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Trascrizione
00:00Sale a nove il numero dei musei del cibo in provincia di Parma. L'ultimo nato è
00:04quello del tartufo nero di Franio, a Calestano ovviamente, nelle antiche
00:08carceri del paese, fatte di piccoli e sotterranei ambienti in pietra, molto
00:12suggestivi. Diviso in sei sezioni, la prima è dedicata al territorio della
00:16Valbaganza, la seconda alla raccolta, la terza si occupa della botanica, la quarta
00:21sezione, ospitata all'interno della torre in pietra, offre un'esperienza
00:24immersiva nel bosco alla ricerca del tartufo, la quinta è invece dedicata
00:29alla gastronomia, mentre la sesta si occupa della storia del tartufo.
00:33Portiamo alla luce un prodotto che è sotterraneo a tutti gli effetti, è un
00:38prodotto che è certamente importante e noto, ma non noto come tutti gli altri
00:44prodotti che fanno parte dei nostri musei. I musei del cibo costituiscono oggi una
00:48rete museale unica a livello italiano ed europeo, dall'apertura del primo, quello
00:52del parmigiano reggiano a Sorania nel novembre 2003, sono stati visitati da
00:56oltre 350 mila persone. La cosa molto interessante è che viene
01:01collocato un museo in un'ambientazione molto pertinente al mondo in cui vive il
01:06tartufo, quindi un mondo ipogeo, un mondo octonio che va in profondità e qui c'è
01:12tutta una situazione anche così ambientale di mattoni, di sassi che danno
01:18proprio l'idea della parte naturale di questo mondo, che è quello poi
01:22dell'esplorazione, diciamo così, manuale del territorio che è quella della
01:27raccolta del tartufo di Nero di Fragno. Al taglio del nastro non poteva mancare il
01:31neoeletto sindaco di Calestano, Enzo Magri. Voglio ringraziare la
01:35ministra passata che ha raccolto questa grande opportunità, noi pensiamo che sia
01:40un punto di partenza di una parte di sviluppo attraverso la fiera nazionale del tartufo.
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