Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:23eccoci qui pronti di nuovo a metterci in cammino gli ultimi preparativi poi lo
00:29zaino in spalle e si parte non vi diciamo dove siamo diretti almeno per ora siamo al confine
00:34tra le province di parma e genova e da queste parti si dice che i parmigiani vadano solo sul
00:39mar magna ma non è vero c'è un po di campanilismo ci sta tra le vallate tra gli escursionisti
00:44ora
00:45però seguiteci
01:21siamo pronti a metterci in cammino prima però è giusto spiegare dove andremo ci accompagnerà
01:28emanuele che è una guida ambientale escursionistica conosce questa zona ciao emanuele allora dove ci
01:36porti allora siamo al passo del chiodo e per fare una delle camminate più belle del nostro appennino
01:43la destinazione è il monte penna e qua il passo del chiodo siamo al confine fra due comuni bedogne
01:50e santo stefano daveto che però anche un confine di provincia parma e genova ma è anche un confine
01:56di regione quindi emilia romagna e leguria da qua partiamo vedremo un anfiteatro naturale molto
02:03bello raggiungeremo quindi il penna e da lì rientreremo attraverso un giro di circa tre
02:09ore e mezza oggi un'avvertenza che vale sempre per chi si muove in queste zone stiamo molto attenti
02:15al meteo abbastanza variabile quindi potremmo trovare anche delle sorprese sì siamo sul crinale
02:20su uno dei tratti di crinale principale quindi quale precipitazioni sono più frequenti e anche
02:28più imprevedibili quindi è sempre bene dare un'occhiata al mento sempre essere ben equipaggiati
02:32per evitare sorprese spiacevoli faremo un tratto un po più impegnativo all'inizio e molto più
02:37semplice al ritorno partiamo dai
03:18siamo arrivati al passo del chiodo da bedonia passando da piane di carniglia una volta superato
03:23ponte strambo abbiamo preso il bivio per il monte penna la strada si è inerpicata fino al valico
03:28passando dalla frazione di alpe in tutto da parma il tragitto richiede circa un'ora 45 minuti quella
03:34che andiamo a scoprire è una terra ricca di sentieri noi siamo partiti con una carta dei
03:42sentieri qualche anno fa l'anno scorso abbiamo vinto un bando regionale di gestione di fondi
03:49europei appunto sulla sentieristica è un progetto ambizioso un progetto che coinvolge tutto il
03:54territorio comunale sono 170 chilometri quadrati naturalmente oltre i sentieri intorno al paese
04:01anche un avvicinamento al monte penna al monte pelpi che sono i nostri due punti di riferimento
04:15abbiamo percorso la prima parte di cammini in un bosco bellissime in mezzo ai faggi dove siamo
04:21diretti in questo momento in questo momento siamo diretti alla fitterra tro naturale della nave del
04:26montepenna stiamo risalendo le vallate sulla displuviale fra il aveto e il ceno e poco più
04:35avanti saremo anche i bordi della valle del taro siamo in un bellissimo tratto di faggetta e da qui
04:40gradualmente raggiungiamo il primo punto di interesse del nostro percorso
05:04qui il bosco si apre troviamo una conca quasi unica nel suo genere si questo è uno dei luoghi di
05:12cui siamo orgogliosi al quale siamo più affezionati questa è la nave del monte penna appunto il nome
05:18deriva da questa forma particolarissima che ricorda quella di uno scafo questo è anche uno dei luoghi
05:24sacri all'interno di una foresta sacra l'altare che vedete è perché ogni tanto si celebrano delle
05:29messe una molto importante quella del 1937 in occasione del trasporto della madonna in cima alla
05:35vetta del monte penna si diceva che fosse un vulcano spento in realtà questa spaccatura è dovuta a una
05:40frana profonda che poi è stata modellata anche dall'erosione glaciale qua la flora comincia a dare
05:50emozioni vediamo intanto sia dei tappeti dei cespugli a mirtillo nero o falso mirtillo viole e poi
05:59soprattutto l'agenzia di coc e qua questa zona è una sorta di vecchia ecologica perché tante specie
06:06floreali tipiche delle alpi grazie grazie alle gracciazioni sono migrate fino ad arrivare in questo
06:13posto e qua hanno trovato condizioni favorevoli per cui anche dopo la ritirata dei ghiacci tante specie
06:18sono rimaste
06:45facciamo un'altra sosta anche per riprender fiato perché
