- 22 ore fa
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:01La radio siamo noi
00:07Radio Parma
00:09Allora, per me è un piacere questa mattina aver in diretta il direttore o la direttrice generale del Teatro Reggio
00:17di Parma, della Fondazione, Anna Maria Meo. Anna Maria, buongiorno.
00:21Buongiorno, buongiorno a lei e a tutti gli ascoltatori.
00:24Allora, direttore o direttrice? Cosa preferisce?
00:27Ma se proprio devo fare una scelta scelgo direttrice, ma diciamo che non sono talebana a questo riguardo, quindi anche
00:36direttore va benissimo.
00:37Ecco, vanno bene entrambi, l'importante è che dietro un titolo ci sia anche della sostanza, quindi non solo musicologa
00:45ma anche organizzatrice teatrale e musicale da oltre 30 anni a Firenze.
00:52Adesso invece immagino si sia stabilita dalle nostre parti oppure ancora nel capoluogo toscano la sua residenza, Anna Maria?
00:59Ma diciamo metà in metà, ho casa, ho casa a Parma perché passo tanto tempo, perché il teatro ha bisogno
01:06di molte cure e molto lavoro, quindi sarebbe stato impossibile pensare di non avere una casa a Parma,
01:13anche perché non è un lavoro solo da ufficio, ora in tempi normali ci sono gli spettacoli, le prove che
01:20finiscono tardi e quindi un pendolarismo non sarebbe stato possibile,
01:23ma poi è stata anche una scelta perché vivere a Parma diversi giorni alla settimana mi ha aiutato a conoscere
01:32la città, a comprenderla meglio,
01:35a farmi un'idea abbastanza precisa del territorio in cui il teatro Reggio è incastonato.
01:46Poi ho casa anche a Parigi perché ho famiglia, ho un marito e due figli e quindi loro non ci
01:52sono spostati perché i ragazzi sono grandi e non erano dei bambini da intacchettare e trasferire,
01:58quindi quando non c'è spettacolo la sera cerco di tornare a casa almeno per un paio di giorni alla
02:06settimana, in alcuni periodi dell'anno anche tre.
02:10Poi durante il festival Verdi invece proprio vengo rapita da Parne, quindi sto due mesi in blocco.
02:17Completamente blindata da noi. Ascolti Anna Maria, le faccio subito una domanda che non ha nulla a che vedere con
02:23il volume del Reggio di cui parleremo questa mattina,
02:27ma che mi interessava, io mi sono un po' informato sulla sua biografia, dove è nata, che studi ha fatto
02:33eccetera eccetera,
02:34e ho letto che si è laureata nell'85 all'Università degli Studi di Siena e la tesi era il
02:41nuovo ordinamento degli enti lirici e delle attività musicali.
02:45Questo è successo nell'85, sono passati tanti anni, potrebbe essere valida ancora questa tesi rispetto a quello che stiamo
02:53vivendo, covid a parte,
02:55oppure sono cambiate troppe cose, è passata troppa acqua sotto i ponti, in questo caso teatrali?
03:01Ma in realtà la legge 800 è ancora la legge dalla quale poi derivano tutti gli strumenti decreti che ancora
03:12oggi sottendono alla distribuzione del FUS,
03:16del Fondo Unico per lo Spettacolo, quindi la base, la medesima e forse non è proprio un bene,
03:22perché ci sarebbe bisogno invece di strumenti legislativi più avanzati e più calzanti per l'esigenza dello spettacolo dal vivo
03:32oggi.
03:33Quindi è stata quella tesi che poi è la seconda a cui ho lavorato, perché inizialmente avrei dovuto laurearmi con
03:42una tesi su Carlatti a Firenze,
03:44dove ho studiato, in realtà dove ho fatto tutto il mio corso di studi e poi mi sono dovuta trasferire
03:52perché è mancato il professore con cui studiavo,
03:54ma l'interesse poi nel frattempo l'avevo già abbastanza sviluppato sui temi dell'organizzazione,
04:04delle modalità di finanziamento di quelli che allora erano gli enti lirici, poi trasformati diversi anni dopo in fondazione lirico
04:18-sinfonica.
