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  • 5 anni fa

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Trascrizione
00:23Siamo a Corchia, un borgo incantevole della Valla Manubiola.
00:28Partiamo da qui, quota circa 600 metri, cammineremo ma anche esploreremo un territorio molto interessante.
01:18Ciao Maria, dove ci porti?
01:20Oggi andiamo alle miniere di Corchia, faremo il sentiero della miniere della Pietra del Fuoco che parte proprio in fondo
01:26al paese a Corchia.
01:28Sale di 200 metri, in un'oretta, un'oretta e mezza arriviamo davanti alla miniere della Pietra del Fuoco.
01:34E poi?
01:34E poi, se le nostre gambe tengono, andremo fino all'incrocio La Calà, che è un importante incrocio dei sentieri
01:42che vengono dalla Cisa e che portano poi all'Ozzola.
01:45E seguiremo invece il crinale, arriviamo fino al monte Binaghe e al Groppo della Donna, che sono i monti più
01:52alti di Corchia.
01:56Alla partenza troviamo diversi punti acqua.
01:59Ad accompagnarci avremo altri due profondi conoscitori della zona, il geologo Giovanni Michiara e Giacomo Agnetti,
02:05compagno di Maria Molinari, illustratore, docente allo Iulm di Milano e a sua volta guida ambientale escursionistica.
02:23Corchia è un piccolo gioiello di pietra che ha mantenuto le sue caratteristiche architettoniche antiche.
02:30Abbiamo notizie di Corchia già da partire dal 1100, perché notizie storiche, quindi fonti scritte, attestano la sua presenza nel
02:381100.
02:38Adesso la mensa vescovile di Parma si appoggiava appunto a Corchia, quindi sappiamo che rientra nelle mezzadrie dei vescovi di
02:49Parma.
02:51Corchia sorge su questa direttrice sud-nord, questa strada praticamente.
02:58Il paese è arroccato sulla strada, un po' come a protezione della strada di passaggio.
03:03Già nel 1500 i farnesi cercarono l'oro, perché come vedremo poi dopo nella miniera la calcopirite ha un colore
03:10dorato,
03:11loro pensavano fosse oro, poi si sono resi conto subito che non era oro.
03:16Sappiamo già che nel 1500 c'erano circa 160-170 persone.
03:22Qui ci sono già due elementi che richiamano in qualche maniera alla società tradizionale.
03:28Una praticamente è il sasso dell'erco, che è il sasso che veniva messo sopra i camini,
03:35che sostanzialmente serviva per tenere ferma la piagna.
03:38Però l'erco era anche il folletto, e quindi in qualche maniera evitava di fare entrare il folletto all'interno
03:45della casa.
03:46Il folletto poi alla fine di solito era tipo una faina, una martora, insomma tutto quello che creava scompiglio all
03:52'interno della casa.
03:53L'altro elemento invece è qui, che sono le marcolfe, che sono quei faccioni in pietra
03:59che vengono messi all'esterno delle abitazioni e che segnano il confine,
04:04una sorta di confine se vuoi magico, comunque tradizionale.
04:09Quindi si usava il male, quindi solitamente una faccia che faceva la lingua e con gli occhi spalancati,
04:15per tenere lontano il male.
04:17E queste sono tutte cose che arrivano dagli studi di Mario Ferraguti,
04:22che è uno scrittore di Parma che è andato in giro per l'Appennino a chiedere informazioni sulle storie, sulle
04:27leggende dell'Appennino.
04:29Il sentiero delle miniere tracciato CAI 833, ben segnalato, parte dal paese lungo il torrente Manubiola
04:35e si inoltre nel bosco, iniziando presto a salire.
04:39Nel tratto iniziale le nostre guide ci propongono una leggera deviazione in uscita dal borco.
04:44Il percorso è destinato a ricongiungersi poi al sentiero principale dopo una mezz'ora scarsa.
05:12Cioè, questi non si trovano sempre.
05:14Ma anche in autunno ci sono i fiori qui.
