Dopo i look custom indossati al Super Bowl e lo smoking nero sfoggiato al Met Gala, Bad Bunny rafforza il legame con Zara attraverso Benito Antonio, nuova collezione ispirata alla sua identità.
[amica-gallery id="1544624" title="Bad Bunny per Zara: look, capi (e prezzi) della nuova collezione Benito Antonio"]
Disponibile dal 21 maggio, il progetto rappresenta un’estensione autentica dell’universo creativo dell’artista portoricano, costruita attorno alla sua estetica personale e al suo immaginario culturale. Realizzata insieme al direttore creativo Janthony Oliveras, la linea comprende circa 150 pezzi e nasce interamente a Porto Rico, luogo che continua a essere il centro narrativo di Bad Bunny.
[caption id="attachment_1544633" align="aligncenter" width="635"] Bad Bunny nella campagna della collezione Benito Antonio per Zara Collection.[/caption]
Le silhouette oversize, i completi destrutturati, le texture materiche e i richiami street raccontano uno stile spontaneo e riconoscibile. Sviluppata con M/M Paris e fotografata da STILLZ, storico collaboratore dell’artista, la capsule trasforma elementi quotidiani del paesaggio portoricano. Nel video della capsule emerge una lettura simbolica: Benito appare su una barca improvvisata, come un naufrago che raccoglie frammenti e li trasforma in una vela fatta con i capi della collezione. Un’immagine che può richiamare temi come emigrazione, speranza e ricerca di libertà, suggerendo un viaggio identitario oltre la semplice narrazione fashion.
[caption id="attachment_1544623" align="aligncenter" width="635"] Un'immagine della campagna della collezione Benito Antonio per Zara Collection.[/caption]
Non è un caso che il progetto affondi così profondamente nelle radici culturali di Porto Rico, dove sarà prodotta tutta la collezione. Nel corso degli anni, Bad Bunny ha difeso la cultura latinoamericana e denunciato le disuguaglianze dei portoricani, spesso marginalizzati negli Stati Uniti. In questo senso, “Benito Antonio” non appare soltanto come una capsule costruita attorno a un nome celebre, ma come un racconto coerente di appartenenza, inclusività e rappresentazione culturale.
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