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Trascrizione
00:19Buonasera, ben ritrovati, ultima puntata di Egorà, prima della pausa estiva e chiudiamo con un
00:25argomento che rendiamo di grande importanza, forse fondamentale, tra quelli che andranno a
00:30disegnare il futuro della città. Qua ospite in studio il neorettore eletto Loris Borghi, grazie di essere
00:39con noi, è la prima uscita ufficiale, dunque la ringraziamo particolarmente per aver scelto questi
00:43studi, per poterci spiegare quella che sarà la sua filosofia di università per gli anni che verranno e
00:50visto il momento difficile che va a toccare non soltanto l'università ma tutti gli ambienti, c'è da
00:56pensare che da novembre al giugno del 2019 ci sia tanto lavoro da fare, da guardare con particolare
01:03attenzione anche a punti che magari soltanto una decina di anni fa mai più avreste pensato di
01:08dover andare a toccare. Ad aiutarmi a chiacchierare con il rettore per capire quello che diciamo appunto
01:16è il suo modo di intendere l'ateneo della nostra città, due colleghi che ringrazio altrettanto
01:23di aver accettato l'invito, Paolo Ferrandi e Francesco Bandini sono tutti e due della Greta
01:27di Parma quindi conosciutissimi, sanno tutto quello che c'è da sapere dell'università di
01:32Parma e di conseguenza cerchiamo di fare chiarezza su quello che sarà il punto di una delle istituzioni
01:40più importanti non soltanto a livello cittadino ma anche a livello nazionale. Allora, intanto
01:45la prima volta che mi sono ritrovato in mano il programma di Lorisburg mi aveva colpito
01:52questa forma piramidale con tre punti importanti, valorizzazione delle persone, partecipazione
01:57e appartenenza e poi lo sviluppo della piramide che portava al miglioramento. Questo cosa sta
02:03a significare dal mio punto di vista? Che il suo non sarà un rettorato nel segno della
02:08continuità?
02:10Certamente no, però mi consento un attimo di ringraziare lei e Agorà e TV Parma di questo
02:17invito che per me è particolarmente significativo perché è la seconda volta che io vengo qua,
02:25la prima volta fu sei anni fa. L'altra volta meno, però è venuto anche durante la campagna
02:30elettorale. Le cose andarono diversamente. Da allora io non ho rinunciato a questo progetto
02:37di rinnovamento dell'Ateneo che comunque ebbe un riscontro molto elevato all'interno
02:42dell'Accademia di Parma perché il 47% dei votanti comunque condivise quel progetto. Quindi
02:50in questi sei anni ho continuato a pensare che questo progetto dovesse essere comunque portato
02:57avanti. Abbiamo atteso la conclusione del mandato del professor Ferretti che poi si è
03:04prolungato oltre i 4 anni per un anno in più, un altro anno in più rispetto alla legge
03:10nuova, Gelmini che è uscita, etc. E siamo qui quindi a ringraziare, in questo caso sono
03:15qui invece in veste di rettore eletto e prenderò servizio il primo novembre. Mi fa piacere che
03:22lei si sia procurato questo che è stato l'ultimo gesto della mia campagna elettorale
03:28e abbia capito subito l'importanza di questo triangolo che spiego in modo molto molto semplice.
03:35Questo è il cuore del mio pensiero, della mia persona e delle mie idee a riguardo anche
03:43all'Ateneo. Ed è il modo con cui ho sempre operato nel momento in cui ho assunto delle
03:51responsabilità. Partire dalla valorizzazione delle persone che meritano, fare in modo che
04:01le singole persone non lavorino solo per se stessi, lavorare per se stessi è una cosa
04:06importante, è una cosa essenziale, ma all'interno di un'istituzione pubblica o anche privata
04:13in qualsiasi attività occorre che l'interesse del singolo vada a combaciare, vada a sposarsi
04:20bene con l'interesse dell'istituzione o dell'azienda, anche ovviamente delle aziende
04:25private. Quindi questo aumento di senso di appartenenza dei singoli di istituzione può portare,
04:33questa base del triangolo, ad un miglioramento della situazione quasi oserei dire in modo
04:40scientifico, in modo obbligato anche a iso risorse, anche a risorse calanti. Questo è
04:46il mio modo di ragionare, quindi dove arrivo cerco di migliorare me stesso e l'istituzione
04:53o il gruppo o l'impegno che mi ritrovo, in questo caso dal primo novembre.
04:58Poi andremo a coinvolgere anche i colleghi. Chi ha seguito in diretta sul sito dell'università
05:03alla sua elezione ha avuto occasione di sentire le sue prime parole e credo siano stati un
05:08messaggio molto importante, nel senso che chi voleva intendere doveva intendere subito
05:14che il suo sarà un rettorato forte, un rettorato decisionista e il fatto di mettersi subito
05:20a disposizione del rettore di Geno Ferretti già dal giorno dopo l'elezione, senza aspettare
05:27il mese di novembre, ha dato proprio l'idea di un rettore che vuole prendere in mano con
05:32decisione le sue prime parole.
05:33E da questo punto di vista posso dare ai giornalisti, a lei, alla città, una notizia.
05:40Questo mio...
05:41Mi scusa un secondo perché mi fanno segno giustamente dalla regia di avere dimenticato,
05:46di avere dato il numero dell'SMS.
05:48333-9200-170.
05:51Se da casa volete, come sempre, in questa trasmissione mandare dei suggerimenti, delle domande
05:56da fare al professor Burgh, lo potete fare, poi noi leggeriamo a lui, il numero è quello
06:01che avete appena visto, mi scusi, può continuare.
06:03No, dicevo che ha richiamato questo mio piccolo intervento che ho fatto nel momento della proclamazione
06:10da parte del decano dei risultati elettorali in Aula Magna, la sera dell'undici, ho detto
06:16alcune cose tra cui, appunto, quella che lei richiamava, la mia disponibilità, offerta
06:21di disponibilità immediata a partire da lunedì prossimo al rettore in carica, il professor
06:28Gino Ferretti, se lui lo ritiene, l'opportunità che io sia coinvolto da subito in problemi,
06:36in decisioni importanti che il rettore attuale deve prendere entro il 31 ottobre.
06:42Non è che la macchina si ferma perché c'è un rettore nuovo o c'è un'elezione, eccetera.
06:48Quindi posso dare una notizia questa sera, che questa mattina mi ha telefonato il professor
06:55Ferretti e mi ha chiesto di andare con lui a Bologna già lunedì mattina per questioni
06:59importanti che riguardano l'Ateneo.
07:00Gesto molto bello.
07:01Gesto molto bello, che io speravo che fosse accolto e non avevo dubbi che il professor Ferretti
07:06avrebbe accolto.