05:16Sì, loro sono dei ciclamini selvatici, questi non sono domestici, sono selvatici, hanno la stessa forma, sono più piccoli
05:25e si trovano nel sottobosco, loro sono timidi, stanno sempre all'ombra e sono protetti, non si possono raccogliere.
05:33Si sviluppano su una radicetta, che è come se fosse una palla la loro radice
05:40e da quella alla radice si sviluppa sempre dei gruppi di ciclamini.
05:56Una cosa bella dei muretti a secco, qua ce ne sono tantissime, è questa, ovvero è quella che noi chiamiamo
06:04la liquirizia dei poveri.
06:05Se prendiamo la radice di questa pianta, che non si chiama liquirizia dei poveri, ma polipodio,
06:13e ne estraiamo la radice, ovviamente va pulita.
06:17In bastoncino.
06:18C'è un bastoncino, che se si succhia da pulita, insomma, sa di liquirizia.
06:22E quindi noi le chiamiamo la liquirizia dei poveri.
06:34Ecco, qui ci sono i barniò, che sono i frutti del prugnolo,
06:42e sono quelli con cui si fanno il barniolino.
06:45E andrebbero raccolti dopo la prima gelata.
06:48C'è chi le raccoglie un po' prima e le mette in freezer, in modo così la gelata se la
06:52fai in casa.
06:53E poi fa anche mangiare.
07:06Questa è una maestà, è come se avete fatto caso entrando a Corchia.
07:10Ce n'era un'altra, con un muro giallo.
07:14Insomma, le maestà, se ci fate caso, sono sempre all'inizio e alla fine dei paesi,
07:17perché avevano un po' la funzione di tenere fuori i mali dal paese.
07:22Avevano questa funzione.
07:23E questa ha un'altra funzione, ovvero è una nicchia, dove ci si può anche entrare,
07:28a causa se ci fosse il maltempo, la bufera, dove la gente si protegge dentro.
07:36Osservando questa maestà, possiamo vedere le caratteristiche delle rocce che ci sono qua.
07:42Come tutto il paese, la maestà è stata costruita con l'arenale di Scabiazza,
07:47che sono delle rocce sedimentari che stanno sulla parte destra della valle.
07:51Invece possiamo vedere il muretto secco che c'è lì, ad esempio,
07:55che è stato fatto con le rocce marmatiche della costa oceanica,
07:59che affiorano tutte sulla parte sinistra della valle, dove poi andremo a vedere le liniere.
08:05E chiaramente la differenza è visibile.
08:08Si vede appunto che la pietra, quella sedimentaria, è facilmente lavorabile in blocchi,
08:13mentre invece quella marmatica sono dei blocchi informi.
08:17E questo lo vediamo molto bene, specialmente nella tessitura di muri a secco,
08:21che rispecchiano proprio la geologia dell'immediato che c'è sul posto.
08:26I muri a secco sono una piccola, grande opera di contrasto al dissesto.
08:30In Liguria sono patrimonio dell'umanità.
08:33A Bercetto si lavora per recuperarli, con particolare attenzione alla via francigena.
08:37Ma non solo, siamo in un'area di grande rilevanza dal punto di vista geologico.
08:46Qua abbiamo una vista molto panoramica delle rocce che affiorano in sinistra del torrente manubriolo.
08:54Queste rocce sono rocce marmatiche e rappresentavano la crosta oceanica.
08:59Su questa crosta oceanica si sono deposte quelle rocce che vediamo principalmente nella parte destra della valle,
09:07che sono quelle rocce stratificate che hanno utilizzato per costruire il paese.
09:11L'aspetto interessante è che noi vediamo a volte queste rocce che sono più alte, quelle sedimentari, rispetto a queste.
09:19Questo per motivi tettonici, nel senso che sono state alzate e quindi sono in posizioni diverse.
09:26Per far vedere quali sono le rocce caratteristiche di questa valle, della valle manubriola,
09:30qua ho preso proprio camminando tre pezzi.
09:33Queste sono le rocce che sono i magmi della crosta oceanica, che sono fondamentalmente rappresentati da quelli.
