00:00Benvenuto, signor Presidente, benvenuto in quella che io a definire la città più bella del mondo.
00:07Grazie per aver accettato il nostro invito per una giornata così importante che ci permette di affrontare i temi dello
00:15sviluppo del contratto istituzionale di SIL.
00:19Io ho apprezzato le parole che ha avuto molto di leggere oggi, signor Presidente,
00:22l'Universario, principale quotidiano regionale, condivido l'idea che lo sviluppo deve a partire dal basso,
00:30che ci deve essere una partecipazione dei territori, condivido anche che le scelte che noi abbiamo oggi davanti
00:36sono le scelte che lo sviluppo è sempre più green, sempre più sostenibile.
00:42E' una giornata importante però anche la di una giornata, mi permetto di dire che può risultare molto scimoloso, è
00:48molto pericoloso.
00:51Una delle questioni che ha compito sia per l'intervento sull'Unione ma anche per l'intervento prima del convegno
00:57dei giuristi
00:57è ideale del concetto di fiducia, che è alla base di ogni contratto.
01:02E quindi la fiducia del ciclo di tutti gli amministrazioni locali, di tutti gli amministratori, di ogni strada di questa
01:07sala,
01:08che la presentano la scia del buonitano, nella provincia di Italia, è alla base del corretto funzionamento di questo contratto
01:14di sviluppo.
01:16E dicevo, è una giornata che può risultare pericolosa perché intorno a queste comunità ci sono tra le scelte aspettative.
01:23E quando si generano delle aspettative, il rischio è che più il futuro possa risolversi una grande volontaria.
01:31è che funisce per alimentare invece il clima di fiducia nei cittadini e nei confronti delle istituzioni.
01:38Io questo lo dico perché mi piace distruire i rapporti con molta panchezza.
01:42Non amo la logica che a partire spesso, ci sono due qualità che usano, o meglio una qualità e un
01:48piccolo difetto.
01:49Il difetto è quello spesso che, come dire, ci si nasconde dietro i miei cassetti.
01:54La qualità invece è che abbiamo la capacità di dire con estrema panchezza che queste sono le cose,
01:59e anche una grande fierezza nel riconoscere che qui è il valore del territorio.
02:04Allora, quello che io rappresento oggi, quello che secondo me è importante per questo territorio,
02:12è che va bene il contratto di sviluppo, siamo contenti che ci siano le risorse,
02:16ma oggi per poter programmare lo sviluppo dei territori non è solo un problema di risorse.
02:21Non possiamo fermarci solo alle risorse.
02:24E voglio parlare in particolare di un elemento fondamentale per lo sviluppo di Cagliari,
02:30per lo sviluppo della Scamera Pugitana, per lo sviluppo della provincia di Sassabegna,
02:34per lo sviluppo dell'intera Sassabegna.
02:37Noi oggi abbiamo un porto che è una perla nel Mediterraneo,
02:41è esattamente il porto di Cagliari, la città di Cagliari,
02:43che è a metà tra Gimiteta e Suez.
02:46È strategico per il futuro della Sardegna,
02:51e abbiamo un porto che ha le risorse per poter operare e che non è in condizioni di operare.
02:59Abbiamo un porto che ha un grande livello di maestranza,
03:05200 stati lavoratori oggi sono in cassa integrazione.
03:09Ecco, il mio sogno è che quei 200 stati lavoratori possano tornare a loro a lavorare,
03:14possano diventare 500 e possono continuare a fare i lavori che hanno fatto fino ad oggi,
03:18quello di andare in altri porti del Mediterraneo a insegnare come si fanno certe cose.
03:24Abbiamo, diciamo, le risorse per poter programmare il nostro futuro,
03:28però mancano purtroppo le scelte politiche, strategiche in termini di politica industriale
03:33e in termini di politica infrastrutturale.
03:35Ci sono due nodi che oggi sono sul tappeto, Presidente.
03:38Prima lei diceva che la responsabilità va di pari passo con l'impegno.
03:46Ci sono due nodi che oggi sono sul tappeto e le varie distritte.
03:49E' uno di questi, ma tutti sanno, è la zona economica speciale,
03:53la ZES per il porto di Caglia e l'altro elemento importante è il supramento del vincolo,
04:01del vincolo paesaggistico per il metodo di Porto Canale.
04:07E' la sanatoria, perché il Porto Canale è stato costruito col sacrificio di tanti italiani e tanti sali.
04:13E' la strada del Mezzogiorno Italia, oltre mille di anni,
04:16investiti per fare una grande opera strutturale, infrastrutturale, che oggi è ferma.
04:22Per un assurdo, è un vincolo paesaggistico, perché va bene la tutela del paesaggio,
04:29va proprio nel porto, il concetto di mediazione che prima vi portavamo,
04:33c'è anche il diritto al rossurdo.
04:36E la cosa assurda, signor Presidente, non è solo che c'è il vincolo FN4 Canale,
04:43ma che quel vincolo blocca il futuro e lo sviluppo del porto.
04:49Perché oggi l'autorità portuale ha 100 milioni nel cassetto, che non lo spetta,
04:54per poter realizzare una serie di investimenti che darebbero ossigeno alle nostre imprese,
05:02che darebbero ossigeno ai nostri lavoratori.
05:04C'è un imprenditore in questa sala, che ha un grande progetto con la multinazionale,
05:09una delle più grandi multinazionali.
05:12Ha il capannone pronto da poter insediare, ha il terreno, ha il progetto,
05:17non ha la possibilità di portarlo avanti, perché se non si supera quel vincolo
05:22e se non si riesce a superare la crepa sanatoria,
05:25in quel porto non potrò piantare nemmeno unione.
05:28Quindi l'impegno che io le chiedo, signor Presidente,
05:31è questo, riuscire, con la sua semplice attività,
05:35che è stata ricordata anche nel precedente,
05:37con l'estrema tracchezza, con l'incorrettezza dei rapporti istituzionali,
05:43di far sì che questa non sia solo una giornata importante,
05:45ma che diventi una giornata unica,
05:47perché si possa costruire veramente una politica dello sviluppo
05:52che non è fatta dalla logica di amministratori, di cittadini
05:56che arrivano a Roma, per esempio il Consiglio,
05:58con il cappello in mano, con la cittadina di risorse.
06:01Noi vogliamo scelte politiche, vogliamo scelte infrastrutturali,
06:06vogliamo scelte strategiche, perché siamo convibili
06:09di avere la capacità e la qualità per costruire il futuro di questo territorio
06:12come le nostre gambe, ma abbiamo necessità di camminare insieme.
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