07:08Paolo, dicevamo che Lorisburghi va ad assumere la guida dell'Ateneo di Parma in un momento
07:14particolarmente difficile.
07:16Ecco, tu conosci bene l'ambiente universitario.
07:18Che università a tuo avviso prende in mano e cosa vorresti sapere da lui come prima
07:24cosa?
07:25Noi gli chiediamo i primi cento giorni che chiediamo a tutti i politici perché qua vorremmo
07:28non parlare in politichese ma far capire dire alla gente.
07:31No, io comincio lunedì, non aspetto il primo novembre.
07:35Magari da medico potremmo chiedergli come trova l'università, quali sono i punti di
07:41debolezza e quali sono i punti di forza.
07:44Poi lei ha parlato di iso-risorse, quindi risorse stabili oppure addirittura calanti.
07:49C'è anche questo problema, nel senso che a me da profano sembra un po' anemica dal
07:53punto di vista delle risorse.
07:56Certo, la situazione è quella che è, poi la possiamo anche approfondire rispetto alla
08:01situazione di Parma.
08:03Però è chiaro che qui siamo di fronte a un problema che non è un problema solo di Parma,
08:08ma è un problema di questo paese che si trova nella crisi che tutti conosciamo, nelle difficoltà
08:13enormi di cui tutti soffriamo.
08:18Certo, ci sono anche paesi che in una situazione di crisi grave, anche come la nostra, hanno
08:25puntato sulla, diciamo così, hanno investito sulla conoscenza.
08:32Noi, questa cosa qua come paese, non l'abbiamo ancora fatta.
08:36Il paese in questo periodo di crisi ha disinvestito sulla conoscenza, quindi è andato su un versante
08:42opposto e da questo punto di vista credo che, spero, che il paese nel suo complesso capisca
08:49che disinvestire sulla conoscenza è una cosa pericolosa, molto pericolosa per il futuro.
08:54Quindi noi siamo dentro comunque a una situazione molto più grande di noi, siamo dentro una
09:01situazione italiana, una situazione europea, siamo dentro una situazione internazionale
09:05di crisi.
09:07Quindi, che cosa si può fare in una situazione di questo genere?
09:12Ci si arrende o no?
09:15La mia ipotesi ha fatto di non arrendersi, di dare il nostro piccolo contributo a livello
09:21locale per contribuire in qualche modo alla soluzione della crisi globale del paese.
09:28Diceva un retorato forte, non è un termine corretto, è certo un retorato di discontinuità
09:36rispetto al passato e da questo punto di vista, ripeto, sono molto soddisfatto di questa
09:44accettazione di collaborazione da parte del professor Ferretti a partire da lunedì, perché
09:48questo può aiutare me, prima di tutto, a capire meglio una serie di problemi che sicuramente
09:55in parte conosco, ma essere dentro, essere fuori non è la stessa cosa, anche dal punto
09:59di vista della situazione finanziaria dell'Ateneo e quindi prepararsi meglio alla presa di servizio
10:05che ci sarà il primo di novembre, la discontinuità ci sarà.
10:10Anche perché sono stati due, il retorato di Ferretti e quello precedente di Occhio Cupo,
10:15sono stati due retorati molto lunghi anche in termini.
10:18No, il retorato del professor Ferretti, 13 anni, il retorato più lungo della storia
10:23dell'Ateneo di Parma, che ha una storia antica.
10:28Che è quello di Occhio Cupo, 11 anni.
10:2911 anni e 13 sono di più.
10:3113 sono di più, sì.
10:34Adesso c'è anche da dovere fare i conti con un'immagine della quale al suo punto all'inizio
10:39non sarà facile riuscire a smembrarsi.
10:43Cosa succederà?
10:44Succederà che i colleghi di medicina che finalmente dopo 30 anni riescono a riavere in mano il retorato
10:51dell'università chiederanno quel rilancio della quale, diciamo la verità, la facoltà ha bisogno.
10:58E dall'altra parte lei che dovrà cercare di tenere il giusto equilibrio pur riconoscendo,
11:03anche magari rischiando di una certa partizioneria, di dover riconoscere che medicina ha bisogno di un sostegno notevolissimo.
11:11Certo, ho una soluzione anche per questo.
11:14Anche l'altra parte lei è un medico abbastanza importantino adesso, visto che dirige un dipartimento.
11:18Cosa succederà?
11:19Ce lo dice dopo comunque.
11:20Non accumuliamo troppo, dopo ce lo dice, sì.
11:26Preferisco rispondere step by step.
11:30Questo ha toccato un altro punto caldo, che è stato un punto caldo della campagna elettorale.
11:35Il timore del rettore medico, allora considerate che l'area biomedica anche attualmente, storicamente,
11:44rappresenta circa in termini elettorali, non di peso di importanza, il 25-26% di tutto l'elettorato.
11:53Quindi è chiaro che è un'area, diciamo così, che non la si può trascurare.
11:58Però il tema è delicatissimo, perché in campagna elettorale ho vissuto direttamente quello che sapevo
12:05da parte delle altre facoltà, delle altre anime dell'Ateneo, che sono tante diversificate,
12:11molto diverse tra di loro, il rettore medico, insomma, un po' di timore.
12:16Quindi ho passato mesi in campagna elettorale, oltre che a spiegare le mie idee,
12:21che sono poi sintetizzate in questo libretto, per cercare di far capire ai colleghi, non di medicina,
12:28che non dovevano assolutamente temere questo.
12:31Però il tema esiste, perché uno dice, benissimo, siamo in un calo di risorse dell'Ateneo,
12:38e l'ex facoltà di medicina, perché adesso parliamo di un contributore diverso.
12:44Comunque, i quattro dipartimenti dell'ex facoltà di medicina che assomano 220 docenti,
12:52è certo che sono un po' in attesa, come dire, di dire, forse il rettore medico avrà un po' più
12:58attenzione.
12:58In pratica lei sostituisce Zanella più che Ferretti, insomma.
13:02E dall'altra parte c'è il timore, ovviamente, che questo non accada, non accadrà.
13:08Perché non accadrà? Perché ho una soluzione per questo.
13:12La soluzione si chiama azienda ospedaliera universitaria.
13:17Qualcuno non sa bene che cosa significa questo contenitore,
13:21che è un contenitore che, come dire, è interfacciato strettamente con l'azienda Ateneo.
13:31Cioè, dove esiste la facoltà di medicina e chirurgia, in tutta Italia, in regione Emilia Romagna, ovviamente,
13:37si sono costituite non delle aziende sanitarie, ma delle aziende ospedaliere universitarie.
13:46Cioè, c'è un contenitore nel contenitore, per certi versi.