09:41Queste invece sono le rocce sedimentari che vediamo principalmente sulla parte destra.
09:46E questa invece è una cosa molto particolare.
09:49Questo è un granito che viene dal Groppo Maggio, il Groppo Maggio è là.
09:53E questo è particolare perché questo rappresenta un'antichissima catena montuosa
09:57di circa 300 milioni di anni fa, che c'era prima che si aprisse questo oceano.
10:03Praticamente è caduta dentro e noi ritroviamo delle tracce di questi pezzi.
10:07Questo è un granito, è una cosa piuttosto rara per la zona.
10:32E' arrivato il momento delle castagne.
10:33Qua sono bellissime, si trovano sul sentiero.
10:39Sono state il pane quotidiano fino a qualche anno fa dei nostri montanari.
10:44Dopo vedremo nel sicatoio come venivano lavorate.
10:48E' un'economia che sta un po' rinascendo questa, pian piano.
10:51Tra l'altro a Corchia ancora c'è la raccolta e l'essicazione collettiva.
10:56Tutto il paese si riunisce una volta all'anno e fanno funzionare uno dei sei essicatoi del paese.
11:02L'unico è rimasto ancora in funzione e tutti gli anni si radunano per fare l'essicazione
11:06e poi dopo ridividersi le castagne famiglia per famiglia.
11:22E' un'economia che vengono per fare l'essicazione collettiva.
11:26E' un'economia che vengono per farciare uno dei sei essicatoi del paese.
11:52qui vediamo la polveriera che era chiaramente il posto in cui stoccavano tutti i vari esplosivi
11:58perché era anche un punto logistico perché le miniere principali erano appena più sopra
12:03che era quella della pietra del fuoco e la miniera più sotto che era la miniera di Perbon
12:07e quindi insomma per avere gli esplosivi comodi
12:10la tenevano qui la polveria da sparo anche per un discorso di sicurezza
12:32abbiamo visto un sacco di funghi buoni oggi no oggi li hanno già presi tutti magari ripartono
12:40queste invece cosa sono queste qui le chiamano le manine perché se andate molto vicino vedete che
12:48la loro forma ricorda quella di una mano alzata non commestibile
12:53non commestibile
12:54anche il faggio ha il suo frutto
12:57sì sono le fagiole che sono conservate nel loro involucro doppio involucro
13:03perché come vedete ce n'è uno anche di mezzo e la fagiola buona è questa
13:09ci facevano l'oglietto i nostri anziani
13:12mettevano le lenzuola sotto ai faggi per vedere perché vedete sono piccole
13:16e per riuscire a raccogliere maggior numero
13:19e facevano poi lo spremevano per fare l'olio
13:21si può mangiare?
13:22noi la possiamo mangiare sì
13:23è molto buona
13:35adesso andiamo a scoprire con Giacomo Giovanni la storia delle miniere che è anche la storia
13:41di un'economia antica delle nostre montagne
13:51qui siamo dentro alla miniera della pietra del fuoco
13:55ed era una delle miniere diciamo più ereditizie
14:01dunque a Corchia è tutto partito dopo quella seconda rivoluzione industriale sostanzialmente
14:08perché con la seconda rivoluzione industriale si diffonde l'energia elettrica
14:12e quindi parte in tutta l'Italia la domanda di rame sostanzialmente
14:19e qui si estraeva soprattutto rame, i materiali per poi fare il rame
14:23quindi di conseguenza in quel periodo lì fino dalla fine del 1800 fino a quasi agli anni 50
14:31c'è l'attività nelle minere di Corchia
14:34il periodo di massima attività è tra il 20 e il 30 dove c'erano quasi 200 dipendenti
14:40e che venivano presi soprattutto dalle valli qua intorno proprio perché le leggi fasciste imponevano
14:48di utilizzare manovranza della zona
14:51e poi però cosa è successo che in tutto il mondo
14:55si è diffusa l'energia elettrica e c'erano delle miniere molto più grandi
15:00quindi in Cile, in Cina c'erano delle miniere per cui era più facile estrarre molto più rame
15:06l'Italia è ricca di rame ma sono miniere piccole e quindi non valeva più la pena estrarle in Italia
15:12quindi la sorte di tantissime miniere è stata la stessa di quelle di Corchia
15:19La problematica di queste vene è che si esaurivano abbastanza facilmente
15:23ed è questo il motivo per il quale attorno a Corchia ci sono tanti rami che poi sono stati abbandonati
15:30considerate che estrendo questo materiale c'è la percentuale di rame che poteva essere estratto da questo minerale
15:39è diciamo una piccola percentuale quindi era un'ammorazione poiché era abbastanza faticosa
15:45Come si sono formati questi minerali?