04:19È un tema importante perché è un tema che poi di fatto determina il finanziamento sulla base di parametri e
04:28di attività,
04:28quindi di fatto da lì discendono anche le richieste del Ministero nei confronti di questa istituzione
04:40e quindi la restituzione da parte dei teatri e territori in termini di attività.
04:48È un tema abbastanza importante, sembra lontano, sembra solo economico, amministrativo e invece non lo è,
04:53perché dai parametri di finanziamento poi dipendono le attività che i teatri svolgono,
05:00quindi come i teatri si relazionano con i territori e che cosa riescono a fare, a dare ai territori
05:08in termini di stimolo alla crescita culturale, in termini di attenzione verso le nuove generazioni,
05:15in termini di anche programmazioni tese ad avvicinare anche quel pubblico che domani dovrà riempire
05:26e popolare i nostri teatri per evitare che in un orizzonte di medio termine siano dei musei
05:33e non dei luoghi dove si fa appunto il spettacolo dal vivo con il pubblico.
05:38Grazie per questa specificazione, mi interessava particolarmente andare a fondo a questa sua tesi
05:44perché come abbiamo visto allora è ancora contemporanea, assolutamente contemporanea.
05:50230 scatti, più di 100 anni di fotografie, 260 pagine, c'è questo ritratto delle componenti più importanti
05:59di uno spettacolo dal vivo.
06:00Il pubblico esce in collaborazione con la Gazzetta di Parma, il volume lo trovate da qualche giorno
06:07in edicola al prezzo di 18 euro più il prezzo del quotidiano, più il costo della Gazzetta di Parma,
06:14parliamo di questo Teatro Reggio di Parma, Reggio People, un volume fotografico realizzato
06:20da Teatro Reggio di Parma per il progetto speciale dell'associazione Reggio Parma Festival
06:25e parliamo di quello che è un racconto speciale, a cura del vostro storico, della musica Giuseppe Martini,
06:32fotografie di Montacchini, Ferraguti, Roberto Ricci, tutti i fotografi che hanno calcato a cavallo del XX secolo
06:43quello che erano gli spettacoli, le scene del Teatro Reggio, appunto immortalando il pubblico.
06:49Un volume importante, importantissimo, pesante per far capire anche al pubblico di che cosa si tratta.
06:56Anna Maria, che cosa ci racconta?
07:00La prima cosa che mi viene da dire è che in questo momento, in un momento in cui il pubblico
07:07purtroppo
07:08non può entrare a teatro, dedicare un volume al pubblico ci è sembrato un modo per manifestare
07:16anche la mancanza per ricordare che appunto i teatri sono fatti per essere vissuti dal pubblico
07:24in presenza, che il pubblico aiuta a raccontare anche le epoche storiche che si attraversano.
07:32Questo volume secondo me, a parte essere bellissimo, poeticissimo, con immagini che davvero
07:39ci restituiscono un passato neanche troppo recente in alcuni casi, aiuta a raccontare
07:48appunto il Reggio attraverso il pubblico, è uno spaccato, una prospettiva davvero molto
07:56bella, il risultato, il libro, il volume Reggio People è un affresco di fatto che mette
08:05al centro quella componente che a Parma forse più che altrove risulta determinante.
