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Trascrizione
00:05Benvenuti a 5 giorni sui mercati. Dopo settimane di tensioni le borse mondiali si sono rilanciate in avanti con nuovi
00:12record del Nasdaq.
00:14Dunque l'onda del rally di Wall Street si è estesa con nuovi record a New York ma anche a
00:19Tokyo e una spinta rialzista che è arrivata fino all'Europa.
00:23La velocità del rimbalzo è stata sorprendente, ha giocato a favore del settore tecnologico proprio nella fase clou dei negoziati
00:31sulla guerra in Iran.
00:32Sul fronte geopolitico i mercati globali stanno seguendo molto da vicino l'evoluzione della de-escalation in Medio Oriente dopo
00:39le promesse di Donald Trump su una guerra vicina alla fine.
00:43Dunque quali sono le nuove strategie degli investitori nel contesto che stiamo osservando e quindi come sta cambiando lo scenario
00:51sia dal punto di vista finanziario che macroeconomico.
00:54È un grande piacere avere con noi per parlarne Andrea Conti, responsabile analisi macro e mercati di Eurison, la società
01:01di asset manager del gruppo Intesa San Paolo, leader del risparmio gestito in Italia e in Europa.
01:06Grazie, è un piacere averla con noi, benvenuto.
01:09Buongiorno a tutti, grazie a voi per l'invito.
01:11Ben trovato dottor Conti, abbiamo visto una sorprendente inversione a V delle borse, gli indici nelle prime due settimane di
01:19aprile hanno seguito sicuramente molti segnali importanti.
01:24Ma è Donald Trump oppure no il direttore dell'orchestra?
01:30Sicuramente se non è il direttore dell'orchestra è il primo violino sicuro perché è lui che ha diretto i
01:36mercati verso il basso,
01:37adesso in un qualche modo le sue azioni lo stanno ridirigendo verso l'alto.
01:42Diciamo, è un paio di settimane che gli investitori hanno annusato che chi ha dichiarato questa guerra ne voleva uscire.
01:51Quindi, come capita spesso e di solito come capita negli eventi di natura geopolitica,
01:56c'è una fase in cui si concentrano le incertezze, in cui si concentra la volatilità dei mercati.
02:02Poi tipicamente l'evento geopolitico va a toccare la soglia del dolore di quelli che sono gli agenti coinvolti.
02:09L'anno scorso, nell'evento geopolitico guerra commerciale, la soglia del dolore l'avevano mostrato i mercati,
02:15in particolare le pressioni sul treasury.
02:18Quest'anno probabilmente la soglia del dolore, gli Stati Uniti l'hanno toccata col prezzo della benzina,
02:234 dollari al gallone, quindi da quel momento in poi il costo della guerra diventava superiore ai benefici,
02:31che peraltro non sono nemmeno stati dichiarati.
02:34Quindi è un paio di settimane che l'America vuole trovare una via di uscita,
02:38le indicazioni vanno in questo senso.
02:41Oggi è uscita anche la notizia che l'Iran riapre lo stretto di Hormuz,
02:47perché è comunque in risposta favorevole alla tregua tra Israele e Libano.
02:57E quindi tutto sta andando nella direzione di una uscita da questa crisi,
03:02da questo evento di natura geopolitica che ha attirato l'attenzione dell'investitore nell'ultimo mese o mese.
03:07Senta Conti, ma abbiamo visto la velocità di reazione delle borse,
03:11ma il petrolio ha reagito altrettanto velocemente, cioè è sceso abbastanza?
03:16No, non ha reagito altrettanto velocemente, però è spiegabile.
03:22Cioè è chiaro che il mercato azionario è quello che ha recuperato, come già diceva lei,
03:26la classica recupero AV che c'è dopo ogni evento geopolitico,
03:30quando se ne annusa la fine, perché lo sappiamo.
03:34Cioè il mercato azionario obiettivamente si muove molto sulle aspettative,
03:37ma si muove anche su considerazione del fatto che il ciclo economico,
03:42se l'evento rimane circoscritto a questo mese e mezzo non sarà più di tanto impattato
03:47e poi le imprese, guarda caso, sono quelle che più resistono meglio all'inflazione,
03:52anzi sono quelle che l'inflazione gli gonfia i profitti.
03:55Quindi in un qualche modo è normale che il mercato azionario abbia reagito prima degli altri.
04:00Il petrolio probabilmente, anche nell'ipotesi di una chiusura di questo evento geopolitico,
04:05che sembra molto probabile, sarà probabilmente l'ultimo a ritornare a normalità.
04:10Un po' perché la ripresa dei commerci di petrolio rimpiegherà un po' di tempo
04:15e un po' perché c'è una scarsità che sia nel frattempo creata che andrà colmata.
