00:00Corrado Vecchi, un volto notissimo di tutto quello che riguarda il rugby della nostra città,
00:08alle Zebbre attualmente si occupa di tutto quello che riguarda la logistica,
00:13in che cosa consiste Corrado il tuo lavoro nello specifico?
00:17Io mi alzo presto la mattina, lascio le 7 e sono qui e preparo i materiali che serve per l
00:22'allenamento,
00:24quello che serve per organizzare gli spogliatoi, le attività della giornata,
00:27in base al programma che mi viene dato settimanalmente.
00:31E quindi una squadra di questo livello che ha tante partite giocate, non tanto in Italia,
00:38ma a questo punto parliamo di Europa e quindi impegna anche a livello logistico di un certo tipo?
00:44Diciamo che la differenza fra le Zebbre e un club normale che fa un'attività anche di coppa,
00:50non sono eccezionali le differenze, diciamo che qui ci sono più trasferte
00:55e per cui la logistica internazionale va trattata in una maniera un po' più accurata
00:59e le trasferte sono più frequenti ed impegnative.
01:05Raccontaci un pochettino anche di te, nel senso che tu inizi non come giocatore di rugby...
01:12No, non ho mai giocato a rugby. Io giocavo a basket da ragazzino e mi sono avvicinato a rugby
01:18perché i miei avevano un ristorante e avevo amici che giocavano a rugby.
01:24Chico Taverna, Stefano Romagnoli, tutti i ragazzi che venivano da me, che frequentavo,
01:30comunque eravamo amici.
01:33Sono andato a fare qualche allenamento con loro, ma io lavoravo nel ristorante dei miei
01:37e mio padre mi disse una frase storica, se ti fai male non è possibile perché abbiamo bisogno di te
01:44per lavorare.
01:44Per cui io sono rimasto nel rugby e sono entrato ufficialmente nel rugby nel 1977, avevo 20 anni,
01:52quando mi chiesero, visto che i ragazzi del rugby erano sempre lì, di diventare parte del consiglio di allora
01:58e, combinazione, firmai, fui uno dei firmatari del Mutuo per realizzare i campi qua di Moletaro praticamente.
02:09Una vita fa ormai.
02:11Detto questo, Corrado, hai creato, come dire, hai fatto diventare una passione, in quanto comunque la pallovale...
02:23Ho fatto diventare un mestiere la mia passione, tanto che nel due mesi,
02:28Mila, dopo 17 anni che lavoravo in un'azienda come responsabile dell'ufficio Acquisti,
02:34decisi di fare un salto nel buio, ma non tanto nel buio perché, vuol dire,
02:39si parlava di una rugby pappa targata Overmark, per cui...
02:43Solida.
02:43Solida.
02:44Il presidente Ghidini...
02:46Persona seria.
02:47Persona seria, mi blandì tantissimo e un giorno in trasferta si è venuto vicino a me, sul Pune,
02:53Mese, ma perché non vieni a lavorare con noi?
02:56Ho detto, beh, insomma, sono lì.
02:58Dai, dai, dai, dai, poi le cose della vita, sai, uno fa delle scelte, ho deciso di farle
03:05e non sono pentito assolutamente, cioè, sono contento di aver fatto la scelta allora.
03:09A proposito di questo, di non essere pentito, visto che hai questo sorriso, sornione, ci
03:15saranno sicuramente molti aneddoti, visto che il bello del rugby è anche il rapporto
03:20umano con i giocatori, una sorta di famiglia.
03:22Ce ne sono tantissime.
03:23Sono raccontabili o...?
03:25Pochi sono raccontabili, ci sono tante belle cose, tante belle esperienze, ho conosciuto
03:29tante persone meravigliose e dalla quale ho imparato tantissimo, ci siamo scambiati
03:34tante cose. Nel rugby professionistico da adesso diciamo che le cose sono un po' più
03:40cambiate. Nel rugby di una volta, come si dice, c'era un po' più di gogliardia, un po'
03:47più di divertimenti.
03:48Lo scherzo era l'ordine del giorno.
03:50Lo scherzo, sì, e anche le trasferte erano sempre un'occasione per fare un po' di casino
03:56e di divertirsi, ecco.
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