13:50Questo significa una cosa, che se i due attori istituzionali,
13:54che sono il rettore per quanto riguarda l'università e il direttore generale dell'azienda ospedale universitaria
14:03per quanto riguarda la gestione dell'università,
14:06se questi due attori si mettono, questa è la mia scommessa e la mia proposta,
14:11si mettono a lavorare come se fossero un attore solo,
14:16noi risolviamo la gran parte dei problemi della facoltà, cioè dell'accademia medica,
14:23degli accademici medici, e risolviamo anche una buona parte dei problemi della parte sanitaria.
14:30Questa è la scommessa.
14:32Questa è la chiave di volta per evitare quello che lei diceva,
14:36che potrebbe, diciamo così, se io non avessi certe idee in questo senso,
14:41potrebbe anche essere qualcuno che dice, mamma mia, è arrivato il rettore medico
14:45e elimina filosofia, elimina, che so io, lettere, elimina veterinari, elimina…
14:54No!
14:55La parte accademica dell'università ha un interlocutore che se interpretato correttamente
15:03può diventare una soluzione anche dei problemi dell'accademia,
15:08a tutto vantaggio della parte sanitaria.
15:11Dico solo una cosa, e l'ho già detta in questa ricerca che avevo presentato
15:17tempo fa in Aula Magna, il 21 di dicembre del 2011, vi l'ho portata,
15:23in cui ho fatto, tra le altre cose, anche, ho fatto fare da colleghi di economia
15:29che l'hanno fatto gratuitamente, uno studio di mercato sugli studenti
15:35della facoltà di medicina e chirurgia, perché allora io ero il preside,
15:37e quindi ho fatto fare questo studio, e che cosa è emerso?
15:42È emerso che, per esempio, esistono 500 specializzanti, 500 medici informazioni,
15:50medici laureati che possono svolgere la professione dentro l'ospedale maggiore di Parma
15:55tutti i giorni, di giorno e di notte.
15:58Questi ci sono perché esiste la facoltà di medicina, se no non ci sarebbero.
16:04Abbiamo tempo della domanda di Francesco, poi andiamo in pubblicità.
16:07Professore, nelle sue prime parole da rettore eletto, ha posto subito una questione di metodo,
16:13ha promesso una gestione, come dire, più collegiale, più partecipata,
16:18evidentemente in contraposizione, devo dedurre, con la passata e attuale gestione
16:24che forse lei ritiene un po' chiusa, diciamo così, e magari non sufficientemente trasparente.
16:29Come intende muoversi?
16:31In campagna elettorale si usano dei termini forti, un po' forti, anche per tenere un po' viva
16:38la campagna elettorale, se no diventa un...
16:40Ho parlato di cesarismo, finisce il cesarismo con me, cioè finisce in una situazione complessa,
16:48proprio così complessa come richiamavamo prima, un uomo solo non va da nessuna parte.
16:54Dentro l'Ateneo di Parma, vi dico con certezza assoluta, perché ho conosciuto i miei colleghi
17:00uno ad uno in questi mesi, lunghi mesi di campagna elettorale, esistono delle potenzialità
17:06inespresse da tanti punti di vista.
17:10Quindi io già fra poco, per esempio, partirò con un incontro con una quindicina di persone
17:20che mi hanno seguito nella campagna elettorale, parlo di colleghi, che mi hanno supportato,
17:26mi hanno anche un po' sopportato e hanno condiviso con me il progetto.
17:32Quindi comincerò subito, fra una quindicina di giorni, a riunire questo primo gruppo
17:36che diventa il core di un coro, cioè una parte iniziale di collaboratori con i quali comincerò
17:45da subito ad affrontare i problemi, partendo da alcuni problemi importanti, il discorso
17:54del direttore generale dell'Ateneo, il discorso appunto dei collaboratori, delle varie cariche,
18:01il discorso dell'allargamento di questo coro anche a ricercatori e associati, persone giovani
18:08e persone anche dell'altro genere. È stato bruttissimo in Aula Magna quando siamo andati
18:15al confronto dei cinque candidati, cinque uomini. Ci sono donne, professoresse, ricercatrici,
18:25associate, ordinari, donne del personale tecnico e amministrativo di grandissimo valore
18:30che non sono venute fuori, sono potenzialità che devono uscire. Quindi questo sarà il
18:36metodo, che è il triangolo.
18:40Allora, fra un minuto ritorniamo in studio, pubblicità, ci risentiamo subito dopo.
18:57Lascerò a Paolo e Francesco poi il compito di entrare nei temi tecnici che vanno dalla
19:03ricerca alla fuga di cervelli, al ruolo degli studenti che credo rimangono il valore vero
19:08di qualsiasi Ateneo e che dunque vanno tenuti in grande considerazione. Poi saranno loro a
19:12entrare nel merito di vicenda. Ecco, prima però credo sia importante sapere come l'università
19:18targata Loris Borghi intende confrontarsi con il territorio e inserirsi nel territorio
19:25facendo quel famoso sistema Parma.
19:28Ecco, questo è un altro degli aspetti importanti di carattere generale. La mia percezione, la
19:36mia diagnosi, visto che sono un medico, è che questo Ateneo per troppo tempo sia rimasto
19:46un qualche cosa di abbastanza chiuso, autoreferenziale, qualificatissimo, antico, prezioso, ma chiuso.
19:56Ultimamente le cose sono un po' migliorate, non è più così come prima, però insomma
20:03questa da una parte. Dall'altra un territorio, in senso generale, che sembra convivere con
20:13un Ateneo, non vivere con un Ateneo. Cioè un territorio che non ha la percezione esatta
20:19dell'importanza di avere in una città di 180 mila abitanti un Ateneo con 25-26 mila
20:26studenti. E le cause, perché per trovare le soluzioni bisogna partire dalle cause, bisogna
20:34partire dall'origine, bisogna partire da una diagnosi, se si sbaglia la diagnosi in medicina
20:38la terapia si sbaglia di sicuro. Le responsabilità di questo stanno dentro e fuori, dentro un certo
20:48livello di senso del poter essere autosufficienti, senza aver bisogno degli altri, fuori il senso
21:02di non riconoscere l'importanza di questo Ateneo. Dentro questo Ateneo c'è un know-how altissimo
21:09dal punto di vista del personale docente, dal punto di vista del personale tecnico e amministrativo
21:14scarsamente sfruttato sia dall'interno che può invece riverberarsi positivamente sul
21:21territorio. Io ho fatto una ricerca, appunto accennavo prima, solo gli studenti di medicina
21:29che sono 4.500, non 25-26 mila, 4.500, riversano sul territorio di Parma ogni anno 55 milioni
21:39di Euro, moneta sonante, attraverso l'acquisto dei libri, delle sigarette, dei divertimenti,
21:47dei vestiti, l'uso degli autobus, gli affitti, l'acquisto delle case e questa città, questo
21:54territorio è come non si accorgesse di questo bene prezioso e addirittura per alcuni aspetti
22:03tratta questi studenti, soprattutto quelli fuori sede che ricordo sono oltre il 70%, come
22:10cittadini di serie B. Ognuno di noi va negli Stati Uniti, va in altri paesi, gli studenti
22:20non pagano un euro il caffè o meglio un dollaro, pagano un po' meno, se prendono un autobus
22:28pagano un po' meno, se vanno a fare acquisti in quel supermercato invece che in quell'altro,
22:34hanno uno sconto, non pagano come qui da noi il 31% in più di tasse sull'acqua, luce e
22:42gas.
