Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Avanti a testa bassa con la chioma bionda bene in vista, Boris Johnson trasforma il
00:05congresso Tori di Birmingham in un ring e va all'attacco della Brexit di Theresa May
00:10marchiandola a fuoco con la parola cheat, un imbroglio, una truffa. Non senza intimarle
00:14di cestinare qui ed ora il piano negoziale soft dei checkers, piano peraltro già semi
00:20affondato dai leader europei al recente summit di Salisburgo e di nuovo all'Europarlamento.
00:25Atteso come lo sfidante annunciato della Premier, l'ex titolare degli esteri evita di aprire
00:30formalmente la partita per un ricambio della leadership e anzi chiede al partito di aiutarlo
00:36a sostenere Theresa. Ma a patto che sulla Brexit cambi tutto, faccia come dice lui e torni al
00:41suo piano iniziale ed un taglio più netto da lui. I toni sono quelli di sempre, tribunizi,
00:46provocatori di una brutale ricercatezza retorica e le ovazioni si sprecano per 42 minuti di fila
00:53a dispetto dei big di governo che, me in testa, si fanno notare per la loro assenza.
00:58Johnson esordisce con la carta del più scontato nemico esterno. Jeremy Corby nel suo riemergente
01:03Labour ha trazione neosocialista, gli imputa di aver aperto per opportunismo all'ipotesi
01:08di un secondo referendum sulla Brexit e soprattutto lo tratteggia come lo spauracchio da fermare.
Commenti

Consigliato