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  • 3 mesi fa
Milano, 14 mag. (askanews) - A oltre cinque anni dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, il commercio tra Italia e UK mostra segnali di stabilizzazione, pur in un contesto strutturalmente più complesso rispetto all'era del mercato unico. Secondo le stime di settore, la Brexit ha esposto infatti per la prima volta circa 150.000 imprese britanniche alle procedure doganali.In base a un'analisi effettuata da 360 PAY, gruppo internazionale per le soluzioni di pagamento e servizi digitali dedicati alla mobilità di mezzi, merci e personale dipendente in Europa, le previsioni indicavano un aumento potenziale di 200 milioni di moduli doganali aggiuntivi nel Regno Unito, a cui si sarebbe aggiunto un numero simile nell'Unione Europea. Oggi invece la realtà operativa è più snella, con il Regno Unito che gestisce circa 40 milioni di nuove dichiarazioni doganali legate al commercio con l'UE e il numero di operatori attivi è nell'ordine di 4.000 aziende.In questo scenario, l'Italia resta un partner centrale: è l'ottavo mercato di importazione e l'undicesimo di esportazione per il Regno Unito e oggi il quadro indica una traiettoria di crescita stabile e sostenibile, trainata anche dalla domanda britannica di prodotti italiani, in particolare alimentari.In questo contesto, 360 PAY evidenzia come la competitività delle filiere Italia-UK dipenda sempre più dalla capacità di rendere la dogana un processo prevedibile, digitale e integrato nella catena logistica. Il Gruppo ha progressivamente rafforzato la propria capacità operativa in competenze e soluzioni concrete: più opzioni di instradamento quando serve, ma soprattutto processi doganali moderni per rendere nuovamente affidabili i tempi. Secondo 360 PAY servono modelli operativi aggiornati e semplificazioni reali.

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00:00A oltre 5 anni dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, il commercio tra Italia e UK mostra segnali
00:05di stabilizzazione, pur in un contesto strutturalmente più complesso rispetto all'era del mercato unico.
00:10Secondo le stime del settore, la Brexit ha esposto infatti per la prima volta circa 150.000 imprese britanniche alle
00:16procedure doganali.
00:17In base all'analisi effettuata da 360Pay, gruppo internazionale per le soluzioni di pagamento e servizi digitali dedicati alla mobilità
00:23di mezzi, merci e personale dipendente in Europa,
00:26le previsioni indicavano un aumento potenziale di 200 milioni di moduli doganali aggiuntivi nel Regno Unito, a cui sarebbe sommato
00:33un numero simile nell'Unione Europea.
00:35Oggi invece la realtà operativa è più snella, con il Regno Unito che gestisce circa 40 milioni di nuove dichiarazioni
00:40doganali legate al commercio con l'UE e il numero di operatori attivi è nell'ordine di 4.000 aziende.
00:45In questo scenario l'Italia resta un partner centrale, è l'ottavo mercato di importazione e l'undicesimo di esportazione
00:51per il Regno Unito
00:52e oggi il quadro indica una territoria di crescita stabile e sostenibile, trinata anche dalla domanda britannica di prodotti italiani,
00:58in particolare alimentari.
01:00In questo contesto, 360Pay evidenzia come la complessità delle filiere Italia-UK dipenda sempre più della capacità di rendere la
01:07dogana un processo prevedibile digitale integrato nella catena logistica.
01:10Il gruppo ha progressivamente rafforzato la propria capacità operativa in competenze e soluzioni concrete, più opzioni di stradamento quando serve,
01:18ma soprattutto processi doganali moderni per rendere nuovamente affidabili i tempi.
01:22Secondo 360Pay servono modelli operativi aggiornati e semplificazioni reali.
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