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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:02Fuori dall'Unione Europea, il 31 ottobre, con o senza accordo, Boris Johnson lancia la sua
00:07parola d'ordine per provare a conquistare la poltrona di leader del partito conservatore
00:11britannico e quella di primo ministro dopo l'addio tra le lacrime di Theresa May.
00:15Ma la sfida dell'ex titolare degli esteri ed ex sindaco di Londra, campione di una retorica
00:20pro-Brexit che divide il paese in estimatori e detrattori radicali, è ancora solamente
00:25agli inizi, incoraggiata da consensi crescenti, incasatori eppure tutt'altro che al riparo
00:30dalle insidie di una platea di rivali di giorno in giorno più larga, in attesa dello start
00:34ufficiale il 7 giugno.
00:36Il guanto di sfida Boris lo ha lanciato dal palco di un forum in Svizzera, con parole riecheggiate
00:41trionfalmente dal Daily Telegraph, il suo giornale, nella forma di uno slogan tagliato con l'accetta
00:46«Se sarò scelto, vi sarà l'opportunità di fare le cose in modo diverso e noi lasceremo
00:50l'unione il 31 ottobre, deal o no deal?»
00:53Gigioneggia Johnson nei panni di candidato, salvo precisare che potrebbe trattarsi anche
00:57di tattica, visto che il modo migliore di avere un buon accordo è predisporsi ad un'uscita
01:01senza accordo.
01:02Per i bookmakers intanto sono Dominic Reb e soprattutto il centrista Jeremy Hunt, attuale
01:07inquilino del Foreign Office, i rivali principali di Johnson, in questa duplice corsa dopo Theresa
01:12May.
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