15:48Noi siamo all'interno diciamo di un marma della crosta oceanica
15:56e quando questo marma, quando questa lava è uscita, è entrata in contatto con i sedimenti marini
16:02si sono formati questi minerali
16:04minerali che si sono formati a una temperatura relativamente bassa
16:08perché siamo diciamo in genere temperature inferiore ai 300 gradi
16:14che meravigliosa
16:17questa pasta qui è una falena, The Herald, che vive all'interno di queste miniere
16:25è una delle poche forme di vita, non ce ne sono tantissime, però alcune ce ne sono
16:30ci sono pepistrelli, falene, ragni, metamenardi
16:37questo qui invece è l'abitante principe
16:43delle miniere che è un pepistrello molto piccolo, si chiama ferro di cavallo
16:55qui ci sono i segni dei trapani dove mettevano poi i candelotti per far esplodere
17:00per procedere e andare avanti con lo scavo
17:04e quando poi facevano brillare i candelotti
17:07era forse il momento più pericoloso
17:10perché poi l'intera miniera faceva l'effetto canna di fucile
17:15e quindi si sentiva l'esplosione, un botto molto cupo
17:19poi arrivava l'aria calda che ti investiva
17:21ed era una sorta di esperienza che è molto spaventosa
17:28è bene ricordare che l'accesso alla miniera è consentito solo se accompagnati da una guida
17:34una volta usciti torniamo sui nostri passi per imboccare il sentiero cai
17:38che porta al passo la Calà
17:39forse è il tratto più impegnativo per la pendenza
17:42grazie
18:37questo incrocio si chiama la Calà, la località della Calà
18:40è un incrocio importante perché quella è la strada che viene dal passo della Cisa
18:45quindi immaginatevi che i carri portavano le merci che provenivano dal mare
18:49quindi anche sale
18:51di contrabbando oppure no
18:54questa strada invece va all'Ozzola e Belforte
18:57invece la strada dove sta salendo Giacomo adesso
18:59ci porterà sul crinale Groppo della Donna e Monte Binaghe
19:03invece sulla nostra destra abbiamo la strada che va al Fagiolo
19:07località Fagiolo e Giareto
19:09quindi poi a Corchia l'alternativa è passare dalla strada delle miniere sempre che arriva a Corchia
19:13quindi è un incrocio importante
19:22il crinale fa da spartiacque tra la valtare e la valma nubiola
19:25i colori autunnali arricchiscono il sentiero
19:28una volta sbucati dal bosco in cima al Binaghe
19:31a quota 1162 godiamo di un panorama sorprendente
19:35e davvero a 360 gradi
19:59da qui si vede benissimo l'Alta Val Baganza
20:03partendo da Berceto che è dominato dal Monte Cervellino
20:09poi seguendo c'è un piccolo promontorio pelato che è la maestra di Graiana
20:14poi venendo sempre più avanti abbiamo dove c'è quella pelata che sale
20:20quello è diciamo al Monte Polo
20:23poi seguendo si intravedono i groppi rossi
20:26che sono sempre dei groppi ofiolitici
20:30dove c'è il famoso lago Bozzo
20:32e poi a salire si arriva nella parte dove passa
20:36poi l'alternativa dei parchi
20:37e in quell'avvallamento vediamo il passo della Cisa
20:41quindi è quel punto basso in cui passavano mercanti
20:47dove è un passo storico diciamo
20:50e poi a salire comincia l'appennino diciamo più alto
20:53in cui vediamo il Monte Fosco, l'Orsaro e il Braiola
20:58in fondo c'è una piccola punta
21:01in cui possiamo vedere il Monte Sagro
21:03quindi sono già le apuane
21:05e poi qua siamo proprio a ridosso del Monte Molinatico
