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Trascrizione
00:26Buonasera, ben trovati con Letteral Direttore, una puntata particolare questa perché in
00:29studio resteremo pochi minuti perché vi lasceremo con un docufilm realizzato dalla Regione
00:35Emilia Romagna in collaborazione con tanti emittenti locali, fra queste in primis c'è
00:39proprio TV Parma, il titolo è Cantiere 2 Agosto, questo 2 Agosto ovviamente vi fa subito
00:46capire di cosa si tratta, si tratta della strage di Bologna del 1980, 85 vittime, c'è anche
00:53un parmigiano, un bercetese tra queste e la Regione Emilia Romagna in occasione dell'ultimo
00:59anniversario ha pensato di realizzare un film documentario per raccontare le storie di queste
01:0385 persone, il caso le ha riunite in questa grande tragedia, in questa strage fascista
01:11ma ognuno di loro ha una storia particolare e in questo documentario le racconteremo, le
01:17hanno raccontate chi ha realizzato questo documentario e tra queste appunto c'è la storia molto significativa
01:23del nostro compagno di viaggio, ovvero del nostro parmense che purtroppo si trovava alla
01:31stazione di Bologna. A collaborare a questo docufilm c'era anche TV Parma, diciamo con
01:35il nostro operatore Walter Perotti ma anche con il nostro collaboratore Giovanni Nicola.
01:39Ciao Giovanni, buonasera.
01:41Buonasera, buonasera Giuseppe.
01:42Allora, in 85 luoghi di Bologna ognuno per raccontare la storia di ognuno di queste vittime
01:49e poi appunto la storia di questo Bercetese. È toccato a te raccontarlo, meglio raccoglierla
01:55per poi presentarla in questo docufilm.
01:57Esatto, si era divisi di fatto per diverse zone di Bologna, noi abbiamo seguito 13 diverse
02:03stazioni, se così possiamo definirle, che appartenevano ad altrettante vittime, un'esperienza
02:09assolutamente molto toccante perché si è andati a fare un lavoro di ricerca nel background,
02:15nel passato di queste persone e si è cercato di capire perché fossero lì quel giorno e
02:20quello che davvero faceva specie era il fatto che era molto spesso del tutto casuale, magari
02:26una coincidenza persa, il ritardo di un treno precedente. E quindi cosa si è deciso di fare?
02:31Si è deciso di affidare ad 85 persone, attori non professionisti, magari parenti delle vittime
02:38oppure semplici appassionati di storia che hanno approfondito questo tema e si sono documentati
02:45sulla storia davvero internazionale della strage di Bologna perché c'erano vittime di tutte
02:50le nazionalità, un giapponese, diversi americani, alcuni tedeschi che stavano raggiungendo la
02:56riviera romagnola. E tra questi c'era appunto questo Bercetese che si trovava a Bologna per
03:02un cambio di treno, doveva arrivare a Parma prima, ma proveniva da Padova perché lavorava
03:10in una compagnia assicurativa, poi vedrete la sua storia e di fatto lo aspettavano per
03:15pranzo, non vedendolo arrivare, sentendo la notizia e la tv si sono allarmati e da lì
03:20hanno avuto la triste notizia che purtroppo era stato coinvolto.
03:22Evento di 37 anni fa, evento più che mai presente nella storia di oggi?
03:28Molto, le commemorazioni sono sempre molto sentite, noi eravamo presenti, oltre al caldo
03:33infernale devo dirti la verità, che ci ricordiamo di quel giorno, era la tanta gente comune che
03:39non ha voluto dimenticare e anzi ancora aspetta risposte perché sappiamo che c'è un iter
03:46processuale ancora in corso, di fatto i familiari e non solo chiedono sia fatta luce, qualcuno
03:53dice sui mandanti e su eventuali complicità, magari anche più in alto dei responsabili
04:01fattuali che sono già in caccia.
04:02Non perdete commemorazioni con polemiche, si parla dei segreti di Stato che ancora c'è
04:06in alcuni pezzi di questa storia, è incredibile, sono passati 37 anni, dovrebbe essere tutto
04:11assolutamente trasparente, non è così.
04:13L'esperienza personale tua e del nostro operatore Walter Perotti nell'essere presenti, nel raccogliere
04:18la testimonianza di qualcuno che raccontava, tu hai detto, il caso, uno che perde un treno
04:24e che si trova in quella maledetta sala d'attesa oppure uno che sta attendendo ad andare a casa,
04:29un bambino, davvero la stagione di Bologna racchiude la casualità del destino che si incontra
04:36con quella maledetta valigia piena di dinamiti e di tritolo.
04:39Infatti proprio questo e quello che ci ha colpito è il fatto che i luoghi raccontavano la storia
04:49della strage di Bologna, una delle storie che vedremo realizzata da TV Parma è stata raccolta
04:56alla stazione dei taxi perché una delle persone coinvolte era un taxista, un operaio della ditta
05:03di trasporto pubblico di Bologna, quindi vicino alla fermata dell'autobus, vicino a un vecchio ospedale
05:10perché è un ferito, poi è stato trasportato lì ma purtroppo non ce l'ha fatta, quindi anche questi luoghi
05:16di Bologna raccontavano la strage e tutte le sue sfaccettature. Ancora su internet si possono trovare
05:23le edizioni straordinarie di quel giorno, tanto per citarne una, Bruno Vespa davanti allo squarcio
05:29insomma in diretta RAI e ancora un'immagine, anche un'icona molto significativa di quel giorno.
