00:00Il problema è stare nel rigore scientifico e quindi stare sempre nella dimostrazione di quanto si afferma.
00:08Da qui il lungo lavoro di 40 anni, sì è vero, dentro l'Umo Vitruviano ci sono tutte le regole
00:15della divina proporzione.
00:17Qui bisogna solo ipotizzare il perché, le regole ci sono, sono dimostrabili,
00:23chiunque con un pizzico di pazienza, una squadretta, un compasso può recuperare queste regole
00:29e può andare avanti il perché è possibile che Leonardo da Vinci, siamo alla fine del 400,
00:38stia ipotizzando che questa relazione con la divina proporzione di cui lui tratterà insieme a Luca Paccioli,
00:47nel volume di Luca Paccioli, lui pensa che potrebbe perdersi.
00:51In quel momento quella centralità cristocentrica degli uomini un po' si perde perché vengono fuori teorie nuove,
01:02l'antropocentrismo e la figura dell'uomo al centro dell'universo, l'antropomorfismo.
01:09E si avanza una società dove Dio non è previsto e così accadrà nel 700.
01:20Quindi qui dobbiamo fare solo un'ipotesi che lui prevenga a questa condizione, grazie al cielo,
01:27perché la trascrive in maniera criptata, in maniera rovescia, con l'utilizzo dello specchio,
01:33con una serie di difficoltà, di calcoli, ma è tutto lì dentro.
01:38Allora, in tre parole che provo a dire, cioè se la prospettiva è questa,
01:44quindi la croce non sarebbe soltanto un simbolo religioso,
01:48ma una struttura matematica che è nascosta nelle opere.
01:54Allora, siccome abbiamo fatto riferimento già al tempo che è stato e agli strumenti
02:00che avevano a disposizione questi signori, quegli strumenti li abbiamo anche noi, li abbiamo portati.
02:07Li abbiamo portati.
02:07Proviamo a spiegare proprio visivamente che cosa succede.
02:12Sì, parto da una normalissima squadretta.
02:16Questa squadretta è di inclinazioni particolari,
02:21l'ho recuperata in un mercato antiquario per miracolo, esiste ancora,
02:24e quindi è un originale, non so dire di che periodo, probabilmente siamo tra il 7 e l'800.
02:31Ma il meccanismo che avevano i nostri artisti era un meccanismo piuttosto semplice,
02:37cioè si costruiva, adesso eccolo qui, si costruiva un rettangolo di legno,
02:43proprio come fosse così, no?
02:45Poi veniva la base 10, altezza 20, il doppio, l'altezza doveva essere 20.
02:52Poi si tracciava la diagonale nel centro e voilà, noi abbiamo le due squadrette,
02:58chiamiamole divine per adesso.
03:00E con queste squadrette gli artisti rispettavano le regole della divina proporzione.
03:08Proviamo anche a spiegare, prima di andare ad alcuni esempi, questa divina proporzione.
03:14Per capirla dobbiamo tornare al quarto secolo dopo Cristo e dobbiamo tornare esattamente al primo concilio di Nicea.
03:24Le domande che io mi sono fatto in questa ricerca, all'inizio erano, io sono partito dai rettabli,
03:31volevo capire perché la forma era quella, due tavole più piccole ai lati e una centrale.
03:37Trovo l'algoritmo, diciamo la sequenza aritmetica che mi dà quel risultato,
03:42ma in capo nella divina proporzione.
03:46E qui ci sono tre momenti per me che sono stati una svolta.
03:50La prima, Paccioli scrive che la divina proporzione deve essere innominata vicino al nome assoluto di Dio,
03:59così come la teologia e la filosofia vuole.
04:04Paccioli è sicuro che sta parlando ad un pubblico esteso.
04:08Parliamo dei primi libri a stampa mobile, quindi si diffonde e lì la Sacra Inquisizione comincia ad intervenire.
04:17Quindi lui dice, guarda che è così come pensano sia la teologia che la filosofia.
04:21In un secondo passaggio dice, la divina proporzione è come la Santissima Trinità, come il Padre, il Figlio e lo
04:27Spirito Santo.
04:29Perché? Mi sono domandato.
04:31Allora sono andato a cercare bibliografia e scarna, scarnissima, non c'è niente.
04:37Sono sceso di 150 anni e trovo che Boccaccio scrive della comedia di Dante, la comedia deve essere chiamata divina
04:50perché è scritta sotto le vestigia dello Spirito Santo.
04:56Eh, perché? Ancora una volta.
05:00Terzo e ultimo domanda, Umberto Eco, più vicino a noi.
05:05E Umberto Eco per l'arte medievale scrive, l'artista si muove sotto il soffio ispiratore dello Spirito Santo senza,
05:14non potrebbe neppure pensare di iniziare.
05:18Detto da Umberto Eco fa rabbrividire.
05:19Fa rabbrividire.
05:21E quindi a quel punto sono andato a farmi un po' di esegesi catechistica, mi perdonerà Don Mariano Mazzeo che
05:31ha scritto la prefazione.
05:32E in questa esegesi catechistica due aspetti sono stati la soluzione.
