00:00Grazie a tutti
00:44Il significato è sempre quello, lo spirito lo vedremo durante il viaggio
00:48Il significato è quello di andare a capire cosa è accaduto durante quella seconda guerra mondiale
00:53che ha portato milioni di persone nei campi di sterninio e campi di concentramento
00:57Li portiamo in un luogo berlino, il Memorial Sachsenhausen, che è il cuore del progetto di deportazione del Terzo Reich
01:05quindi non affrontiamo solo una storia nazionale, affrontiamola quella che doveva essere la storia d'Europa
01:11dove le nazionalità un po' scompaiono e quella guerra, che è stata una guerra anche ideologica
01:17si è consumata sulla pelle di tanti cittadini europei portati a morire nei campi
01:25a morire nei campi di tanti cittadini
01:55Ho pensato che fosse un'opportunità per crescere io, cioè come persona
02:03perché sentivo in questo periodo di avere bisogno di fare esperienza, di svilupparmi e conoscere tanto
02:13non sono mai stata in un campo, non ho mai visto dei luoghi proprio che servono appunto alla memoria
02:19quindi in realtà non so esattamente cosa aspettarmi, però sono molto interessata
02:39Dove sembrare un aspetto un po' particolare a quale essere interessati
02:44però vedere la logistica del campo, bene come funzionava, come era suddiviso
02:48È un periodo storico questo in cui penso che sia utile se non necessario ricordare
02:54e quindi sono contenta di fare questo viaggio a maggior ragione in questo periodo storico
03:00in cui le testimonianze purtroppo stanno piano piano sparendo
03:21Si parla tanto di memoria, si fanno assemblee, lezioni, percorsi di educazione civica sulla memoria
03:27e poi di fatto rimane tutto un po' astratto
03:30questa mi sembrava un'occasione imperdibile per approfondire un po' la storia
03:34è una cosa che io sento anche molto vicina
03:36sono pronipote di uno sopravvissuto di Buchenwald
03:40e sono storie che mi sono state raccontate fin da quando sono nato
03:44sui campi di concentramento, il nazifascismo
03:57Preparazione ma anche ampia libertà ai ragazzi di conoscere
04:03e di organizzare le loro conoscenze qui sul posto
04:07Visitare i luoghi, vedere le cose, vedere anche i musei, i riperti storici
04:12è tutta un'altra cosa ed entrare in una situazione del genere
04:15penso sarà emotivamente toccante diciamo
04:18Anche riflettere ai giorni nostri che comunque è importante
04:21specialmente ultimamente con tutto quello che sta succedendo
04:26riflettere un po' sul non ricommettere gli stessi errori
04:53Anche riflettere ai giorni di Ritmo
04:55Anche riflettere ai giorni di Ritmo
05:02...e che era considerato il rito di fatto, dove italiani...
05:11...e che dall'inizio del Novecento si erano affacciati...
05:16...se noi utilizziamo una cornice, ma che necessaria, assi sociali, non si doveva...
05:24...è naturale che noi portiamo la nostra conoscenza con noi dentro...
05:29...questa esperienza che stiamo facendo in questi giorni, quindi la storia d'Italia...
05:33...le vicende italiane, il fascismo, gli italiani deportati, la lotta di liberazione...
05:40...tutto questo va benissimo, però dobbiamo allargare lo sguardo a questo contesto...
05:45...e dobbiamo fare uno sforzo, dobbiamo fare lo sforzo di, scusate la parola sbagliata...
05:52...però snazionalizzare la nostra memoria, snazionalizzare la nostra visione...
05:59...della storia della Seconda Guerra Mondiale.
06:15Siamo arrivati a Berlino, stiamo visitando una bellissima esposizione...
06:21...tra l'altro che parla dell'avvento del nazismo al potere...
06:24...descrivono un po' l'evoluzione di Berlino e della sua mentalità...
06:28...nel corso del decennio precedente allo scopo della guerra, molto interessanti...
06:32...i ragazzi mi sembrano molto interessati.
06:34Sicuramente è molto toccante vedere queste foto di archivi, sono foto interessanti...
06:41...soprattutto certe scale che spiegano le varie gerarchie, i vari metodi che utilizzavano...
06:47...per selezionare le persone non adatte, tra virgolette ovviamente...
06:51...ed è interessante vedere anche i giornali come proponevano la propaganda all'interno del Reich.
07:14Berlino era il palcoscenico del potere per il nazismo.
07:17Era sia il luogo dove le decisioni venivano prese, ma era anche il luogo dove il nazismo...
07:22...metteva in scena la propria potenza e le proprie ambizioni.
07:26Anche dal punto di vista architettonico, anche dal punto di vista delle mobilitazioni di massa.
07:31Questo museo ce lo racconta molto bene.