05:34E non dimenticate che la stazione di Bologna accanto alla sala attesa ricostruita si è ancora
05:38l'orologio fermo all'ora in cui avvenne la strage in quel 2 agosto 1980. Ultima cosa, poi ovviamente
05:45vi lasciamo questo docufilm tutto da seguire, la storia del Bercetese, una tra le 85, hai già
05:52parlato giapponesi, tedeschi, ma è come in questo caso la ricerca delle verità è una ricerca
05:57internazionale. È una ricerca internazionale, ma adesso mi stai facendo venire in mente un'altra
06:01storia, veramente il colmo della sfortuna mi verrebbe da dire, c'era una famiglia di
06:07Como, madre, padre e figlio, che dovevano raggiungere la Calabria, quindi erano partiti
06:13di fatto da Como. Per le vacanze. Per le vacanze, altri familiari che stavano in Calabria, sono
06:18partiti in macchina, il giorno prima nei pressi di Bologna si è rotta la macchina, quindi hanno
06:23dovuto portarla da un meccanico e hanno deciso di proseguire il viaggio in treno e purtroppo
06:28la mattina del 2 agosto si trovavano alla stazione di Bologna. Quindi diciamo che in questo
06:35caso il destino è stato veramente beffardo, ma le nazionalità sono molteplici, c'erano
06:39anche degli studenti spagnoli, ricordo anche una ragazza che alloggiava Riccione trasportata
06:46da alcuni amici e accompagnata alla stazione che è stata investita in pieno dallo scoppio,
06:50insomma tantissime storie e le vedremo tutte 85 in 50 minuti, ovviamente alcune sono state
06:56condensate perché le interviste e i racconti erano anche piuttosto lunghi, però si può
07:02avere un'idea di chi fu coinvolto quel giorno.
07:04Allora, come non mai in questo caso, quando si parla di stragi, di eventi, dall'olocausto
07:09piuttosto che la stragi di Bologna, molto spesso si usa solo un numero, 85 vittime, 6 milioni,
07:15100 vittime, pensate solamente a quanto è successo ultimamente a Manhattan con un'auto che ha
07:20investito alcuni ciclisti, molto spesso ci si limita, per resoconto giornalistico, a dei
07:25numeri, in realtà ogni numero, ogni singola unità corrisponde a una persona, a una vita.
07:29La ragione Emilia Romagna, in collaborazione con tanti miei clienti locali, in primis con
07:33TV Parma, ha scelto invece di declinare quel numero con nomi, cognomi e persone, età e la
07:42storia che c'è dietro. Questo è forse veramente il lavoro più importante per capire davvero
07:47che cosa è successo per capire che dietro appunto ogni numero ci sono delle persone
07:51umane, delle vite umane e quindi al di là del numero che molto spesso limita il tutto a
07:55un resoconto solamente statistico, c'è qualcosa sicuramente molto molto più importante.
08:00Tutto questo fra poco per questo docufilm che TV Parma manda in onde in anteprima, è stato
08:06pochi giorni fa proiettato in una sala di Bologna, noi siamo la prima emittente televisiva che lo
08:12fa in regione e quindi siamo più che mai onorati. Grazie alla regione Emilia Romagna e grazie
08:15Giovanni Colla per aver realizzato. Grazie, solo l'ultima cosa, sono ancora forti alcune
08:19teorie del complotto, lo sai bene su questa strage, quando ti riferivi a una pista internazionale
08:27qualcuno dice il coinvolgimento anche di organismi terroristici internazionali, però anche su
08:33questo chissà se si saprà mai la verità. La famosa pista libica. Esatto, esattamente.
08:37L'importante sarebbe che i documenti che sono presenti in Italia, segretati, venissero resi
08:42pubblici e allora a quel punto sarebbe tutto più chiaro, o meglio, sarebbe tutto più evidente
08:46che non c'è copertura da parte dello Stato. Grazie Giovanni Colla, grazie a Walter Perotti
08:50che è il nostro operatore che ha seguito per noi questa storia, ha realizzato e ha collaborato
08:54nella redazione di questo docufilm. Piccola pausa pubblicitaria e poi vi davvero consigliamo
08:58di seguire questi 50 minuti davvero importanti per la storia della nostra nazione, ma anche
09:04per Parma purtroppo c'era una vittima. Buona serata.
09:37L'Assemblea legislativa tutti gli anni vuole ricordare la strage del 2 agosto e questo
09:48lo vuole anche sottolineare. Negli ultimi tempi ha anche pensato di procedere in un modo forse
09:57un po' meno retorico, queste vittime, le 85 persone che in un attimo hanno perso la loro vita,
10:08quali erano i loro sogni, le loro aspettative, le loro attese, perché erano lì, da dove venivano.
10:17Quest'anno abbiamo voluto proprio che attraverso i narratori uscisse nella città la voce, il
10:27pensiero possibile di queste 85 persone che erano per caso in quel momento a Bologna, in stazione a Bologna.
10:50Una bomba all'ossigeno, urgente!
10:54Marina! Marina dove siete? Mi abbiamo visto un attimo prima dello scoppio.
11:00Vorrei restituirti tutto quello che quella mano infame ti ha tolto.
11:14L'unico dispiacere per la mamma è non aver visto i cinghi, i bambini.
11:19È la prima volta che la mamma e il papà mi hanno accompagnato alla stazione di Bologna.
11:24Solo che il treno è in ritardo, già dalla partenza.
11:29Gli autobus con i volti, detriti in ogni parte, poi la distruzione totale e il dramma delle persone.
11:43Certo che sono già le dieci e un quarto e il sole comincia a farsi sentire.
11:49Sabato 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna centrale sono le dieci e venticinque.
