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00:06Scenario internazionale in primo piano dagli sviluppi in Medio Oriente e Ucraina alle nuove prospettive dell'alleanza atlantica tra Stati
00:14Uniti ed Europa in vista del summit NATO di Ankara che si terrà a luglio e che definirà un nuovo
00:21quadro di sicurezza per l'Occidente.
00:23Il tutto mentre Cina e Russia tracciano insieme le linee rosse geopolitiche nei confronti di Washington.
00:30Facciamo il punto, è un onore avere con noi l'ambasciatore Stefano Stefanini, Senior Fellow dell'Atlantic Council e Advisor
00:37dell'ISPI, noto diplomatico delle relazioni internazionali negli Stati Uniti e in Russia ed ex ambasciatore NATO.
00:43Grazie per essere con noi e benvenuto.
00:46Grazie all'invito e buon pomeriggio.
00:48Ben trovato ambasciatore Stefanini. Allora gli sviluppi geopolitici dall'Iran all'Ucraina stanno ridefinendo l'asse della sicurezza all'interno
00:58della NATO.
00:59Quindi a sorpresa alla riunione dei diplomatici della NATO in Svezia la Germania si è detta impegnata ad assumersi la
01:10propria responsabilità di leader della NATO.
01:13Quindi sta davvero cambiando a suo giudizio il baricentro dell'Alleanza Atlantica?
01:21O cambia o l'Alleanza non sopravvive.
01:29La Germania ha risposto quanto ci deve aspettare dal principale paese europeo che fino adesso ha avuto una posizione relativamente
01:41defilata sui termini della difesa.
01:43Il momento in cui gli Stati Uniti lo dicono sul piano teorico con la strategia sulla sicurezza nazionale uscita in
01:57dicembre.
01:58Lo dicono all'atto pratico con alcuni provvedimenti per il momento semplicemente di annunci di ritiri di truppe dall'Europa
02:09anche se poi in Polonia prima ne ritirano 4.000 che avevano già cominciato a trasferirsi.
02:17Poi ieri Trump dice che ne manda 5.000 quindi c'è sempre questa incertezza e direi mancanza di coerenza
02:26in alcuni comportamenti di Trump.
02:30La direzione in cui gli americani vanno è abbastanza evidente e in più si aggiungono controversie reali con gli Stati
02:43Uniti, quella sulla Gronellandia per il momento accantonata ma è in corso in questi giorni un negoziato non facile tra
02:56Stati Uniti e Danimarca e Gronellandia.
03:00Ci sono state le accuse di Trump alla Nato perché si è sentito non aiutato dalla Nato sull'Iran per
03:17quanto non ci sia niente nel trattato di Washington
03:21che impegnerebbe gli alleati per una guerra non difensiva fra l'altro iniziata senza alcuna consultazione in ambitato.
03:30Insomma di fronte a tutto questo è chiaro che la Nato per sopravvivere deve cambiare e gli europei a cominciare
03:38dalla Germania devono prendersi più responsabilità ed è in un certo senso rassicurante questo annuncio tedesco.
03:45Ecco è un annuncio che compatta l'Europa oppure rischia di spaccarla?
03:52A mio parere lo compatta perché che poi quanto poi gli altri paesi siano pronti a seguire l'esempio della
04:06Germania nel senso di aumentare le spese militari e in quanto tempo.
04:12Questo è un problema dei bilanci dei singoli paesi chiaramente è un problema e lo sappiamo per l'Italia.
04:21Però avere un paese come la Germania che dice d'accordo gli Stati Uniti rallentano il loro impegno in Europa
04:34noi ci prendiamo le nostre responsabilità è rassicurante ed è un gesto che unifica l'Europa.
04:42Teniamo presente che fra l'altro c'è stato tutto un processo in corso di consultazioni regolari fra Germania, Francia
04:54e Regno Unito
04:55per quanto i britannici non siano più nell'Unione Europea perché sul piano della difesa e della sicurezza abbiamo bisogno
05:04del Regno Unito.
05:08Sì, molto importante questo aggancio poi con la Gran Bretagna naturalmente.
05:15Ambasciatore, lei conosce molto a fondo le dinamiche transatlantiche quindi ritiene che questa assunzione di responsabilità da parte di Berlino
05:26sia un riequilibrio strutturale e sostenibile dell'Alleanza o una reazione d'emergenza alle forti pressioni dell'amministrazione Trump?
05:38Allora, è sicuramente una reazione emergenziale perché l'amministrazione Trump non lascia scelta se non farlo.
05:54Ma non è una reazione alla situazione di emergenza che l'amministrazione Trump sta creando
06:05diffondendo una percezione di disimpegno in Europa.
06:13Però è anche una scelta tedesca, non è semplicemente la Germania che lo fa perché gli Stati Uniti gli chiedono
06:22di farlo.
06:22No, è la Germania che si rende conto, come anche alcuni altri paesi europei, compresa l'Italia,
06:30che è il momento in cui sul piano della difesa e della sicurezza dobbiamo fare di più da soli.
