- 3 ore fa
Categoria
📺
TVTrascrizione
00:05Ben ritrovati a tutti i telespettatori e telespettatrici di classe CNBC, sembrava davvero a portata di mano ma l'Italia
00:13non ce l'ha fatta, non esce in anticipo dalla procedura di infrazione europea.
00:19E adesso cosa succede? Andiamo subito dal Presidente del Centro Studi Economia Reale, il Professor Mario Baldassarri, che ha accettato
00:31il nostro invito. Ben ritrovato Presidente.
00:34Buon poveriggio a voi.
00:35Allora Presidente, ha visto deficit PIL oltre il 3%, 3,1%, perché è importante, cosa vuol dire, cosa cambia per
00:46il nostro Paese non essere riusciti a uscire dalla procedura di infrazione?
00:51Ma questo spiega la stupidità della regola, perché qualcuno nel mondo mi deve spiegare cosa cambia fra il 3%
01:02o il 2,9% e il 3,1%, ricordando due cose.
01:08La prima è che questo deficit fa riferimento al deficit totale senza distinguere se è dovuto a spesa corrente o
01:20a investimenti.
01:21La seconda è che con quello che sta succedendo nel mondo in questi giorni, in questi mesi, in queste settimane,
01:30è chiaro che il 3% due anni fa, in condizioni quasi normali, poteva anche essere ragionevole.
01:40Ma il 3% o il 3,1% con le condizioni che ci stiano attorno, francamente, il che vuol
01:48dire che la rigidità della regola europea non può esprimere le condizioni vere di un Paese quando le condizioni esterne
02:00al Paese sono quelle che sono.
02:02Ora, è una regola, l'abbiamo accettata, dobbiamo rispettarla.
02:08Francamente, uscire prima dalla procedura di infrazione sarebbe stato un utile segnale.
02:14Ma se usciamo nei tempi previsti dalla procedura di infrazione, non è che cambia moltissimo, francamente.
02:22Quindi appunto è la 2027.
02:26Ha sentito in conferenza stampa, posto consiglio dei ministri, il ministro Giorgetti dire sostanzialmente
02:33Il mondo è cambiato dal 28 di febbraio, da quando è scoppiato il conflitto in Iran.
02:39Se prima mi preoccupavo, dopo il 28 di febbraio mi preoccupa un po' meno perché è cambiato tutto.
02:45E alla domanda specifica che una collega gli ha fatto, ma all'ipotesi di andare avanti anche senza l'Europa,
02:52nell'aiutare le imprese, nel taglio delle accise, non lo escludo, ha detto Giorgetti.
02:58Come dobbiamo leggere queste parole, professore?
03:01Ma intanto il ministro Giorgetti ha fatto bene a ricordare che recentemente, dal 28 febbraio, il mondo è cambiato.
03:11Ed è quello che stavo dicendo prima.
03:13E cioè qualcuno ci spieghi, in queste nuove condizioni, che cosa significa un deficit al 3,1% tra l
03:22'altro nel 2025.
03:24Cioè a conti fatti rispetto alle condizioni che abbiamo di fronte.
03:29E avrei qualche dubbio invece sulla seconda parte della risposta.
03:34Cioè possiamo andare avanti senza preoccuparci dell'Europa.
03:39Ma certamente non sono del tutto d'accordo su questo, ma ha ragione anche qui Giorgetti a dire
03:47che è l'Europa che deve cambiare, se di fronte a queste condizioni, neanche di fronte a queste condizioni,
03:54l'Europa non si rende conto che non può essere gestita da calcoli ragioneristici dello 0,1%,
04:02che l'Europa ha delle prospettive di crescita, tutta Europa, asfittiche, con qualche segnale eventuale di ripresa dell'inflazione.
04:13Anche se va detto che nonostante quello che sta succedendo nel mondo,
04:17la resistenza, residenza dell'economia mondiale e anche in parte dell'economia europea ed italiana
04:26appare sorprendente, perché qualche tempo fa con quel tipo di guerra e di situazione
04:33avremmo tutti previsto una fortissima frenata nell'economia mondiale,
04:40magari una recessione internazionale ed un balzo dell'inflazione verso il 6, 7, 8%.
04:48Le proiezioni che appaiono oggi sono certamente di una frenata e di un aumento dell'inflazione.
04:56Ma la frenata è relativamente contenuta e l'aumento dell'inflazione è per ora relativamente contenuto.
05:04Professore, il tema è proprio questo, recessione da economista,
05:08diciamo sperando che non ci sia un escalation tra Stati Uniti e Iran,
05:13anche se è evidente che le trattative non stanno dando quei frutti immediati che tutti auspicavano.
