00:00Cala come una mannaia l'effetto Brexit sulle esportazioni britanniche verso l'Unione Europea,
00:06almeno su quelle via mare. Primo contraccolpo immediato a un nuovo regime di controlli
00:09amministrativi non solo penalizzante in sé, ma affrontato forse con colpevole impreparazione.
00:15A denunciarlo sono i trasportatori isolani della Road Haulage Association, che riunisce
00:19l'industria del settore trasporto merci, evocando nel mese di gennaio il primo dopo
00:24la fine della transizione post-divorzio e l'entrata in vigore dell'accordo di libero
00:28scambio sulle relazioni future, firmato in extremis alla vigilia di Natale da Londra e
00:32Bruxelles, con corredo di norme comunque più restrittive rispetto al passato. Un crollo
00:37del 68% della movimentazione portuale merci verso il continente, a paragone del gennaio
00:422020. In una lettera inviata al ministro Michael Gove, responsabile del dossier del post-Brexit
00:47e fatta trapelare dall'Observer, dominicale del Guardian, la RHA accusa il governo Johnson
00:52di aver sottovalutato la situazione, ignorando gli allarmi sui potenziali intoppi in arrivo
00:57lanciati per tempo dagli operatori, e avverte che il peggio potrebbe ancora arrivare. Interpellato
01:02dallo stesso Observer, un portavoce di Gove liquida viceversa come inattendibile il riferimento
01:07almeno 68% dell'export portuale, e dice di non riconoscere l'impatto di questa cifra.
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