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  • 10 ore fa
Ci sono domande universali, antiche quanto l’uomo (Da dove vengo? Dove sto andando? Qual è il senso della vita?) che assillano le menti dell’essere umano. Andrea Pezzi, ospite del vodcast Il Piacere della Lettura dalla libreria Arethusa di Roma, costruisce attorno al viaggio e al nostos il suo ultimo libro, La nostra Odissea. Ritorno all’umano (Il Saggiatore), un saggio che è insieme mappa, specchio e allarme.
Trascrizione
00:00Benvenuti al piacere della lettura con noi dalla libreria Retusa di Roma, Andrea Pezzi.
00:05Grazie e benvenuto.
00:07Grazie.
00:07Il libro di oggi è La nostra odissea, ritorno all'umano, il saggiatore.
00:11Nel tuo libro trasformi il viaggio di Ulisse in una mappa del nostro smarrimento contemporaneo,
00:16dove ogni tappa diventa una deviazione dell'uomo dalla propria essenza.
00:21Un saggio che insieme racconto e chiamata, un invito urgente a ritrovare la nostra Itaca perduta
00:27prima che il rumore del progresso ci faccia dimenticare chi siamo davvero.
00:32Puoi parlarci dell'origine del tuo romanzo? Qual è stata la scintilla da cui è scaturita?
00:38Allora, nasce, sono due libri sostanzialmente, perché uno è La voglia di fare un libro sull'umanesimo perenne
00:44e io volevo fare un libro su questo argomento.
00:47Poi a un certo punto incontro per la terza volta nella mia vita l'Odissea e la leggo un'estate
00:53mentre sto pensando a questo libro e mi viene questa specie di strana folgorazione
00:57e cioè leggo in Ulisse un viaggio che non è soltanto il viaggio di un eroe
01:03o il viaggio dentro se stessi, come in altri casi è stata anche interpretata l'Odissea.
01:10Trovo in Ulisse questa specie di prototipo straordinario dell'uomo occidentale
01:16e ancora di più come se fosse il corpo di tutto il mondo occidentale
01:21e noi piccole cellule che nasciamo e moriamo nel corso di questa storia
01:26vedo che quel viaggio è un po' il nostro viaggio, cioè la nostra Odissea appunto
01:31è il viaggio della cultura occidentale e quindi mentre lo penso nelle varie tappe del suo viaggio
01:38e Itaca con quegli altri incontri fondamentali inizia a mettere insieme queste due tracce
01:46e viene fuori una sorta di narrazione profetica di Omero dentro l'Odissea
01:52profetica perché racconta il nostro, cioè il viaggio nostro di umani soprattutto occidentali
01:58verso Itaca, cioè verso quella dimensione e presenza di spirito
02:03che oggi dobbiamo necessariamente riconquistare per non lasciare che la nostra sensibilità
02:08e la nostra anche primazia se vuoi occidentale vada alle ortiche, diciamo così.
02:16Credo che noi siamo in una fase molto delicata come cultura occidentale
02:21e che ci sia bisogno di trovare formule diverse per definire la nostra intelligenza
02:27il nostro modo di star al mondo, soprattutto la nostra idea di essere umano.
02:31Scrivi, tutto viaggia, un pensiero, una cellula, l'umanità intera, tutto tende al ritorno.
02:37Cosa significa per te questo concetto universale di ritorno, nostos,
02:42che è uno dei concetti importanti del tuo saggio?
02:44E perché oggi l'umanità sembra averne un bisogno così disperato?
02:50Ma allora innanzitutto il ritorno, secondo me da un punto di vista psicologico
02:54e il nostos in generale come nostalgia, come ritorno, la nostalgia celeste
02:58che tutti bambini, io da bambino, quando guardavo le stelle avevo questa nostalgia,
03:02questo senso di presenza in questa vita, in questo mondo,
03:07ma anche un richiamo verso qualche cosa che era prima di me,
03:11che ci sarà dopo di me e che c'è sempre, che è la dimensione trascendente dell'essere.
03:17Io credo che questo viaggio di ritorno sia proprio il viaggio della vita.
03:21Il ritorno è alla dimensione, Leonardo da Vinci lo chiamava il puere eterno,
03:27quella dimensione per cui tu fai tutto il tuo percorso di vita,
03:31poi ritorni all'infanzia in un certo senso, ritorni alla spontaneità,
03:36questa volta però con consapevolezza dell'istinto pieno
03:39che solo i bambini, quando sono molto piccoli, hanno in modo eclatante.
