L'alcol lo ha portato a un passo dalla morte. A raccontarlo è Phil Collins che, a 75 anni, ha deciso di parlare per la prima volta della gravissima crisi di salute vissuta tra la fine del 2023 e il 2024. In una lunga intervista al Sunday Times, l'ex batterista e frontman dei Genesis ha rivelato di essere rimasto ricoverato per sette mesi dopo una ricaduta nell'alcolismo che ha compromesso gravemente reni e pancreas. Una battaglia combattuta lontano dai riflettori, mentre familiari e amici temevano il peggio. [idgallery id="2754145" title="Perché quando ci alleniamo vogliamo ascoltare la musica?"]
«I miei organi si stavano fermando» Collins ha ricordato quei giorni con parole che lasciano poco spazio all'immaginazione. «C'erano delle decisioni da prendere, tipo: "Teniamo Phil in vita con le macchine oppure no?"», ha raccontato. «I miei reni stavano cedendo, i miei organi si stavano fermando. La gente veniva a dirmi addio, ma io non ricordo nulla. Non avevo idea di quello che stava succedendo. Sarebbe potuta finire molto male». Il ricovero è arrivato dopo aver interrotto l'assunzione dell'Antabuse, il farmaco che provoca una reazione fisica all'alcol e che lo aveva aiutato a mantenersi sobrio per anni. La ricaduta è stata rapida. «Appena sveglio bevevo vino. Era quello che volevo per colazione». [idarticle id="1876408" title="Phil Collins, addio per sempre ai concerti: «Il mal di schiena non mi dà tregua»"]
Una dipendenza già affrontata in passato Non era la prima volta che il musicista si trovava a combattere contro l'alcolismo. Già nel 2012 era stato ricoverato per una pancreatite acuta e, nella sua autobiografia Not Dead Yet, pubblicata nel 2016, aveva raccontato che l'alcol aveva rischiato di costargli la vita. Questa volta, ha spiegato, a pesare è stato anche un profondo senso di solitudine. Dopo il divorzio, il ritiro dalle scene e il trasferimento dei figli a Miami, si era ritrovato a vivere da solo in Svizzera. Un vuoto che ha finito per alimentare nuovamente la dipendenza. «Sono st...
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