05:39La prima, Agostino dice che nella Santissima Trinità troviamo il gaudio e la bellezza assoluta.
05:47Nel primo concilio di Nicea si dice che la Santissima Trinità può, come dire, apparire agli uomini solo e soltanto
05:56nel Cristo in croce.
05:58Ricordiamo che il concilio di Nicea ha stabilito i dogmi fondamentali del cristianesimo.
06:03Il dogma trinitario, proprio il tema della Trinità.
06:09Quindi questa condizione che dice che la Santissima Trinità può apparire agli uomini solo e soltanto nel Cristo in croce,
06:17ha fatto sì che io andassi a cercare la croce.
06:20E qui siamo alla dimostrazione sul dipinto.
06:27L'ho cercata prima di tutto su Leonardo perché avevo intuito che ci fosse qualcosa.
06:35Da lì ho incominciato, calcoli incredibili, strumenti altrettanto incredibili.
06:41Uno di quelli che ho usato è stato questo, lo specchio.
06:45È uno strumento banalissimo ma Leonardo lo usa sempre.
06:49E poi se vogliamo lo facciamo.
06:53Facciamo vedere quel movimento col regolo, eccetera, perché poi il tempo vola.
07:00C'è già una camera pronta e quindi può procedere con l'inquadratura.
07:03Allora, qui vediamo un'opera importantissima, Gian Battista Tiepolo, il martirio di San Bartolomeo.
07:10Questo regolo che io adesso poggio sopra, da poggiare in una determinata ed esclusiva posizione,
07:18mentre io faccio scorrere, vedete, questo elemento.
07:22Allora, per intenderci, questo elemento che vedete in tal senso è lo stipes.
07:28Questo che io muovo è il patibulum.
07:32E il patibulum va proprio a combaciare nelle braccia del San Bartolomeo
07:37perché risponde, ancora una volta, ad un tema esegetico
07:42di cui tutti gli uomini si faranno carico,
07:47prendere, portare e farsi carico della croce.
07:50E noi troviamo in tutte le opere d'arte,
07:53vediamo dei Cristi che hanno delle posture molto particolari
07:57e vengono da questo.
07:59Lo possiamo vedere in altre opere,
08:02quindi, ah, poi vediamo anche il nostro amico Leonardo,
08:06lo possiamo vedere in altre opere
08:08e noi vediamo subito nelle altre opere
08:10lo stesso tipo di meccanismo.
08:13Poggiamo il nostro regolo.
08:15È un regolo per cercare, ecco,
08:18e noi vediamo come il San Pietro è dentro questo spazio
08:23delimitato geometricamente e matematicamente
08:27così come era la divina proporzione.
08:30Allora c'era un sistema che oggi possiamo ricostruire,
08:36peraltro nella ricostruzione,
08:38io sono partito dai rettabli e posso tornare nei rettabli,
08:42vedete che nei rettabli basta spostare il nostro regolo
08:46e immediatamente ritroviamo una forma cruciforme
08:52mai citata in bibliografia.
08:55Quando entriamo in una chiesa,
08:58osserviamo un dipinto antico,
09:00qual è il segno che dovremmo cercare
09:02per capire se quell'opera appartiene davvero
09:06a questo linguaggio trinitario della proporzione?
09:10Così magari diventiamo anche un pochino più curiosi.
09:12Ricorderemo subito di posture di Santi, di Vergine e del Cristo
09:17molto particolari,
09:19cioè sono tutte che inclinate nel rispetto
09:22della divina proporzione, sempre.
09:27E li vediamo, hanno anche posture strane,
09:30hanno anche atteggiamenti strani,
09:32però sono tutti organizzati in tal senso
09:35e tutti portano a Deum, verso l'altare.
09:39Mentre l'altare, ho scoperto da questa ricerca,
09:42è una realizzazione ex Deo.
09:45Si inizia dall'abside, si porta il Santissimo
09:49e la chiesa, anche se non è finita,
09:51poteva già ufficiare.
09:52Sì, è incredibile, veramente affascinante.
09:55E questo probabilmente può cambiare qualcosa
09:59anche in termini di interventi sulle opere,
10:03sul restaurarle, su esporre le opere d'arte.
10:06Cioè, può essere veramente l'inizio
10:09di un approccio completamente diverso?
10:11Allora, io mi auguro di sì.
10:12In questo momento, con la soprintendente
10:15Monica Stocchino,
10:16la soprintendente dell'archeologia e beni culturali di Sassari,
10:20ma anche con quella di Cagliari,
10:22e poi con la professoressa Giovanna Concu,
10:26stiamo proprio lavorando ad una ricerca
10:29per, come dire, stabilizzare e ottimizzare i dati.
10:34Abbiamo bisogno di tantissimi dati,
10:37sulle architetture in particolare e sulle opere d'arte,
10:41bisogna arrivare a un numero di dati straordinari.
10:44E ci stiamo lavorando.
10:46È molto importante perché, faccio un esempio,
10:50muovere un qualcosa all'interno di una chiesa
10:52potrebbe significare stravolgerla.
10:55Certo.
Commenti