12:16Cantiere 2 agosto è un cantiere di narrazione popolare che racconta le vite delle 85 vittime della strage
12:28alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
12:31È un progetto che coinvolge la partecipazione popolare di chi ha voluto impegnarsi in un lavoro di studio,
12:45quindi di ricerca, di scrittura, di interpretazione e di resistenza, replicandolo per 12 volte,
12:53dalle 11 alle 23 del 2 agosto 2017.
12:59Che poi i secondi sono frammenti di tempo, no? Un po' come le foto.
13:03Tic.
13:06È per questo che l'ho chiamata Ticca.
13:08Ah, sì, lei è la Ticca. È così che facciamo io e Franco.
13:11Viaggiamo in quattro. Noi due e le nostre donzelle.
13:16A proposito, quasi cinque minuti. Franco si starà chiedendo dove sono finito.
13:24Il miglior fotografo.
13:27Quello, quella visuale più ampia di tutti.
13:31Quello che riuscirà ad immortalare tutti i fotografi stessi.
13:35Beh, quello forse sarà Dio.
13:37E noi saremo lì, in quell'istante.
13:41Nella cosa più naturale che ci sia mai riuscita.
13:46Tic.
13:51Il cantiere 2 agosto è la trama e l'ordito che ci servono per avere una tela che può essere
14:01un palcoscenico,
14:02che può essere una tela da ricamare, che può essere una tela da stendere nella città su cui ritrovarsi.
14:10È un riallacciare, un rimettersi insieme, un ricostruire, un costruire un modo diverso di essere insieme per ricordare e per
14:22sentirsi cittadini.
14:24E dopo aver bussato a tutti gli ospedali della città, lo troverà all'istituto di medicina, dove dovrà anche riconoscere
14:36la povera Salma.
14:41Il resto è storia, quella con la S maiuscola.
14:46La sfida è di far uscire la storia dall'accademia, dai libri di storia, da a volte noiosi manuali o
14:55libri di storia,
14:56per farla entrare nuovamente nella città.
14:59Doveva includere molte più persone e doveva includere persone al di fuori del teatro, come lo intendiamo,
15:07cioè dei professionisti dell'arte scenica, ma doveva rivolgersi alla popolazione.
15:14E quindi proposi questo lavoro che nasceva, sarebbe nato dal lavoro di ricerca capillare, meticoloso,
15:27chiaramente dedicato a ognuna delle vittime che aveva fatto Cinzia Venturoli con le cartoline nel 2016.
15:36Da lì bisognava partire per andare a cercare la vita di queste persone.
15:43Quella bella iniziativa di quei 85 narratori, che hanno raccolto tanti frammenti della storia delle persone uccise e della strage.
15:52A Bologna ci fermammo in quella stazione dove il caldo e l'afa si infilavano silenti asfissianti,
16:01incollandoci le vesti al corpo, gettando fumo negli occhi.
16:08O erano la cenere e la polvere che si erano sollevate dopo l'esplosione.
16:13Io non ricordo, non ricordo bene.
16:19Interpreto nel progetto Cantiere 2 Agosto Roberto De Marchi, un ragazzo di 21 anni.
16:25E perché ho scelto questo progetto?
16:28Io ho 19 anni, non ho ancora 20, e non c'ero nel 1980, però attraverso i racconti dei miei
16:39genitori, dei miei nonni, è come se l'avessi vissuta in prima persona.
16:45Io credo, con quello che è successo, con quello che ho vissuto io, io credo che sia un po' un
16:53compito nostro trasmettere questo fatto.
16:57Perché è un fatto realmente accaduto, non è una cosa narrata.
17:02Il 2 agosto del 1980 rimane una tragedia indelebile e noi ritengo che abbiamo il compito di comunicarlo ai giovani,
17:14di trasmetterlo.
17:19Perché l'hanno fatto?
17:20Tutti hanno detto perché è importante ricordare, perché qualcuno aveva delle motivazioni, perché magari qualcuno dei suoi parenti era passato
17:34in stazione, qualcuno degli amici.
17:36Ma fondamentalmente era proprio la necessità di ricordare.
17:44Ho visto questo nome uguale al mio, che in qualche modo mi è venuto incontro.
17:50Dopodiché ho contattato i figli, i tre figli rimasti, che molto gentilmente, due di questi, sono venuti a Bologna.
17:58Ci siamo incontrati.
18:00Un incontro molto emozionante, molto toccante, nel quale mi hanno così raccontato un po' della loro vita con la mamma.
18:07Io la sera stessa, quando sono tornata a casa, ho scritto il pezzo di getto.
18:12Direzione Bologna, dove cambieremo.
18:15Quante volte ho preso un treno?
18:18Poche, pochissime.
18:19E solo per andare a trovare una delle mie cognate.
18:21Le storie delle vittime partono appunto intanto da quelle piccole biografie che avevo redatto l'anno precedente e poi da
18:31documenti che sono conservati presso l'archivio dell'Associazione Familiare delle Vittime e poi i narratori si sono dati da
18:38fare, hanno cominciato a fare gli storici in qualche modo.
18:41Questi narratori a volte hanno anche trovato delle cose che fino ad oggi non si conoscevano.
18:46Hanno trovato il perché una certa persona fosse a Bologna, hanno ritrovato dei parenti, hanno trovato dei percorsi di vita,
18:54dei segmenti biografici che non si conoscevano.
18:57Sono andati spesso in loco.
19:01Anche laddove la famiglia era scomparsa, non c'è più a parlare con il sindaco, a parlare con gli amici,
19:08a parlare con chi li conosceva.
19:09Insomma hanno fatto tutto un lavoro anche di, che Cinzia Venturoli più volte ha chiamato Public History.
19:15Ho scoperto dove andava a scuola, ho scoperto dove lavorava.
19:18La sua vita si è svolta fra due luoghi.
