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TVTrascrizione
00:05Ben tornato a Sio Toc a Lorenzo Sassoli De Bianchi, grazie di essere con noi.
00:10Grazie a voi.
00:10Lorenzo Sassoli De Bianchi, imprenditore, ha fondato la Valsoia, grande appassionato d'arte,
00:15presiede anche una fondazione importante sull'arte contemporanea a Milano, è anche autore,
00:20vedremo tra poco il suo quinto romanzo, ma ha guidato per 17 anni l'Unione degli Utenti
00:25della pubblicità, associati l'UPA e adesso da tre anni guida anche Auditel, quindi è
00:30un grande esperto del mondo della comunicazione e da grandi antenne che ha sull'economia, sul
00:35mondo delle imprese. Partiamo da qui, stiamo vivendo ormai da sostanzialmente due mesi un
00:40conflitto del tutto inatteso, inaspettato e imprevedibile nelle conclusioni, ma che già
00:45fa pagare un prezzo più alto, dall'energia al rallentamento del commercio internazionale,
00:49la crisi del turismo. Quali sono i segnali che raccoglie, qual è la sua visione dello
00:54stato reale dell'economia oggi?
00:56Guardi, siamo in un mare mosso che cambia in continuazione, per cui abbiamo pochissima
01:03visibilità sul domani, quindi è una grande incertezza, come diceva lei, e un aumento
01:11incontrollato delle materie prime, dovuto all'energia, l'energia stessa che sta crescendo
01:18e non sappiamo per quanto tempo crescerà, anche perché oscilla a seconda delle dichiarazioni
01:24che vengono fatte sulla guerra, per cui è un momento di grande instabilità, di grande
01:30incertezza a cui le imprese italiane, secondo me, stanno reagendo come sempre in maniera molto
01:37costruttiva e positiva.
01:40Cioè gli italiani nei momenti difficili reagiscono meglio degli altri, questo ci è
01:45riconosciuto da tutti gli osservatori internazionali per proprio la capacità di adattarsi senza
01:55perdere l'identità e nello stesso tempo ripensare le filiere, ripensare i mercati, tagliare
02:04i costi, ovviamente, rivedere le strutture e quindi io tutto sommato sono fiducioso, pur
02:12in un momento estremamente difficile, in una contingenza italiana anche problematica, perché
02:21siamo asfissiati da un debito pubblico troppo alto e abbiamo ancora dei vincoli burocratici
02:29nell'amministrazione pubblica che limitano.
02:32Non c'è spazio fiscale per stimolare la crescita con iniezioni dirette di stimoli
02:36monetari, però si potrebbero fare delle riforme. Io le chiedo che cosa chiedono le imprese
02:42in questo momento, quelle con cui parla?
02:44Guardi, sostanzialmente noi vorremmo avere un'amministrazione pubblica che ci è alleata
02:49e non nemica, che vuol dire più snella, norme certe che durano nel tempo e che non cambiano
02:56ogni sei mesi e essere affiancati dallo Stato. Noi non chiediamo sussidi perché ci rendiamo
03:03conto che lo Stato è molto indebitato e difficilmente potrà dare dei sussidi diretti alle imprese,
03:10ma almeno che ci mettano nelle condizioni di lavorare con più velocità, il tempo diventa
03:16una componente essenziale oggi per chi fa impresa in un mondo globalizzato. E poi c'è
03:23il grande tema dell'energia. Noi stiamo pagando l'energia più cara di qualunque nostro concorrente,
03:30anche semplicemente europeo.
03:33Anche la bolletta di Valsoia c'è della sua impresa?
03:35Anche la bolletta di Valsoia? Beh, noi quest'anno ci stiamo giocando una bella fetta di utile
03:42sulla crescita dell'energia, perché non è solamente la bolletta diretta, ma è anche
03:49quella dei fornitori, di chi ci fornisce la carta, chi ci fornisce la plastica o dei trasportatori
03:55che trasportano i nostri prodotti sui punti di vendita o della stessa grande distribuzione
04:02che deve tenere in freddo i gelati o i surgelati. Quindi è un problema assolutamente globale
04:10che necessita di una forte riflessione e di un ripensamento anche di temi come quello
04:18del nucleare, mi dispiace dirlo, ma oggi il nucleare è cambiato, secondo me va ripensato.
