00:03Noi abbiamo avuto in questo governo lo shock, guerra in Ucraina, poi la guerra delle tariffe
00:12e dei dazi. All'epoca io dissi che non ero molto preoccupato perché ero tra virgolette
00:17confidente che il nostro sistema, il nostro grande network di imprenditori piccoli e medi
00:24fosse in grado di superare anche questo tipo di sfida, cosa che a numero di la mano si
00:29è verificata. Poi c'è questo shock qui, che è uno shock che innegabilmente tocca tutte
00:36le famiglie e consumatori, ma tocca anche il 20% della nostra industria che è Energy Intensive.
00:46Noi abbiamo ancora l'industria, l'Italia è ancora un paese industriale, ci sono dei paesi
00:53europei che l'industria non sanno nemmeno cos'è e quindi giustamente ritengono che questo sia
00:58un problema, non dico banale, relativo. No, io e stranamente il collega tedesco che ancora
01:05abbiamo l'industria, invece la pensiamo esattamente nel modo diverso e che questo è un problema
01:09serio che va affrontato. Punto. Quindi in modo assolutamente responsabile e realistico dovremo
01:17vedere come gestire questa situazione nel futuro. Io spero e auspico che a livello europeo, io
01:24non ho chiesto l'aderogo al patto di stabilità, ho chiesto che bisogna essere pronti e flessibili
01:29a rispondere alle situazioni, non rilassati ma flessibili. Quello che non è secondo me
01:36accettabile è la rigidità rispetto a approcciare un mondo che è completamente cambiato.
01:43Questo, così, a me sembra una cosa che non sta in piedi. Poi possiamo fare un test anche in questa
01:53sala, al netto dico uno come la pensi ideologicamente. Credo che siamo di fronte a un mondo che ci ha
02:01posto delle sfide e che esige delle risposte. Ma prontamente.
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