21:08che è tutta questa massa enorme
21:11dove ci sono poi le antenne
21:13si riconosce per le antenne nella parte alta
21:15e poi buttandoci nella Valtaro
21:19guardando la Valtaro
21:20abbiamo l'inconfondibile Monte Penna
21:23che è la piramide che si vede dritta
21:26che spicca davanti a noi
21:28e poi a spostarci abbiamo il Monte Pelpi
21:32e il Monte Aiona
21:34e poi andando in là è più coperto
21:37quindi da qui si vede meno
21:38e poi andando in là è più coperto
22:16da qui o scendendo al passo la Cala
22:18si apre un ventaglio molto ampio
22:19di itinerari possibili
22:21una delle opzioni è visitare i Castagnetti di San Bernardo
22:24a 947 metri
22:26dove una lapide ricorda i partigiani
22:28uccisi dai nazi fascisti
22:29in una battaglia del 2 febbraio del 45
22:32scegliamo questa volta
22:33di ripercorrere i nostri passi
22:35per tornare a Corchia nel minor tempo possibile
22:37abbiamo ancora tanto da scoprire
22:41in questo punto si nota bene
22:43che è un po' la peculiarità di questa valle
22:46cioè il fatto che
22:47questa valle è un po' divisa in due
22:49dal torrente
22:50e abbiamo sulla destra
22:52ci sono le rocce stratificate
22:54che sono i sedimenti
22:55che sono depositati in mare
22:57queste sono le arenari di Scabiazza
22:59che hanno circa 100 milioni di anni
23:00e invece dall'altra parte
23:02vediamo abbastanza bene
23:04quelli che sono i marmi
23:05in particolare qua
23:06vediamo fiorare
23:07ad esempio dei basalti
23:10che rappresentano la lava
23:12che usciva dal fondo del mare
23:40scendendo dal sentiero delle miniere
23:42arriviamo alle porte del paese
23:43dove è in funzione
23:44l'ultimo essiccatoio di castagne della vallata
23:47Nando porta avanti
23:48una tradizione centenaria
23:49oggi la farina si utilizza
23:51per fare il castagnaccio
23:52la pattona
23:53un tempo
23:54era una risorsa provvidenziale
23:56sono tanti anni che è in funzione
23:58questo essiccatoio
23:59io penso che sia più di 100 anni
24:02dai miei genitori
24:03mio nonno
24:04mio papà
24:05poi
24:05adesso sono 17 anni
24:07che continuo io
24:08questa tradizione
24:09lei ha portato avanti
24:10questa tradizione
24:11per colchia
24:12è una cosa importante
24:13comunque
24:13sì sì
24:14perché
24:14l'estate
24:15facendo
24:16questa chiamata
24:18sagra della patona
24:20faccio la farina
24:21e operiamo la farina
24:23del paese
24:25del posto
24:26una volta la farina di castagne
24:27era tutto
24:29era il pane
24:32perché
24:32non è come in pianura
24:34che avevano
24:35il grano
24:37il grano turco
24:38per fare la polenta
24:40qua non c'era
24:40e
24:41avevano la farina di castagne
24:43la patona
24:44il pane
24:45la polenta
24:46vivevano in quel modo
24:52queste qua
24:53prima
24:53venevano
24:54non si chiede di pesarle
24:55li misuravano
24:56in questo recipiente
24:58in questo recipiente
24:59poi
24:59li veniva versati
25:00in un cesto
25:01poi uno
25:02li portava
25:03su per la scala
25:04e ce n'era uno sopra
25:05che
25:05li vuotava
25:07nella grata
25:08dentro
25:09quando si sbucciano
25:11dalla macchina
25:12vengono versate qua
25:14ci sono
25:15le persone
25:16tre
25:17da una parte
25:18e tre dall'altra
25:18che servono
25:19di castagne marce
25:21se c'è qualche
25:22fasolino
25:23e
25:24si è riempito
25:25poi si
25:26riempiono i sacchi
25:27esatto
25:28e qua invece c'è il fuoco
25:29no?