22:44L'energia che uno studente fuori sede spende qua, gli costa il 30% in più di me, cittadino
22:53di Parma che abita Parma, ma allora se noi vogliamo fare attrazione di questi studenti,
22:59vogliamo mantenere questi studenti, 25 mila, 26 mila, vogliamo attrarre altri studenti,
23:05certo dobbiamo migliorare i corsi, dobbiamo migliorare la didattica, dobbiamo migliorare,
23:10ma anche questa città deve diventare più accogliente rispetto a questi che non sono ospiti
23:16sgraditi, sono ospiti molto graditi dal punto di vista economico, a parte l'aspetto
23:22culturale della vivacità di una città che è completamente diversa rispetto a una città
23:28che non ha l'università.
23:29Paolo?
23:30Sì, per chiudere il discorso che stava facendo, lei cosa propone come rettore?
23:36Di attivare delle convenzioni?
23:37Io ho già chiesto un incontro al sindaco, questo programma l'ho mandato a tutti gli
23:44elettori, perché è chiaro, però l'ho mandato anche a tutte le autorità cittadine in questi
23:50mesi, sia pubbliche che private e ho avuto una piacevole sorpresa del fatto che il sindaco
24:00mi ha telefonato che io non conoscevo, non avevo mai incontrato il nostro sindaco in vita
24:04mia, anche perché lui è sindaco da poco, quindi non avevamo avuto ancora occasione
24:09di incontrarci, mi ha telefonato dicendomi che aveva letto il mio programma e desiderava
24:15conoscermi, ci siamo incontrati 15 giorni fa, abbiamo fatto una lunga chiacchierata e
24:21ho già posto al sindaco alcuni problemi tipo questo, dell'energia tipo questo, ho trovato
24:28un interlocutore sensibile e ho detto al sindaco in modo scherzoso quando ci siamo lasciati
24:34che se fosse diventato il rettore ci saremmo incontrati molto presto per parlare nel concreto
24:40di questi problemi, non ho fatto in tempo a richiamarlo che mi ha chiamato lui e quindi
24:46avremo un appuntamento nelle prossime settimane, è necessario che l'Ateneo collabori con tutte
24:53le istituzioni cittadine pubbliche e private e le istituzioni collaborino con l'Ateneo,
24:59perché il know-how è alto.
25:01Volevo farle una domanda molto veloce, nel programma lei dice che l'Università di Parma
25:06è un'università generalista che però ha delle punte di specializzazione e di eccellenza,
25:11vuole cercare di allargare un attimo il concetto per fare...
25:15Questo è un... qualcuno lo ritiene un problema, io lo ritengo una ricchezza, forse a volte ragioni
25:22in modo opposto. Allora è chiaro che è molto più facile gestire, se voi prendete l'azienda
25:29ospedale universitaria, ha il doppio di dipendenti dell'Ateneo, 4 mila verso 2 mila, ha un bilancio
25:37che è il doppio, ma gestire un'azienda ospedale universitaria è molto più semplice, con tutte
25:43le difficoltà che ci sono, perché è un oggetto unitario, è un qualche cosa... si parla
25:50di sanità e si parla di quella roba lì. L'Ateneo è molto più complesso, pur essendo
25:56diciamo così, guardate solo la distribuzione geografica dell'azienda ospedale universitaria
26:02che è quel quadrilatero che sta tra via Volturno, via Gramsci eccetera eccetera. Guardate la distribuzione
26:10del patrimonio murario, in questo caso edilizio, dell'Ateneo che è sparso in almeno 15 plessi.
26:20La gestione già di questo è molto più difficile che gestire un plesso solo e dal punto di vista
26:27delle diverse anime che esistono all'interno dell'Ateneo è chiaro che se prendiamo i filosofi
26:35sono accademici ma sono molto diversi dagli ingegneri, se prendiamo i medici sono molto
26:41diversi dai letterati e così via. Quindi questo è un grande contenitore unico a cui tutti
26:50devono capire che se uno abita a medicina c'è però anche l'Oxac, se abita al campus c'è
26:56però anche medicina, c'è anche veterinaria. Cioè tutti devono riassumere un senso di appartenenza
27:03globale all'istituzione e dal punto di vista gestionale il problema rimane ovviamente,
27:12ma intanto essere più consapevoli che il mondo è un po' più grande il nostro mondo
27:17di quello che ognuno vive tutti i giorni è già una cosa. Poi è chiaro che nelle diverse
27:21aree l'Ateneo è generalista, deve rimanere generalista, non siamo un politecnico di ingegneria
27:29che deve fare solo quella roba lì. Dobbiamo fornire al paese non solo ingegneri ma anche
27:35medici, ma anche filosofi, ma anche letterati, ma anche psicologi eccetera. E questo è un
27:39compito dell'università pubblica. Il tema che si pone è che all'interno di ogni area
27:46la stessa area deve capire meglio qual è la sua missione principale, quali sono le punte
27:52del punto di vista scientifico didattico da curare di più, in modo che l'Ateneo rimane
27:57generalista ma si specializza nelle singole aree e solo in questo modo può reggere la
28:03concorrenza con Bologna, faccio per dire che è un Ateneo molto più grande di noi.
28:09Francesco ti tocca sempre rientrare subito dopo la pubblicità, qua guardiamo alcuni sms
28:14e comunque sono quasi tutti dello stesso tenore. Quasi tutti si augurano un riconoscimento
28:20delle professionalità e dunque la possibilità che rimangano sul territorio e non siano costretti
28:27ad andare, la famosa fuga di cervelli di cui si diceva prima. Qua, gentile rettore, quale
28:32pensa che sia il futuro della facoltà di architettura, qua se poi si va sullo specifico, chiaramente
28:37qualcuno parla anche in termini politici per quella è la cosa che forse oggi, anzi sicuramente
28:42è la cosa che interessa nemmeno. Ci fanno già segno della pubblicità, ci risentiamo
28:46fra un minuto.
29:01Francesco, grazie per la pazienza, tocca a te.
