00:00Inauguriamo oggi questa mostra dedicata a Giovanni Agostino Dalodi, un pittore abbastanza sconosciuto.
00:05Chi era costui? Era un pittore il cui nome emerge nel 1912, quindi solo da un secolo.
00:11Noi cerchiamo con questa mostra di suggerire, di ricostruire il suo itinerario anche attraverso confronti con i grandi artisti con
00:20cui si è intrecciato,
00:22sia a Milano, dove probabilmente avvenne la sua formazione, nella Milano di Bramantino e di Leonardo, sia a Venezia, dove
00:29lui approda a fine del Quattrocento
00:31e a moda appunto di conoscere la pittura di Vivarini, di Giovanni Bellini, di Giorgione, di Dürer.
00:37Si è cercato di fare interagire le opere con quello che le circonda, visto che siamo nei saloni proprio della
00:43pittura veneta del Rinascimento e alla fine della mostra Lombarda del Rinascimento.
00:47Ed è stato proposto un allestimento, come dire, a raggera, in cui le opere vengono messe in dialogo, ma in
00:55cui è anche possibile uscire,
00:57crearsi anche dei confronti personali, divagare e farsi distrarre anche dalla collezione permanente che ci circonda.
01:05Siamo davanti a una Madonna con il bambino e due devoti, di impronta belliniana, ma da cui traspare proprio quella
01:13che è anche la sua cultura stratificata.
01:15Il volto della Vergine ricorda Boltraffio negli anni 90, la stessa composizione piramidale, alla fine quella della Vergine delle Rocce,
01:24in cui anche questo gesto affettuoso con cui la Madonna mette le mani sulle spalle dei committenti,
01:29crea come una complicità intima e affettuosa.
01:33Non è naturalmente immune da Giorgione e qui lo scorgiamo soprattutto nel modo in cui la scena è ambientata nella
01:40natura,
01:41il modo in cui viene reso questo paesaggio un po' digradante sul fondo.
01:45Noi proponiamo anche come confronto questa Madonna con il bambino di Jurer, della Fondazione Magnani Rocca,
01:52questo modo di rendere il bambino per tratti minuti appuntiti, questo modo di rendere illustri sui capelli della Madonna
01:59e questa anche tattilità, questa resa molto materica, sia nel velo che cinge il bambino,
02:05sia nei riflessi della coppa, ricorda proprio questo interesse lenticolare, mimetico dell'arte nordica.
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