06:48mi sembrava un po troppo dolce la salita al penna si dopo la nave il sentiero ha degli
06:54strappi anche abbastanza intensi però ci sono dei punti di interesse in cui si può far pausa
06:59questo ad esempio è un aia carbonile era un punto in cui anticamente ma neanche troppo
07:04anticamente sino dopo la seconda guerra mondiale veniva fatto il carbone ed era una delle attività
07:09che venivano praticati in tutti questi boschi addirittura fino alle pendici del monte per ricervare
07:14carbone da trasportare trasportare più facilmente a valle ma poi dopo da vendere per combustione
07:22venivano fatti dei grandi mucchi di legna tagliati a pezzettini delle cupole e venivano poi coperti
07:28con della terra in modo che non divampasse non doveva essere un falò doveva essere una combustione
07:34a fuoco lento in modo che la legna perdesse l'acqua il contenuto d'acqua che venisse disidratata
07:40e che quindi fosse più facile portare la valle attraverso i muli con le carovane di mulattieri
07:45e che quindi fosse anche più facilmente commerciabile e qua per terra vedete si trova ancora togliendo
07:53appena il manto di foglie i resti del carbone vedete che sono proprio dei carboncini quindi
07:58praticamente ecco chiaramente questo non scrive vedete è ancora un carboncino di una volta quindi
08:06qui sotto a distanze più o meno regolari si trovano questi spiazzi che erano semplicemente
08:12delle scavavano appena il fianco della montagna e lo livellavano per permettere di alloggiare queste
08:18cupole di legna qui dobbiamo fare una deviazione salendo sul penna un passato non troppo remoto
08:23ci chiama la storia del bosco si intreccia con quella delle persone che lo popolavano all'inizio
08:28novecento camminiamo tra i resti di un'economia ormai scomparsa che caratterizzava la geografia e la vita
08:33di antichi abitati sono nata lì perché i miei nonni facevano il carbone mia mamma mi ha avuto lì
08:42è una testimonianza preziosa se non unica quella della signora tilda il secolo matilde conti è nata
08:48in questi boschi quasi 90 anni fa i nonni erano carbonai venuti da asiago sul pelpi e il penna per
08:54fare la stagione venivano con la famiglia decidevano con chi vendeva questi boschi per fare il
09:03carbone e facevano queste si facevano la baracca la casa e poi tagliavano la legna e facevano queste
09:14carbonai era una vita che facevano stagionale perché venivano in primavera e poi andavano via
09:25quando era 7 fine settembre ottobre ritornavano al paese io ero felice ma certo che era una vita che
09:34facevano mica tanto insomma era un po di sacrifici perché partire dal paese andare in un posto perché
09:43mica tutti gli anni era nello stesso posto e fare quella vita lì poi insomma però però la facevano
09:54volentieri la vita la sua era quella perché per guadagnare qualcosa io a tre quattro anni tutti i
10:06ti andavo a bedogna a piedi lo sguardo della tilde si illumina raccontando insieme alla sorella e al
10:14fratello i sacrifici di una vita lontana le famiglie che passavano mesi al lavoro nelle
10:18carbonaie sul penna portavano qualche gallina o altri animali ma soltanto per fare la spesa era
10:24necessario scendere a piedi fino a bedogna oggi serve almeno mezz'ora in auto pensate con questo
10:29tesoro di ricordi ci rimettiamo in cammino un riferimento fondamentale la segnaletica del cai
10:38che ci aiuta anche un po fare il punto a trovare anche altre soluzioni oggi noi questo può essere
10:44proprio un esempio per chi poi vuole imitare la nostra escursione stiamo valutando il meteo
10:48perché è molto variabile c'è il pericolo insomma che ci sia un forte peggioramento ora siamo a mezz'ora
10:54dal passo del chiodo esatto siamo abbiamo lasciato appunto la nave qua c'è un bivio importante perché
11:00se uno si dovesse trovare in difficoltà oppure decidesse di tornare indietro prima da qui uno
11:05può rientrare prima accorciare l'anello scendere alla caserma della forestale la caserma nuova sul
11:11versante ligure nel parco dell'aveto e rientrare alla macchina chiaramente bisogna essere flessibili
11:16in montagna e anche un po prudenti nel caso di pioggia è bene evitare le vette soprattutto quelle
11:22o fiolitiche che hanno molto metallo che quindi possono attirare i fulmini quindi stiamo cercando
