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  • 23 ore fa
"Antonello a tavola", nella ventunesima puntata in cucina c'è il pidone fritto

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Trascrizione
00:12Salve a tutti, sono Alessandro Milia, sono uno studente dell'Istituto Antonello, frequento la classe terza A.
00:18Oggi andremo a preparare una specialità dello street food siciliano, in particolare messinesi, ovvero il pitone fritto tradizionale.
00:24Per la realizzazione del nostro pitone abbiamo bisogno di acqua, vino bianco, farina 00, strutto, pepe, sale, zucchero, olio e
00:36poi per la farcia del pitone abbiamo bisogno di scarola, tuma e alici.
00:41Iniziamo con l'impasto. Io sto impastando con una planetaria, con montata una spirale, però voi a casa potete benissimo
00:48farla a mano.
00:49Inizio con mettere la farina nella planetaria.
00:55Andiamo ad aggiungere il sale.
01:04Chiudiamo la planetaria e iniziamo a farla girare.
01:13Facciamo miscelare bene la farina e il sale e poi andiamo ad aggiungere piano piano tutta l'acqua.
01:26E' il momento di aggiungere lo strutto. Interrompiamo un attimo la planetaria e l'apriamo.
01:37Aggiungiamo lo strutto.
01:48La facciamo ripartire e aggiungiamo il vino bianco.
02:05Infine aggiungiamo lo zucchero.
02:09Mentre l'impasto fa il suo corso andiamo a preparare la farcia.
02:12Per la farcia, come abbiamo detto prima, servirà della scarola che adesso andremo a tagliare, è stata precedentemente lavata.
02:17La scarola va tagliata molto fine.
02:22Il pitone è uno dei piatti più antichi che abbiamo nella nostra tradizione.
02:29In passato era realizzato con la pasta del pane che poi successivamente, col corso del tempo, gli impasti cambiarono.
02:37Oggi ne abbiamo due tipi, ovvero abbiamo quello tradizionale e quello a vento.
02:42Quello classico prevede l'utilizzo del lievito che però tenderà l'impasto dopo la cottura più soffice.
02:50Invece poi abbiamo l'impasto a vento che è quello che stiamo realizzando noi oggi che non prevede l'utilizzo
02:56del lievito
02:56e che dopo la cottura risulterà molto più friabile.
02:59Un altro ingrediente fondamentale per la creazione del nostro pitone è il formaggio.
03:05Noi in questo caso, per seguire la tradizione, usiamo la tuma.
03:08Il nostro formaggio andrà tagliato a dadini per poi essere messo all'interno del pitone.
03:17Aggiungiamo il formaggio alla scarola.
03:20Per dare sapore al nostro impasto andremo ad aggiungere sale, olio e un pizzico di pepe.
03:33Andiamo a mescolare i nostri ingredienti che poi andranno all'interno del nostro pitone.
03:40Una volta che l'impasto ha finito il suo ciclo in planetaria, deve riposare per 30 minuti avvolto in della
03:46pellicola.
03:51Dopo che il nostro impasto è riposato per una mezz'oretta, lo stenderemo.
03:56Ovviamente, e poi sta a noi decidere la pezzatura dei nostri panetti da poi andare a stendere.
04:03Ci aiutiamo con un poco di semola e poi adesso andremo a stendere.
04:14La grandezza adesso è quella giusta, lo spessore minimo ideale sarebbe 2-3 mm.
04:20Una volta stesa la pasta, con un aiuto del coppapasta, creeremo il nostro disco
04:26che poi andrà in seguito farcito con la farcia che abbiamo preparato precedentemente.
04:39Vi svelo un segreto, ovvero con un pennello, di bagnare leggermente i bordi del nostro disco
04:46così da farlo sigillare ermeticamente.
04:50Aggiungiamo 2-3 alici.
04:57In seguito aggiungiamo la farcia.
05:10Lo pieghiamo su se stesso.
05:18Cerchiamo di far uscire tutta l'aria che c'è all'interno.
05:25Con l'aiuto di una rondella andiamo a tagliare la pasta in eccesso.
05:37Questo è il nostro bidone, adesso andrà fritto nell'olio di semi.
05:40L'olio di semi deve avere una temperatura di circa 180-190 gradi.
05:44Per capire se il nostro olio è arrivato a temperatura, con un poco di farina,
05:49appena vediamo che la farina inizia a friggere, lo possiamo immergere.
06:21Il nostro bidone adesso è pronto e adesso lo metteremo su un foglio di carta assorbente
06:28per fargli levare tutto l'olio in eccesso.
06:34Ecco il bidone messinese, gustoso e filante.
06:46Sono Maria Francesca Gioè, esperto agri-food, diplomata presso l'ITS Academy Fondazione Albatross.
06:52Oggi parleremo di etichettatura, ovvero faremo riferimento alle etichette che ritroviamo
07:00sulle confezioni dei prodotti alimentari che acquistiamo tanto nella piccola quanto nella grande distribuzione.
07:07Partiamo dalla denominazione di vendita, che ci dice che cos'è il prodotto che stiamo acquistando
07:13e al di là del suo packaging.
07:16Passiamo agli ingredienti, sempre disposti in ordine decrescente, quindi il primo sarà quello più presente
07:25all'interno della ricetta del prodotto in questione.
07:30Occhio agli allergeni, sempre ben evidenziati, e occhio anche alla tabella nutrizionale
07:37che ci dà una precisa fotografia di energia e macronutrienti.
07:42L'origine, quando evidenziata, conferisce ulteriore trasparenza alla filiera.
07:51Altro elemento importante è il lotto, spesso sottovalutato, ma necessario per la tracciabilità del prodotto
08:00in caso di criticità del prodotto stesso e quindi per eventuali campagne di richiamo o ritiro dal mercato.
08:10I claim come l'AIT, senza zuccheri aggiunti e così via dicendo, dovendo rispondere a delle precise normative,
08:21diciamo che vanno letti con un certo senso critico, quindi non considerate come assolute garanzie.
08:29Data di scadenza e TMC, ovvero termine minimo di conservazione, vanno interpretati nel modo corretto.
08:37La data di scadenza si riferisce alla sicurezza microbiologica del prodotto,
08:43mentre il TMC si riferisce alle qualità organolettiche sempre del prodotto.
08:50Saper leggere un'etichetta è un po' come fare un'analisi di laboratorio, ma al supermercato.
08:58E saperla leggere fa sì che il nostro acquisto si trasformi in una scelta consapevole e tecnicamente informata.
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