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  • 2 giorni fa
Chi ha detto che l’alta moda non può entrare in campo? Sicuramente non Naomi Osaka. La tennista giapponese ha fatto il suo ingresso al French Open 2026 di Parigi indossando un look custom firmato dal designer svizzero Kevin Germanier. L'atleta, impegnata nel primo turno contro la tedesca Laura Siegemund, ha scelto un outfit d’ingresso all’insegna dell'alta moda. «È molto couture», ha raccontato Osaka dopo la vittoria. «Conoscete la Tour Eiffel di notte, quando scintilla? Ecco, penso di assomigliarle un po’»

[caption id="attachment_2787318" align="aligncenter" width="1024"] Naomi Osaka entra in campo per affrontare la tedesca Laura Siegemund nel primo turno della terza giornata dell'Open di Francia 2026 al Roland Garros. (Foto di Robert Prange/Getty Images)[/caption]
Il look d’ingresso di Naomi Osaka
Per il suo debutto al Roland Garros, Osaka ha indossato una creazione costruita a partire dal proprio guardaroba sportivo. Germanier ha de-costruito capi tecnici trasformandoli in un outfit da passerella: un corsetto nero ricamato, una gonna plissettata leggera e una costruzione sartoriale che gioca tra trasparenze e struttura. Il nero assoluto amplifica la presenza scenica, mentre le lavorazioni artigianali aggiungono un livello couture che riflette pienamente la sensibilità del designer svizzero.

[caption id="attachment_2787319" align="aligncenter" width="1024"] Naomi Osaka effettua un diritto contro la tedesca Laura Siegemund al Roland Garros. (Foto di Dan Istitene/Getty Images)[/caption]
Il kit da gara Nike: performance e dettagli preziosi
Sotto il look d’ingresso, Osaka ha rivelato il suo outfit da competizione firmato Nike: una gonna color sabbia abbinata a un top tecnico arricchito da un peplum a due livelli e da file verticali di paillettes dorate. Un equilibrio preciso tra funzionalità sportiva ed estetica, dove performance e stile convivono senza gerarchie.

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Naomi Osaka tra moda e sport
Negli ultimi anni, Osaka ha progressivamente ridefinito i codici di abbigliamento dell’atleta professionista. All’Australian Open 2026 ha collaborato con Robert Wun per un look ispirato al mondo marino, confermando una ricerca estetica sempre più strutturata e sofisticata. A Parigi il campo diventa ancora una volta un luogo che accoglie la moda come linguaggio. «Non parlo molto, quindi posso parlare attraverso i vestiti», ha dichiarato la tennista a Euronews. Un modo per raccontarsi senza parole.

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L'abbigliamento femminile nel tennis
La storia dei codici di abbigliamento femminili nel tennis è intrisa di sessismo e, in alcuni casi, di razzismo.Nel corso dei decenni, molte atlete sono state criticate per scelte considerate troppo audaci o inappropriate. Già negli anni ’80, alla tennista Anne White fu chiesto dall'arbitro di Wimbledon di giocare con un look di più “appropriato”: indossava un body bianco in spandex a maniche lunghe. Ancora più emblematico il caso della tuta di Serena Williams, un capo tecnico considerato troppo aderente (pensato per migliorare la circolazione dopo la gravidanza) vietato al Roland Garros. Un caso che fece clamore. Negli ultimi anni la Women’s Tennis Association (WTA) ha “modernizzato” le regole sul codice di abbigliamento. Piccoli passi, lenti e sudati. 

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[caption id="attachment_2787321" align="aligncenter" width="1024"] Torneo di tennis di Roland Garros. Serena Williams con la tuta Nike in azione contro la tedesca Julia Görges. (Foto di Tim Clayton/Corbis via Getty Images)[/caption]
Il mondo del tennis è pronto per la moda?
Il caso Osaka rappresenta un’evoluzione più ampia nel rapporto tra tennis e fashion system. I grandi tornei non sono più solo competizioni sportive, ma anche spazi di espressione estetica e culturale. «Gli atleti fanno parte dello show business», ha aggiunto Osaka a Euronews. «L’ingresso in campo negli Slam è l’unico momento in cui forse mi sento un’intrattenitrice». Alcuni hanno criticato le scelti di Osaka: i tifosi più conservatori hanno parlato di mancanza di rispetto al tennis e alla sua tradizione, “comportamento antisportivo”, "look poco adatto e poco sobrio". Ma qualche commendo sessista non ostacolerà la voglia di brillare delle atlete, di certo non quella di Osaka. «Posso essere esagerata quanto voglio con colori, fantasie o tessuti. Quando si tratta di moda, sono un po’ drammatica». La domanda che resta da porsi è: chi definisce i confini dell’espressione femminile nello sport?

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