06:37E la Germania è il paese che ha il maggiore potenziale economico e industriale per farlo.
06:44Quanto strutturale vedremo, nel senso che con l'amministrazione Trump è difficile ragionare in termini strutturali.
06:57Per il semplice motivo che i suoi rappresentanti, penso al segretario di Stato Marco Rubio o al ministro della difesa
07:08Pete Exet in questo caso,
07:11non sanno mai poi cosa deciderà il loro capo.
07:14Quindi è molto difficile negoziare in una situazione di questo genere.
07:20Con una futura amministrazione di qualsiasi tipo, quindi non con un ritorno al passato,
07:27ma con cui sia possibile sedersi al tavolo e dire chi fa cosa,
07:33allora anche ci può essere una ridefinizione strutturale.
07:38Per il momento c'è un problema di colmare un potenziale vacuum di sicurezza o incertezza sulla sicurezza,
07:49che per certi aspetti è anche peggio, che dura di qui alla fine dell'amministrazione Trump.
07:56Il tempismo è interessante perché si arriva da un periodo teso nelle relazioni tra Stati Uniti e Germania,
08:04si sono inserite dichiarazioni a distanza da parte del cancelliere Mertz e del presidente Trump negli ultimi mesi.
08:13Poi c'è stata ultimamente una telefonata distensiva tra Mertz e Trump.
08:18Ma pensa che questa visione sul nuovo baricentro dell'Alleanza Atlantica tra azione tedesca
08:28sia condivisa tra Stati Uniti e Germania?
08:32Io preferirei chiamarlo attrazione europea.
08:36Europea.
08:38Beh, intanto teniamo presente una cosa.
08:44Le due maggiori potenze militari europee restano nell'Unione Europea, la Francia,
08:53e al di fuori dell'Unione Europea il Regno Unito.
08:57La Germania ha ancora strada a fare per arrivare al loro livello.
09:02Non c'è dubbio che abbia le capacità industriali ed economiche per farlo.
09:08In ogni caso, però, a differenza delle altre due, non diventa una potenza nucleare.
09:15Quindi per quello preferirei chiamarlo europeo.
09:22Ma se questo finisce con un'Europa più assertiva, perché meno dipendente di quella che Donald Trump avrebbe voluto,
09:39e i segnali di quest'Europa più assertiva li abbiamo visti sul no a qualsiasi forma di partecipazione alla guerra
09:50in Iran,
09:51ma li vediamo soprattutto nella capacità dell'Europa di diventare il principale sostenitore dell'Ucraina.
10:01Se questo porterà non esattamente a quello che l'amministrazione Trump desidera,
10:09è la legge delle conseguenze non volute.
10:15Certamente, ambasciatore.
10:17Tra l'altro la posizione di Berlino, espressa un po' a sorpresa nell'ambito dell'incontro in Svezia,
10:24sembra voler accelerare in qualche modo la transizione verso quella che il segretario generale della Nato,
10:32Ruth, definisce Nato 3.0.
10:34Quindi è un'espressione che descrive la nuova era della responsabilità paritaria nel quadro di una regionalizzazione
10:44che riduce la dipendenza dell'Europa dagli Stati Uniti, come lei spiegava.
10:49Quindi Nato 3.0 perché?
10:51Perché abbiamo avuto la Nato 1.0 con la guerra fredda,
10:54poi la Nato dopo il crollo del muro di Berlino e adesso si apre questa nuova fase.
11:00L'Europa è politicamente pronta a guidare se stessa?
11:08Probabilmente no, non esiste una struttura in grado di guidare l'Europa politicamente,
11:17lo sono però le principali capitali, quelle che contano.
11:22È un meccanismo essenzialmente intergovernativo.
11:26Quando dicono non è pronta a guidare se stessa è perché le immagini che vediamo
11:33risalgono a qualche consiglio europeo, quindi parliamo dell'Unione Europea.
11:39L'Unione Europea ha dei meccanismi decisionali piuttosto complessi
11:45perché deve, per motivi obiettivi, perché deve bilanciare varie esigenze.
11:55Non comprende paesi importanti sul piano della difesa, come il Regno Unito che ho già citato,
12:01ma c'è anche la Turchia, c'è anche il Canada, c'è anche la Norvegia.
12:05Quindi l'Unione Europea è più incompleta della Nato e non ha storicamente il DNA della difesa e della sicurezza.
12:22Ed è difficile cambiare la cultura aziendale di un'organizzazione.
12:29Quindi un conto è l'Europa nella Nato, un conto è l'Unione Europea.
12:33Questo è chiaro. Comunque al prossimo summit...
12:36E devono lavorare insieme.
12:38Mi lascio solo sottolineare che Unione Europea e Nato hanno fatto dei progressi enormi,
12:46veramente enormi, nella capacità di collaborare.
12:52Assolutamente.
12:53Peraltro i leader europei proprio al prossimo summit Nato di Ankara e in Turchia a metà luglio
12:58si troveranno di fronte a scelte d'azione concrete da prendere.