04:24Questo, e ce l'ha detto pochi giorni fa il ministro Picchetto Frattini, il governo comunque
04:28si è mosso, l'ha messo nell'orizzonte anche del nostro mix energetico, ma sul resto il
04:34governo Miloni ha fatto abbastanza, le conosce le cose e reagisce, fa qualcosa?
04:38Guardi, sono ormai vent'anni che in Italia non si fanno riforme, con un'eccezione che è
04:44stata quella della giustizia, che poi è finita come è finita, ma diciamo che da un lato
04:52ci sono questi grandi vincoli economici che lasciano pochissimo spazio di manovra al
05:00governo, ma certe riforme si potrebbero fare, come, ripeto, quella della pubblica amministrazione,
05:08ma i governi non mettono mano volentieri alla pubblica amministrazione perché è anche
05:13una questione di consenso e di voti. Bisognerebbe fare delle scelte strategiche più a medio
05:20lungo termine sull'energia, come dicevo, e bisognerebbe anche aiutare il reperimento
05:28di capitali da parte delle aziende, far ripartire una borsa che è diventata asfittica.
05:36Noi ci siamo quotati nel 2006, tra quelli quotati insieme a noi nel 2006 non ce n'è più
05:42una di aziende quotate in borsa oggi. Noi stiamo resistendo perché io ho fiducia nel
05:47capitale pubblico, nel reperimento dei capitali, però in questo momento non stiamo trovando
05:53un grande alleato nel mercato, nel governo e in chi gestisce la borsa. E poi favorire
06:02gli accorpamenti delle aziende, favorire le fusioni. Ecco, lì il governo può intervenire
06:08perché la dimensione oggi in un mercato globalizzato, lo sappiamo, diventa importante. Per cui ci sarebbero
06:15cose semplici da fare, non rivoluzionarie, che non implicano sussidi. Perché ci rendiamo
06:26conto che chiedere sussidi in questo momento non è praticabile.
06:31Anche un paese che invecchia l'Italia e i nostri giovani in parte sono attratti come un magnete
06:37anche da altri paesi, anche soltanto in Europa, dove trovano maggiori opportunità e anche
06:41un riconoscimento maggiore del loro valore. Come affrontare questo che invece è un problema
06:46complesso, non basta un decreto?
06:48Intanto diciamocelo, perché dobbiamo sempre chiamare le cose con il loro nome. I giovani
06:53migliori se ne sono andati e se ne stanno andando. Perché trovano più opportunità.
06:59Allora dobbiamo cercare di fare in modo di riportarli. Ma questa deve essere una decisione
07:06strategica. Se lei e io ci mettiamo attorno a un tavolo e decidiamo di far qualcosa per
07:11riportare i giovani in Italia, ci vengono cento idee. Io gliene dico una sola.
07:16Qual è?
07:17Per esempio quella di mettere le quote verdi nei consigli di amministrazione delle società
07:22quotate in borsa. Che vuol dire almeno due under 40 nei consigli di amministrazione delle
07:28società. Questo oltre a favorire il ritorno in Italia, magari anche parziale di giovani
07:36che hanno avuto successo all'estero e che quindi portano cultura innovativa nelle nostre
07:42società più importanti, quelle quotate, ma sarebbe anche un incentivo all'interno delle
07:52aziende per andare nella direzione dell'innovazione. I consigli di amministrazione delle nostre
07:58società sono un po' anziani, cioè rispecchiano l'età anagrafica della nostra società, che
08:08sta inevitabilmente invecchiando, lo sappiamo. Quindi azioni sui giovani. Un'altra cosa che
08:14si potrebbe fare è favorire il rientro dei capitali. Ci sono molti capitali italiani
08:19all'estero che non riescono a rientrare perché non possono. Allora se si facessero
08:26rientrare a condizione che investissero su obbligazioni di aziende quotate in borsa in
08:33maniera stabile per almeno cinque anni, noi avremo degli strumenti finanziari a disposizione
08:39per crescere e avremo un doppio vantaggio. Una nuova versione dello scudo fiscale che
08:44aveva riportato capitali che erano un po' nascosti all'estero.
