00:00Dal tumultuoso 68 in poi quante volte era accaduto? Gli studenti scioperavano e in classe non
00:06entravano e chi si opponeva doveva fare i conti con i picchetti, spesso violenti. Altri tempi,
00:12ora accade il contrario. Vogliamo studiare dentro le scuole, la didattica a distanza è inaccettabile.
00:19Allora come oggi c'è sempre di mezzo la politica. E così ecco un altro giorno di bivacchi e coperte,
00:25di tè caldo e merendine e la voglia di gridare ancora un forte no al blocco delle lezioni in
00:31presenza. Quello che chiediamo, come dice lo striscione, è basta illusioni. Ci hanno detto
00:36che rientriamo il 7, ci hanno detto che rientriamo l'11 e adesso ci dicono che rientriamo il 25.
00:41Io però non sono sicura che possiamo rientrare in sicurezza. Gli studenti vogliono studiare in
00:46presenza. Lo dicono con convinzione, issano cartelli e striscioni, solidarizzano e qui
00:51davanti al liceo Marconi di via Costituente si aggregano anche ragazzi di altri istituti.
00:57Ci opponiamo alla didattica a distanza come integrazione all'interno della struttura scolastica
01:04italiana. Ci opponiamo a una didattica a distanza utilizzata come tappabuchi per far fronte a quelle
01:09che sono le carenze strutturali della nostra scuola e del nostro modello di istruzione. A
01:14questo proposito io credo basti pensare alla gestione dei fondi legati alla scuola. Penso
01:18per esempio ai soldi del Recovery Fund. Al Marconi arriva anche un insegnante. I ragazzi
01:24la salutano, capiscono che sta dalla loro parte. Anch'io da mesi non li vedo, faccio
01:30didattica a distanza con loro, riconosco il loro bisogno di incontrarsi, riconosco il loro
01:36bisogno di rivedersi e di rivedere la loro scuola anche se esternamente. I ragazzi non mollano,
01:42i presidi continueranno. Speravano di poter tornare in classe il 6 gennaio. La regione aveva
01:47detto che c'erano tutte le condizioni affinché il 75% degli studenti potesse tornare a fare
01:53lezioni in presenza. È andata diversamente.
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