03:43E questo viaggio della purezza, per cui ti sporchi nel mondo per poi rientrare,
03:48assomiglia, lo dico nel libro, a quei riccioli di magma
03:51che a un certo punto si staccano dal sole, no?
03:53Tu li vedi in alcune bellissime fotografie astronomiche,
03:58si staccano e come se fossero lì sospesi per un secondo,
04:02guardano da staccati il sole e poi si tuffano,
04:07inevitabilmente attratti al rientro verso il sole.
04:09Noi, secondo me, in questo distacco, in quell'attimo di sospensione,
04:13poi in quel tuffo, abbiamo il senso dell'esistenza umana.
04:16Scrivi, il totalitarismo non ha bisogno solo di demoni, ma di funzionari.
04:21Guardando a Scilla e Cariddi, dove vedi nascondersi oggi
04:25i funzionari del male banale descritti da Anna Arendt?
04:29Guarda, è una bellissima domanda questa,
04:32perché mi sono trovato recentemente a fare questa considerazione
04:36quando ho sentito le notizie di Antropic,
04:40che ha deciso di andare contro la volontà del Pentagono,
04:44che gli chiedeva di fornire la loro intelligenza artificiale
04:47per il controllo di massa e per le armi.
04:50Ovviamente, quando l'intelligenza artificiale entrerà nel mondo della guerra
04:55in modo ancora più rilevante,
04:58toglierà il senso della responsabilità dell'essere umano,
05:01perché la macchina ucciderà,
05:02ma non potrà imputare quella responsabilità a un essere umano in particolare.
05:06Quindi moralmente è come se ci fosse una sorta di lavacro tecnologico.
05:10Ecco, quando l'amministratore di Antropic ha deciso di dire no al Pentagono,
05:15mi è venuto in mente Anna Arendt,
05:17perché lei descrive nel processo di Nuremberg
05:21come i grandi, diciamo, gerarchi nazisti
05:26avessero, diciamo, cercato una giustificazione ai loro atti
05:31dicendo solo obbedito a degli ordini.
05:33E lì la banalità del male racconta come il male si può compiere
05:38semplicemente facendosi assenti come esseri umani
05:41all'interno di un processo sistemico
05:43che ha una volontà che arriva d'altrove.
05:46Ecco, lì l'amministratore di Antropic
05:48ha fatto qualcosa di straordinariamente bello,
05:51perché ha fatto una disobbedienza civile
05:54e ha detto non in mio nome,
05:56e ha detto che si è sottratto,
05:57se riuscirà ad avere ancora la forza per sottrarsi,
06:00non lo so, ma spero di sì.
06:02Ha fatto un gesto che è molto simile a quello di Anna Arendt,
06:06cioè quello che auspicava Anna Arendt con la banalità del male.
06:11Quindi credo che noi siamo in una fase molto delicata
06:14e credo che sia difficile per un individuo solo
06:18cambiare il mondo,
06:19perché il mondo sta andando in una direzione
06:20che forse ha qualche cosa di necessario,
06:23inteso anche in senso decadente.
06:25Però credo che ognuno di noi abbia la possibilità
06:27e la responsabilità per se stesso
06:29di non lasciare che il mondo ci cambi, no?
06:32E quindi i gesti di bellezza che ognuno di noi fa,
06:35li fa soprattutto per salvarsi, no?
06:38Per dire non in mio nome,
06:40per non entrare in quella sorta di catena
06:43di eventi morali, etici, atteggiamenti mentali,
06:48che poi coincidono con l'andamento
06:50che questo tempo sembra rendere inevitabile,
06:54e cioè appunto la deflagrazione di tutti i principi
06:57che hanno reso la bellezza della democrazia occidentale
07:02un valore anche attraente per gli altri,
07:06persino gli altri popoli che non la conoscevano
07:08per l'origine che questa democrazia ha,
07:12almeno presso di noi.
07:13Scrivi, per sopravvivere noi siamo disposti
07:16a fingere di essere nessuno.
07:18In che modo l'architettura dei social
07:20ci ha spinti a svuotare la nostra identità
07:22pur di essere visti e in una società
07:25che anticipa e soddisfa i nostri bisogni algoritmicamente.
07:29Come possiamo risvegliare il vero autentico desiderio?
