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  • 4 ore fa
Roma, 23 apr. (askanews) - "Oggi inauguriamo le targhe di 5 nuovi Giusti, il loro esempio è monito quotidiano su cosa significa servire lo Stato con coscienza e tenendo sempre la persona al centro". Lo ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, all'inaugurazione, con accanto il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, delle cinque nuove targhe dei Giusti della Farnesina (selezionati dalla commissione ad hoc istituita dal MAECI), nel viale antistante il ministero, già denominato Viale dei Giusti."Cominciamo da Francesco Babuscio Rizzo, incaricato d'Affari presso la Santa Sede nella Roma occupata dai nazifascisti, salvò centinaia di vite, rifiutando la logica del silenzio e della paura", ha aggiunto Tajani, sottolineado che c'è un significato particolare oggi in questa inaugurazione, a pochi giorni dal 25 aprile."Il secondo Giusto è Piero de Masi, diplomatico nel Cile del '73, trasformò la nostra ambasciata a Santiago in un rifugio per i perseguitati politici, aprendo le porte a chi non aveva più riparo", ha proseguito."Giorgio Giacobelli è il terzo, in servizio presso la nostra ambasciata a Kinshasa, durante la crisi del Congo nel '64, organizzò missioni di soccorso per strappare alla morte numerose vite", ha ricordato Tajani."Poi Vito Positano, nel 1887, vice-console a Sofia, fu punto di riferimento per la salvezza della popolazione della città in una delle ore più drammatiche della storia balcanica".Infine, "Tito Spoglia, vice-console ad Elisabethville nel Congo,nel '60 sacrificò la propria vita per salvare quelle dei connazionali e dei colleghi", ha concluso Tajani."Noi abbiamo il dovere di dare, lo dico ai giovani diplomatici, degli esempi da seguire, ne abbiamo tanti nel nostro paese, ne siamo fieri", ha osservato Tajani, sottolineando che con questa iniziativa "noi stiamo custodendo la memoria".

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00:00Oggi inauguriamo le targhe di cinque nuovi giusti, il loro esempio monito quotidiano su cosa significa servire lo Stato con
00:10coscienza tenendo sempre la persona al centro.
00:15Voglio ricordarli uno per uno, cominciamo da Francesco Barbuccia Rizzo, incaricato d'affari presso la Santa Sede nella Roma occupata
00:24da nazi fascisti, salvò centinaia di vite rifiutando la logica del silenzio e della paura.
00:31E mi fa piacere che si inauguri oggi anche la parte che riguarda Francesco Barbuccia Rizzo perché siamo alla vigilia
00:44del 25 aprile, quindi ha anche un significato particolare.
00:49Il secondo giusto è Piero De Masi, diplomatico nel Cile del 73, trasformò la nostra ambasciata a Santiago in un
00:58rifugio per i perseguitati politici, aprendo le porte a chi non aveva più alcun riparo.
01:05Giorgio Giacomelli è il terzo in servizio presso la nostra ambasciata a Kinshasa durante la crisi del Congo del 64,
01:11organizzò missioni di soccorso che strapparono una morte di numerose vite.
01:16Poi Vito Positano, nel 1877, vice consul a Sofia, fu punto di riferimento per la salvezza della popolazione della città
01:25stessa in una delle ore più drammatiche della storia balcanica.
01:30Poi ancora Tito Spoglia, vice consul Elisabeth Ville nel Congo, nel 60 sacrificò la propria vita per salvare quelle dei
01:37connazionali e dei colleghi.
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