Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 22 ore fa
Il presidente riconosce per la prima volta l'assassinio del dirigente nazionalista Boumendjel nel '57. Ma qualcuno lo boccia come un "pentimento" che rinnega la storia francese

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Per molti in Francia è una nuova svolta nei rapporti con l'Algeria, per qualcun altro
00:04un pentimento che rinnega la storia francese. Emmanuel Macron, proseguendo nel lento e impervio
00:09cammino della missione dei torti e dei silenzi sulla guerra all'Algeria, ha riconosciuto
00:13per la prima volta che l'avvocato e dirigente nazionalista, Libu Mangel, fu arrestato, torturato
00:17e assassinato dall'esercito francese nel 1957, tiepida l'accoglienza in Algeria, dove
00:23dalla Francia si attende quella parola mai pronunciata, le scuse. Macron è il primo presidente
00:28francese ad essere nato dopo la fine di quella guerra che soltanto nel 1999, sotto la presidenza
00:33di Jacques Chirac, che da giovane militare mi partecipò personalmente, fu lecito in Francia
00:38nominare per quello che era stata guerra d'Algeria. Prima di allora se ne negava semplicemente l'esistenza,
00:43declassandola a disordini. In nome della Francia, il suo più giovane presidente ha seguito il
00:48consiglio contenuto nel rapporto commissionato allo storico Benjamin Storia ed ha riconosciuto
00:53che Boumangel, quel 23 marzo di 64 anni fa, quando volò giù dal sesto piano di un palazzo
00:57ad Algeria, non si suicidò, come ha voluto fino a ieri la versione ufficiale, ma fu buttato
01:02giù, e non per un incidente, da uno qualsiasi dei militari del secondo reggimento paracadutisti
01:07coloniali, ma dal generale Polo Saresi in persona, come l'alto ufficiale stesso riconobbe
01:11nel 2001 in un libro che fece scalpore.
Commenti

Consigliato