07:34Ma io penso che la motivazione,
07:39c'era questo grandissimo,
07:40tornando ancora ai temi dell'Olocausto,
07:43detto che adesso l'Olocausto è invertito
07:45perché Israele è il vero cannibale dell'umanità,
07:48a quanto pare,
07:48ma Viktor Frankl,
07:53che è quello che ha inventato la logoterapia,
07:57era un professore che stava dentro i campi di concentramento,
08:02aveva, pensa, cucito nel suo cappotto
08:04tutti i suoi scritti
08:06perché voleva portarsi lì dietro,
08:07non poteva portarsi i libri
08:08e aveva fatto tutta la federa
08:11con la carta,
08:12del suo cappotto con la carta
08:13e con tutti i suoi libri
08:14per avere gli appunti,
08:15per poter leggere.
08:16E lui inventa, scopre,
08:18definisce la sua logoterapia
08:21stando in questo campo di concentramento
08:23e capisce che la motivazione è la cosa fondamentale.
08:26Cioè la motivazione è ciò che,
08:30a prescindere da quello che la vita ti riserva,
08:32ti consente di sopravvivere
08:33alla sfida che appunto la vita ti...
08:36quindi per rispondere alla tua domanda
08:38io credo che per sopravvivere al digitale
08:41e a quello che i social network producono
08:45in senso psicologico,
08:46in senso...
08:47credo che la grande necessità,
08:51tra virgolette,
08:52a livello pedagogico, scolastico,
08:54sulle nuove generazioni,
08:56sia insegnare a coltivare la propria motivazione.
09:00Io ho, da quando sono bambino,
09:02una fortissima motivazione nel conoscere me stesso
09:05e non c'è nessun momento della mia vita
09:08in cui non faccio qualcosa a questo scopo.
09:10L'amore per me serve a conoscersi,
09:13lavorare e fare l'imprenditore serve a conoscermi,
09:15scrivere un libro e portarlo in giro per il mondo
09:17e parlarne come sto facendo adesso serve a conoscermi,
09:20dialogare con l'altro,
09:20vedere che effetto mi fa quando qualcuno mi critica
09:22serve a conoscermi,
09:23criticare un altro quando mi accorgo
09:25che provo un sentimento negativo
09:26nei confronti di qualcuno serve a conoscermi
09:28perché capisco cosa sta venendo fuori da me.
09:30E questo gioco, questa motivazione costante
09:33rende molto interessante il viaggio della vita
09:35per quanto mi riguarda.
09:36E anche guardare i social può diventare interessante
09:40se serve a conoscerti.
09:41Quindi io non demonizzo l'oggetto in quanto tale.
09:44È l'assenza di motivazione,
09:47come nel campo di concentramento di Viktor Frankl,
09:49che ha ucciso, dice lui,
09:52molti degli occupanti in quei campi,
09:54ma tantissimi non hanno perso la motivazione.
09:56hanno continuato a cercare di capire,
10:00e in suo caso proprio di capire l'essere umano,
10:02e grazie a questa voglia di capire l'essere umano,
10:04perché era il suo lavoro,
10:05lui è riuscito a sopravvivere.
10:07E poi ha regalato all'umanità
10:08una teoria meravigliosa
10:09della psicologia esistenziale umanista,
10:11di cui lui è uno dei caposaldo.
10:14I feaci ascoltano, non giudicano,
10:17non si mostrano incredoli,
10:18non chiedono prove, ascoltano.
10:20Perché ritieni che l'arte dell'ascolto
10:22sia diventata un atto quasi sovversivo ai giorni nostri?
10:26Cosa significa veramente ascoltare?
10:28Beh, i feaci sono straordinari,
10:30perché sono questa popolazione,
10:31sono quelli che,
10:32pur andando contro la dannazione di Poseidone,
10:39decidono, che poi li punirà,
10:41decidono di aiutare Ulisse a ritornare a casa.
10:43E quindi fanno un gesto di grandissima generosità.
10:48Hanno questa tradizione
10:49dell'ospitare il naufrago
10:53senza neanche chiedergli nulla,
10:55gli danno da mangiare.
10:56Non sanno che questo naufrago
10:59è arrivato sulla spiaggia,
11:00è raccolto da Nausicaa,
11:01è portato dal padre al Cino.
11:04Ecco, non sanno che si tratta di Ulisse, no?
11:06Sanno che è uno che ha bisogno di essere aiutato.
11:08E poi, mentre Ulisse ascolta
11:12l'Aedo che narra le gesta di Ulisse stesso,
11:17in particolare è qui che scopriamo,
11:19non nell'Iliade,
11:19è qui che scopriamo del cavallo di Troia,
11:22lui si commuove perché viene raccontato
11:24come un grande eroe,
11:25e lui invece ha fatto sette anni di viaggi atroci,
11:29e si mette a piangere.