19:23Questa strada dove lei abitava, dove ha lavorato, dove faceva la spesa e poi l'altro luogo della sua vita
19:30che era Carpi, che è a buona distanza, una ventina di chilometri, dove abitava Umberto Lugli,
19:35l'altra vittima di cui racconta l'altra ragazza che è accanto a me.
19:40Due anni dopo, il Consiglio Comunale di Concordia sulla Secchia ha intitolato questa via a Carla Gozzi.
19:56Vita, lavoro e stazione, al ristorante Cigar.
20:01È nata la mattina del 23 maggio 1957, in un ospedale di Bologna.
20:08È una ragazza bella, di una bellezza naturale e spontanea.
20:13Mi ha colpito molto il fatto che lei, alla fine, quando è morta, aveva la mia stessa età, quindi c
20:20'è una vicinanza forte anche da questo punto di vista.
20:24Il resto, in realtà, l'ho scoperto man mano perché ho avuto l'opportunità di incontrare la sorella di Rita,
20:31che è stata veramente gentile.
20:33La ringrazio tuttora perché mi ha dato l'opportunità di conoscere meglio questa persona che purtroppo non c'è più.
20:46Avevamo un preside di San Marino, di cui non sapevamo assolutamente nulla, e il narratore ha cominciato a, ci siamo
20:56sentiti molto spesso, a cercare.
20:58Abbiamo cercato nell'archivio dell'Università di Bologna, abbiamo trovato la tesi.
21:03Ha cercato la scuola dove era stato preside.
21:07Insomma, ha fatto un lavoro tanto che alla fine il suo testo era circa 30 cartelle.
21:12Per chiamare la sorella e avvissarla che è arrivato a Bologna e che tra poco tornerà nella sua patria per
21:17le vacanze.
21:18Sì, perché il professor Pietro Galassi non è italiano.
21:22È nato nella serenissima Repubblica di San Marino il 26 ottobre del 1914.
21:27Hanno fatto questo lavoro di ricerca e poi si sono messi a scrivere.
21:30E lì è iniziato il lavoro con me, con la regia, con la componente teatrale, perché bisognava comunque rispettare una
21:44felicità.
21:45Ecco, la possibilità che tutto questo diventasse narrazione, quindi reggesse da un punto di vista non solo della durata, ma
21:54anche da un punto di vista dell'espressione, cioè del racconto, in persone che quasi mai avevano fatto piatto.
22:01Mi sono resa conto a un certo punto che erano terrorizzati, soprattutto quelli che avevano pochi documenti, di non rispettare
22:08la verità storica.
22:10E allora li ho rassicurati dicendo che si partiva naturalmente dalla verità storica, poi c'era una narrazione, quindi il
22:16pubblico avrebbe capito qual era il nucleo forte della storia,
22:22e qual era invece anche quel poco di narrazione, di immaginazione. Proviamo a pensare alla vittima più piccola.
22:28È chiaro che non possiamo avere una storia di vita di quella bambina.
22:32E allora uno si immagina i sogni, si immagina le aspettative.
22:37Chi era Angela Fredo?
22:39Angela era nata il 3 settembre 1977 e abitava con la mamma Maria, i zii e i nonni, a Griciano
22:48di Montesterdo, in provincia di Firenze.
22:53Finalmente quel giorno Angela doveva partire per una vacanza di due settimane al lago di Garda con la sua mamma.
23:01Dovevano passare un po' di tempo insieme, senza l'assillo delle regole, degli orari e degli impegni quotidiani.
23:08Due settimane per godersi le copole.
23:12Angela quel giorno indossava il suo vestitino rosso, quello preferito dalla mamma,
23:17e aveva portato con sé alcuni giocattoli, forse la sua bambola o il suo orsacchiotto preferito,
23:26quello da stringere a letto per sconfiggere la paura del buio.
23:34Nella natura sto bene, le chianche, il cielo, il mare poco lontano nella natura.
23:46Quando io ho detto ai narratori, questo è veramente un fuorisceno, ragazzi non vi preoccupate.
23:51Lo so, ci sono non solo gli attoparlanti alla stazione, ma sentite questo caos.
23:58È chiaro che adesso in queste prime ore con la calca di gente non vi sentiranno.
24:03È chiaro che sarà difficile, è chiaro che per voi è ancora più difficile.
24:06Avevo persone anche molto giovani, c'erano anche, erano come, ma neanche smarriti.
24:12Erano lì, come dire, adesso cosa facciamo?
24:14Qui non si sente una parola, non si sente una parola, ma li sentite, li vedete.
24:18Lo fate per loro, li vedete queste persone attorno.
24:23Sono qui per voi.
24:25E quello che non si sente in termini uditivi, ce lo mettono loro con il loro ascolto.
24:35C'è una storia che conosco in modo particolare fra le altre perché è la storia della mamma,
24:45di una delle persone che viene a fare la testimonianza con gli studenti.
24:51E questa persona, questo allora ragazzo 14 anni che ha perso appunto la mamma che lavorava
24:57negli uffici della Cigar, è sempre molto emozionato quando parla di sua mamma, naturalmente,
25:04nonostante siano passati 37 anni.
25:06E una volta un bimbo degli elementari, che sono sempre quelli più spontanei,
25:11quelli che fanno le domande sempre più aperte, quelli che danno anche più affetto,
25:16naturalmente perché ancora non hanno tutte quelle sovrastrutture,
25:19l'ha guardato dritto negli occhi e gli ha detto, ma com'era la tua mamma?
25:23Dopo un momento di emozione, Paolo, signora Paolo, ha detto,
25:27e mia mamma era piena di lentigini.
25:31Mi chiamo Mirella e ho tante lentigini.
