00:00Niente carcere per i giornalisti che commettono diffamazione, a meno che non si tratti di vere e proprie campagne di
00:05disinformazione.
00:07Non importa se su carta stampata, in tv o nel web.
00:10È l'approdo al quale è arrivata la Corte Costituzionale con la sentenza 150, depositata oggi e in parte anticipata
00:17lo scorso 22 giugno dalla stessa consulta.
00:20Dunque, nei confronti dei cronisti, l'ipotesi di finire in cella, in via residuale, rimane in vigore,
00:25ma è relegata a casi veramente gravi di compromissione della reputazione, nei quali, ad esempio, viene alterato un risultato elettorale.
00:32Questo il cuore delle motivazioni del verdetto, con il quale i giudici delle leggi hanno dato una bella picconata in
00:38attesa di una riforma
00:39in vano attesa e auspicata ad alcune delle norme sulla libertà di stampa, datate 1948.
00:45Chi ponga in essere simili e condotte, eserciti o meno la professione giornalistica, scrive Viganò,
00:50certo non svolge la funzione di cane da guardia della democrazia, che si attua tramite la ricerca e la pubblicazione
00:56di verità scomode,
00:57ma all'opposto crea un pericolo per la democrazia, anche per i possibili effetti distorsivi di tale condotte sulle libere
01:03competizioni elettorali.
01:04Ritengono i giudici preseduti da Giancarlo Coraggio che le norme che obbligano i giudici a punire con il carcere la
01:10diffamazione a mezzo stampo TV sono incostituzionali.
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