04:20Quindi la domanda, se veramente oggi si riapre lo stretto di Orbus,
04:23la domanda di petrolio nell'immediato sarà molto forte, quindi il prezzo rimarrà alto.
04:28Però sta già scendendo, sta già scendendo tanto.
04:30Quindi magari sarà l'ultimo a ritornare ai livelli pre-crisi,
04:33quel 65-70 dollari al barile che era pre-crisi, ma la direzione è quella.
04:41Quindi si sta andando nella direzione giusta sostanzialmente.
04:44C'è troppo ottimismo per quanto riguarda questo rally o è del tutto razionale?
04:51Io ho troppo ottimismo direi di no, nel senso che i mercati sono andati appunto
04:55nella direzione di quelle che erano le indicazioni.
04:59Ripeto, il petrolio ha fatto i massimi a fine marzo e nonostante lo stretto di chiusura
05:05sia stato, lo stretto di Orbus sia rimasto chiuso fino ad oggi di fatto,
05:09il prezzo del petrolio aveva fatto i massimi a fine marzo e poi è rimasto lì,
05:14è rimasto alto, tendeva a scendere, non ha fatto ulteriori massimi
05:17nonostante appunto lo stretto di Orbus fosse chiuso.
05:20Quindi i mercati guardavano in quella direzione, gli eventi stanno andando in quella direzione
05:24eccesso di ottimismo, allora è chiaro che siamo ancora nella fase di tregua,
05:31questa tregua termina martedì, quindi è chiaro che bisogna passare dalla tregua
05:36alla pace vera e propria, è chiaro che sorprese sono possibili,
05:40però le intenzioni, almeno degli Stati Uniti, sono abbastanza chiare
05:45e già da un paio di settimane, gli Stati Uniti vogliono trovare una via di chiusura,
05:50di uscita da questa crisi. Il fatto che oggi l'Iran abbia segnato con piacere il fatto
05:58che la tregua tra Israele e Libano sia la possibilità di aprire lo stretto di Orbus
06:04va anche in quella direzione. Manca ancora la pace definitiva, però tutto va in quella direzione.
06:12Assolutamente, quindi vediamo cosa succede proprio nelle prossime giornate.
06:17No, questa fine settimana, perché la tregua, formalmente la tregua termina martedì,
06:23però diciamo ci sono tutte le indicazioni che i colloqui possono andare a buon fine,
06:27cosa che non è successo settimana scorsa a Islamabad, ma questo non ha determinato
06:32una ripresa del conflitto, questo è stato anche letto molto favorevolmente dai mercati,
06:36quindi vediamo come andrà questo fine settimana, se anche non ci dovesse essere
06:41un accordo definitivo ci sarà eventualmente un prolungamento della tregua,
06:47i mercati aspettano quello. A fronte di un evento negativo magari ritorna un po' di volatilità,
06:52ma a questo punto mi sembra chiaro che di tutte le parti in causa c'è la volontà
06:56di trovare una via di uscita definitiva. Se non è immediata sarà tra non molto.
07:01In altre parole, i rischi sull'impatto dello shock energetico possono rientrare?
07:08Ma allora i rischi, se si chiude la vicenda come oggi sembra la cosa più probabile,
07:16assolutamente sì. Al momento è vero che abbiamo avuto formalmente quasi un mese e mezzo
07:22di shock energetico e come dicevo il prezzo del petrolio rimarrà ancora magari un po' elevato
07:26per qualche tempo anche nella migliore delle ipotesi, però l'impatto sull'inflazione
07:31che già si sta registrando è un impatto importante ma temporaneo, quanto più l'evento si chiuderà
07:40rapidamente tanto più è temporaneo. Quello sull'inflazione, quello sulla crescita ci sarà anche
07:47molto modesto probabilmente se la cosa si chiusa detto, perché è vero che un mese e mezzo
07:52di shock energetico è un tempo relativamente lungo a seconda di come si voglia misurare
07:58per i meccanismi economici è comunque abbastanza breve, anche perché ci sono comunque, c'erano
08:05lo sapevamo all'inizio, delle forze a sostegno del ciclo economico, vuoi negli Stati Uniti,
08:11vuoi in Europa, vuoi in Cina che comunque sono ancora al lavoro e continuano a lavorare,
08:16quindi comunque sia il ciclo economico globale è entrato in questa crisi da una posizione
08:21piuttosto solida, diciamo non basta un mese e mezzo di shock energetico per minarlo in maniera
08:31importante, magari non sarebbero bastati almeno due mesi, vediamo ecco, dando per scontato che la cosa
08:37sia praticamente in via di soluzione, l'impatto sul ciclo economico probabilmente sarà modesto,
08:43se dovesse continuare io penso che il ciclo economico comunque abbia uno spazio di resistenza
08:48ancora abbastanza, abbastanza alto.
