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  • 4 ore fa
Trascrizione
00:04La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è stato ampiamente detto nella relazione
00:12che mi ha preceduto e l'attuale configurazione dell'Unione Europea, un gigante burocratico
00:19che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica sull'altare di
00:26approcci ideologici e tecnocratici contribuendo a spingere il continente verso un progressivo
00:32declino economico e geopolitico, un'Europa inarrestabile nella sua capacità di moltiplicare
00:38le regole su ogni aspetto della vita comune, ma esitante improvvisamente quando si tratta
00:44di far sentire la propria voce nelle dinamiche globali. E le crisi ci hanno mostrato quanto
00:51fosse miope l'idea di un'Europa che pensava di poter limitare il suo ruolo a quello di
00:58piattaforma commerciale, in una posizione quasi passiva tra l'America e i grandi attori asiatici,
01:05lasciando ad altri il controllo sugli snodi fondamentali delle catene del valore. Quando
01:12gli shock sono arrivati e quelle catene del valore troppo lunghe, troppo fragili si sono
01:17spezzate. Noi abbiamo scoperto quanto fosse pericolosa l'esposizione verso dinamiche che
01:22non potevamo controllare. E abbiamo capito quanto fosse suicida accettare che su materie
01:29prime critiche, energia, settori strategici il nostro destino dipendesse da scelte altrui.
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