08:48Sì, quelli ci sono. Purché vengano investiti in aziende italiane e per un periodo di tempo
08:57minimo di cinque anni. Lei è una delle persone che conosce forse meglio anche il
09:02mondo della comunicazione pur non facendo direttamente comunicazione perché 17 anni
09:06nell'associazione delle aziende che investono in pubblicità, tre anni come capo di Audit,
09:10la presidente di Audit in questo momento. Beh le cose sono cambiate in questi vent'anni
09:16in maniera assoluta ma la filiera della comunicazione e della pubblicità si è adattata,
09:22riesce a cogliere, a fotografare anche la nuova realtà che è fatta di un'attenzione
09:27che è frammentata. Nessuno di noi guarda più a lungo magari la televisione o la continua
09:31a guardare in maniere diverse rispetto al passato. Noi siamo un canale televisivo ma
09:35siamo distribuiti in streaming, siamo on demand su una piattaforma che è quella di Milano
09:39Finanza, più su una app. Ecco questa è la modalità un po' contemporanea. Facciamo
09:44fatica come tanti in questo momento, tanti editori, a trovare nella filiera del mercato
09:49il riconoscimento di quello che si riesce a generare come attenzione. Come vede quello
09:53che accade? Beh è una trasformazione in corso radicale, però le devo dire che dobbiamo
09:59stare attenti a non cadere nei luoghi comuni perché ancora, almeno in Italia, per il paese
10:05che conosco, la televisione è ancora quel totem importante che da un lato unisce la famiglia
10:13e le comunità quando ci sono degli eventi. E questi eventi sono estremamente importanti.
10:19La scorsa settimana la finale di Sinner a Monte Carlo ha fatto 5 milioni di ascolti, cose
10:25mai viste per il tennis. Vuol dire che le famiglie e le persone...
10:29Le Olimpiadi sono state un grande successo, Sanremo è ormai un mito che in una settimana
10:33tiene tutti attaccati ancora alla televisione.
10:35Le trasmissioni televisive in prime time tutte le sere delle due reti principali, due
10:42grandi giochi, tengono davanti alla televisione 10 milioni di persone tutte le sere. Sono
10:48numeri da partita della Nazionale o da Sanremo. Peccato a proposito di Nazionale che abbiamo
10:55perso l'occasione dei mondiali. Speriamo, pare che ci sia una minima percentuale di possibilità
11:01di recupero dell'Italia per i mondiali perché in un momento così difficile per il Paese,
11:08di grande incertezza, ma non solo a livello delle aziende, le persone si vedono arrivare
11:13delle bollette in casa del tutto inaspettate. Avere un momento di aggregazione come avviene
11:21per i mondiali durante l'estate, oltretutto le partite saranno tutte di sera, sarebbe stato
11:28molto bello. Purtroppo abbiamo perso quest'occasione, ma quella è un'altra cosa che va riformata
11:36rapidamente con un pensiero strategico.
11:38Questi vent'anni, Sassuoli dei Bianchi, le risorse del sistema dei media sono completamente
11:42trasformate, sono migrate in gran parte verso le piattaforme digitali. Parliamo di Google,
11:49quindi Alphabet, parliamo di Meta, quindi da Facebook a Instagram, tutti quelli che controllano
11:54direttamente. Sono migrate per il 50%, vent'anni fa quel 50% era tutto dedicato alle imprese
12:02italiane, in primis agli editori dei giornali naturalmente e ai grandi editori televisivi.
12:10La televisione ha tenuto, quindi le quote della televisione come raccolta pubblicitaria sono
12:16rimaste più o meno le stesse. Sono gli altri mezzi minori che hanno perso e soprattutto si stanno
12:23facendo avanti la televisione on demand, la televisione in streaming. Però voglio precisare
12:28una cosa, oggi sul televisore di casa la televisione lineare, quella che fate voi, quella che va sulla
12:37tv di casa, rappresenta ancora l'80% della fruizione televisiva. Quindi stiamo parlando di
12:43molto. È ovvio che sullo smartphone o sul tablet la fruizione dei contenuti in demand
12:50è più alta in percentuale. L'altra cosa interessante è che tutti gli editori, voi compresi, come mi
12:57diceva giustamente lei prima, vi siete adeguati, vi state adeguando alla diffusione dei vostri
13:05contenuti in pillole, in dimensioni diverse, su mezzi diversi, su strumenti diversi. Quindi io
13:13vedo una grande vitalità nel sistema della comunicazione, ovviamente scontrandosi con
13:21grandi player internazionali che hanno risorse quasi infinite.
13:26Il mondo degli editori tradizionali, il mondo dei media ha la febbre, talvolta mette in discussione
13:31il termometro che in questo caso è l'auditer. Sappiamo che ci sono polemiche feroci ogni
13:35volta che spostate di una virgola le modalità di misurazione, le metriche, ma io le domando
13:41questi 15.000 mitero quanti sono nelle famiglie italiane? 16.000.