08:52Certo Andrea, il vero termometro quindi resta comunque il petrolio, sotto i 90 dollari significa
08:58che la tregua è credibile e si va verso una fine della guerra, sopra i 100 rimane il rischio
09:05di shock inflattivo, cosa ci stanno dicendo in sostanza i prezzi del petrolio sia sul mercato
09:11spot che sui future?
09:14Ci sta dicendo effettivamente, è chiaro il livello di 100 è un livello sempre segnaletico,
09:19in passato 100 aveva segnato il discrimine tra un livello sostenibile e un livello meno
09:24sostenibile per l'economia, poi probabilmente i tempi sono anche un po' cambiati, il mondo
09:28è un po' meno dipendente dal prezzo del petrolio rispetto ad altri casi, quindi non è così
09:34matematico che una volta toccato 100 automaticamente senza passare dal via si va in recessione, non è
09:40non è così, quello che, allora quindi è chiaro il prezzo spot adesso sta ridiscendendo, poi
09:47lo stiamo guardando minuto per minuto a seconda delle notizie, però sta ridiscendendo confortevolmente
09:52sotto il livello di 100 e anche sotto il livello di 90, quindi va nella direzione giusta, quello
09:57che va notato è che i prezzi future del petrolio sono sempre stati molto bassi, cioè la curva
10:04del prezzo del petrolio è sempre stata inclinata negativamente, quindi gli investitori da sempre
10:09hanno trattato, già dal 2 di marzo quando si sono riaperti i mercati dopo l'inizio della
10:15guerra hanno trattato questo evento come un evento di natura temporanea, sempre in questo
10:19periodo si è potuto comprare petrolio a scadenza fino a 2026 o 2027 a prezzi non troppo distanti
10:27da quelli che era il preguerra, quindi 65, 70, 75 dollari al barile, è chiaro che nell'immediato
10:34l'impatto c'è e c'è stato, quindi in un qualche modo i mercati hanno sempre creduto
10:38alla temporaneità di questa crisi, è ovvio che temporaneo breve è diverso da temporaneo
10:45lungo, ecco con un mese e mezzo se la risolviamo adesso è un temporaneo tollerabile.
10:50Diciamo che la tregua in Libano è stata fondamentale per determinare una relativa svolta
10:58sulle prospettive del negoziato USA-Iran, legate evidentemente anche alla riapertura
11:04dello stretto di Ormus, naturalmente bisognerà capire e lo faremo proprio in questa puntata
11:09quali sono i punti all'ordine del giorno e in che modo l'Europa entrerà in gioco insieme
11:18alla Cina, però vorrei chiederle a proposito degli scenari macroeconomici, a questo punto
11:25visto che gli scenari erano molteplici, con questa riapertura, perlomeno nelle intenzioni
11:33dell'Iran di Ormus, possiamo dire che l'impatto sulla crescita e sull'inflazione saranno contenuti,
11:41cioè non ci sarà nessun rischio di recessione?
11:45Io penso di sì, io penso che come scenario centrale dobbiamo mettere questo, soprattutto
11:49se effettivamente la vicenda geopolitica si va a riassorbire.
11:54Il ciclo economico, come dicevo, globale è entrato con spalle sufficientemente larghe e
11:59senza questa crisi non avremmo pensato a uno scenario recessivo per il 2026 e probabilmente
12:05nemmeno per il 2027, visto che ci sono dei trend sottostanti di investimento, vuoi investimento
12:12in data center un po' dappertutto, negli Stati Uniti ma un po' dappertutto, vuoi gli investimenti
12:19in infrastrutture, difesa che ci sono in Europa, soprattutto il piano tedesco, vuoi la cura
12:26con cui le autorità cinesi mantengono la loro crescita vicino al 5%, quindi uno scenario
12:31di forte rallentamento del ciclo economico globale non era nelle previsioni per quest'anno,
12:37io direi nemmeno per il 2026 e poi guarderemo oltre.
12:40Chiaramente questa crisi, così come peraltro era stata anche la crisi della guerra commerciale
12:45lo scorso anno, poteva, avrebbe potuto, eventualmente potrebbe ancora danneggiare la crescita economica
12:50se si risolve in uno shock di un mese e mezzo che adesso va a riassorbirsi, la crescita economica
12:59può resistere, quindi le probabilità di recessione che comunque secondo me rimanevano
13:05basse, vengono ulteriormente a ridursi. Il che non vuol dire che non ci siano dei temi
13:10di attenzione da guardare.