29:04Riprenderei un tema che in parte ha già affrontato prima, cioè in una serie di interviste
29:10personalità del mondo dell'imprenditoria, della cultura, della società civile raccolte
29:15dalla gazzetta proprio in vista delle elezioni del nuovo rettore sono emersi tanti temi, forse
29:21avrà avuto modo di leggerli. Uno in particolare è emerso da più parti, cioè la richiesta che
29:28l'università sappia puntare in modo particolare su alcune ben determinate eccellenze, magari
29:36aspirando a divenire in quei settori un polo di riferimento a livello nazionale o anche
29:43internazionale. Si può fare?
29:46Si può fare ma bisogna che ci intendiamo bene cosa vuole dire eccellenza. Per me qui c'è
29:53un'eccellenza che si chiama Ateneo di Parma. Prima dobbiamo ristabilire alcune cose, poi
30:00capisco quello che alcuni colleghi o alcuni opinionisti o alcune persone importanti che
30:06hanno, che cosa intendono dire, però dobbiamo rimettere un attimo la nostra attenzione sul
30:14fatto che cos'è l'università pubblica, che cosa deve fare l'università pubblica. L'università
30:24pubblica è il tempio della libera ricerca e della libera insegnamento e ha un compito
30:32assegnato dalla Costituzione di formare prima di tutto le nuove generazioni di intellettuali,
30:39di professionisti, di persone di alta cultura che servono alla società. Oggi la dico così,
30:46se dovesse decidere oggi nel momento sociale in cui ci troviamo se è più importante un
30:51filosofo o un medico, dico che forse è più importante un filosofo. Cosa voglio dire?
30:59Non dobbiamo perdere di vista la missione, dobbiamo diventare anche un'azienda, quindi
31:07perché ormai questa università pubblica, come tutte le istituzioni pubbliche italiane,
31:12si stanno avviando verso la competizione e se ti avvii sul mercato, se sei in competizione,
31:19devi assumere elementi di competizione adeguate. Cosa fa un'azienda per stare sul mercato?
31:26Crea un prodotto, cerca di creare un prodotto di alta qualità, possibilmente meno costoso
31:33del concorrente per poterlo vendere. Quindi questi concetti di tipo aziendalistico dobbiamo
31:39assumerli anche noi. Però non dobbiamo esclusivamente puntare alla ricerca delle eccellenze.
31:46vanno fatti in un modo però equilibrato rispetto al resto del sistema, perché il sistema è
31:52economicamente limitato. Faccio un esempio su questo per farmi capire. Prendiamo cose che
32:00io conosco forse meglio, il sistema sanitario degli Stati Uniti e prendiamo il sistema sanitario
32:07dell'Italia. Non c'è dubbio che il sistema sanitario degli Stati Uniti va su Marte, ha delle
32:14punte di eccellenza che noi non abbiamo. Ci sono degli spike altissimi a cui noi non
32:23arriveremo mai o difficilmente arriveremo. Ma quel sistema sanitario spende il doppio
32:29e il triplo di quello che spende l'Italia in termini di PIL. Quindi attenzione, bisogna
32:35fare i risultati, mettere in rapporto alle energie che vengono messe a disposizione.
32:43Gli Stati Uniti spendono qualcosa come il 15% del PIL per la sanità, noi spendiamo la
32:46metà. Noi non andiamo su Marte, ma gli Stati Uniti hanno degli spike altissimi, ma lasciano
32:54a piedi 50-60 milioni di persone senza assistenza sanitaria. C'è stato un caso recente di due
33:03mesi fa di un nostro collega di medicina che in aereo si è ammalato. È stato ammalato
33:09fortemente. È stato fortunato che è atterrato, andava a New York. New York è stato ricoverato
33:15per otto giorni, gli hanno salvato la vita. Se fosse andato nel Burundi moriva per il tipo
33:20di malattia acuta che gli è venuto in aereo, mi ha fatto vedere la parcella, perché si
33:26era dimenticato di fare l'assicurazione, questo collega è sull'astrico. Deve venderla
33:31a casa per poter pagare quell'assistenza di otto giorni. Allora la domanda è, è più
33:38civile questo tipo di paese o è più civile quest'altro tipo di paese? Bisogna che ci capiamo
33:44bene. Poi puntiamo anche noi alle eccellenze, ma non dobbiamo lasciare a piedi tutto il
33:50resto. Non dobbiamo lasciare a piedi, in questo caso il resto di un ateneo che serve
33:55alla società. Qualche mese fa sulla Gazzetta di Parma un grande giornalista, Giorgio Torelli,
34:00che aveva subito un intervento al cuore, aveva scritto che se lo stesso intervento lo
34:05avesse subito negli Stati Uniti d'America sarebbe morto, avrebbe dovuto spendere quasi
34:09100 mila Euro. Quindi probabilmente non sarebbe…
34:11Cioè creare eccellenze bisogna investire, bisogna crearle, ma attenzione che questi
34:19investimenti sulle eccellenze che vanno fatti non vadano a scapito della situazione più
34:26generale. Forse Francesco intendeva dire eccellenze che vadano a legarsi al territorio,
34:31ecco, con tipo non so se si va a forzare, magari non so mi viene in mente l'agroalimentare
34:38che è uno dei nostri pregi maggiori, legare all'imprenditoria per cercare di sviluppare
34:43un'università, ecco questo forse intendeva come eccellenza.
34:46Si è messo così, allora riprendo il discorso, perché qualcuno quando parla di eccellenze
34:51fa un po' confronto, bisogna capirsi bene sui…
34:53Credo tu volessi dire quello no Francesco?
34:55Allora qui, ecco, qui invece è tutto un altro discorso. Quando parlavo prima che dentro
35:01questo Ateneo c'è un know-how inespresso, prendiamo proprio l'esempio del food, prendiamo
35:07l'esempio degli alimenti. Intanto fino a ieri l'altro questo Ateneo non aveva un
35:12dipartimento degli alimenti e io ho partecipato attivamente perché questo dipartimento degli
35:18alimenti nascesse. Adesso è nato, quando un bambino nasce bisogna farlo crescere, quindi
35:24è chiaro che su una cosa di questo genere ci va fatto l'investimento adeguato, ma non
35:29è solo questo. Se voi prendete le competenze in ambito alimentare di questo Ateneo c'è
35:36una ricchezza immensa perché ci sono punte di eccellenza a medicina per quanto riguarda
35:42gli aspetti della nutrizione verso l'uomo, a veterinaria per quanto riguarda gli aspetti
35:49della nutrizione sugli animali, la catena agroalimentare, il controllo delle carni, eccetera.
