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Sono tanti i momenti e i luoghi in cui, a torto o a ragione, colpevole o innocente, un cittadino può ritrovarsi totalmente nelle mani dello Stato, anche in una democrazia. In caserma o in questura perché arrestato o fermato, detenuto in carcere perché in attesa di giudizio o condannato, in infermeria, nei reparti penitenziari degli ospedali, o negli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari perché deve essere curato. Oppure nei CIE, nei centri di identificazione ed espulsione, perché straniero e non in regola con leggi e documenti. Ci sono leggi, procedure, controlli, uffici e persone che regolano questa tutela. La maggior parte delle volte le garanzie funzionano. Ma altre volte no. Come nel caso di Stefano Cucchi, Giuseppe Uva o del giovanissimo Federico Aldrovandi. Tutti e tre morti violentemente mentre si trovavano in una situazione particolare: nelle mani dello Stato. La puntata è introdotta da un’intervista al cantautore Daniele Silvestri...


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Commenti
carlonicotera84320
Creator
Lo Stato. Entità che per definizione ci protegge, ci accoglie sotto un ombrello di regole e sicurezza. Ma cosa succede quando quel medesimo Stato chiude una porta alle nostre spalle? In quel momento, sei "nelle sue mani". E in teoria, dovresti essere nel posto più sicuro del mondo. Eppure, ci sono storie in cui quelle mani si stringono fino a soffocare, storie che si consumano nel silenzio di una cella, di una caserma, di una stanza d'ospedale blindata. Chi ci protegge dai nostri protettori?

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