13:4516.000. Bastano a dare un'immagine realistica oggi di quello che è il consumo?
13:50E' il più grande campione rispetto alla popolazione che ci sia al mondo. Noi veniamo visti come
13:57esempio da tutto il mondo, vengono qua ad imparare come si misura la televisione, per cui su questo
14:04siamo tranquilli e sono tranquilli anche tutti gli editori. E' chiaro che qualsiasi cambiamento
14:10si fa, questo comporta negli standard per esempio di misurazione, comporta delle discussioni ma
14:20che fanno parte della fisiologia diciamo della competizione. E lei tra dieci anni come immagina
14:26il sistema dei media? Come ci informeremo, ci intratterremo anche?
14:31Sì, beh intanto gli eventi resteranno e gli eventi diventeranno sempre più importanti per
14:36cui quell'apparecchio nel salotto di casa rimarrà. Lo chiameremo come vorremmo, però
14:43la televisione non muore. Di solito quello che succede nei mezzi di comunicazione è che
14:49questi si moltiplicano, per cui avremo più occasioni di fruizione dei contenuti televisivi,
14:56dei telegiornali, dell'informazione e quindi è un mercato che si frammenterà sempre di più.
15:03La capacità degli editori sarà quella di seguire questa frammentazione.
15:11Infine Sassoli De Bianchi, lei è anche scrittore, scrittore di romanzi, ne abbiamo parlato anche
15:16con il suo ultimo libro e adesso è uscito per PM Mascheropolis questo romanzo con questa copertina
15:24firmata da Luigi Ontani, una maschera pirandellesca si dice perché questo Mascheropolis è dedicato
15:31un po' proprio al tema dell'identità della maschera che portiamo nella nostra vita quotidiana,
15:36del rapporto tra autenticità e invece finzione. Qual è la molla che l'ha portata a scrivere
15:42di questo oggi?
15:42Beh, è il mondo in cui viviamo. Questo è portato all'estremo. Mascheropolis è una città
15:47che non è nelle mappe geografiche, però ricorda un po' la società e soprattutto la trasformazione
15:57della società in cui viviamo, in cui la comunicazione diventa sempre più importante. I social ci
16:04obbligano un po' a recitare una parte, a portare delle maschere.
16:09C'è qualcosa di nuovo o Pirandello, che lei cita anche in questa copertina, aveva già
16:13visto tutto?
16:14Pirandello aveva già visto tutto. Ovviamente la tendenza si è acuita. Oggi noi non abbiamo
16:21solo una maschera, ne abbiamo più di una perché abbiamo quella su LinkedIn, quella su Facebook,
16:26quella su Instagram, quella su TikTok, quella in privato a casa, quella sul lavoro. Ecco,
16:33l'importante, a mio parere, è mantenere sempre la consapevolezza che si tratta di una maschera,
16:40perché se no si perde il contatto con la realtà. E perdere il contatto con la realtà
16:44poi fa prendere degli abbagli, come vediamo anche in termini macroscopici nel mondo, perché
16:53la recita non la facciamo solo noi nella nostra piccola quotidianità, ma la fanno anche i
16:59grandi potenti del mondo, purtroppo.
17:01La geopolitica e la politica in generale è diventata una grande mascherata, forse lo è
17:07stato anche in passato, ma oggi i toni e il clamore, nessuno è chi dice di essere il
17:11sottotitolo di mascheropoli.
17:13Sì, perché in questa città, diciamo estrema, che è una città, diciamo è la nostra società
17:18vista sotto la lente di ingrandimento, sono tutti obbligati a recitare, mentre invece
17:25bisognerebbe recitare come si fa a teatro, sapendo che è una recita e mantenendo la propria
17:32autenticità che è fatta anche di errori, di dire non so, di non conoscere determinate
17:39cose, di umiltà nei confronti della realtà, e questo è un po' secondo me il segreto per
17:46essere anche un po' rivoluzionario.
17:48È una trama anche molto intrigante che ruota attorno a un giovane studente che entra in
17:51questo mondo di mascheropolis, Lorenzo Sessoli De Bianchi, grazie ancora di essere stato con
17:56noi, a presto.
17:57Grazie.
17:58Grazie a voi per aver seguito SEO Talks.
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