05:20E' da escludere in questo momento. Ci commenta anche i dati contenuti in questo DPF, l'ex DEF?
05:29Ma intanto ovviamente fare previsioni in queste condizioni è pressoché impossibile.
05:35Io mi sono permesso da varie settimane, lo dico anche tutte le settimane sul Radio Radicale,
05:41nella mia rubrica Capire per Conoscere, di dare dei paletti.
05:46E ciò ho detto, molto con buonsenso, che se la guerra Iran contro Stati Uniti ed Israele
05:55dovesse finire entro il mese di aprile e all'inizio di maggio,
06:01beh, le conseguenze ci sarebbero, ma sarebbero francamente non dirompenti.
06:07Se la guerra, quella guerra, dovesse durare fino alle soglie dell'estate,
06:13andremmo a crescita zero, ma non in Europa, un po' in tutto il mondo.
06:18E, con qualche rischio, se per caso la guerra durasse oltre l'estate,
06:26allora sì che avremmo una recessione, ma non in Europa e in Italia.
06:30L'avremmo un po' in giro per tutto il mondo.
06:33E' questo aspetto che mi fa essere ottimista. Perché?
06:38Perché su questi possibili scenari, oltre al nostro interesse europeo,
06:43c'è in gioco un fortissimo interesse della Cina, ma anche un interesse interno dell'Iran.
06:51Perché? Perché la Cina importa l'80% della propria energia dallo stretto di Hongz.
06:58E, come si vede, sta cercando in Pakistan di far fare una tregua, una pace e così via.
07:04Perché è colpita direttamente.
07:06E, all'interno dell'Iran, non dobbiamo sottovalutarlo,
07:12l'Iran le risorse ce l'ha vendendo petrolio e gas.
07:16Se c'è il blocco e non vende petrolio e gas,
07:20è un tiro alla fune a chi molla per primo.
07:23Perché? Perché se continua così,
07:26i Basdaran, l'esercito e tutto il regime di Tehran
07:31non avranno neanche i soldi per pagare gli stipendi.
07:34Certo, potrebbero stampare moneta,
07:36ma la conseguenza sarebbe tragica
07:39all'interno della condizione economica e sociale iraniana.
07:44Quindi, da questo punto di vista,
07:47è troppo complicato per poter dire
07:49prevedo questo o prevedo quello.
07:51Però è forse più utile capire questi paletti
07:55e auspicare che la guerra finisca entro aprile,
08:00i primi di maggio.
08:01Perché sarebbe lo scenario, diciamo,
08:05non più positivo, ma meno sfavorevole possibile.
08:09Siamo completamente in conclusione, Presidente.
08:12Nella conferenza stampa con il ministro Giorgetti
08:16gli è stato anche chiesto della Consob
08:18da parte della nostra Iannina Landau.
08:21Sa che con la fine del mandato di Paolo Savona
08:25siamo in un periodo di vacazio,
08:28è un Giorgetti che dice
08:29freni competente a brevissima decisione
08:32anche su antitrust.
08:34Lei, che ha avuto anche un passaggio,
08:36lo ricordiamo, in politica,
08:38sottosegretario, viceministro,
08:40come lo vedrebbe freni alla Consob?
08:42Se ne è parlato tanto la presenza dei politici
08:45in posizioni chiave anche per il mercato.
08:49Un suo commento.
08:51Ma intanto io sono stato viceministro
08:53fino a 20 anni fa.
08:54Quindi un'era totalmente diversa.
08:58Il mio commento è che le authority di controllo
09:02sono un fatto fondamentale
09:04non solo per salvaguardare il mercato
09:07ma per salvaguardare anche le istituzioni democratiche
09:11perché le authority sono messe lì apposta
09:13e sono indipendenti
09:15perché il mercato funzioni
09:18e non si determini condizioni di abuso di potere di mercato.
09:23Quindi è chiaro che la guida di queste authority
09:27deve essere una guida autorevole e competente
09:31per poter essere indipendente.
09:35La facciamo così, un po' sibillina, professore.
09:39Grazie davvero.
09:40Mario Baldassari, presidente...
09:43Niente di sibillino.
09:45Non entro nel merito dei vari nomi che girano.
09:48Entro nel merito di un nome che rispecchi queste condizioni.
09:53Chiaro, chiaro davvero.
09:55Mario Baldassari, presidente, centro studi economia reale.
09:58Grazie davvero per il suo tempo.
09:59Professore, a prestissimo.
10:01Buon pomeriggio a voi.
10:03È tutto per il nostro speciale di oggi.
10:05Grazie per l'attenzione.
Commenti