00:00Si sono conclusi ufficialmente i lavori propedeudici alla realizzazione delle palazzine di fondo
00:05Sacca in via Maregrosso, già avvenuto il collaudo, sono stati necessari più di 12 mesi
00:10per liberare l'area dei veleni con continui sondaggi, è stato necessario scendere ad
00:14oltre 3 metri di profondità, poi si è reso necessario il trasporto della terra con gli
00:19inquinanti prelevati nelle discariche specializzate e infine livellare il terreno eliminando enormi
00:23bug e montagne di terriccio. Si attende l'ultima certificazione di avvenuta bonifica e poi
00:29con la consegna del cantiere a Invitalia si inizierà a edificare. Oltre un anno di ritardo
00:34per la costruzione di nuove allogge e 2 milioni almeno di spesa aggiuntiva, nell'area sono
00:39stati ritrovati i veleni come l'amianto, l'arsenico e il piombo. Quell'area dove diede il primo
00:43colpo di pala meccanica, dall'ora sindaco di Messina Cateno De Luca, si è rivelato
00:47un osso duro per la struttura commissariale retta dal presidente della regione Renato Schifani
00:52e dal subcommissario Santi Trovato. I veleni di fatto hanno frenato la costruzione di nuove
00:56case da realizzare. Ci sono due palazzine e 44 alloggi. I risultati delle analisi del
01:02terreno effettuati in contraddittorio con gli enti preposti ai controlli Aspe e Arpa avevano
01:06più volte mostrato tracce evidenti di contaminanti. Era il 12 dicembre del 2023 quando si accertava
01:13per la prima volta la presenza di inquinanti. E' stato necessario un intenso lavoro di caratterizzazione
01:18effettuato dalla struttura commissariale da realizzare. Due palazzine, una con i residui di
01:24un finanziamento capacity del comune, 12 alloggi e un'altra di 32 alloggi gestiti dall'ufficio
01:29del commissario con i fondi della legge sullo sbaraccamento, quasi 5 milioni di euro in tutto
01:34di spesa che sono rimasti ostaggio dei veleni ritrovati.
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