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  • 22 ore fa
Milano, 24 apr. (askanews) - Fino al 26 luglio 2026 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Krapfen di Diego Marcon. Krapfen è un video digitale con animazione CGI che ha come protagonista un ragazzetto interpretato da Violet Savage e quattro indumenti: un paio di guanti, un foulard, dei pantaloni e un maglione. L'opera si sviluppa come un musical e prende ispirazione dall'età d'oro dell'animazione statunitense e dal teatro d'opera italiano. La partitura musicale, composta da Federico Chiari, collaboratore di lunga data dell'artista, conduce i personaggi in una coreografia frenetica, in cui i quattro indumenti incalzano Violet affinché mangi un krapfen alla marmellata d'albicocca. Come spesso accade nelle opere di Marcon, all'ambientazione fanciullesca si accompagna un'atmosfera allarmata e perturbante, in cui un dolce sembra diventare l'espediente per chiamare in scena emozioni di terrore e annientamento. Le opere di Marcon ricalcano i generi classici cinematografici, come l'horror, il musical, la slapstick comedy o il melodramma, rielaborandoli e combinando tra loro diversi registri, per costruire un immaginario inquietante.All'inaugurazione della mostra il 15 aprile 2026 durante una conversazione fra Massimiliano Gioni e Diego Marcon, curatore e artista hanno analizzato l'opera. Massimiliano Gioni: "Parlando appunto di cinema, che per te è sia medium che soggetto, in un certo senso (tutte le tue opere sono una riflessione sul cinema e sulla sua storia) , ti chiedevo della presenza fantasmatica di alcune tue opere, mi dicevi che il cinema e l'immagine in movimento quasi per definizione hanno una prossimità appunto con il fantasma. Volevo chiederti se in Krafen ci sono aspetti che continuano questa sorta di fascinazione per un mondo segreto, un mondo fantasmatico che il tuo lavoro affronta spesso".Diego Marcon: "Sì, poi in verità forse le cose più misteriose che spesso tornano nel mio lavoro sono paradossalmente le più comuni, quello che poi secondo me questi sviluppi scoperchiano è la presenza aliena di alcuni soggetti e di alcune cose che in verità sono molto comuni, nel caso di Kraftfen ad esempio la famiglia. La cosa che poi mi turba sempre più o che che resta sempre più misteriosa per me è il privato inteso come una dimensione molto intima del sé e da lì anche un po' l'insistenza sul linguaggio, nel senso che appunto come tu dicevi i soggetti dei film non sono dei soggetti dramaturgici ma sono dei soggetti, se vogliamo, metalinguistici o mediolinguistici, nel senso sono il film stesso perché penso che esista soltanto il linguaggio in qualche maniera".Krapfen è la prima opera a essere prodotta grazie al New Futures Production Fund, la collaborazione pluriennale tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e New Museum di New York: sotto la guida di Massimiliano Gioni, Edlis Neeson Artistic Director del New Museum, l'iniziativa prevede la co-produzione e la presentazione di una nuova opera presso le due istituzioni. Krapfen è statocommissionato e realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Lafayette Anticipations, New Museum, the Renaissance Society e The Vega Foundation, con il sostegno aggiuntivo di Sadie Coles HQ, Londra, e Galerie Buchholz, Berlino/Colonia/New York.

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00:00Parlando appunto di cinema che per te è sia medium che soggetto, in un certo senso, tutte le tue opere
00:07sono una riflessione sul cinema e sulla sua storia.
00:11Ti chiedevo la presenza fantasmatica di alcune tue opere, mi dicevi che il cinema e l'immagine in movimento quasi
00:18per definizione hanno una prossimità appunto col fantasma.
00:22Volevo chiederti se in Kraffian ci sono aspetti che continuano questa, saprei, fascinazione per un mondo segreto, un mondo fantasmatico
00:32che il tuo lavoro affronta spesso.
00:35Sì, poi in verità forse le cose più misteriose che spesso tornano nel mio lavoro sono paradossalmente le più comuni.
00:45Quello che poi secondo me questi sviluppi scoperchiano è la presenza aliena di alcuni soggetti e di alcune cose che
00:56in verità sono molto comuni.
00:58Nel caso di Kraffian ad esempio la famiglia, la cosa che poi mi turba sempre più o che resta sempre
01:04più misteriosa per me è il privato, inteso come una dimensione molto intima del sé.
01:10E da lì anche un po' l'insistenza sul linguaggio, nel senso che appunto come tu dicevi i soggetti dei
01:16film non sono dei soggetti drammaturgici ma sono dei soggetti, se vogliamo mettere, linguistici o meglio linguistici, nel senso sono
01:24il film stesso perché penso che esista soltanto un linguaggio in qualche maniera.
01:40Grazie.
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