13:11Sì è chiaro, senta ma per quanto riguarda la Cina ad esempio, il PIL è cresciuto del 5%
13:17quindi oltre le stime, è una crescita strutturale o rischia di spegnersi?
13:24No, è il regime di crescita che gli cinesi hanno scelto e che alcuni dubitano della esatta
13:35affidabilità percentuale dei dati cinesi, però nel complesso, anche guardando l'andamento
13:43dell'economia cinese nel suo complesso senza stare al singolo numero, sicuramente la Cina
13:49da quando ha scelto questa politica della common prosperity, per cui ha in un qualche
13:55modo rinunciato a quella crescita molto impetuosa che aveva in cicli precedenti ma che creava
14:00anche delle distorsioni, distorsioni del mercato immobiliare, mercati finanziari, sta pilotando
14:06la crescita economica per centrare questo obiettivo che loro quantificano nel 5% annuo.
14:11Quindi è una crescita strutturale, sì, sana e soprattutto appunto governata con l'utilizzo
14:22dello strumento della leva fiscale, della leva monetaria, della leva del credito in maniera
14:26molto dosata e molto pulata.
14:29Io penso che la Cina dal punto di vista puramente macro sia, dal punto di vista macro e ciclico,
14:34un elemento di stabilizzazione per il ciclo globale.
14:37Cioè sapere che c'è un'economia rossa come la Cina e non solo l'Asia in particolare
14:41che cresce ad un ritmo forte, importante, ma non eccessivo, non dà il rischio di surriscaldamenti
14:51o di incidenti come poteva essere ventilato in tempi passati sulla sostenibilità del sistema
14:57creditizio e così via e dà un buon livello di crescita.
15:01Quindi io penso che sia, lei trova il termine strutturale, sì strutturale, comunque direi
15:07penso che sia sostenibile, sì sostenibile.
15:10Senta, l'ultima domanda in una battuta.
15:12Il Nasdaq ha guidato il rally di Wall Street e quindi abbiamo visto i nuovi massimi storici
15:18proprio del Nasdaq Composite, sopra quota 24 mila.
15:22Quindi la tecnologia è tornata di nuovo ad essere la locomotiva dell'azionario?
15:29Sì, è tornata ad essere la locomotiva dell'azionario dopo alcuni mesi, anche un periodo abbastanza
15:36prolungato di rotazione in cui il mercato ha digerito delle valutazioni che erano eccessive,
15:43ha ripensato al tema.
15:44L'anno scorso uno dei temi era stato che la tecnologia non era più solo un tema americano
15:49ma era anche un tema, ad esempio, cinese e degli altri, quindi ha digerito questa fase
15:53di ripensamento. È stata una rotazione, se vogliamo salutare, è anche raro, se pensiamo
16:00a epoche passate, vedere un mercato, direi così maturo, che fa una rotazione e non si
16:05innamora di un unico tema. Il mercato era molto innamorato del tema della tecnologia,
16:09ricordiamo i Super 7. C'era il timore, se ricordiamo, soprattutto nella prima metà del
16:142025, che se si fermano i Super 7 si ferma completamente il mercato.
16:18Il mercato è riuscito a fare una buona rotazione, evitando eccessi, evitando di estrapolare
16:24un unico tema che poi magari avrebbe creato una bolla. Ha in parte corretto quello che
16:28alcuni temevano essere una bolla, poi però di fronte al fatto che il tema macro principale
16:33di guida dell'economia sono gli investimenti in tecnologia e in data center, quello può essere
16:38un ciclo anche molto lungo, che potrebbe benissimo andare oltre quest'anno, l'anno prossimo
16:43e così via, come tema macro. E di conseguenza come tema di produzione degli utili, obiettivamente
16:48la tecnologia è quello che più continua ad affermare la sua leadership nella produzione
16:55di utili, quindi sì, è ritornata la tecnologia a guidare i mercati, partendo dalle valutazioni
17:01che, grazie alla rotazione che c'è stata nei mesi passati, sono un po' più ragionevoli.
17:07Quindi anche questo, secondo me, è un qualcosa che può prolungare questa fase positiva
17:14dei mercati, sempre ovviamente al netto delle fasi di volatilità che ci possono essere.
17:20Adesso vediamo da una fase di euforia, da scampato pericolo per quanto riguarda la guerra.
17:26Speriamo appunto che sia portato alle decisioni politiche.
17:30La ringrazio. Grazie Andrea Conti, grazie per le sue analisi da Eurizona.
17:35Buon lavoro e a presto. Grazie, a presto, grazie a voi, a presto, alla prossima.
17:40E adesso apriamo una finestra sullo stretto di Ormuz.
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