25:36Sono nata il 3 settembre 1944.
25:40Ho una vita molto impegnata, tra il mio lavoro alla Cigar,
25:44le consulenze sulla contabilità a mio marito,
25:46io lo aiuto con la sua attività.
25:49E poi c'è Paolo, mio figlio.
25:52E quindi quando è arrivato Paolo ad ascoltare la storia di sua madre,
25:57io ho cercato di avvertirlo, gli ho detto, guarda che parla delle lentigini.
26:01Allora lui mi ha detto, ma non so se ce la faccio, forse vado via.
26:05E invece è rimasto lì ed è stato molto commovente l'abbraccio che naturalmente c'è stato dopo.
26:12È bello raccogliere insieme i fiori, mio marito Giorgio, Paolo e io.
26:23Mi chiamo Mirella e ho tante lentigini.
26:38Ma mi viene in mente un figlio che due settimane prima del 2 agosto,
26:45forse meno, telefona una narratrice che raccontava la storia di una vittima straniera
26:50e ricompare dalla Svizzera dopo 37 anni dicendo
26:55no, no, si sa perfettamente cosa faceva mia madre quel giorno in stazione.
27:01Per 37 anni non aveva saputo, era un mistero.
27:04È strano parlare di Ren quando su di lei fino a qualche giorno fa
27:09non c'era nessuna notizia su cui basarsi.
27:12Si sono riattivati figli interrotti, figli che non si facevano più sentire,
27:17figli di vittime ricercati attraverso il comune di appartenenza, parlo di stranieri.
27:24Un'altra cosa è stata per la famiglia tedesca che fino a un certo punto i mother,
27:28fino a un certo punto si erano fatti sentire, poi naturalmente anche l'età avanza,
27:34e attraverso una signora tedesca che aveva il bambino nella stessa scuola
27:41di una delle narratrici e attraverso l'ambasciata si è riannodato il filo anche con la famiglia madre.
27:47Quindi cose insomma anche un po' casuali, un po' il destino.
27:53Tutta la famiglia si trova nella sala d'aspetto della stazione di Bologna
27:57in attesa della coincidenza per entrare in Germania.
28:01Un tremendo boato.
28:05Mamma! Papà!
28:08Dasmir! Dasmir!
28:10Il mare! Il mare papà!
28:13Ma è grandissimo!
28:17Orsi il padre, dopo la spaventosa deflagrazione, è rimasto in piedi, praticamente in leso.
28:24Si gira con l'intenzione di rientrare nella sala d'aspetto, ma questa non c'è più.
28:28Si è sdraiata su se stessa e sotto uno spaventoso cumulo di macerie c'è tutta la sua famiglia.
28:39La motivazione per cui ho partecipato a questo progetto, grande progetto, è anche perché mio padre era uno dei soccorritori
28:48pompiere
28:49che ha salvato molte vite durante la strage.
29:03Cosa fa la narrazione e il narratore nei confronti di queste energie, di queste risposte, di questo anche disgusto,
29:11di questa difficoltà umana ad accettare queste cose?
29:14Le metabolizza, le trasforma in un atto che rende possibile il confronto con queste cose, con questi eventi,
29:27rendendolo più affrontabile, cioè potendone parlare, potendone discutere, potendo ascoltare da un altro,
29:39in questo caso attraverso la memoria della vita vissuta.
29:44Ecco, noi abbiamo voluto impugnare un principio positivo, raccontare le vite, ricordarle come persone vive, non come vittime.
29:52Ricordare l'evento tragico ci permette di affrontarlo.
29:58E poi c'è lui, il poeta Tagore, che dice
30:06Ti prego, non togliermi i pericoli, ma aiutami ad affrontarli, non calmarle i miei pene, ma aiutami a superarle.
30:26In questo momento stanno riscopiando, come se fosse qualche minuto fa, 37 anni di ricordi.
30:37Giuseppina è riuscita a rimettermi in mente il mio papà.
30:42E oggi, ancora oggi, un interrogativo.
30:46Perché? A cosa è servito?
30:50Porta pazienza.
30:56Speriamo che qualcuno ci dica, sappia dirci perché.
31:02A cosa è servito?
31:05Diciamo, chiamiamolo questo sacrificio, o questa fatalità.
31:12Grazie a Giuseppina, che ha voluto ricordarmelo.
31:15Grazie veramente.
31:17Grazie a te, per avermelo permesso.
31:20No, assolutamente.
31:30Ostra, stazione di Ostra, Ancona, Falconara, Fano, Pesaro, Forlì, Faenza, Imola, Bologna, stazione di Bologna.
31:43Ciao, io mi chiamo Angelica Tarsi Insacrati.
31:49Mio marito è morto in guerra, nel 37.
31:53Io parlo un po' dialetto e un po' italiano.
31:58E Paolo non ci piaceva andare a scuola.
32:01Gli amici lo chiamavano dal cortile e lui giù a giocare, io a chiamare.
32:06Paolo! Paolo!
32:09Ascoltare è veramente stato molto emozionante.
32:12Quindi un pochino di magoncino, come si dice a Bologna, è venuto.
32:18La gente, questo purtroppo tragico evento, se lo ricorda.
32:23Ha toccato noi come persone, perché io, oltre ad aver perso loro, io sono anche rimasto ferito.
32:29Sono rimasto due ore in stazione sepolta, però ha toccato tutta la città.
32:36Ascolta Paolo, mi raccomando, non far arrabbiare la nonna, hai capito?
32:42Quando dice che a una certa ora torni a casa, bisogna che dai retta, che la nonna si preoccupa.
32:48E quando vai al mare, non stai...
