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  • 1 giorno fa
Cosa è successo nella grotta in cui sono morti i sub italiani alle Maldive? Il quadro di quel giovedì mattina è ormai chiaro agli inquirenti. I cinque sub sono entrati volontariamente: l’ingresso è grande e ben visibile. Sono dunque penetrati nella prima camera, molto ampia, e poi in un corridoio lungo 30 metri, che, nei racconti dei sub che ci sono passati, non ha un fondo lineare ma forma una specie di «esse» e poi sprofonda nella seconda camera. Entrati anche qui, i sub si sono girati per tornare indietro. ​E si sono persi. I sommozzatori che hanno ispezionato la grotta riferiscono che la via d’uscita da percorrere a ritroso non è ben visibile: le correnti muovono la sabbia che sta sul fondo e la fanno accumulare proprio in quel punto, dove il corridoio risale per il dislivello, creando una prospettiva ingannevole. L’imbocco sembra chiuso. Alla sua sinistra, c’è un altro tunnel di facile accesso, largo più o meno quanto l’altro, dove non c’è alcun dislivello o accumuli di sedimento. Sembra aperto. Invece, non porta da nessuna parte. È in fondo a quel cunicolo cieco che sono stati trovati i corpi di quattro sub lunedì. Nessuno era impigliato, incastrato o ferito. È finita l’aria. Una morte atroce. (qui l'articolo completo di Sara Gandolfi)

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