11:25di pensare se accorciare il percorso e quindi di togliere la vetta delle trevine
11:39saliamo un altro tratto impegnativo allora sapete cosa faccio per prendere fiato do la parola al
11:48nostro esperto con qualche consiglio
11:58mi hanno staccato mi aspetta qua cosa facciamo qua c'è la nebbia saltiamo il trevine ecco diciamo
12:07che questo è il tipico accento da chi viene da parma il foresti foresti in realtà non è il trevine
12:15ma le trevine quindi con l'accento sulla i ed è femminile qua spesso i monti sono femminili qua
12:23sono le trevine quasi che sia una pluralità di vette infatti è un po così perché la vetta molto
12:28allargata e il penna mio nonno quando mi portava per funghi diceva vo inta penna quindi vado sulla
12:35penna quindi femminile anche il penna da questa parte anche se non è indicato andremo sulle trevine in questo
12:42caso però abbiamo deciso di non andare per prudenza perché ci sono le nuvole basse e il tempo sta
12:46peggiorando quindi tagliamo questo nel caso voleste farlo è molto bello perché con una
12:51deviazione di circa 40 minuti fra andate e ritorno vedreste un punto molto bello da cui
12:57vedere il penna e quindi puntiamo diretti verso l'ultimo tratto di salita
13:01grazie a tutti
13:39il tempo non ci sta aiutando da qui usciti dalla falgetta si incontrano le rocce questo
13:45è il punto diciamo più delicato in cui bisogna prestare la massima attenzione essere prudenti
13:50ci sono anche dei tratti con un corrimano a catena metallica che possono aiutare è per escursionisti
13:59insomma che già hanno fatto altre escursioni bisogna stare attenti l'unico punto in cui si può avere
14:06qualche problema è quello quasi in cima quando ormai si vede la madonna in cima conviene lì a girare
14:14l'ultimo ostacolo si vedrà una grossa parete in roccia in cui bisogna appoggiare le mani
14:19girandola a destra scendendo e risalendo si aggira l'ostacolo più difficile della nostra risalita
14:46vedo la madonna del penna tra le nuvole insomma mi ha fatto un po fatica però ci siamo quasi
14:52tanto le prime gocce cadono sì siamo a buon punto questo è il punto di cui vi parlavo bisogna
14:56sempre stare molto attenti se si esperti non è un problema però bisogna stare molto attenti
15:01questo tratto conviene saltarlo perché diventa più difficile quindi noi lo aggiriamo scendendo
15:07leggermente poi risalendo di nuovo verso la vetta del penna ormai ci siamo
15:11un po' di nuovo verso la vetta del penna ormai ci siamo
15:59mi sono dovuto coprire in vetta speravamo in uno squarcio d'azzurro che da un momento
16:04tra l'altro potrebbe anche spuntare intanto ci sono tantissime storie leggende riti legati
16:10al monte penna sì il monte penna è un monte sacro già da millenni già le tribù prerumane
16:16dei celti liburi adoravano il dio penna che era il dio della natura e il dio delle foreste
16:21quindi per loro sarebbe stato un affronto confinare un dio all'interno di un tempio e quindi elevavano
16:27tutta la vetta a tempio della natura al tempio del dio pendali il nome penna ma anche il nome
16:33appennino quindi il nome appennino un po' come se derivasse da quest'area dei celti o meglio
16:39dei celti liburi considerate che questo culto in qualche modo è stato trasformato ma si è tramandato
16:46con il culto cristiano quello che vediamo alle nostre spalle è la statua della madonna su iniziativa
16:53del seminario vescovile di bedogna nel 1937 con una raccolta fondi ma anche raccolta di metallo
16:59di 10.000 persone delle nostre vallate è stata fusa questa madonna ed è stata trasportata fino qui
17:04in cima nel luglio del 1937 da quando è stato poi portata nel 37 la statua della madonna e l
17:16'hanno
17:16portata a sua mano l'avete vista com'è alta e l'hanno tirata su da santa maria su un
17:22carrettino con delle ruotine così e allora da quando è stato portata su questa statua insomma
17:29sicuramente quello è il luogo del cuore di tutte le valli del taro del ceno ma anche dell'aveto e
17:38anche dello sturla per gli abitanti della valtare della valceno il penna è un luogo del cuore quello
17:46che le nuvole basse ci negano lo ritroviamo nelle splendide immagini girate da emanuele con un drone