32:51Lì sotto, mi volto e mi vedo Paolo Sacrati che mi dice ciao.
32:58Non avevo mai conosciuto.
33:00Io sono Paolo.
33:01Quel Paolo che la mamma chiamava.
33:04Paolo, mi raccomando, fai il bravo.
33:06Ah, Paolo, ti ho messo nella valigia dei pantaloncini e delle maglie...
33:11Sentirsi chiamare nuovamente dalla mamma e dalla nonna,
33:16anche se non erano la mamma e la nonna, per loro è stato molto forte, molto intenso.
33:23Ma l'hanno tutti vissuto, certo, come un ricordare, un dolore,
33:27ma quasi con anche rivederle lì, rivedere le persone per un attimo lì.
33:33Per me oggi poter partecipare è stato un grande onore,
33:37è stato come poter fare una piccola cosa che allora non ho potuto fare perché ero piccola.
33:46A casa i ragazzi sono proprio bravi.
33:48In 448 si decide ad andare al funerale del consuocero a Venezia.
33:54E loro non fanno una piega, andate tranquilli.
33:58Qui badiamo noi.
34:01No, no, no, non erano proprio contenti.
34:05I più giovani le lacrime facili avevano.
34:08Quando torneremo a casa vedremo di organizzare una gittarella, magari al mare.
34:17E' stata veramente difficile questa mattina perché i figli del signor Lauro si sono venuti a presentare.
34:29E come fai?
34:32Non è fatto, voglio dire, questi sono cresciuti senza un padre o una madre.
34:42Perchè?
34:44Vola via la gioia di vedere crescere i propri figli e i nipoti.
34:50Che caldo, eh?
34:53E io ho sonno. Che ore sono?
34:5510.20.
34:56Beh, io ho sonno.
34:57Adesso provo a dormire.
34:58Buonanotte.
35:01Sono nati dei legami tra i narratori e alcune di queste famiglie.
35:08C'è stato al contrario chi, parlando con una madre, ha raccontato il motivo per cui si stava occupando di
35:18questa storia
35:19e dall'altra parte ha ricevuto un silenzio totale.
35:27Qualche testimone ha detto, qualche familiare scusate, ha detto
35:31all'inizio ero un po' scettico perché avevo capito che era teatro.
35:36Poi appena ho capito che invece erano persone comuni che avrebbero raccontato e ricordato la vita
35:42e non la morte, allora mi ha fatto piacere, allora ero contenta e sono stata contenta di venire ad ascoltarli.
35:52Pronto! Chi è Rosannina? Sei tu!
35:55Ciao mamma!
35:57Sì, sì!
35:58C'è la più comica, la più comica, la telefonata anche di Arizzoli, dove troviamo, questa è la storia di
36:06una telefonata,
36:07però dove lo troviamo? Un telefono pubblico a Bologna, via San, via Indipendenza, via Arizzoli, 10.000, sotto un sole.
36:18Eh figlia mia, quella è la verità, sai qual è? Che questo viaggio è tutto sbagliato.
36:22E quello pure il morto è arrivato in ritardo.
36:24Eh!
36:28Eh Rosannina, fai la romantica.
36:30Eh quello in fondo è un poco colpa di tuo padre, eh, se abbiamo fatto tardi e abbiamo perso la
36:34tua incidenza.
36:35Perché quello è troppo buono tuo padre, capito?
36:38Ed è arrivata la figlia, la figlia che allora aveva sei o sette anni e anche per la figlia la
36:44cosa della telefonata era stata una delle cose che mi aveva raccontato.
36:50L'ho fermata e gli ho detto guarda Francesca che è al telefono, dice sì sì ma ce la faccio,
36:55ce la faccio, vedrai che ce la faccio e alla fine si è commossa ma ce l'ha fatta, insomma
37:00è riuscita a riascoltare in qualche modo quella telefonata.
37:04I see the line where the sky meets the sea, it calls me, and no one knows how far it
37:14goes.
37:15Sono in vacanza, finalmente!
37:19È già qualche giorno che sono all'estero ma studiare non se ne parla più e ancora non ci vedo.
37:25Mi chiamo Cathy Mitchell e sono la prima laureata della mia famiglia, non è fantastico?
37:30Il fatto di tirare fuori tutta questa storia, sì, dà una forte emozione, una forte tensione che si cerca di
37:39veicolare positivamente per rendere al meglio per il pubblico.
37:43Lui cammina lentamente sul marciapiede del binario 1, vuole andare al bar e bere un caffè.
37:55Cammina piano perché c'è una folla compatta, quasi impenetrabile, uomini, donne, bambini, anziani, militari e bagagli, valigie, borse, zaini
38:04e grida di gioia, pianti, saluti, abbracci.
38:08Lui guarda e riflette su tutto quello.
38:14C'era una grande emozione collettiva, anche nelle ore più calde, col sole a picco, le persone ascoltavano, le persone
38:22si emozionavano, le persone si commuovevano nel senso letterale della parola,
38:29cioè si muovevano assieme ai narratori, loro stessi molto emozionati, soprattutto emozionati quando davanti a loro c'erano i parenti.
38:41Però vedere persone, cioè ragazzi, ragazzoni, grandi e grossi, calarsi gli occhiali scuri mentre ascolti una certa storia,
38:52seguire, stare lì, avere quasi bisogno di questa emozione che appunto mescola lacrime e sudore.
39:18È comunque di forte impatto emotivo e secondo me è anche un modo per far conoscere anche a persone che
39:26magari non l'hanno vissuto in prima persona come me
39:29la storia appunto di ognuna di loro e di come insomma si sono potute sentire in quel determinato momento.