25:30qua c'è il fuoco
25:30
25:31ma è un fuoco vivo
25:32o dovete
25:33no
25:33è un fuoco
25:34perché con la legna
25:35di castagno
25:36il castagno
25:37brucia lentamente
25:38poi una volta acceso
25:40si adopera
25:41la buccia
25:42delle castagne
25:44dell'anno prima
25:45perché
25:47brucia
25:48fa da bracero
25:49e brucia lentamente
25:50e cosa succede
25:52le castagne
25:53che vengono raccolte
25:54dalle varie famiglie
25:55poi gliele portano
25:56come fate qui?
25:57una volta
25:58le misuravano
25:59con quel
26:02recipiente
26:03
26:05dopo
26:05dopo tante
26:07fresche
26:08sapevano che
26:08dopo tre
26:09di fresche
26:10ce n'era una
26:10di secca
26:12invece adesso
26:12le pesiamo
26:13e
26:15da un tot di peso
26:17calano
26:18su un quintale
26:19ne rimangono
26:2033 kg
26:21dopo che accende il fuoco
26:23per quanti giorni
26:24resta acceso
26:2435 giorni
26:26il fuoco va
26:27giorno e notte
26:28per 35 giorni
26:29e le castagne
26:30che sono al piano di sopra
26:31pian piano si seccano
26:32poi tutte le sere
26:34perché
26:34chi da una parte
26:36chi dall'altra
26:37portano le castagne
26:39dopo un certo orario
26:39sono a casa anch'io
26:41e man mano che si mettono su
26:43si cerca di
26:45mescolarle
26:46che dopo 35 giorni
26:48siano tutte secche
26:50tutte assieme
26:53per lei che valore
26:55ormai è un rito questo
26:56si è un rito
26:57fa parte della vostra storia
26:59perché poi c'è anche
27:00tanta gente
27:00che ha una certa età
27:02e loro
27:04sono anche loro
27:05che mi invogliano
27:07a continuare
27:08questa tradizione
27:12Corchia è una miniera
27:14di storie e tradizioni
27:15la chiesa di San Martino
27:16oggi sconsacrata
27:17ha la caratteristica unica
27:19di avere
27:19il campanile sul fronte
27:21da tempo purtroppo
27:22attende una messa in sicurezza
27:23casa Corchia
27:24ospite invece
27:25dal 2007
27:26il museo
27:27Martino Iasoni
27:28sorprendente artista
27:29del secolo scorso
27:30qui sono conservate
27:31una sessantina di opere
27:33del pittore
27:33tra oli e aquarelli
27:38Martino Iasoni
27:39era un pittore
27:39dei primi del novecento
27:40è nato nel 1901
27:41a Corchia
27:42e nel 1905
27:43è partito con il padre
27:44hanno venduto
27:45l'unica mucca
27:46che avevano nella stalla
27:47per comprare un biglietto
27:48di sola andata
27:49per New York
27:49là c'era già la mamma
27:50che lavorava da sei mesi
27:52sei o sette mesi
27:54Martino è cresciuto
27:55in New York
27:55studiando arte
27:57sono ripartiti
27:58nel 1924
27:59quindi lui aveva
28:0023 anni
28:01non aveva mai fatto
28:02il contadino
28:03ha sempre fatto
28:04il pittore
28:04si è trovato a Corchia
28:06a dover riniziare
28:07una vita da capo
28:08e a rimparare
28:09un mestiere da capo
28:10ed è morto poi
28:12nel
28:13morto giovane
28:14nel 1957
28:16io penso che Martino
28:17sia importante
28:18per
28:20Berceto
28:20per Corchia
28:21in generale
28:21per l'Appennino
28:22perché è un po'
28:23l'esempio di quello
28:24che è successo
28:25a tutto l'Appennino
28:26ovvero
28:26l'esperienza
28:27della migrazione
28:28penso che la portino
28:29se non direttamente
28:31ma anche indirettamente
28:32tutte le famiglie
28:32della montagna
28:34ed è un'esperienza