07:33La porta di Brandeburgo diventa uno degli elementi della scenografia di questa messa in scena.
07:38Una capitale che era intesa come capitale del mondo, era così intesa e in qualche maniera immaginata da Hitler.
07:45Perché la Germania, come lo immaginiamo oggi, non era il contenitore che Hitler e il nazismo avevano in mente.
07:52Il nazismo e Hitler avevano in mente un ordine mondiale, un dominio che doveva in qualche maniera estendersi in tutta
08:00l'Europa.
08:16Vedere la trasformazione di quella che è stata la città, anche sotto appunto il dominio del Reich appena cominciato, soprattutto
08:24tutti i vari passaggi.
08:25Le immagini tutte in bianco e nero, anche la disposizione che ti fa un po' perdere l'orientamento, secondo me
08:32trasmette bene questa sensazione.
08:34Vederlo dal vivo, cioè stare proprio sul luogo dove è partito il tutto, fa effetto.
08:40È un'emozione anche essere qua la topografia del terrore perché certe cose vanno provate dal vivo e soprattutto ascoltate.
09:06Inizialmente forse non si capisce bene che cos'è perché vedi solo una serie di masse di cemento.
09:14Però una volta che ci entri capisci l'inquietudine che vogliono comunicarti e che vogliono che tu cerchi di provare
09:24una volta entrato qua.
09:36Sicuramente danno anche una sensazione estremamente soffocante e conoscendo poi anche il significato del memoriale penso che queste sensazioni tornino.
10:20Il luogo della memoria non vi insegna, non vi dà nulla.
10:24Come un museo o un libro, vi dà altro e questa è un'occasione per voi.
10:30Leggerete libri, ascolterete relazioni, discuterete tra voi.
10:35Ma qua provate a calare tutto quello che sapete o che vi viene raccontato lì, in quel luogo.
10:57Per i nazisti questo era il campo di concentramento.
11:01Questo è stato uno dei primi lager ad essere stati costruiti e doveva rappresentare l'ideologia nazista, cioè la costruzione
11:08della Volksgemeinschaft nazista.
11:10La comunità di popolo che avrebbe garantito al Reich di diventare effettivamente il punto nevralgico.
11:16È qui che venivano puniti i nemici politici tedeschi, è qui che venivano fino al 1942 internati gli ebrei che
11:23poi sarebbero stati portati ad Auschwitz, nei luoghi di sterminio.
11:28È qui che venivano presi tutte quelle categorie di persone che non rientravano appunto nei canoni della Volksgemeinschaft.
11:40È il campo non solo a livello ideologico ma anche a livello organizzativo.
11:44Qui a pochi passi c'era il cosiddetto Tikeboide, che era la sede dell'ufficio centrale che coordinava tutti i
11:52campi di concentramento e di sterminio.
11:54È da qui che partivano le direttive per lo sterminio degli ebrei ma di tutte le altre categorie
12:01ed è qui che venivano addestrati quelli che sarebbero stati poi i futuri.
12:05dirigenti degli altri campi di concentramento.
12:08Per fare solo un nome, Rudolf Huss, che noi abbiamo conosciuto anche grazie al film La zona di interesse, è
12:13stato proprio addestrato qui.
12:21È da breve di vedere che comunque qua dentro sono entrati molte persone che non sapevano neanche il perché venivano
12:30portati in questi campi.
12:32Non sapevano neanche cosa facevano, non sapevano appunto il motivo.
12:36Qui so che ci lavoravano e quindi molto probabilmente ci avevano pure e ci sono proprio i resti. È stato
12:45abbastanza impressionante.
12:47È difficile anche imedimarsi in queste persone perché la nostra quotidianità non ci è ancora stata sottratta e soprattutto molto,
12:56dal punto di vista istruttivo, è fondamentale, penso.
12:59Vedere la prigione è stato veramente pesante secondo me perché comunque abbiamo visto queste celle microscopiche completamente buie.
13:07Abbiamo ascoltato anche le testimonianze di chi stava in queste celle effettivamente al buio.
13:11E' stato molto impegnativo.
13:22Noi sappiamo che sono tanti altri quelli finiti a Sachsenhausen. Pensiamo agli stessi ebrei, pensiamo ai testimoni di Geova, ai
13:30cosiddetti asociali, omosessuali, eccetera, eccetera.
13:34Il processo della memoria è un processo lunghissimo.
13:38Abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano i luoghi che abbiamo sempre visto in televisione, su libri di storia
13:44e tutte cose a cui io in premesso sono sempre stata molto interessata.
13:49Quello che mi ha colpito di più è come queste persone riuscivano ad agire, a portare queste persone nei forni
13:56e nelle camere a gas senza porsi delle domande o riflettere su quello che stessero facendo.