39:41Adele, per lei la mia penna ha scritto su chilometri di carta, a tal punto che è stato naturale chiedere
39:51nel soletto...
39:52Molto importante trasmettere la memoria in modo anche non convenzionale, credo che questo possa dare prospettive anche di trasmissione ai
40:01più giovani,
40:02quelli che non hanno vissuto queste cose. Io stessa sono nata un anno dopo la strage.
40:06Penso anche che tutto l'attivarsi che c'è stato di persone che ha aperto le proprie case, i propri
40:11cortili, i propri negozi,
40:12sia in piccolo, in modo diverso, simile a quello che è successo quel giorno.
40:20Un interesse di cittadini più comuni ad aiutare, a sostenere, a collaborare, a conoscere le storie degli altri.
40:28I soldatini, piri, pin, pin, pin, col bastoncini, piri, pin, pin, pin, ma le ragazze strizzo all'occhiolini...
40:36Suona il tamburo, suona la gran cassa, la fanfara passa, passa il battaglion...
40:45Da bambino cantavo questa canzoncina alle colonie estive.
40:49È un giuramento pieno di fedeltà, continuava la canzoncina, non tradire ciò che c'è caro, che ha valore.
40:56Un soffio di vento ha portato via in alto pensieri, parole e sogni.
41:02Da guida in uno dei percorsi più lunghi, perché noi partiamo da Pietralate, arriviamo fino a Via San Vitale, devo
41:08dire che è abbastanza stancante.
41:09Però le persone ci sono, ci seguono, ci sono in tutti i punti sempre e questo è un grande risultato.
41:17Anche nei narratori ci si vedono dei momenti un po' toccanti, è molto bello, c'è una vibrazione, non so
41:23come dire, si sente proprio.
41:34E' Alice che canta Battiato, andava fortissimo nell'agosto dell'80, su tutte le spiagge, il vento caldo dell'estate
41:42e diceva la fine, la fine.
41:45E quel giorno finivano le Olimpiadi di Mosca, quelle del boicottaggio, ricordate, gli statunitensi non andarono.
41:52Per Marina era la fine dell'attesa, valigia in mano.
41:56Marina Antonella Trolese, una ragazza di 16 anni, sta nei dintorni di Padova, insieme alla sorella Chiara sta per partire
42:03per l'Inghilterra, vacanza.
42:04No, no, bisogna imparare la lingua, gliel'hanno detto tutti, l'inglese ti servirà.
42:11Davvero è stata un'emozione coinvolgente, semplice in qualche modo, gli abbracci e qualcuno che ha detto finalmente ce l
42:21'ho fatta, sono riuscita a venire, mi avete spronato a rendere pubblico quel dolore che fino adesso è stato solo
42:29intimo dopo 37 anni.
42:33In mezzo a tutti c'era la mia Viviana, seduta, intenta a guardare il viavai della gente, i capelli raccolti.
42:43Si voltò verso di me con l'aria soddisfatta, con l'aria di chi ha ragione.
42:50Occhi da scoiattolo, come le dicevo sempre.
42:53Vivi ce l'ho fatta, ma la volta prossima ci vado io in un altro giorno.
42:59Dai andiamo che sono in ritardo per...
43:04Vedere una persona ferita che mi hanno detto, erano 37 anni che non tornava in stazione, venirmi incontro, io non
43:16la conoscevo, con un sorriso da una parte all'altra e poi vederla ridere, piangere, piangere, ridere mentre ascoltava, ma
43:24come un flusso naturale di emozioni.
43:28Eh, ma guarda che... non è mica facile.
43:33Devo dire che ad ogni singola storia mi sono emozionata, tanto qua, fino quasi a piangere.
43:40Ho cercato un po' di trattenermi perché...
43:44Sono 14 anni che sto qui a Bologna, ho studiato, adesso lavoro e penso che oggi vivermi Bologna così, con
43:53questo caldo, atroce,
43:54ma ricordando e sentendo dentro il... non il ricordo, ma proprio quasi come se lo stessimo vivendo ancora tutti insieme
44:06quel giorno.
44:08È bellissimo, è importantissimo e oggi mi sono detta alla fine del minuto di silenzio, questo è il minuto più
44:16bello che ho vissuto qua.
44:33Aver vissuto, ascoltato queste storie nelle strade della città, proprio entrando nell'anima della città, nella comunità, ecco,
44:42in persone che, va bene, venivano anche da altre parti d'Italia, però, ecco, insomma, esprimono, sono collegate alla nostra...
44:53a Bologna, ecco.
44:54Quindi alla ferita che è stata fatta alla città.
45:00Mio padre, si dovete arrendere dopo l'ennesimo tentativo e dopo l'ennesima telefonata alla ricerca di ricambi.
45:09Oggi è il 2 agosto ed è sabato. Mi spiace, la macchina non può proseguire.
45:16Dopo una breve consultazione, decisero che non avrebbero perso altre ore preziose della loro vacanza
45:23e che sarebbero proseguiti in direzione Taranto col primo treno disponibile.
45:27Ricordo che il piccolo Luca pianse perché non voleva lasciare i suoi giocattoli all'interno.
45:32Io, per assicurarlo, gli dissi che me ne sarei occupato io personalmente
45:37e che li avrebbero ritrovati tutti al suo ritorno.
45:40Arrivati alla stazione, scarichiamo le valigie in tutta fretta
45:44e mentre mio padre li accompagnava all'interno
45:46io non posso scordare lo sguardo del piccolo Luca
45:50che mi guardava quasi a dirmi
45:52mi raccomando, i miei giocattoli.
45:58Nella demolizione di quel che resta dalla parte sinistra della stazione ferroviaria
46:02negli ospedali i medici cercano di salvare i feriti.