35:54In filosofia ci sono punte di eccellenza nello studio della filosofia rispetto all'alimentazione,
36:01nella psicologia, nell'ingegneria non ne parliamo, punte di eccellenza sulla meccanica
36:08industriale, alimentare, eccetera. Giurisprudenza ci sono punte di eccellenza sulla legislazione
36:18in ambito alimentare, economia ci sono punte di eccellenza, tutte punte di eccellenza, molte
36:27ma non in rete, molte ma isolate, molte ma non portate a sistema. Questo quando dico che
36:36c'è un potenziale di know-how inespresso significa mettere in rete queste competenze
36:43che ognuno di noi fa la sua ricerca nel suo ambito, creare gruppi di ricerca in un ambito
36:51trasversale, per esempio come il FUD, ma ce ne sono altri, e in questo modo anche diventare
36:56competitivi, abbiamo anche l'EFSA da questo punto di vista per certe interfacce e da questo
37:02punto di vista presentare progetti per esempio in Europa per attrarre fondi, perché se per
37:08esempio un progetto medicina, nello specifico in Europa è una cosa, se per esempio un progetto
37:14l'Ateneo sul FUD con tutte le competenze specifiche altissime che ci sono nelle varie branche, questo
37:22progetto in Europa può passare e portare a casa dei soldi. C'è da lavorare, ma siccome
37:29abbiamo radici buone è, dobbiamo come dire, sfruttarle meglio. Non so se era questo il taglio
37:38della domanda, ecco, allora la risposta è questa, mettere a sistema le competenze già altissime
37:44che ci sono.
37:46Lei ha parlato di un'università antica, quindi con delle radici profonde, eccetera, eccetera,
37:52che a tempo stesso è un po' chiusa. Quindi c'è anche un problema di comunicazione. Cosa
37:57intende fare a questo libro?
37:59Io ho messo nel programma una particolare attenzione sul concetto di comunicazione e sul concetto
38:06di informatizzazione, tra l'altro le due cose sono molto legate.
38:09Stava parlando anche prima di mettere in rete le competenze, immaginate.
38:12Certo, questo è un Ateneo antico e l'antichità è una cosa preziosa, se uno va a comprare un
38:18mobile antico lo paga parecchio, perché è antico. Bisogna fare attenzione a non confondere
38:24però il concetto di antichità con un altro concetto nobilissimo per me medico, che è
38:30la vecchiaia, che è un concetto nobilissimo, perché credo che le persone anziane siano
38:37le persone più da rispettare, siano le persone più importanti che una società, sono i saggi
38:42che a volte noi dimentichiamo che esistono, eccetera, eccetera. Però la persona anziana è
38:48affaticata, la persona anziana fa fatica a correre, la persona anziana diventa a volte
38:53un problema perché ha bisogno di un'assistenza. Non è questo che dobbiamo concepire come
38:59antichità. Ci sono degli Atenei più giovani, molto più giovani e quindi molto meno prestigiosi
39:05di noi, anche vicino a noi, che sono più giovani ma sono più rapidi nel capire il cambiamento,
39:12sono più rapidi, più veloci nel capire le esigenze dei giovani, sono più rapidi anche
39:16nel marketing, nella presentazione del loro prodotto. Noi siamo un pochino seduti in un
39:22certo senso su questa sorta di antichità che è un bene prezioso ma non va confuso con
39:28un'altra cosa. Quindi siccome le radici sono buone e sono antiche, foglie al vento.
39:40Per quel nuovo Ateneo è stata proprio una delle primissime espressioni che lei ha usato
39:46nelle sue prime parole da rettore eletto, un nuovo Ateneo, un'università che deve ringiovanire.
39:52Per quel nuovo Ateneo che lei ha in mente, probabilmente la valorizzazione del merito non solo sulla
39:58carta, ma nei fatti può essere un punto di partenza essenziale perché valorizzare chi
40:05all'interno dell'Ateneo fa buone ricerche e buona didattica è la base di partenza.
40:11Assolutamente. Qui ci sono però due cose che bisogna anche qui chiarire. Questo Ateneo
40:17oggi è composto da 18 dipartimenti. Sono 18 piccole aziende che fanno parte di un'azienda
40:26più grande. Questi 18 dipartimenti devono essere competitivi tra di loro, anche tra di
40:34loro, e devono essere competitivi con quelli di Bologna, con quelli di Modena, con quelli
40:39di Ferrara, con quelli che stanno a Eisbrook. Però la competizione a livello di questi 18 dipartimenti
40:47dentro il nostro Ateneo non deve essere una competizione selvaggia. Queste 18 aziendine
40:54non devono essere concepite come aziende chiuse, a loro volta col filo spinato attorno. Il concetto
41:01è quello della competizione collaborativa, perché non vince un dipartimento, vince l'Ateneo.
41:08Questa è una prima cosa. L'altro sul discorso a cui lei accennava, mi pareva di ripetermi
41:16un attimo quello che è la valorizzazione delle persone. Questo è un altro problema del merito.
41:24Guardi, prima della valorizzazione del merito io ho scritto valorizzazione delle persone.
41:31sono due cose un po' diverse. Non sono staccate, però sono un po' diverse. Io prima parlo di valorizzazione
41:43delle persone, poi andiamo sul merito. Poi quando andiamo sul merito dobbiamo stabilire bene
41:50che cosa intendiamo per merito. Facciamo un esempio. La legge Germini è permeata, la nuova
41:56legge universitaria che oggi ci troviamo a gestire è permeata di parole meritocrazia, valorizzazione
42:03del merito. Cosa ha fatto la legge Germini con 25 mila ricercatori storici dell'Università
42:12pubblica italiana? Gli ha messi in un vicolo cieco. Questi 25 mila ricercatori che sono più
42:21di un terzo dell'accademia italiana, la legge che parla di merito e di meritocrazia li ha
42:28infiliati in un vicolo cieco. Ha detto loro che non sono professori, che non sono docenti,
42:35ma sono ricercatori. Quando di fatto questa figura è istituita nel 1980 e io sono ricercatore
42:42della prima generazione in 1980, sono rimasto nel ruolo di ricercatore per 20 anni e di fatto
42:49ho sempre fatto la ricerca, ho sempre fatto l'attività didattica che mi è stata richiesta
42:57dagli atenei, dal mio ateneo, dalla mia facoltà e io l'ho fatto in modo formale, sostanziale,
43:03ho fatto lezioni, ho fatto tesi, ho esaminato gli studenti, ho laureato gli studenti. Allora
43:11questa figura è diventata un professore. Queste figure oggi qua da noi reggono il 30-40%
43:20di tutta l'offerta formativa dell'ateneo. Se questi fanno così, questo ateneo crolla.
