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  • 2 settimane fa

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Trascrizione
00:04Con noi c'è Antonio Cesarano, Chief Investment Advisor di Sella SGR.
00:10Ben ritrovato, buongiorno.
00:12Buongiorno a voi e a tutti gli spettatori.
00:14Allora, le chiedo subito innanzitutto che idea vi siete fatti su quelle che sono le ultime notizie.
00:21Chiaramente tutti con il fiato sospeso, mercati di investitori su quello che è il fronte bellico,
00:28quanto il mercato crede a qualcosa di più strutturale rispetto alla tregua che è stata trovata pochi giorni fa?
00:39Guardando l'andamento dei mercati si respira, osservando le variabili, un clima di cauto ottimismo.
00:46Lo deduco dal fatto che le tensioni sul petrolio, soprattutto i differenziali di prezzo,
00:53dal prezzo spot e quella termine, sono in parte rientrati, c'è sempre un po' di tensione,
00:59ma siamo a circa la metà dai picchi massimi raggiunti in questi giorni.
01:04E poi un altro aspetto che può sembrare controintuitivo, anche il prezzo dell'oro che prova a riprendersi,
01:10era stato un po' venduto sotto una fase di tensione massima per cercare in qualche modo di fare un po'
01:15di liquidità
01:16in vista di fasi più turbolenti.
01:18E infine le borse, che alla fine sono ferme o addirittura in leggero rialzo, in area euro, da inizio anno.
01:26Tutto questo un po' all'insegno del fatto che il mercato di fatto sta credendo che,
01:30tutto sommato, poi Trump alla fine faccia il solito taco
01:34e che quindi anche questa guerra si risolva di fatto senza arrivare all'escalation
01:39che si temieva con lo sparto interno.
01:42Cesarano sta credendo il mercato a una vera e propria ripresa
01:46oppure ne sta momentaneamente approfittando,
01:50ne ha approfittato quando si è arrivati magari sui massimi
01:55all'inizio del conflitto per tornare un po', poi per rientrare progressivamente.
02:01Quello che si vedono sono davvero delle riprese di entusiasmo
02:05o forse delle manovre molto tattiche?
02:09Sì, c'è molta tattica sicuramente perché comunque ovviamente l'incertezza c'è
02:14anche perché insomma i negoziati che si apriranno
02:18sono all'insegna anche di un po' di tensioni emersi anche dal lato israeliano.
02:23Però diciamo in questo momento è emerso forse come fattore equilibratore
02:28rispetto a quello che era un po' il fattore di tensione massimo,
02:31il timone dello sbarco appunto ad Ormuz, la Cina.
02:35Intendo la Cina che ha messo il suo veto all'ONU contro l'ipotesi di riapertura di Ormuz
02:42per non mettere eccessivamente in un angolo lo stesso Iran
02:46e la Cina che è sempre più presente di fatto dietro il Pakistan,
02:49c'è la Cina di fatto, quindi è sempre più come dire un fattore riequilibratore
02:55e quindi è sempre più evidente a mio avviso che quello che sta accadendo
02:58questo confronto con l'Iran in realtà non è nient'altro che un'anticamera
03:02o comunque dietro le quinte c'è il confronto con la Cina.
03:05Trump cerca di prendere la leva negoziale del petrolio italiano
03:08per contrapporlo a quello delle terre rare quando a metà maggio
03:12si incontrerà con Xi Jinping.
03:14Operazione non facile, probabilmente Netanyahu aveva prefigurato un'operazione lampo,
03:20così non è stata e adesso occorre un po' fuoriuscirne.
03:23E credo che Trump stia cercando soprattutto di avere anche lui un diritto
03:27nel prendere quei pedaggi ad Ormuz.
03:30L'aveva ventilato qualche giorno fa anche la portavoce della Casa Bianca stessa.
03:35Avremo delle fasi al perne, mercato quindi molto tattico,
03:39ma speranzoso è il fatto che però alla fine se ne fuoriesca
03:43entro proprio quella data del 14-15 maggio l'incontro con Xi Jinping.
03:49In termini economici però un po' l'ha anticipato Cesavano,
03:52io le voglio chiedere se era detto subito dall'inizio della guerra
03:54le conseguenze economiche dipendono dalla sua durata.
03:58Ora, oggi vedremo un'inflazione in America che però è attesa oltre il 3%,
04:03con un balzo di quasi un punto percentuale.
04:07Già l'Unione Europea abbassa le stime di crescita per l'Europa,
04:12il Fondo Monetario fa altrettanto a livello globale.
04:15Io le chiedo se ormai quella durata, diciamo così,
04:18quella soglia del dolore è stata raggiunta e superata,
04:20dobbiamo considerare ormai strutturale,
04:23anche perché il petrolio, anche se viene fuori con una riapertura di Ormuz,
04:28rischia però, a causa dei danni agli impianti, eccetera,
04:30di rimanere su costi importanti.
04:33Quindi le diamo ormai per assodati gli impatti sull'economia
04:37o siamo ancora nella fase, dipende dalla durata
04:40e potrebbero non essere particolarmente forti o temporali?