46:05Poco fa io ero alla procura della Repubblica
46:07e è arrivata la notizia che un'altra persona è morta.
46:10all'ospedale, all'ospedale maggiore.
46:12Ci siamo trovati un vigile del fuoco, un tecnico della mia azienda
46:16il sottoscritto davanti a questo autobus fermo nel piazzale.
46:20Di fronte alla presenza molto numerosa di persone ferite
46:25venne automaticamente l'idea di lasciare le ambulanze ai feriti
46:31e di utilizzare qualche altra cosa per trasportare le persone che non avevano più vita.
46:36è nata così l'utilizzo del 37 con una sega in mano
46:41un materiale in mano al vigile per segare i mancorrenti
46:45e io che sono salito al posto guida.
46:50Cosa potevo fare io se non il mio lavoro?
46:53E' molto forte questa cosa, è molto forte anche dopo 37 anni, ecco, è ancora forte e quindi è una
47:14cosa che ce l'hai tu.
47:17Non è non è facile far capire chi ti ascolta
47:29però il tempo passa insomma
47:32e allora arrivi a un certo punto che ti chiedi
47:36visto che le generazioni cambiano
47:39i giovani crescono
47:41i giovani non l'hanno vissuta
47:43la drammaticità
47:45della giornata del 2 agosto
47:48però la storia non può affermarsi
47:52e allora arrivi a un certo punto che ti chiedi se puoi fare qualche cosa
47:59per non farla cadere la memoria.
48:03Si può scrivere la storia delle vittime
48:05appunto cercando di far vedere, di raccontare chi erano queste persone
48:11io dico spesso quelle persone siamo noi
48:13Una narrazione corale che commuove una città
48:18e fa ricordare alla città il 2 agosto
48:23attraverso il dolore delle vittime e dei feriti
48:26il nucleo diciamo della narrazione di una strage secondo me dovrebbe partire proprio da questo
48:32chi erano le vittime
48:34altrimenti non capiamo cos'è una strage
48:36non capiamo fino in fondo
48:37non capiamo cosa sono state le stragi degli anni 70 in Italia
48:41non capiamo quelle che sono le stragi attuali
48:43seppur molto diverse
48:45ma che hanno questa cosa in comune
48:46colpire i cittadini
48:47colpire le persone comuni
48:49che stanno andando in vacanza
48:51che sono in vacanza
48:51che stanno facendo la loro attività quotidiana
48:54sarebbe bello non avere bisogno
48:57di ricordare una strage
48:59per ritrovare
49:01la solidarietà
49:03e la partecipazione di tutti quanti noi
49:06sarebbe bello ricordarci
49:08quotidianamente
49:10in micro
49:12cos'è stato
49:13l'esperienza
49:15di Cantiere 2 Agosto
49:18e anche oggi
49:19anche se sono passati 37 anni
49:22non posso dimenticare
49:24i loro volti
49:25le loro voci
49:27la loro storia
49:36ti voglio raccontare
49:40una storia di tanti anni fa
49:44una storia come tante
49:49l'avrai forse sentita già
49:53Bologna
49:56era la rossa
49:58era il centro della libertà
50:02era il sogno realizzato
50:07una grande comunità
50:10una grande comunità
50:17di lavoro
50:19finché ne vuoi
50:22e alla sera
50:24un grande via vai
50:27Bologna
50:28di vino e cortei
50:30di vecchi
50:33di bambini
50:34e di eroi
50:35le canzoni
50:37in piazza grande
50:39una squadra
50:41che ti fa sognare
50:43un momento corale
50:44che fa rivivere
50:46le 85 persone
50:49ma nello stesso tempo
50:50è un grande aiuto
50:52un grande traino
50:53un grande traino
50:54a quello che è
50:55la giornata del 2 agosto
50:57giornata del 2 agosto
50:58che solitamente
51:00viene caratterizzata
51:01per una ricerca
51:03costante di verità
51:04da parte dei familiari
51:06una ricerca
51:07di fare in modo
51:09che i vari governi
51:10che ci sono succeduti
51:12mantengano le promesse
51:13fatte
51:14la morte
51:14stese il suo velo
51:16urlavano
51:19le sirene
51:21gli occhi
51:23accecati
51:24dal sole
51:25la gente
51:27sembrava
51:28impazzita
51:30Bologna
51:32era stata colpita
51:36il suo velo
51:37quanti amori
51:38sono finiti
51:39quel giorno
51:40quanti sogni
51:42spezzati
51:43per sempre
51:44le coperte
51:47distese
51:48sui volti
51:50dieci eventi
51:51di un giorno
51:52qualunque
52:13e ogni anno
52:15siamo lì a ricordare
52:17una storia
52:20una storia
52:20di tanti anni fa
52:21nel silenzio
52:24i cartelli
52:25che sfilano
52:26con i nomi
52:28di tante città
53:02ma il mio è proprio
53:04un ringraziamento
53:08con tutto il cuore
53:12perché attraverso
53:14i vostri scritti
53:15e la vostra voce
53:16riportate
53:18e potete riportare
53:19a Bologna
53:20un senso
53:21di forte comunità
53:23Bologna
53:24per sempre
53:25non sarà
53:27mai più
53:30quella
53:30di prima
53:51di chi alle dieci
53:53di un giorno
53:54qualunque
53:56armò
53:58quella mano
53:59assassina
54:00chi ci tolse
54:02Bologna
54:03per sempre
54:04non sarà
54:06mai più
54:09quella
54:10di prima
54:11di prima
55:09Grazie a tutti.
55:32Grazie a tutti.
55:56Grazie a tutti.
56:35Grazie a tutti.
56:45Grazie a tutti.
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