28:35che cambia completamente
28:37la vita
28:37quindi Martino
28:38ha cambiato la sua vita
28:40e l'ha dovuta anche
28:41rivedere
28:42e riniziare
28:42in un altro modo
28:43è stata l'esperienza
28:45di tante persone
28:46in montagna
28:46cosa state scoprendo
28:48la state approfondendo
28:49la sua figura
28:50
28:50quest'anno
28:51è un anno particolare
28:52perché
28:54si sta producendo
28:55un documentario
28:56su Martino Iasoni
28:58sulla sua figura
28:58la sua esperienza
28:59di migrazione
29:00ma anche come
29:01artista
29:02è un progetto
29:05della consulta
29:05degli Emiliano Romagnoli
29:06nel mondo
29:07che ha voluto appunto
29:08approfondire la vita
29:09di Martino Iasoni
29:11e anche
29:13finalmente
29:13si sta riuscendo
29:15a pubblicare
29:16i diari
29:16di Martino Iasoni
29:17perché Martino
29:18non era solamente
29:19un pittore
29:20ma era anche
29:21un grandissimo scrittore
29:23ha prodotto
29:23tantissimi scritti
29:24ha tradotto delle opere
29:26dall'italiano all'inglese
29:27e viceversa
29:28e ha raccontato
29:29la sua esperienza
29:30di contadino
29:31di Corchia
29:33quindi
29:33ha raccontato anche
29:35tramite i diari americani
29:36la sua esperienza
29:37da quando era bambino
29:39fino al 1924
29:41in quattro quaderni
29:42che proprio quest'anno
29:43verranno pubblicati
29:44l'Appennino è terra
29:45di emigrati
29:46oggi si spopola
29:47ma al tempo stesso
29:48accoglie emigranti
29:49temi che si intrecciano
29:51col futuro di queste terre
29:52e al quale Giacomo
29:53ha dedicato il documentario
29:55Se chiudo gli occhi
29:56vedo i monti
29:56realizzati in parallelo
29:58alla ricerca etnografica
29:59di Maria
30:00intitolata
30:01Un territorio immaginato
30:02si stanno forse creando
30:04delle condizioni nuove
30:06perché appunto
30:07internet
30:08dà la possibilità
30:09di lavorare anche
30:10da remoto
30:11chiaramente
30:11venire in Appennino
30:13è una scelta
30:14che è più profonda
30:15cioè legata
30:16forse anche
30:17alla ricerca
30:18di comunità
30:19che magari
30:20possono piacere
30:21e una cosa
30:23che ho notato
30:24è che forse
30:25le persone appunto
30:25non cercano
30:26un posto bello
30:27in cui andare a vivere
30:28ma cercano più
30:29una comunità
30:30che funziona
30:30un luogo in cui
30:32si sentono riconosciuti
30:34e per alcune persone
30:35quindi è un forte richiamo
30:37andare a vivere
30:37in mezzo alla natura
30:38mentre per tanti altri
30:39può essere ancora visto
30:41come una limitazione
30:42ci sta
30:43perché ci sono
30:44tanti stili di vita
30:44però di sicuro
30:46le condizioni sono cambiate
30:47per venire a vivere
30:48in Appennino
30:48quindi ora è possibile
30:49con il giusto
30:52lavoro in tasca
30:53forse
31:01il cammino finisce
31:03a Corchia
31:04abbiamo percorso
31:05circa 10 chilometri
31:06con un dislivello
31:07di circa
31:08550 metri
31:10in più di 4 ore
31:11a ritmo blando
31:13con tante soste
31:14e tanti approfondimenti
31:16perché la cultura
31:17i riti
31:17e le tradizioni
31:18del nostro appennino
31:19di queste vallate
31:21meritavano
31:22tanta curiosità
31:23è una cosa
31:53che è un'escrita
31:53Grazie a tutti.
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