43:27L'abilitazione nazionale che hanno messo in piedi la legge Gelmini valuta solo ed esclusivamente
43:34l'attività di ricerca svolta da queste persone, ignorando completamente, parametro
43:40zero, la didattica. Ma allora è stato un demerito fare didattica per tanti anni, sostenere
43:48corsi, sostenere l'ateneo, laureare gli studenti? Non era quello un merito? E quel merito non
43:56è stato riconosciuto. Quindi dobbiamo capirci bene quando parliamo di merito che cosa intendiamo.
44:03Pubblicità ci recettiamo fra un minuto.
44:18Eccoci a un momento in studio. Il lago della bilancia che deve restare sempre in perfetto
44:22equilibrio tra le varie esigenze dei 18 dipartimenti per portare avanti le richieste, abbiamo detto,
44:28di medicina, ma anche quelle delle facoltà umanistiche, piuttosto che non quelle delle
44:32facoltà tecniche. Già molti anni fa Pietro Barilla, anche con investimenti, aveva cercato
44:37di incentivare proprio la necessità di sfornare nuovi tecnici, perché questa è la stagione
44:42nella quale i tecnici possono diventare indispensabili. In questo panorama si possono fare delle scelte
44:49di equilibrio o si dovranno fare delle scelte diverse e ben precise?
44:53Quando io dico che questo ateneo deve rimanere generalista, non significa fatto che questo ateneo
45:00deve specializzarsi. Sono due cose diverse. Deve continuare a produrre filosofi come ingegneri,
45:08medici come letterati o giuristi, eccetera. Il problema della specializzazione delle varie
45:15aree c'è come? Allora, ci sono alcuni problemi di sostenibilità dei corsi, perché il problema
45:22della ricerca è un problema completamente diverso. Se volete poi ne parliamo. Parliamo un attimo
45:27dei corsi. Questo ateneo ha un centinaio di corsi di laurea, tra triennali, specialistici,
45:34eccetera. Stante così la situazione, cioè il calo delle risorse che ci provengono dallo
45:43Stato, noi dobbiamo fare due cose. Uno è cercare delle risorse noi, cioè diventare imprenditori.
45:51Questo ateneo deve assumere una mentalità imprenditoriale e si può fare. Poi se volete
45:59possiamo fare degli esempi. Questa è una prima cosa. La seconda, bisogna pensare che noi
46:04con le nostre forze, perché abbiamo delle leggi alle spalle, per esempio una legge pesantissima,
46:10la 270 del 2004, che dice che tu quel corso lì non lo puoi fare se non hai il numero
46:15X
46:15di professori. E se i professori calano, quando siamo andati a leggere il rettore sei anni
46:21fa, il corpo elettorale era più alto. Ma non è perché Gino Ferretti non abbia voluto
46:26assumere i professori, è perché andiamo in pensione, si va in pensione e il ricambio
46:31adesso è 10 a 1. Quindi se continua questo trend, è chiaro che l'offerta formativa complessiva
46:39dell'ateneo non si potrà mantenere. E quindi ci saranno delle scelte.
46:45L'ultimo quello della psicologia, è certo. Però anche qui non abbiamo ragionato in modo
46:52imprenditoriale. Abbiamo detto che non ci sono risorse e si chiude psicologia. No, si poteva
46:58tenere aperta. Io proverò a riaprirla a condizione che ragioniamo in un modo diverso.
47:05La psicologia a Modena non c'è. La psicologia è solo a Bologna, a Parma. Bologna fortissima,
47:12una triennale di psicologia, 5 specialistiche. Parma aveva una triennale e una specialistica.
47:18Adesso abbiamo fatto un'operazione, chiamiamola transitoria, non voglio dire sbagliata, ma se
47:26c'è un corso, un più due specialistico, o due in questo caso, senza avere una base che
47:34è la triennale, che è la base di preparazione per la specialistica, è il rischio che nel
47:41tempo, mancando questa base a livello locale, o queste due specialistiche sono fortissime
47:47sul piano della specializzazione e dell'attrazione. Ma se uno studente fa una triennale a Bologna,
47:53è difficile che si sposti a Parma per fare una specialistica che ce l'ha già a Bologna.
47:57non ci viene a Parma, è difficile, può darsi che vengono da Bari o da Napoli, benissimo.
48:03Quindi sicuramente qualificazione dei corsi. Poi bisogna ripensare al problema della psicologia,
48:11ricreare una triennale concepita un po' diversamente da quella di prima, cioè una triennale un po'
48:18più specializzata anche quella che sia piuttosto differenziata rispetto per esempio a quella
48:24Bologna, in modo che si va su una fetta di mercato un po' diversa e aiutare facendo una
48:33federazione con Modena, eventualmente anche con Ferrara, ma io penso soprattutto a Modena,
48:38dove ci sono degli psicologi che insegnano per esempio a medicina, dei professori, che
48:43insegnano magari a giurisprudenza. Non c'è il corso di laurea specialistico a Modena di
48:49psicologia. Bene, reclutiamo, facciamo un accordo con questo Ateneo, mettiamo insieme
48:56i nostri docenti di psicologia e i docenti di Modena, facciamo una triennale a Modena,
49:02a Parma, è stato un lapsus, a Parma, perché ci saranno qualche cosa che invece dovrà essere
49:08fatta a Modena.
49:09Eh immagino.
49:11Eh a Parma in questo caso.
49:12Anche qui si mette in rete.
49:13Eh? A Parma. Con l'aiuto di questi colleghi, perché allora il fabbisogno di docenza si
49:19dimezza. Metà lo mette Parma, metà lo mette Modena, ecco la sostenibilità che adesso
49:26non si può avere.
49:27Francesco, domanda veloce, stavolta risposta breve perché stiamo andando in chiusura, poi
49:31avremo un'ultima domanda per chiudere. Vai pure.
49:33No, si accennava alle risorse che scarseggiano, si fa fatica a tenere aperte anche certe biblioteche,
49:39molto semplicemente, dove andarle a trovare? In una di quelle interviste che citavo prima,
49:44Rizzolatti ha detto se c'è un centro di eccellenza e le risorse arrivano, a volte sono i soldi
49:50che arrivano se c'è motivo per che arrivano.
49:52Eh non basta un centro di eccellenza.
49:54Dove trovarli in generale, visto i tempi che corrono?
49:57Non basta. Rizzolatti sappiamo chi è e quindi quando parla io sto molto attento.
50:02Le chiedo di andare in molta sintesi.
50:03Ok, non basta un'eccellenza. Se voi vedete le grandi ditte, non costruiscono una cosa sola,
50:11ne costruiscono tante, perché in quel momento lì tira più l'automobile rispetto all'aereo
50:16o in quell'altro momento là tirano più le merendine rispetto a altre cose.