08:14Tutti sappiamo e non lo sappiamo soltanto noi che viviamo a Parma, ma anche fuori da Parma
08:19è noto quanto il legame tra il teatro Reggio di Parma e il suo pubblico sia forte, quanto
08:25lo sia sempre stato, quanto sia stato vitale e talvolta anche animato nelle reazioni, però
08:34quanto sia importante. Quindi questo volume racconta anche la passione che lega il pubblico
08:44al teatro, racconta la cultura, il modo di vestire, l'approccio, i rituali con i quali
08:52il pubblico ha sempre frequentato questo tempio laico che è il teatro Reggio e lo fa attraverso
09:01immagini bellissime. Per pubblicare questo volume abbiamo attinto agli archivi che giustamente
09:09citava di Montacchini e Ferraguti, abbiamo selezionato alcune di moltissime foto, le abbiamo
09:17amorevolmente restaurate e poi senza soluzione di continuità le abbiamo affiancate a quelle
09:24di Roberto Ricci che è il nostro fotografo che negli anni più recenti ha seguito il Reggio
09:33e ne ha immortalato attività, spettacoli, pubblico appunto e ci sembra che sia un bellissimo
09:41regalo. Poi alcuni parmigiani ci ritroveranno, alcuni ritroveranno i nonni, gli zii, i fratelli,
09:50ma anche quelli che non sono, perché naturalmente la selezione è stata necessaria farla, altrimenti
09:57sarebbe venuto un volume intrasportabile per dimensioni e peso, però anche chi non è
10:04nelle foto davvero può ritrovarsi e sono sicura che chiunque scogli quelle pagine non possa
10:16non avere un sorriso nei confronti di quelle immagini che raccontano Parma, anche attraverso,
10:24devo dire perché il volume è dedicato al pubblico, ma tra il pubblico talvolta c'erano
10:27grandissimi artisti, non necessariamente solo artisti lirici, ma ho citato già, c'è
10:34una foto particolarmente bella di un Giorgio Gaber divertitissimo in un palco che si guardava
10:39intorno e applaudiva, c'è un'altra molto bella con Franco Ricci, ci sono alcuni artisti,
10:51Brouson, mescolati tra il pubblico poi ci sono anche delle figure iconiche del passato
11:00che aiutano anche a capire quanto il Reggio sia sempre stato al centro di un'attenzione
11:06da parte di anche personalità di rilievo e di artisti che venivano a bagnarsi in questo
11:20contesto così particolare, così vivace, così sempre elegante, sempre rappresentativo
11:27di una personalità forte della città di Parma per il tramite del suo teatro.
11:35Ecco, tra l'altro non si parla solo di serate dedicate alla lirica, ma ci sono anche altri
11:41avvenimenti, come dire, collaterali, che magari la lirica non avevano un granché da dire
11:48e da fare, soprattutto negli ultimi appuntamenti.
11:50Ci sono cose che sono andate un po' oltre quelle che erano in legame stretto tra musica
11:56lirica e teatro Reggio, quindi ci sono insomma vari personaggi da quelli come diceva lei conosciuti,
12:03ha citato Franco Maria Ricci che vedo questa doppia in un palco con Ornella Vanoni, dico
12:08bene, era questa alla quale si faceva, Giorgio Gaber che è stato uno dei primi a parlare
12:13dei buchi neri dei teatri, per dire quei palchi affittati e mai utilizzati a seconda degli
12:20artisti, insomma bellissime fotografie dal colore al bianco nero d'un tempo, importante
12:25per raccontarci tutto quello che poi sono anche i nostri giorni e anche gli altri spazi
12:31utilizzati dal teatro Reggio, per esempio sto guardando questa che riguarda il Festival
12:37Verdi del 2009 dove c'è appunto nel foyer del Reggio qualcuno che si sta esibendo davanti
12:45a una platea sterminata di bimbi, giusto?
12:49Sì, infatti quelle sono le attività diciamo collaterali, le attività che vedevano il pubblico
12:58dei più piccoli, ma come giustamente citava ci sono anche foto che riguardano concerti di
13:03altri generi perché anche di recente il Reggio ha ospitato concerti non necessariamente solo
13:15di musica classica, di musica lirica perché si è aperto a generi musicali alternativi per
13:25favorire l'avvicinamento di un pubblico anche più giovane, quindi è bello che siano
13:32rappresentate nel volume anche queste partecipazioni di pubblici meno consueti rispetto a quelli
13:42che immaginiamo frequenti nel teatro, lo abbiano frequentato in passato.
13:46Che cosa ha cambiato dal 2015, questo è l'anno del suo insediamento, dico bene circa?
13:53Che cosa è cambiato il teatro in Reggio? Come ha cambiato e che cosa ha cambiato?
14:00Ma guardi, io credo, percezione e autimo che non sia solo la mia, il teatro è diventato
14:06un teatro aperto, inclusivo, desideroso veramente di scrollarsi di dosso, quella percezione di luogo
14:21un po' altero, frequentato, frequentabile solo da una selezione che poi non è mai stato
14:36il teatro in Reggio è stato sempre popolare per definizione, ma il punto è che a prescindere
14:43dalle classi sociali l'idea era che potesse essere frequentato solo da una casta di appassionati.