18:03grazie a tutti
18:19grazie a tutti
18:33grazie a tutti
18:52grazie a tutti
19:10adesso riprendiamo il nostro operatore che non si vede mai oggi niente barrette
19:17torta di patate territorio c'è tutto no pazienza se oggi non abbiamo visto il mare nonostante il
19:26maltempo scopriamo poi di non esser stati gli unici ad essersi messi in cammino nonostante il
19:32maltempo in vetta troviamo anche due escursionisti da da dove arrivate arriviamo da amborzasco però
19:39abbiamo lasciato la macchina al passo del chiodo non è la prima volta che salita al penno spesso salutare
19:49la madonnina ogni anno almeno una volta anche con figli e nipoti è tempo di scendere prima che le
19:59condizioni meteo si facciano proibitive per alcuni istanti abbiamo trovato riparo nella cappella in cima al monte
20:08ora si scende in un clima quasi reale molto suggestivo però sì siamo avvolti da questa
20:16nebbia da queste nuvole basse dal penna proseguendo verso il passo dell'incisa qua ancora una bellissima
20:21faggeta che ci ricorda come anticamente questi bellissimi faggi venissero usati per fare i remi
20:26delle navi quindi doria in liguria la repubblica di genova usava questi faggi per fare i remi dei
20:35grandissimi remi per le navi considerate che questo bosco ancora prima questa immensa foresta era
20:40sfruttata anche per l'abete bianco che poi si è estinto per questo grosso prelievo perché invece
20:47gli abeti bianchi drittissimi venivano usati per fare invece gli alberi delle navi
21:10grazie a tutti
21:27cadono le prime gocce ma noi siamo arrivati a destinazione eccoci qui spiegaci tutto allora
21:35la nostra escursione oggi finisce qua siamo al passo dell'incisa questo toponimo siamo già in
21:41liguria potrebbe avere un'origine antica per alcuni studiosi sostengono che derivi dal momento in cui
21:47i romani dovettero tagliare la foresta come decisione per riuscire finalmente a stanare i liguri
21:52le tribù dei liguri che facevano guerriglia e quindi con un precedente storico che ricorda un po'
21:58la guerra del vietnam in cui gli statunitensi per avere campo più facile con i vietcong gettarono il napalm per
22:07deforestare i romani fecero una cosa simile quindi tagliarono e dopo 80 anni di guerra riuscirono
22:13finalmente a sottomettere i liguri e ne deportarono ben 47 mila in campagna noi siamo qua finiamo la
22:23nostra escursione in questo punto in un punto in cui si attacca l'alta via dei monti liguri che è
22:28anche
22:28sentiero italia quindi il sentiero che fa tutta la nostra penisola facendo le alpi poi arrivando in
22:33liguria facendo l'appennino proseguendo giù giù giù fino in calabria passa proprio dove noi finiamo il
22:40nostro percorso da qui se uno vuole noi abbiamo portato tra un'auto se uno vuole da qui può anche
22:46farsi da piedi tornare al passo del chiodo in 45 minuti seguendo la strada si arriva attraverso il
22:50parco dell'aveto il parco regionale dove abbiamo lasciato l'altra macchina al passo del chiodo abbiamo
22:56fatto circa 400 metri di dislivello positivo abbiamo fatto 5 chilometri di camminata a piedi e la durata è
23:07stata più breve diciamo che invece la siamo cavata in circa due ore e mezzo anche con qualche pausa se
23:15si fa anche il pezzo supplementare arrivati a quel video che abbiamo visto prima andare a vedere la
23:21splendida vista del montepena sulle trevine ci si aggiunge circa un'oretta di camminata ecco con un
23:27poco dislivello in più
23:34il percorso ridotto dal maltempo ci permette di fare una deviazione dal pena nascono due fiumi il taro e il
23:41ceno queste sono le terre dove è cresciuto corrado truffelli ex presidente della provincia e docente
23:46all'università di parma autore di numerose ricerche sulla storia locale ci ha dato appuntamento più a
23:51valle a pelosa dove sorge uno storico ponte sul taro siamo stati sul montepenna un confine a sua
24:00volta questa è una terra di confini di leggende di storia anche qui c'era un confine a certo proprio
24:07pochi metri più avanti arriva un rio che si chiama rio overario che scende da pian pintardo che segnava
24:15un confine per secoli questa proprio questa zona da questo rio overario fino a santa maria è stata