50:22La diversificazione dei prodotti è una cosa importante perché rende sostenibile il sistema.
50:28non si risolve solo con la premiazione delle eccellenze, che ci vogliono, va fatta.
50:34Bisogna avere una visione più grande.
50:35Non abbiamo bisogno solo di ingegneri, abbiamo bisogno anche di medici, abbiamo bisogno anche di filosofi
50:42e abbiamo bisogno di tutte queste cose.
50:44Bisogna trovare il sistema che c'è di migliorare la nostra performance
50:50nell'attrazione delle risorse, soprattutto in Europa.
50:53In Europa c'è un granaio immenso. L'Italia dà all'Europa, anche in termini di ricerca,
51:01lo Stato italiano dà all'Europa una quantità di soldi e ne torna indietro la metà.
51:07Ne torna indietro la metà, perché vuol dire che noi non siamo sufficientemente competitivi
51:13nel presentare progetti.
51:15Allora, l'Ateneo di Parma non ha mai avuto, e ce l'avrà con me,
51:22un specifico ufficio, organizzazione collegato direttamente con Bruxelles,
51:27in cui si sappia molto prima che cosa bolle in pentola,
51:32in modo da poter concorrere a dei progetti e portare a casa dei soldi.
51:35È solo un esempio.
51:37In questo senso sì che bisogna investire,
51:39perché investendo su due o tre persone esperte, professioniste e settore,
51:43si porta a casa molto di più di quello che si spende.
51:46C'è anche chi ha proposto la costituzione di comitati di gestione,
51:50come avviene negli Stati Uniti, soprattutto per le università private,
51:54che raccolgano fondi, che abbiano rapporti con gli sponsor.
51:58Questa è una possibilità?
51:59Non c'è dubbio.
51:59L'università ha delle potenzialità enormi.
52:03Non sono sfruttate fino ad ora adeguatamente,
52:06perché manca all'interno, è mancata all'interno una mentalità manageriale.
52:14Ultima domanda, poi andiamo in chiusura.
52:17L'università non è soltanto didattica,
52:19ma è anche un fantastico contenitore di veri e propri tesori
52:23che, a mio avviso, debbono essere esportati alla città.
52:27Il primo che mi viene in mente è l'Oxac della Bianchina.
52:29Bianchina, non tanto la Bianchina, ma lei è quella che ci lavora con una grande passione,
52:33quindi meriterebbe davvero di poter esportare tutti questi tesori.
52:38Al proposito, quale sarà l'atteggiamento che lei avrà come rettore?
52:41Questa è una delle altre opportunità che non abbiamo sfruttato,
52:46perché anche qui ci sono dei tesori, questo è uno di quelli, ma non è l'unico.
52:49Ce ne sono tanti altri.
52:50Ce ne sono tanti altri, che non abbiamo sfruttato,
52:52perché si dice che non abbiamo risorse.
52:54O intendiamoci, i musei in tutto il mondo sono in perdita,
52:57non crediate che il museo del Prado e il museo dell'Uvre siano inattivi.
53:04Quindi non è facile, però certamente...
53:07Poi c'è l'indotto attorno che aiuta.
53:09Ecco, però certamente questi musei che abbiamo,
53:13che chiamano musei per dire che abbiamo capito,
53:14collezioni d'arte, eccetera, cose importanti,
53:17spiegando della cultura,
53:18dobbiamo fare in modo che anche queste cose
53:21creino una rendita in qualche modo all'Ateneo,
53:24perché se no noi non riusciamo a tenerla.
53:27Allora, è proprio assolutamente proibito
53:30che si facciano delle manifestazioni, delle mostre,
53:34o si faccia vedere un museo,
53:36o si va facendo pagare un euro?
53:40È proibito?
53:42Io quando vado in un museo in giro per il mondo, pago, eh?
53:45Chiaro che devo avere un qualche cosa
53:48che desidero andare a vedere,
53:50deve essere presentato in un certo modo,
53:53ma credo che ognuno di noi,
53:54quando entri in un museo a Roma, paga.
53:56Certo.
53:57E perché qui non paga?
53:59Anche quella è una strada da...
54:01Allora, perché dice, ma è pubblico.
54:03Ho capito che è pubblico.
54:04Ma allora, o assumiamo una mentalità privatistica,
54:08in senso buono nel termine,
54:10altrimenti il pubblico muore.
54:12Non è possibile mantenere un museo
54:15senza un minimo di...
54:16Chiudo con un sms,
54:20che è un po' anche un augurio,
54:21che vuole essere anche l'augurio nostro
54:23al professor Borghi.
54:26Ateno generalista e con Borghi generale,
54:28la battaglia della cultura,
54:29dell'efficienza, della meritocrazia,
54:31del prestigio sarà senz'altro vinta.
54:33L'augurio di Davide,
54:35ci uniamo anche noi a questo augurio
54:37decisamente impegnativo.
54:39Adesso la castagna...
54:41La patata bollente, anzi,
54:43l'ha in mano lei.
54:44La condivido anche con i giornalisti, eh?
54:47Questa sfida.
54:48Noi siamo pronti, tranquilli,
54:49che tutto l'appoggio che avrà bisogno
54:51da noi lo avrà sicuramente.
54:53Questo dico da noi come TV,
54:54ma credo anche dai colleghi
54:55della Gazzetta di Parma,
54:56anche perché la vittoria,
54:58il prestigio dell'università
54:59è la vittoria ed il prestigio
55:01di un'intera città.
55:02Intanto, grazie al neorettore,
55:06ormai possiamo chiamarlo così,
55:08prima eletto, non eletto,
55:09ormai il neorettore Loris Borghi,
55:12auguri di buon lavoro
55:13per i suoi futuri sei anni
55:16alla guida dell'università
55:18della nostra città.
55:19Grazie ai due colleghi,
55:20Paolo e Francesco,
55:21per avermi aiutato
55:22in questa chiacchierata
55:24con...
55:26nella prima uscita ufficiale
55:27da rettore.
55:29Professore, grazie ancora.
55:30Grazie a voi, se lo volete,
55:31ogni anno mi prendo l'impegno
55:33di fare il punto della situazione
55:35sull'Ateneo di Parma.
55:36Ce lo segniamo.
55:37Grazie a voi.
55:39Grazie a chi ci ha seguito da casa,
55:41adesso sospendiamo con questa sera
55:43per il periodo estivo,
55:44ci risentiamo dunque,
55:46subito dopo l'estate,
55:47grazie ancora
55:47e buon proseguimento di serata.
56:03Grazie a tutti.
56:05Grazie a tutti.
56:07Grazie a tutti.
56:09Grazie a tutti.
56:12Grazie a tutti.
56:13Grazie a tutti.
56:14Grazie a tutti.
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