14:52E' sempre stato un pubblico non selettivo dal punto di vista sociale, è stato anche frequentato
14:58da classi sociali non particolarmente adate, quindi il punto è che è stato sempre frequentato
15:06dagli appassionati d'opera e basta. Questo forse era un limite che occorreva superare
15:15e occorreva superarlo cercando di variare la proposta sulla base di un progetto strutturale
15:23e di fare tutte quelle azioni che si fanno e che partono da molto, molto, molto tempo prima
15:31di aprire il sipario e che sono di tessitura, di relazione con intere categorie, bisogna lavorare
15:42con le scuole, bisogna lavorare con l'associazionismo, bisogna spiegare a tutti che cos'è il Reggio,
15:48bisogna andare, bisogna proporre progetti e quindi creare delle piccole comunità a raggera,
15:56quindi questo rendere l'attività del teatro più varia, più eterogenea, prevede un lavoro
16:04di preparazione lunghissimo, noi lo abbiamo fatto in questi anni, lo abbiamo fatto per esempio
16:12proponendo una vera e propria stagione per i più piccoli che si chiama Reggio Young,
16:17che ogni anno propone 12 titoli, quindi non pochi, che noi selezioniamo anche sulla base
16:26delle scena grafiche dei bambini, perché i bambini da 3 a 14 anni hanno esigenze di
16:31fruizione molto diverse, però per portarli a teatro ragioniamo con le scuole, partendo
16:37proprio dal proveritorato, cerchiamo di creare comunità con famiglie, cerchiamo di sensibilizzare
16:45anche le aziende che sostengono il teatro Reggio a promuovere le attività presso i dipendenti,
16:52abbiamo delle bellissime collaborazioni con tante associazioni, per esempio anche con
16:57Joe Campus con cui facciamo tante cose, che è già un'altra comunità preselezionata,
17:04abbiamo un'attenzione davvero molto importante nei confronti del giovane pubblico e poi abbiamo
17:16anche attenzione nei confronti di comunità più fragili, andiamo a lavorare con le case
17:25di riposo, dove ci sono anziani che probabilmente facevano anche parte del nostro pubblico e che
17:31oggi non possono più venire a teatro, lavoriamo con l'ospedale pediatrico, lavoriamo con le
17:37carceri, con il carcere di Nazionale Sicurezza di Parma e in occasione di Festival Verdi con
17:44la curatela di Barbara Minghetti, dal secondo anno abbiamo inventato questa rassegna parallela
17:51che ha il titolo di Verdi Off e che oggi credo davvero la stragrande maggioranza dei parmigiani
17:57sappia cosa sia. Verdi Off è una manifestazione che appunto affianca il Festival Verdi e che
18:07fa attività fuori dalle mura dei teatri, quindi porta la musica vertigiana in forme
18:13meno canoniche, meno istituzionali nelle strade, nelle piazze, nei chiostri, prima del Covid
18:19addirittura negli appartamenti dei parmigiani che si candidavano, che si proponevano e che
18:28invitavano praticamente un piccolo drappello di pubblico a casa propria nel salotto dove bastava
18:36che ci fosse un pianoforte, perché il teatro reggio arrivava lì con un accordatore e i
18:41musicisti, un pianista e uno o due cantanti e facevamo dei recitali in salotto, gratuiti,
18:50dedicati a un pubblico italiano straniero che poteva prenotarsi su internet e che così viveva
18:56un'esperienza singolare, perché tutti noi abbiamo viaggiato poche o tante volte, quando si va in una
19:06città che non si conosce si occupa una stanza d'albergo e si pranza e cena al ristorante, ma
19:15entrare in una casa vuol dire capire tante cose del territorio, della cultura e ci faceva molto piacere
19:22che in tanti casi i padroni di casa che ospitavano quel concerto, alla fine del concerto offrissero
19:29un bicchiere di lambrusco e una scaglia di parmigiano, un gesto di ospitalità, di benvenuto
19:35che negli anni ha veramente sorpreso e incantato il pubblico che in occasione di Festival Verdi
19:44partiva talvolta molto da lontano, tutti quegli stranieri che giravano per Parma durante il
19:49Festival, che popolavano il Teatro Reggio, si organizzavano anche con un anno in anticipo,
19:58acquistavano i biglietti, venivano dai 5 continenti, avevamo pubblico dall'Australia, dall'Africa,
20:05dall'America, da tutta Europa, quindi pensate anche con quali aspettative e per quei pochi,
20:12perché poi i posti per forza di cose erano pochi, che riuscivano a vivere anche l'esperienza
20:18del recito e del salotto era davvero una cosa di grande impatto ed emozione.
