00:02E' stato il giorno della vergogna, il più sanguinoso dall'inizio delle proteste contro
00:07il golpe. Oltre 100 persone sono state uccise nelle ultime ore in almeno 14 città della
00:12Birmania, portando il bilancio della repressione armata a più di 400 vittime. Un massacro
00:16arrivato poche ore dopo le minacce della TV statale contro chiunque manifestasse, mentre
00:21nella capitale l'esercito inscenava un'imponente parata annuale. La maggior parte delle vittime
00:25si contano a Mandalay, nell'ex capitale Yangon, dove migliaia di manifestanti sono scesi nelle
00:29strade. I proiettili dell'esercito hanno ucciso anche un bambino di 5 anni e una ragazza di
00:3413, mentre un bambino di un anno è stato ferito ad un occhio da un proiettile di gomma. Il
00:38tutto dopo il messaggio lanciato dalla televisione, che minacciava i manifestanti di essere colpiti
00:42da proiettili alla testa o alla schiena, intimando loro di imparare la lezione da chi è morto
00:47brutalmente. Nonostante le minacce, le manifestazioni di protesta vanno però avanti. Sventolando le
00:52bandiere birmane, centinaia di persone sono scese nuovamente per le strade. In tutto il
00:56paese sono in programma molti funerali delle vittime delle scorse ore. Durante uno di questi
01:00le forze di sicurezza birmane hanno aperto il fuoco sulla folla in lutto, unanime la condanna
01:05della comunità internazionale che ha chiesto alla giunta militare di fermare il bagno di sangue.
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