non sforare le tre ore,
01:21:47le quattro ore
01:21:47insomma e questo è assolutamente un consiglio che do a tutti quanti.
01:21:51Sa che molti dicono che bisogna intervenire anche sui genitori, la consapevolezza, la prima consapevolezza di essere da loro
01:21:56è davvero così? I genitori possono avere un ruolo di argine sull'uso dei social e del web?
01:22:05Assolutamente sì, la verità è che quando è arrivata la nuova tecnologia, insomma i social
01:22:09e quest'epoca di internet così interconnessa, i genitori assolutamente non erano preparati
01:22:14cioè soprattutto quando è arrivato lo smartphone hanno proprio pensato che fosse un telefono
01:22:18e anche magari una forma di intrattenimento ma innocua
01:22:21nella realtà si sta vedendo come stiamo contando proprio i danni insomma
01:22:24ma soprattutto in età adolescenziale, insomma si vedono tantissimo
01:22:27per cui sì, assolutamente sprono i genitori a informarsi proprio su come aiutare i loro figli
01:22:33a traghettarsi in quest'epoca così piena di nuove insidie che purtroppo loro non hanno vissuto
01:22:38ma per le quali si devono assolutamente attrezzare per poter essere una guida per i loro figli.
01:22:43E questo era l'ultimo contributo qui da Teatro 2 per questo speciale su G-Talk
01:22:49la seconda edizione dell'evento della Gazzetta di Parma dedicato alla digitale,
01:22:54alle tecnologie, all'educazione dei più giovani.
01:22:58Termina qui anche questo appuntamento con Parma Europa
01:23:02che torna con il nostro direttore Pietro Adrasto Ferraguti
01:23:06come sempre martedì prossimo alle ore 21.
01:23:09Una buona serata.
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