14:03Le condizioni in cui vivevano queste persone venivano prese dalle loro case, dalle loro famiglie per essere messe in delle
14:10baracche, con delle condizioni igieniche davvero indescrivibili.
14:27Emilio Andelli Andrei aveva 19 anni quando l'8 settembre a Merano venne catturato insieme a migliaia di altri soldati
14:34italiani dall'esercito tedesco dopo l'armistizio.
14:38E venne internato come tutti gli altri in Germania, solo che due giorni dopo la cattura è deciso di tentare
14:44la fuga, riuscì a scappare ma venne ripreso.
14:47Lui proveniva dai borghi dell'oltre torrente, era un operaio, fabbro, passò per diversi campi, prima Dachau, poi Flossenburg e
14:55nel dicembre 1943 finì qui a Sachsenhausen.
14:58Quindi trascorse tutto il resto della guerra qua. Non sappiamo a fare cosa, in quale officina, in quale fabbrica, ma
15:07come lavoratore schiavo.
15:13Lui riuscì a sopravvivere, non sappiamo bene come. Lui riuscì a tornare a casa e tornando a casa ci ha
15:20mostrato, è un esempio di mostra delle difficoltà della Parma del dopoguerra.
15:25Lui, come altri giovani usciti dalla guerra, con una piccola banda cominciarono a rapinare i negozi, le salumerie.
15:34Alla seconda rapina venne scoperto da una guardia, mollarono le rivoltelle, i proiettili e lui colpì la guardia su un
15:44braccio di striscio.
15:45Fece 18 anni di galera per un reato grave, tentato omicidio, furto a mano armata.
15:52Finiti i 18 anni, lui tornò libero e si ricordò ovviamente dell'esperienza fatta e di come lo aveva segnato.
16:08Quello che consente ad uno stato totalitario di governare è la disinformazione, una stampa non libera, una sequela di bugie.
16:21E un popolo che non può giudicare, non può neanche decidere.
16:26Ciò che mi ha veramente colpito è il fatto che questo campo di concentramento in realtà è quasi vuoto.
16:36Cioè noi dobbiamo fare uno sforzo che si base sulla nostra sensibilità, sulla nostra coscienza, per rifare vivere tutto quello
16:46che è successo veramente.
16:48Quello che mi ha colpito di più è il silenzio assordante che rimbomba in tutto il campo e che ti
16:56porta a pensare molto oltre.
17:31Lo spirito è quello di far vivere a questi ragazzi
17:37Un'esperienza che non è una gita scolastica, ma un viaggio di formazione e di conoscenza diretta, coi loro occhi,
17:49degli orrori del nazismo.
17:51Noi pensiamo che questo viaggio, oggi come direi ieri, ma oggi più che mai,
17:58debba servire come esperienza non solo formativa, ma per comprendere che la memoria storica per loro
18:07deve essere un'assunzione di responsabilità nei confronti del passato, come monito per il presente che vivono e per il
18:16futuro che vorranno costruire.
18:17Abbiamo deciso di appoggiare questo progetto perché è un progetto che riguarda i giovani e la consapevolezza dei giovani.
18:24Per noi il fatto che le nuove generazioni possano fare delle esperienze dirette sul campo
18:33che li portino a essere più consapevoli di quella che è stata la storia con tutti gli errori del passato
18:41è una cosa importante perché poi questi giovani saranno lavoratori e saranno persone che operano nella società civile.
18:52Siamo in un periodo storico, purtroppo, dove vedere tutti i danni che ha fatto un totalitarismo come il nazismo
19:03è una cosa importante perché tuttora siamo attorniati da autocrazie, totalitarismi, dittature
19:11e quindi come azienda riuscire a impegnarci in questi progetti ci dà sicuramente stimoli e nel nostro piccolo diamo il
19:23nostro contributo.
19:31È già un po' che l'OPEM sostiene questo progetto, a maggior ragione anche quest'anno
19:38visto tutto quello che sta appunto accadendo nel mondo, guerre, Israele, Palestina, Ucraina, Russia
19:45e tutto questo veramente non va proprio bene e di conseguenza si vuole in un certo senso
19:54con questi viaggi della memoria aiutare i ragazzi ad avere un'idea propria
20:05e quindi vedere tutto quello che sta appunto succedendo tramite il mass media
20:12e poi dopo andarci anche di persona.
20:15Certamente sarà un aiuto di appunto coscienza, di poter scegliere, di avere anche dei dubbi se si vuole
20:25ma comunque toccare un attimino con mano seppur da lontano perché fare i viaggi della memoria
20:33non sei dentro la guerra, non sei dentro alle cose come effettivamente sono appunto state
20:39ma credo che questo aiuti molto.
20:42La giovane ha scelto di sostenere il viaggio della memoria perché non è solamente una visita a un campo di
20:48concentramento
20:49ma è un modo per conoscere la storia di persone che hanno scelto da che parte stare
20:54quindi una storia anche di impegno.
