00:00Questo 2 giugno ci invita a riflettere tutti su cosa è, su cosa vuole essere la Repubblica oggi.
00:07Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale, a partire da me, naturalmente,
00:15circa il dovere di essere all'altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia.
00:23Non si tratta di immaginare, di sospendere o annullare la normale dialettica politica.
00:28La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse.
00:34Ma c'è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite.
00:39Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione.
00:44L'unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l'uno dell'altro,
00:52una generazione con l'altra, un territorio con l'altro, un ambiente sociale con l'altro.
00:59Tutti parte di una stessa storia, di uno stesso popolo.
01:03Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sorso comune
01:10che non ottenono le differenze di posizione politica nella diversità dei ruoli istituzionali.
01:16Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia
01:23sul piano della salute, economico e sociale.
01:28Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri.
01:34Questo sentimento profondo che avvertono i nostri concittadini esige rispetto, serietà , rigore, senso della misura
01:44e attaccamento alle istituzioni.
01:46E lo richiede a tutti, tanto più a chi ha maggiore responsabilità , non soltanto a livello politico.
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