11:31Si mette a piangere e chiede aiuto.
11:34Ecco, quel momento in cui inizia poi il racconto,
11:37lui ai Feaci,
11:38e racconta così le sue tappe dell'Odissea,
11:41dopo la guerra di Troia,
11:42fino a quel momento,
11:44è lì che in quell'ascolto,
11:45in quell'amore che i Feaci insegnano a Ulisse,
11:49che si apre il nuovo capitolo
11:50di questo uomo occidentale,
11:52che è Ulisse per quanto mi riguarda,
11:55e cioè l'uomo occidentale
11:56che oggi ha bisogno di capire la sua crisi,
11:59chiedere forse anche un po' aiuto
12:01per ritornare a casa Itaca.
12:03E nella seconda parte del libro,
12:05dell'Odissea,
12:06e lo racconto nel mio ovviamente,
12:08Ulisse incontra cinque momenti fondamentali,
12:12cinque simboli fondamentali dell'umanesimo,
12:15e ognuno di questi gli dà una chiave di volta
12:18che gli consente poi di arrivare
12:21ad un cambiamento fondamentale
12:23del concetto di intelligenza
12:24da cui lui, diciamo, è nato,
12:27per cui lui veniva definito da Omero
12:29l'eroe del multiforme ingegno,
12:31perché aveva col cavallo di Troia,
12:34per l'appunto,
12:35inventato lo stratagemma
12:36per sopraffare con la furbizia l'avversario,
12:39andando contro però i dettami morali del tempo,
12:43cioè gli dei dicevano
12:44non devi mai attaccare di notte,
12:45quindi per questo gli aprono le porte
12:47al cavallo di Troia,
12:47perché non si aspettano
12:48che questo sia così un infame, no?
12:50E con quell'infamia,
12:51però intelligente e furba,
12:53riesce a battere dopo tanti anni,
12:54dieci anni di conflitto,
12:57i suoi avversari.
12:58Solo così questa intelligenza
12:59come sopraffazione,
13:00che è l'intelligenza di noi uomini occidentali,
13:04verrà purgata, cambiata,
13:05messa in crisi dal viaggio,
13:07e poi lui imparerà
13:08un'intelligenza diversa
13:09che è quella che dobbiamo ancora imparare noi,
13:11e si vede nella fine del libro,
13:12ed è bellissima.
13:13Scrivi
13:14L'umanesimo perenne
13:15è un metodo
13:16che ci invita ad abbracciare
13:17la tensione continua
13:19tra il vero interiore
13:20e il gioco esistenziale.
13:22Ci parli di questo metodo
13:23e di come si applica
13:25quando ci si trova
13:26di fronte alle avversità della vita?
13:28L'umanesimo perenne
13:28è per me
13:29la più bella definizione
13:32di intelligenza possibile,
13:37perché l'esercizio di intelligenza
13:39è un esercizio di umiltà,
13:41si sa, si dice,
13:44ma la intuizione profonda
13:46di alcuni grandi umanisti,
13:47non voglio citare Cristo,
13:49ma lo diceva anche lui in qualche modo,
13:51non è da me che parlo,
13:52ma dal Padre mio,
13:52è che la saggezza
13:54usi i saggi
13:55e non viceversa,
13:56cioè che ci sia
13:56una forma di saggezza
13:58della vita
13:58che quando tu apri le finestre,
14:01quando pulisci i vetri
14:02di casa tua,
14:02entra la luce,
14:03ti attraversa,
14:04e quindi i momenti più alti
14:06che un uomo riesce a riprodurre
14:09e a dare all'umanità
14:10sono sempre momenti
14:11che non lo riguardano,
14:13è come se qualcosa,
14:14attraversando quell'essere umano,
14:18si accendesse nella storia
14:20per la storia,
14:21per aiutare la storia dell'umanità.