20:27Il pubblico del Teatro Reggio, ma anche quello che abitualmente non frequenta il Teatro Reggio,
20:35grazie a Verdi Off non poteva ignorare che tra settembre e ottobre il teatro organizzasse
20:43questo festival dedicato a Giuseppe Verdi, perché non poteva farlo? Perché era facile
20:48che si imbattesse nella strada in un quintetto di ottoni che suonava le musiche di Verdi,
20:57era facile che se si trovava a passeggiare nel parco ducale si imbattesse in una carrozza
21:03verdiana che si fermava e lasciava scendere i musicisti che regalavano una pillola di musica,
21:09era facilissimo che durante il festival tutti i giorni a luna se si trovava a passare davanti
21:17al Teatro Reggio ascoltasse l'aria alla finestra, il cucù verdiano che abbiamo organizzato
21:25anche nel 2020, a luna si apre una finestra del Teatro Reggio e alcuni dei cantanti, uno
21:32o due cantanti dell'Accademia Verdiana regalano un'aria o un duetto cantato alla finestra
21:39per il pubblico che si ferma lì sotto ad ascoltarli e molto spesso a filmarli come
21:46d'uso ora con i telefonini, quindi Verdi Off è stato proprio quel collante, quella narrazione,
21:53quel regalo fatto alla comunità tutta, fatto di spettacoli gratuiti, mi piace citare anche
22:01lo sciapitò, il tendone da circo, il Verdi Circus che nel 19 abbiamo montato in Piazzale
22:06Picelli e che per 15 giorni, tutti i giorni e nei giorni del fine settimana con più repliche
22:13al giorno ha offerto uno spettacolo circense bellissimo, di grande qualità, molto poetico
22:26al pubblico del quartiere, ma non solo, gratuitamente perché uno sponsor ha acquistato e regalato i biglietti
22:35e che ha visto famiglie con bambini di tutte le età, di tutte le race, di tutte le provenienze
22:49a sedersi gli uni accanto all'altro e godere di questi bellissimi spettacoli, è stato un
22:55modo anche per andare, per uscire dal centro storico e andare a cercare zone che non sempre
23:05sono abitate da chi poi frequenta il teatro, quindi siamo andati proprio a cercarci questo
23:13pubblico, svolgendo una funzione che è quella che deve svolgere un teatro pubblico, sostanzialmente
23:21pubblico come il nostro, quindi non voglio ora, potrei raccontare molto altro, mi piace
23:27citare come altre due grandissime occasioni che ha dato il Verdi Off per una partecipazione
23:38di massa agli eventi, mi piace pensare alla Verdi Street Parade che ha inaugurato il Verdi
23:46Off del 2019 con, ora non ricordo il numero, mi sembrava fossero 1200 gli artisti coinvolti
23:54che lungo un percorso che partiva dal centro e andava nell'oltre torrente, ha coinvolto
24:04una fiumana di gente che partecipando, è andata lungo questo percorso e ha ascoltato e visto
24:16e ha assistito a spettacoli uno dopo l'altro per condividere la festa dell'inaugurazione
24:25appunto del Verdi Off. La parade si è conclusa in Piazza Duomo dove migliaia di persone hanno
24:33assistito all'ultimo spettacolo e poi hanno cantato tutti insieme e va pensiero, è stato
24:38un momento di grandissima emozione da brividi, per tornare alla sua domanda questo è il teatro
24:45oggi, è un teatro che non solo fa la sua produzione specifica perché continua a produrre
24:52spettacoli d'opera, ospita spettacoli di balletto, ospita concerti di musica da camera
24:57è una stagione per bambini ma è uno spettacolo che ha porte aperte e che per convincere anche
25:07il pubblico che non lo ha mai frequentato ad affacciarsi, a sperimentare la nostra offerta
25:12culturale fa davvero uno sforzo incredibile per incuriosire questo pubblico e per farlo
25:22avvicinare.
