Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
(sofia francioni) Giornata nera per 20 lavoratrici impiegate in un call center per l'assistenza alle polizze sanitarie per conto di Generali. Questa volta l'onda di licenziamenti, previsti dal 15 giugno, travolge una platea particolarmente fragile, radunata questa mattina, 28 aprile, sotto il grattacielo della Regione Piemonte. Donne, molte mamme monoreddito o lavoratrici intorno ai sessant’anni, per le quali la prospettiva di una nuova occupazione è tutt’altro che semplice. «Ci hanno licenziate, eppure» denuncia Roberta Prato «il lavoro non manca. Da tre anni garantiamo assistenza su pratiche sanitarie complesse, interfacciandoci con strutture mediche e gestendo clienti di primo piano per Generali, come Clero, Banca d'Italia, Associazione nazionale magistrati. Nel giugno 2024 ci hanno assunto con contratto a tempo indeterminato. Nonostante lo stipendio fosse basso, era comunque una sicurezza. Per tutte noi la notizia, annunciata a marzo, del licenziamento è stata una doccia fredda che non ci aspettavamo».Il paradosso, secondo il sindacato Si Cobas, sta qui: mentre il servizio cresce, le lavoratrici vengono messe alla porta. Il motivo non sarebbe una crisi produttiva, ma il sistema degli appalti. Assunte dalla cooperativa Pro&Out, operano in subappalto per Gap Srl, incaricata da Generali Assicurazioni, una delle più grandi società europee, che ha appena registrato un utile di 4,3 miliardi di euro. È al grande committente che le lavoratrici chiedono risposte: "Che fine farà il servizio che abbiamo contribuito a costruire? Verrà affidato a personale ancora più precario, magari con contratti atipici? E soprattutto, l’azienda è consapevole delle condizioni contrattuali applicate lungo la catena degli appalti?", si domanda Paola Morelli. 

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Purtroppo questo licenziamento porterà gravi problemi per tutti noi.
00:05Io ad esempio ho due bimbi, uno di quattro o due anni, ho un compagno che appunto lavora in fabbrica,
00:10quindi gli stipendi non sono altissimi.
00:12Già lo stipendio non era alto, adesso con il grasso sarà ancora più basso.
00:16E quindi già a fine mese si arriva con le difficoltà, così ancora sarà peggio.
00:22Dal 15 di giugno cambia sicuramente la qualità della vita,
00:26nel senso che molte di noi sono persone monoreddito, donne come me, con figli, a carico.
00:33Il mondo del lavoro oggi non è più quello di vent'anni fa.
00:37Trovare un altro contratto a tempo indeterminato,
00:41avevamo fatto affidamento perché beneficiamo di questo contratto a tempo indeterminato da un anno e mezzo appena.
00:48Lo so che niente è per sempre, però speravamo che durasse almeno 5-6 anni.
00:56Voglio dire, e invece...
00:58Noi rimaniamo senza lavoro, non abbiamo più un'età per la quale metterci anche al servizio del cercare lavoro,
01:12perché abbiamo più o meno un'età sulla sessantina,
01:17quindi insomma per noi è abbastanza difficile,
01:20nonostante sicuramente abbiamo acquisito delle competenze importanti.
01:24Il lavoro qua non manca, anzi, è un lavoro che è continuativo, ma molto sottopagato.
01:34Io vivo con il mio compagno, ci siamo sposati solo due mesi fa,
01:39giusto l'anno scorso avevo rinnovato il mutuo,
01:42e adesso mi ritrovo in questa situazione sperando che qualcuno faccia un passo indietro,
01:49visto che il lavoro non è diminuito, non è la nostra mancanza o chi che sia.
01:54Appunto il lavoro c'è, anzi aumenta sempre di più.
01:57Abbiamo sempre fornito un'assistenza adeguata a quelli che sono i clienti e gli assistiti di generali.
02:02Grazie a tutti.
Commenti

Consigliato