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  • 1 giorno fa
Dopo Roberto Savi, anche il fratello Fabio, l'altro capo della banda della Uno bianca, torna a parlare dal carcere in un'intervista televisiva. L'ergastolano, unico non poliziotto del gruppo criminale, detenuto da 32 anni, lo fa a `Quarto Grado´, in onda venerdì 29 maggio. Su vari punti Fabio smentisce il fratello, che aveva riferito di recente a `Belve Crime´ di rapporti del gruppo criminale con i Servizi. Per Fabio invece non c'è stata nessuna protezione, nessun livello superiore, né strategia del terrore. «Lo dissi già una volta: dietro all'Uno Bianca c'erano una targa, un paraurti e fanalini», ha spiegato, dicendosi pronto a parlare ai pm. Sulle indagini riaperte a Bologna per individuare eventuali complici, «ho scritto alla Procura della Repubblica chiedendo di essere sentito. Più che assicurare la massima disponibilità e trasparenza non posso fare. Tutto è già stato detto. L'importante è che loro vogliano veramente stabilire una verità e che sia quella». 

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Trascrizione
00:00Lei mi ha raccontato tutta la verità in questa intervista.
00:03Sì, la verità che poi è riscontrabile agli atti.
00:08E se ci fossero dei dubbi, io ho scritto alla Procura della Repubblica chiedendo di essere sentito.
00:15Io, più che assicurare la massima disponibilità e trasparenza, non posso fare.
00:21Tanto tutto è già stato detto, l'importante è che loro vogliono veramente stabilire una verità che sia quella.
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