04:46Diciamo che i danni sono stati provocati ai pozzi,
04:50ma soprattutto alle raffinerie, quindi soprattutto i prodotti raffinati,
04:53il problema più grosso perché per quanto riguarda il petrolio grezzo
04:56un pochino si riesce a fronteggiare il tutto rilasciando le scorte,
05:00ma il problema è poi raffinarlo e c'è una quota notevole delle raffinerie
05:04che proprio in Medio Oriente, quindi parliamo del combustibile per gli aerei,
05:07per le navi, per il diesel, eccetera, eccetera.
05:09Quindi gli impatti a mio avviso ci saranno,
05:12lo scenario stagfrattivo diventa uno scenario che comincia ad essere
05:16quasi quello base per entrambe le banche centrali,
05:19un po' più forte in area euro, un po' più smussato negli Stati Uniti,
05:23nel senso che gli Stati Uniti hanno meno rischio di razionamento,
05:26sono autonomi da un punto di vista energetico,
05:29in area euro il problema potrebbe anche essere un po' più
05:32di razionamento, di costruzione della quantità di raffinati disponibile.
05:37Parliamo anche il caso degli aerei,
05:38che poi incide anche, per esempio, sul turismo, eccetera.
05:41Quindi mettendo tutto insieme il compito delle banche centrali
05:44sarà non facile.
05:45Per la Fed sarà più facile optare probabilmente per stare fermi,
05:50sostanzialmente, anche in attesa dell'arrivo del nuovo Presidente della Fed
05:53che arriva non prima di giugno.
05:55Per la BCE credo che una tentazione di effettuare un rialzo dei tassi
05:59potrebbe esserci, se non ad aprile, questo dipenderà se si ha una fase
06:03di escalation forte o di de-escalation,
06:05arriva nel 30 aprile a giugno.
06:07Questo per due ragioni, un po' perché si cerca prima di compattere
06:10i temi di inflazione e poi successivamente i danni sulla crescita
06:14e un po' perché forse i membri Fed sono affetti anche dai rimossi
06:18del ritardo delle manovre effettuate in termini di rialzo dei tassi
06:22nel 2022 dopo l'attacco della Russia all'Ucraina.
06:26Cesarano, alla luce di quello che ha detto,
06:29alla luce poi di quello che dice lo stesso Dombrovskis
06:31nelle scorse ore sul rischio stagflazione,
06:35ieri il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
06:38è tornata a chiedere sul patto di stabilità
06:44di in qualche modo mettersi la mano tutti sulla coscienza
06:47e rivedere le regole.
06:51Secondo lei ci sono dei margini?
06:55Sono delle richieste che vengono effettuate chiave preventiva
06:59la verità la si vedrà quando si affronterà
07:02l'entità della gravità della crisi e come si manifesterà
07:07intendo quanto sarà forte lo scenario stagflattivo
07:11è un po' come il tuono in lampo, lo sapremo più che altro
07:15soprattutto tra aprile e maggio
07:16lì si vedrà soprattutto quando siamo nel pieno, nel vivo
07:20del ripristino delle scorte di gas da parte dei vari pesi dell'area euro
07:25tra maggio e giugno inizia la fase centrale
07:28che poi prosegue in estate
07:29e un po' per vedere esattamente a quel punto
07:32quanto l'impatto della distruzione delle catene di fornitura sarà forte
07:36in ogni caso ci sarà, mi avviso, e soprattutto saranno strutturalmente alti costi di trasporto
07:42costaranno di più le assicurazioni, i noli
07:43e soprattutto più in generale ci sarà, mi avviso, per la fine
07:47un pedaggio ad onus che prima non c'era
07:49e questo potrebbe far aumentare anche il rischio
07:52che in altri stretti si lavori in questa direzione
07:55quindi diventerebbe, diciamo, il mare un'autostrada a pedaggio
08:00lo era già appunto Suez
08:03ma la geopolitica attuale sta facendo vedere che il guardiano globale
08:07sta un po' perdendo colpi
08:09e il risultato è un maggior costo di trasporto
08:12In un flash, Ungheria al voto
08:14posizione di Orban in bilico
08:18c'è un fattore Budapest sui mercati?
08:23È un elemento molto importante, mi avviso
08:26perché la guerra, insomma, la vicinanza con Trump
08:29potrebbe, l'abbiamo già visto con carni in Canada
08:33e potrebbe agire anche nel caso dell'Ungheria
08:36sarebbe un fattore paradossalmente, potenzialmente positivo
08:40per l'Unione Europea
08:41visto che l'Ungheria è sempre stata quella che ha osteggiato
08:44alcune decisioni e in qualche modo si riuscirebbe anche
08:46a navigare meglio attualmente con il criterio dell'unanimità di voto
08:50quindi paradossalmente potrebbe essere
08:52uno delle poche, diciamo, risultati positivi
08:55in termini di maggiore unità
08:56e capacità di essere un po' più veloci
08:58nelle decisioni a livello dell'Unione Europea
09:02Grazie, grazie Antonio Cesarano
09:05per essere stato con noi
09:05alla prossima, buon weekend
09:08Grazie a voi, buon fine settimana
09:10Grazie a voi, buon fine settimana
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