00:00Perché questo spettacolo?
00:02Questo spettacolo nasce dall'esigenza dei miei allievi, che sono giovanissimi attori,
00:10dai 14 ai 17 anni, dall'esigenza di parlare di qualcosa di molto importante.
00:19E cosa, se non il bullismo, il cyberbullismo, che riguarda questa generazione direttamente.
00:27Quindi il teatro è una necessità , non è solo intrattenimento.
00:31Attraverso il teatro possiamo riflettere la realtà e creare spunti di riflessione interessanti.
00:39Si raccontano due vicende.
00:40La cosa preoccupante è che non sono due vicende così, ma purtroppo sono cose che accadono normalmente.
00:47E infatti le due storie che trattiamo in questo spettacolo sono due storie ai noi molto comuni.
00:58Quindi c'è il caso di Andrea, che è un ragazzo gay, che viene vessato sempre di più,
01:05sempre di più, finché poi lo picchiano, è anche forte, ma lui riesce comunque a reagire a un certo punto
01:17e ad affrontare i bulli.
01:19Ed è un caso abbastanza comune.
01:21L'altro caso che trattiamo, quindi la seconda storia, è la storia di Noemi,
01:28una ragazza che si fida di questo ragazzo, fa un selfie, come dire, un po' intimo
01:35e questo suo fidanzatino, mettiamola così, fa circolare sul web questa immagine
01:45e quindi man mano la porta a una fine terrificante, che è la fine che conosciamo, cioè Noemi si suicida.
01:56Sono quindi due storie molto comuni.
01:59La particolarità è che abbiamo inserito in questo spettacolo due figure che noi chiamiamo i presentatori
02:06che sono, diciamo, raccollante tra il pubblico e le scene attoriali
02:15e quindi sono loro che, come dire, portano alla riflessione il pubblico su quanto accade sulla scena.
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