20:57Questo viaggio sicuramente per i ragazzi sarà un modo per conoscere
21:03ma anche per crescere nell'educazione ai diritti umani e alla responsabilità personale.
21:09È un viaggio quindi di impegno, è un viaggio per il futuro dei ragazzi.
21:13L'Assemblea legislativa regionale già da molti anni sostiene i viaggi della memoria
21:18e lo fa con grande convinzione, una convinzione che è stata ulteriormente rafforzata
21:24con la legge 3 del 2016 che ha anche istituito una vera e propria legge regionale
21:28per la conservazione, la valorizzazione e la conoscenza della memoria del Novecento.
21:34Naturalmente questi viaggi rappresentano un'opportunità straordinaria.
21:47è una iniziativa che abbiamo apprezzato già da molti anni, ma veramente molti anni
21:51perché è una delle iniziative migliori che si possono fare per cercare di ricordare
21:55quello che è stato fatto e che non dovrebbe essere più fatto da nessuna parte del mondo
22:00quando anche invece purtroppo accadono cose che vediamo tutte le sere in tv.
22:03Il problema è proprio questo qui, è quello di non dimenticare che cosa è successo,
22:07perché è successo e sono cose che non debbono essere fatte.
22:11Il progetto ci è piaciuto molto perché penso che sia una di quelle cose
22:16che i ragazzi di oggi, i giovani di oggi, si devono rendere conto di questo passato
22:22e andare sul posto e diciamo, tra virgolette, toccare con mano questi luoghi
22:30penso che sia una cosa molto molto importante perché è un conto leggerla sopra una rivista,
22:36sopra un libro, è un conto vedere effettivamente quello che era successo.
22:42I motivi di discriminazione, i motivi terribili delle guerre in corso,
22:49i motivi che ancora oggi colpiscono tante persone innocenti,
22:54deve fare capire che bisogna interrogarsi sul perché nacquero i regimi totalitari
23:00che poterono fare scempio e orrore con il loro regime.
23:24Oggi siamo al Memoriale della Rosa Bianca,
23:28siamo all'Università di Monaco per ripercorrere la storia di Hans e Sophie Scholl,
23:33due ragazzi che hanno fondato un movimento noto come la Rosa Bianca,
23:38un movimento che lottava per ottenere la libertà
23:42che inneggiava la resistenza.
23:44Qui vediamo dei volantini riportati sotto forma di Memoriale
23:48perché loro con questi volantini, con questi opuscoli,
23:52cercarono di invitare i tedeschi, gli austriaci tedeschi a ribellarsi al nazismo.
23:57Ragazzi che hanno praticamente la mia età e quindi ci vuole tanto coraggio
24:02per fare una cosa di questo genere e non so se da parte mia
24:07sarei riuscita ad avere tutto questo coraggio, quindi questo mi colpisce molto.
24:11Quello che noi vediamo oggi però non è la storia di una sconfitta.
24:15La libertà delle persone che hanno deciso di ribellarsi contro il sistema opprimente
24:20che c'era all'epoca e che hanno deciso di mettere in gioco la loro vita per poter cambiare.
24:26Ciò che io mi proponevo era il risveglio dei circoli studenteschi
24:32non attraverso un'organizzazione ma mediante la semplice parola.
24:50Un viaggio che va fatto perché studiarlo sui libri di storia non è la stessa cosa.
24:57Bisogna secondo me immedesimarsi un po' in quello che hanno vissuto le persone
25:03da quello che può essere un campo di concentramento, un museo come questo
25:06dove fanno vedere dei ragazzi di base della nostra età.
25:08visitare questi luoghi mi ha colpito molto emotivamente e mi ha impressionato.
25:14Questo viaggio è stato veramente toccante, vedere i posti, soprattutto il campo per me,
25:22vedere i posti dove migliaia, decine di migliaia di persone sono morte, hanno sofferto.
25:27Qualcosa che mi rimarrà da questo viaggio sarà sicuramente le emozioni che si sono provate
25:33lungo questi cinque giorni che si alternavano proprio da comunque il star bene con i propri compagni
25:42all'angoscia e quasi tra virgolette la tristezza che si prova a ricordare proprio questi eventi.
25:53L'idea che comunque la coscienza personale possa costruire degli elementi che poi confluiscono
25:59nella costruzione della propria soggettività credo che sia davvero un elemento di forza.
26:05È evidente che non è solo il viaggio della memoria che fa questo tipo di lavoro,
26:08però il viaggio della memoria può fare tanto.
26:11I ragazzi vivono dentro la comunità un'esperienza molto difficile a cui rispondono non con il silenzio
26:17ma con un confronto e il dialogo. Io credo che sia questo molto molto importante.
26:25Grazie a tutti.
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