25:23Ecco, mi ha parlato anche di queste nuove forme di contatto e poi quelle che sono arrivate
25:28dall'emergenza ultima che stiamo noi ancora vivendo e quindi tutti quelli che sono stati
25:34poi avvicinamenti allo streaming, un canale tecnologico importante che poteva dare ottimi
25:42risultati, così è stato per esempio per il Barezzi Festival, ne cito una a caso, con questa
25:47soddisfazione di accessi un po' da tutto il mondo, non solo dalla nostra città ma anche
25:53dall'altra parte del mondo persone che hanno acquistato il biglietto per assistere ai
25:58concerti sul palcoscenico realizzati in vari spazi, tra l'altro del Teatro Regio.
26:04Anna Maria, è un'idea da portare avanti anche quando torneremo a fare gli spettacoli
26:08dal vivo?
26:10Guardi, lo streaming è evidente che in questo anno di chiusura dei teatri, all'eccezione
26:19della breve parentesi estiva e autunnale, è stato davvero uno strumento, un mezzo straordinario
26:26per non soffrire troppo la mancanza della musica, è uno strumento che esisteva anche
26:38prima dei lockdown, ma che è diventato in questi ultimi mesi davvero fondamentale. Mi prende
26:56la dimensione dello streaming non può sostituire la dimensione della partecipazione dal vivo
27:01perché chi partecipa dal vivo al concerto ne ha tutta un'altra fruizione, lo stesso
27:09vale per gli spettacoli di tutti i generi, perché è parte di una comunità, c'è un
27:16prima, un durante e un dopo, ci sono i viti sociali, c'è molto altro e una ricchezza
27:23che non può essere sostituita dalla dimensione dello streaming, questo mi piace dirlo. Diciamo
27:29che sicuramente in un futuro prossimo lo streaming continuerà ad affiancare la dimensione dello
27:37spettacolo dal vivo e forse aiuterà a superare quei limiti fisici altrimenti insuperabili
27:45della capienza delle sale teatrali e delle sale da concerto, per cui è evidente che quando
27:53si sono venduti tutti i biglietti poi gli altri restano fuori, allora lo streaming può
28:00aiutare invece ad ampliare questa platea e ad ampliarla molto anche dal punto di vista
28:06geografico, perché per chi vive in un dato luogo, passiamo da Parma, per chi vive a Parma
28:14e non può raggiungere Parma per assistere a un concerto a cui tiene particolarmente, è
28:22meglio poter assistere via streaming che non poter assistere, quindi vediamola in positivo,
28:30il caso del Barecci che ricordiamo è questo festival di musica indipendenza e la cui curatella
28:36artistica è affidata a Giovanni Sparano ed è organizzato e prodotto dal Teatro Reggio,
28:44gli eciti dello streaming dell'edizione 2020 che è stata completamente in streaming sono stati
28:53davvero strepitosi, molto oltre le nostre aspettative si sono veramente collegati anche da luoghi molto
29:02lontani e i bellissimi concerti che vedevano artisti di prima fascia e di grande fama incastonati
29:11nello scenario strepitoso del Teatro Reggio vuoto, è stata una cosa che ci ha dato moltissima soddisfazione,
29:20quindi ripeto è sicuramente una forma, una modalità che non abbandoneremo anche quando avremo superato
29:29questa tremenda pandemia ma che dovrà affiancare, mai sostituire la fruizione degli spettacoli dal vivo.