13:05Sull'Ucraina, ad esempio, l'Europa sta provando a trovare un modo per sedersi al tavolo con la Russia,
13:12perché i negoziati guidati dagli Stati Uniti non sembra stiano funzionando bene.
13:18La mossa che è stata poi rivelata dal Financial Times sarebbe quella di nominare un inviato unico
13:24per parlare con Putin, come Draghi o la ex cancelliera Merkel.
13:29Il punto però, ambasciatore, è Washington sembra defilarsi.
13:35L'Europa non ha ancora una posizione unanime,
13:39quindi chi può decidere davvero l'esito della guerra nella prospettiva di sedersi al tavolo con Putin?
13:47Zelensky?
13:48In buona parte sì.
13:52Zelensky e tutti gli ucraini,
13:55dimostrando una capacità di resistenza che nessuno si aspettava,
14:02creano le condizioni per un negoziato più paritario,
14:09molto più paritario di quello che la Russia vorrebbe,
14:12ma anche più paritario di quello a cui portava la mediazione senza risultati da parte americana.
14:21E alla fin fine, quando si parla di nominare un europeo,
14:29ricordiamoci che chi sarà, e speriamo che ci sia,
14:35non ha un ruolo decisionale, perché alle fine le decisioni le prenderanno Putin e Zelensky.
14:43In fondo anche i negoziatori americani erano Steve Witkoff e Jared Kushner,
14:52voglio dire, dei personaggi con un mandato diplomatico,
14:59più o meno abili, più o meno all'altezza della situazione.
15:05Possiamo immaginare, lei ha fatto due nomi, Angela Merkel e Mario Draghi,
15:10sono sicuramente nomi eccellenti e che avrebbero capacità diplomatiche e di mediazione notevoli,
15:21però non sono loro che stabiliscono, loro devono cercare qualcosa che possa essere accettabile alle due parti,
15:33poi sono le due parti che accettano meno.
15:34E soprattutto, direi, un mediatore europeo che gode della fiducia ucraina,
15:41più di quanto gli americani non negodessero, è in grado di costringere la Russia ad un atteggiamento realistico,
15:59non a inventarsi un abbiamo risolto tutto all'80%,
16:06quando il 20% che manca, questo è quello che i negoziatori americani sono andati dicendo da tempo,
16:14il 20% che manca condiziona tutto il resto.
16:19Certo, la situazione in Medio Oriente tra l'altro è un esempio di come il quadro geopolitico
16:28sia fortemente complesso per gli Stati Uniti,
16:31perché la situazione in Medio Oriente si conferma molto critica per Donald Trump
16:36anche dopo il vertice con Xi Jinping a Pechino,
16:40vertice dal quale non sono emerse posizioni ufficiali condivise.
16:46Mentre a distanza di pochi giorni c'è stato il vertice Xi Putin a Pechino
16:51che ha lanciato una forte condanna, quindi una dichiarazione unanime,
16:58condanna degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran,
17:04chiedendo la fine immediata della guerra.
17:06Come legge questa esibizione di forza congiunta di Xi e Putin
17:11per fermare Trump in Medio Oriente?
17:14È un'esibizione verbale, perché in realtà né Russia né Cina hanno fatto molto
17:22se non aiutare in maniera più o meno sotterranea l'Iran,
17:28ma Cina e Russia non stanno mettendo i bastoni fra le ruote a Trump.
17:39Trump in questo momento vorrebbe uscire da questa guerra
17:43che non riesce a vincere il più presto possibile
17:47e in quello sperava in un aiuto di Xi Jinping.
17:52Ha avuto qualche buona parola, ma niente altro.
17:57Il vertice cinese-americano è stato importante sul piano bilaterale
18:04perché ha segnato dei cambiamenti importanti soprattutto nell'approccio americano
18:10verso la Cina, ma sul Medio Oriente non ha cavato un ragno dal buco.
18:16Quindi Trump rimane alle prese con una guerra
18:23in cui essenzialmente la deve risolvere con l'Iran
18:29o con le traslative o tornando alla guerra.
18:35Non c'è nessun altro, non la Cina, non la Russia,
18:40che gli tolga le castagne dal fuoco.
18:43Certo, molto interessante tra l'altro anche la provocazione lanciata da Putin
18:48che ha proposto di trasferire in Russia l'uranio arricchito di Teheran.
18:54Questo però consegnerebbe a Mosca praticamente le chiavi del dossier nucleare iraniano.
19:00Vedremo come risponderà anche su questo Donald Trump.
19:05Ci fermiamo su queste considerazioni.
19:08Ambasciatore Stefano Stefanini, grazie, davvero molte grazie per la sua analisi
19:12e per averla condivisa con noi.
19:15Prego, buon pomeriggio e buon weekend.
19:18Grazie, grazie ambasciatore, a presto e grazie a voi per averci seguito.
19:22Vi lascio la programmazione di Classi NBC. Arrivederci.
19:25Grazie.
19:28Grazie.
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