14:23Quindi alcuni uomini
14:24sono dei mezzi
14:25attraverso cui la luce
14:27entra nell'esistenza,
14:28la luce dell'essere
14:30entra nell'esistenza,
14:31e questo fa sì che
14:32non dobbiamo
14:35idolatrare
14:36o assolutizzare
14:37la figura dei saggi,
14:39dei grandi,
14:40Aristotele diceva
14:41ips ed ipsit,
14:42l'ha detto lui,
14:42quindi non si discute,
14:44e non vuol dire però
14:45neanche per dicotomia
14:47dubitare di tutti,
14:48quindi non credere a nessuno,
14:50dobbiamo solo riconoscere
14:51quando,
14:52e questo è il gesto
14:53dell'umanesimo perenne,
14:54un essere umano
14:55ha quella forma di umiltà
14:57e di pulizia interiore
14:58che gli consente
14:59di essere strumento
15:00attraversabile dalla luce,
15:02allora diventa strumento
15:03anche per gli altri,
15:04ma non è un merito
15:05che si può ricondurre
15:06alla dinamica dell'ego,
15:07non è un merito individuale,
15:09non è un merito
15:11di saggezza personale,
15:13non fa di quella persona
15:14una persona speciale,
15:15fa semplicemente
15:16di quella persona
15:17un mezzo,
15:17niente di più,
15:18e questa visione
15:19che secondo me
15:20è molto importante,
15:22moderna,
15:23necessaria oggi,
15:24anche se vogliamo,
15:26è la ricetta
15:27per andare oltre
15:27queste forme
15:30dannatamente distopiche
15:31della leadership,
15:33per esempio
15:33penso alla politica,
15:34dove non c'è più
15:35un leader capace
15:37della grazia,
15:38di grazia,
15:39di armonia,
15:41di pietà,
15:43e vedi queste persone
15:44che sono paradossalmente
15:45potenti,
15:46ma di una fragilità
15:47infinita,
15:48perché
15:49sono il simbolo,
15:52l'emblema
15:54della perdita
15:55di significato
15:56di questa visione
15:58diciamo
16:01occidentale
16:01della leadership
16:02all'aulisse
16:03prima maniera,
16:04come dicevo prima.
16:05Descrivi il capitalismo
16:06speculativo
16:07come un polifemo
16:08moderno,
16:09se riuscissimo
16:10ad accecare
16:11il gigante,
16:12cosa sarebbe
16:13auspicabile
16:13avere al suo posto
16:15per far funzionare
16:16l'economia mondiale?
16:17Ah,
16:18il capitalismo
16:20è nel libro
16:22ne parlo
16:22di polifemo
16:23come simbolo
16:24diciamo
16:25di quella
16:25modalità
16:26del nostro capitalismo
16:28che conquista,
16:29che mangia,
16:30che divora
16:30gli altri popoli
16:31per poter crescere
16:33e sempre nel libro
16:35credo che ci sia
16:38spazio
16:38per una
16:39nuova cultura
16:40che è quella
16:41della perdita,
16:41ma non la perdita
16:42in senso negativo,
16:44una cultura
16:45che ha imparato
16:45a fare pace
16:47con la perdita
16:47è una cultura
16:48che ha avuto
16:49e trasceso
16:51e dovuto
16:51trascendere
16:52ogni possesso
16:53cioè che è andata
16:54oltre ogni possibile
16:56possesso
16:56materiale
16:57per poi
16:58capire come
16:59quando noi
17:00a un certo punto
17:01invecchiando
17:01inevitabilmente
17:02ci abbracciamo
17:03alla morte
17:05anche in questo senso
17:06il possesso
17:07del proprio stesso corpo
17:08della propria stessa esistenza
17:09lo dobbiamo
17:10dobbiamo perderlo
17:11dobbiamo imparare
17:12come si fa
17:13io credo che noi
17:14come
17:14uomini occidentali
17:16dobbiamo iniziare
17:17a entrare in questa
17:18forma di saggezza
17:19della perdita
17:21che non vuol dire
17:22decrescita felice
17:23voglio essere molto chiaro
17:25è semplicemente
17:26una forma
17:27per la quale
17:28ogni tanto
17:28è più
17:29importante
17:30e produce di più
17:31l'accordo
17:33tra le persone
17:34tra i popoli
17:35tra le culture
17:36l'accettazione
17:37della diversità
17:38la contaminazione
17:39di queste forme
17:41diverse
17:41che
17:42la supremazia
17:44certe volte
17:44governi di più
17:45facendo un passo indietro
17:47facendo finta
17:48di essere gregario
17:49rispetto a quello
17:50che puoi
17:51ottenere
17:51cercando di essere
17:52in modo