29:39Certo, Anna Maria le faccio un'ultima domanda, poi la lascio ai suoi impegni, parliamo oggi
29:44della quarta uscita perché esce proprio quest'oggi il quarto volume della collana
29:49dei miti dell'opera che è una pubblicazione diffusa proprio da Teatro Reggio, quindi c'è
29:55questa possibilità nella vostra attività editoriale di avere quest'oggi il quarto volume
30:03dei miti dell'opera.
30:05Sì, è una iniziativa di cui siamo davvero contenti e anche fieri, è una delle attività
30:14che abbiamo intrapreso, che erano già in cantiere ma a cui abbiamo dato un nuovo impulso
30:18proprio nel periodo del lockdown, prevediamo di pubblicare 12 volumi più uno, che è quello
30:28che è già uscito e che è dedicato a Maria Luigia, il primo è stato dedicato naturalmente
30:35a Giuseppe Verdi, il secondo a Maria Luigia che non è un mito dell'opera ma tutto sommato
30:41può essere considerato in affiancamento visto che ha avuto il grandissimo e ha tuttora
30:50avuto l'intuizione di far costruire il meraviglioso Teatro Reggio regalandole e lasciandole in
30:58eredità ai posteri. Il terzo volume che è uscito è dedicato alla Callas e oggi esce
31:06il volume dedicato a Gaetano Donizetti. Sono volumi davvero molto ben fatti, la curatela
31:17editoriale è affidata a Dario De Micheli del Teatro Reggio, le autrici Bersanelli e Barbieri,
31:24Cristina Bersanelli che si è occupata di produrre i testi che sono molto belli, molto ben fatti,
31:34molto accattivanti per i bambini a cui sono dedicati, così come le illustrazioni che hanno
31:43veramente un tratto di grandissima qualità. I libri sono fatti come si fanno i libri per
31:50bambini, hanno una narrazione concisa ma accattivante, in fondo al libro ci sono pagine da disegnare,
32:00colorare, colorare e ritagliare. Nel caso di Maria Luigia c'è anche la ricetta della
32:04duchessa di Parma, in modo che i bambini possano cimentarsi con i genitori nel preparare questo
32:11dolce e sono fatti perché questi personaggi diventino familiari anche per i più piccoli,
32:20che più piccoli in questa forma riescano a fin da bambini proprio a conoscere, a frequentare,
32:31a comprendere quali sono quei personaggi che hanno appunto scandito la vita e che sono diventati
32:39mitologici nel campo dell'opera. E quindi un invito alle famiglie, ai nonni, alle mamme,
32:49ai papà e agli amici di questi bambini a regalare questi volumi che li aiuteranno a fare un viaggio
32:57divertente in questo strano mondo dell'opera.
33:01Io ringrazio la direttrice Anna Maria Meo, nonché organizzatrice generale del Teatro Reggio,
33:06abbiamo parlato in modo particolare di questo volume importante, Reggio People, il pubblico
33:111, vuol dire che ne usciranno altri? Perché questo numero?
33:16Ci stiamo pensando, guardi, non è detto che lo faremo, ma ci stiamo pensando perché tali,
33:24tante e tanto belle sono le foto che abbiamo dovuto lasciare in un cassetto che ci dispiaceva,
33:33quindi ci siamo detti, beh, intanto facciamo uscire queste e poi valuteremo se inserire le foto
33:42che, gioco forza, abbiamo dovuto lasciare da parte in un secondo volume, quindi è una possibilità.
33:48Anna Maria, io la ringrazio, la invito ufficialmente in diretta qua da me in trasmissione per parlare
33:54di teatro, di musica, di canto, visto che lei ne sa tanto anche in questo settore e parliamo,
34:00insomma, diciamo a largo raggio di tutte quelle che sono non per forza delle attività legate
34:05al Teatro Reggio, ma alla musica, alla città, alla preparazione degli artisti, ai nuovi musicisti,
34:11insomma, a parlare un po' tutto tondo di queste cose che riguardano una fase che va un po' oltre
34:17quella che è la nostra musica leggera, rock, pop, ma insomma assume valenze decisamente diverse,
34:25portandoci in un mondo che non tutti conoscono. Va bene, Anna Maria, me lo concede questo invito?
34:31Perfetto. Grazie a lei, buona giornata, buona giornata.
Commenti