24:22un luogo di fortissimi e contrasti e questo ponte è stato costruito nel 40 circa negli anni 40
24:33dell'ottocento proprio per permettere di andare da bedonia a santa maria senza attraversare lo stato
24:41ligure dopo che nel 22 nel 1822 era stato fatto un trattato tra lo stato sardo allora la liguria
24:49faceva parte del stato sardo e il ducato di parma per restituire a parma tutto il saliente del lato
24:56della sponda sinistra del taro che inglobava appunto giuncareggio e codorse e arrivava fino al penna è
25:07curioso pensare che in tempo di lockdown questo antico manufatto che meriterebbe un buon restauro
25:12sarebbe potuto tornare utile se noi rispettando la legge avessimo voluto andare a santa maria lungo
25:18la strada non potevamo andare perché passato quel ponte che c'è poco oltre saremmo stati in provincia
25:27di spezia quindi in liguria però se avessimo passato a piedi questo ponte e avessimo proseguito a piedi
25:34potevamo arrivare era un viaggio un po faticoso perché la strada andava alla strinata che è di
25:42incontro e poi aggiuncareggio e poi su a codorso e da codorso poi andava a santa maria del taro
25:48quindi ci voleva un certo fiato per farlo però saremmo arrivati
25:59quante storie raccontano queste terre di confine scendendo dal penna Emanuele ci ha fatto scoprire
26:04dove nasce il ceno una sorgente nota a pochi un angolo di paradiso tra i boschi
26:12noi abbiamo camminato sempre su delle displuviali perché il penna origina tanti torrenti e fiumi in
26:18particolari per chi è della provincia di palma ci sono due fiumi che sono il taro e il ceno
26:23detti fiumi gemelli che originano proprio vicino a dove siamo passati a poche centinaia di metri
26:28l'uno dall'altro però uno va verso est il taro e uno va verso ovest il ceno quindi nascono
26:34vicini
26:35e fanno questo percorso sino a ricongiungersi a fornovo la leggenda vuole che fossero due fratelli
26:40nati entrambi alle pendici del monte penna che a un certo punto dovettero decidere chi doveva dare
26:46il nome alla vallata e portare quindi le acque di tutto questo bellissimo comprensorio fino al
26:52fiume po una mattina ci sarebbero dovuti svegliare insieme partire pare che però il ceno si svegliò
27:00appena prima e senza svegliare il fratello si avviò il fratello taro visto il ceno che già luccicava
27:06verso valle partì velocissimo e impetuoso nonostante avesse scelto il percorso più tortuoso girando
27:13da santa maria del taro andò così forte che gli tagliò la strada appena prima di fornovo a
27:18rubiano e da allora è il taro che porta le acque fino al cuore i punti da scoprire sono tantissimi
27:27sono non notissimi e quello che stiamo cercando di fare appunto farli conoscere al più vasto pubblico
27:35e una volta che un visitatore almeno a detta di tutti arriva a bedogna e fa un giro nei nostri
27:41sentieri nei nostri monti si innamora decisamente e questo va un po in quell'ottica che ci siamo dati
27:48come spirito generale del turismo estivo ma anche autunnale attorno ai cercatori di funghi insomma
27:56cerchiamo anche di imbrogliare le persone a venire qui girare per le nostre montagne o a piedi abbiamo
28:03fatto insieme al centro commerciale naturale anche un acquisto di sei e bike che vanno a ruba e pensiamo
28:10di implementare questo investimento anche nei prossimi anni montepena per noi è quasi una
28:16religione nel senso che proprio sul monte infatti ha sede la madonna di san marco che è la protettrice
28:24delle varie del taro del ceno ed è anche diciamo il fondamento appunto delle due valli della montagna
28:31ovest della valtare della valcena perché lì nascono per noi diciamo frequentatori del penna
28:39è proprio veramente una religione noi abbiamo fatto i campeggi lì abbiamo investito tanto su questa
28:46montagna e continuiamo a volerle molto bene e siamo molto affezionati ed è per questo che ci teniamo a
28:52farlo scoprire a un pubblico un po più vasto di quello di erano dal passo del chiodo la vetta del
29:00penna dal ponte sul taro di maria luigia pelosa alle sorgenti del ceno in poche ore abbiamo fatto
29:06tanta strada resta un ultimo desiderio tornare per scoprire gli altri segreti di queste valli
29:11un'altra strada di maria luigia per la sorgenti del corno di maria luigia per la
Commenti