17:54più virile
17:55se vuoi
17:55più
17:55da patriarcato
17:57il capo
17:59il padrone
17:59quello che
18:00arriva
18:01e impone
18:02la sua volontà
18:02il senso della perdita
18:04è quasi un senso
18:05poi femminile
18:06dell'intelligenza
18:07e io credo
18:08che noi dovremmo
18:08acquisirla
18:10questa forma
18:10il capitalismo
18:11troverà una soluzione
18:12nel momento in cui
18:14riuscirà
18:15ad accogliere
18:15questa
18:16questa
18:17questa dinamica
18:18diversa
18:19della crescita
18:20anche
18:20per cui
18:21noi siamo in un pianeta
18:22con delle risorse
18:23finite
18:24pensiamo ad una crescita
18:25economica infinita
18:26e ti tremano le gambe
18:28se pensi che
18:29il pil
18:30è allo 0,4
18:32ma non si capisce
18:33di che cosa
18:33stiamo parlando
18:34se
18:34quella crescita
18:35è un racconto
18:37la famosa media
18:38del pollo
18:39di crescita
18:40dove però le persone
18:41non arrivano a fine mese
18:43e c'è una crescita
18:44solo per tre persone
18:45gli altri milioni
18:46non hanno un equilibrio
18:48allora probabilmente
18:49abbiamo
18:50dobbiamo intenderci
18:51su che cosa significa
18:52crescita del pil
18:53e quindi
18:54e non è neanche
18:54quello pro capite
18:55appunto
18:56bisogna
18:56bisogna entrare dentro
18:57delle sfaccettature
18:59un pochettino più
19:00forse sofisticate
19:01e questo credo
19:02che sia l'evoluzione
19:03del capitalismo
19:04necessaria
19:05il grande dramma
19:06secondo me
19:07non è il capitalismo
19:08in quanto tale
19:09ma il capitalismo
19:10finanziario
19:10cioè il capitalismo
19:12dopato
19:12da sistemi
19:14finanziari
19:14che per esempio
19:17consentono
19:18di costruire
19:18delle ricchezze
19:19che non hanno
19:20nessun contatto
19:22con la realtà
19:22se pensi che c'è
19:23ci sono tre aziende
19:25in America
19:25che valgono di più
19:26dell'intera
19:28economia europea
19:29quasi
19:30fa ridere
19:31facciamo veramente
19:32spavento
19:33nella sproporzione
19:35e quindi
19:36abbiamo creato
19:38con la finanza
19:39Bretton Wood
19:40insomma
19:41abbiamo creato
19:42delle dinamiche
19:43secondo me
19:43che vanno tutte
19:44riviste
19:45ma le dovremo
19:45rivedere
19:46secondo me
19:46ci sarà una sorta
19:47di reset
19:47prima o poi
19:48perché
19:48quello che abbiamo
19:50come sistema economico
19:51è destinato
19:52a sconfiarsi
19:53prima o poi
19:54necessariamente
19:54oggi
19:55al piacere
19:56della lettura
19:56abbiamo parlato
19:57della nostra
19:58odissea
19:59ritorno all'umano
20:00edito il saggiatore
20:01e tu Andrea
20:02quale libro
20:03ci consiglieresti
20:04per il piacere
20:05della lettura
20:05un libro
20:06che a me
20:07è piaciuto molto
20:08da ragazzo
20:09e poi anche
20:09a parte l'odissea
20:10ovviamente
20:11e che comunque
20:12andrebbe sempre
20:13riletto
20:13con un piglio
20:14interessante
20:15è le confessioni
20:16di Sant'Agostino
20:17perché
20:17è un bellissimo
20:19libro
20:21perché
20:22ti fornisce
20:23la possibilità
20:23di cogliere
20:26nella fragilità
20:28dell'essere umano
20:30Agostino
20:31prima di essere santo
20:32era un essere umano
20:33è un essere umano
20:35pieno di difetti
20:37pieno di peccati
20:37pieno di limiti
20:39e nelle sue confessioni
20:40emergono tutti
20:40eppure
20:42dentro queste
20:43fragilità
20:44che sono
20:44le fragilità
20:45di tutti noi
20:46è un'altezza
20:48che la sua mente
20:49riesce a produrre
20:50che ti fa
20:52ti dà gioia al cuore
20:53per cui
20:54mi piace
20:54quel libro
20:55consigliarlo
20:55perché credo
20:56che ci insegni
20:57tantissimo
20:58di quanto
20:59appunto
21:00sia la saggezza
21:01la protagonista
21:02della storia
21:03e che noi umani
21:04abbiamo solo il privilegio
21:05ogni tanto
21:06di lasciarla correre
21:07dentro di noi
21:08grazie mille
21:09grazie a te

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